Chiti Ugo

La guerra dei Roses

Autore: 
Chiti Ugo

TRAMA: Una grande storia d’amore, che nasce da un incontro a prima vista in età adolescenziale, si concreta in un matrimonio da cui nascono due figli. Ma un giorno Barbara si stanca di attendere a casa il ritorno di Jonathan, avvocato di successo e troppo preso dalla professione per rendersi conto delle aspirazioni della moglie. Il loro rapporto si trasforma in odio profondo e la moglie chiede il divorzio. Ne nasce una guerra che condurrà alla morte di entrambi i protagonisti. 

RECENSIONE: Ugo Chiti mette in scena una dark comedy, truce e corrusca, marezzata di toni aspri e dolenti, ricavandola da una nuova trascrizione teatrale dell’omonimo film, operata ex novo direttamente da Warren Adler. Colui, per intenderci, che scrisse la sceneggiatura cinematografica dell’opera di straordinario successo diretta da Danny De Vito con Michael Douglas e Kathleen Turner. L’impianto drammaturgico si rivela funzionale alle esigenze di creare una successone imponente di scene in ambienti diversi, costringendo tuttavia gli attori a confrontarsi con la difficoltà dello straordinario dinamismo scenico della pièce. Con grande raffinatezza, sapiente uso dei costumi e ricercato gusto del dettaglio, avvalendosi di un cast di attori che danno prova della loro collaudata bravura, il regista firma una regia di pregevole fattura.  
La vera protagonista del racconto è Barbara, che Laura Lattuada interpretata con eccellente incisività, interpretando una donna che vive fastidiosamente incagliata nell’apatica sequenza dei giorni. Dopo aver aderito appassionatamente al proprio ruolo di moglie e di madre per lunghi anni, qualcosa s’inceppa nel meccanismo della sua acquiescenza coniugale. Improvvisamente cede travolta dalla trepidante necessità di ricercare in altro ambito la propria realizzazione. Forte di un’eccellente duttilità espressiva, ella rende palese la percettività femminile dominata dapprima dalla frustrazione e poi dall’urto violento che si genera dentro di lei. Giancarlo Zanetti per una volta lascia la poltrona di regista, per interpretare con convincente sobrietà il ruolo di Jonathan, un marito troppo occupato dalla propria professione per cogliere il malessere della moglie, illuminando i momenti topici del personaggio.

Chiti si avventura qui con inquieto stupore nelle regioni più angosciose dell’esistenza umana, che mettendo a rischio i pilastri che reggono la vita familiare e sociale infrangono la solidità dei vincoli d’affetto e corrodono l’identità personale dei protagonisti.

Il rapido avvicendamento delle scene, peraltro molto curate, gli consente di ben rappresentare una storia di amore e di follia, il passaggio da un’ostilità latente alla deflagrazione più cruenta in un crescendo parossistico. Egli ci consegna uno spettacolo di coinvolgente attualità, depositario dell’amarezza dei tempi. Il cervello dello spettatore, completamente irretito dalla vicenda, non può che accendersi e spegnersi a piacimento del regista e ne segue il progressivo deterioramento con un misto di angoscia ed incredulità; perché è la nostra vita che vediamo rappresentata sul palco, ed allibiti ci chiediamo come Warren Adler abbia potuto raccontare di noi usando elementi che apparentemente sembrano lontani da noi.

Gian Paolo Grattarola

 

La guerra dei Roses di Warren Adler

Regia di Ugo Chiti
musiche di Jonathan Chiti e Vanni Cassori
scene di Nicola Rubertelli
costumi di Silvia Morucci
luci di Franco Ferrari
con Giancarlo Zanetti, Laura Lattuada, Luis Molteni, Fabrizio Apolloni, Simona Celi, Rodolfo Medina, Elisa Rampon, Valerio Moretti.

Compagnia Fondazione Toscana Spettacolo
Genere: commedia drammatica.

ISBN/EAN: 
00

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