Chiara Piero

I giovedì della signora Giulia

Autore: 
Chiara Piero

Chi si ostina a pensare che il delitto perfetto non esiste, uscirà destabilizzato dalla lettura de I giovedì della signora Giulia. Pur presentando tutti gli elementi caratteristici della produzione di Piero Chiara (l’ambiente pettegolo della provincia, la villa tenebrosa, l’insoddisfazione femminile, il giovane arrampicatore sociale ecc.), quest’opera è decisamente atipica, più “gialla” di quelle che sarebbero seguite, “un precoce ibrido – per dirla con Mauro Novelli, il prefatore e curatore del testo – tra police procedural e legal thriller”.

La vicenda ruota intorno alla scomparsa della signora Giulia, moglie del noto penalista Carlo Esengrini, i cui scheletri nell’armadio non tardano a saltare fuori. Già poche ore dopo il fatto è lo stesso coniuge, con una freddezza e una lucidità sorprendenti, a parlare al solerte commissario Sciancalepre dell’ingegner Fumagalli, un giovane che la donna incontrava a Milano, nei giovedì in cui si recava nel capoluogo lombardo per vedere la figlia (Emilia), che lì risiedeva in un collegio. Gli incontri con Fumagalli non sono che la punta di un iceberg che fin dalle prime pagine travolge in lettore, portandolo a divorare il libro con una voracità che solo i grandi libri e i grandi autori sanno scatenare.

La struttura, i tempi e gli elementi della detection sono perfetti: c’è una donna affascinante e piena di segreti, comprimari sfuggenti, un’atmosfera opprimente che getta ombre più o meno lunghe su tutti gli interessati e soprattutto un’indagine vera e propria, condotta con grande abilità. Merito anche e soprattutto della familiarità con la materia acquisita da Chiara nei venticinque anni in cui lavorò al servizio dell’Amministrazione Giudiziaria come cancelliere.

A rendere atipico questo giallo concorre un elemento imprevisto e che, dalla seconda metà dell’opera diventa sempre più ingombrante: l’accusato che si fa inquirente, ovvero il marito della signora Giulia che, navigato penalista e conoscitore di codici, una volta incriminato di uxoricidio, si sostituisce di fatto a chi porta avanti le indagini. Con veri e propri colpi di teatro adduce prove a cadenze regolari, instilla dubbi e, ostentando una calma decisamente poco umana, tace il nome del colpevole pur dimostrando di conoscerlo da parecchio tempo.

Uscirò [dal carcere] quando entrerà “Lui”. Se “Lui” sapesse che io sono fuori, capirebbe che è scoccata la sua ora e potrebbe compiere delle mosse imprevedibili”, p. 76.

Il processo, che si svolge a tre anni dal fatto, non darà all’avvocato Esengini le soddisfazioni sperate, mentre ne darà parecchie al lettore, che si troverà a leggere due deposizioni (quella dell’avvocato e quella di colui che l’avvocato addita come l’assassino della moglie) esattamente speculari e ugualmente ammissibili.
La bilancia oscilla a lungo, poi i piatti si allineano e si fermano: equilibrio perfetto.
Chi è il colpevole? Fino all’ultima parola è tutto possibile, ma una cosa è certa: qui c’è un grandissimo Piero Chiara.

La frase: “La giustizia è un robot senza cuore né intelligenza; colpisce a seconda della carica che ha avuto. E la carica è costituita dalle prove. Dobbiamo metterle nello stomaco le prove sicure, i documenti, le testimonianze certe. Allora colpisce giusto. Guai se le mettiamo nello stomaco delle opinioni! Peggio, se la rimpinziamo di prove incomplete, approssimative…”, p. 67.

EDIZIONE ESAMINATA
Piero Chiara, I giovedì della signora Giulia, Mondadori 2008, pp. 102, a cura di Mauro Novelli. I edizione: Mondadori 1970.
 
NOTE AL TESTO
Prima di essere pubblicato nella veste di volume, I giovedì della signora Giulia apparve, tra il 2 febbraio e il 23 marzo 1962, in appendice al quotidiano svizzero “Corriere del Ticino”. In quell’occasione l’autore si celò dietro lo pseudonimo di Nik Inghirami.
Nell’estate nel 1969, Chiara consegnò alla Mondatori il dattiloscritto I giovedì della signora Giulia, presentato come una “presceneggiatura” di un soggetto ceduto a una società di produzione di Pietro Germi. Ne derivò un prodotto televisivo in cinque puntate, trasmesse dalla RAI nell’aprile del 1970. Del cast facevano parte anche lo stesso Piero Chiara e Arnoldo Mondadori.
Sempre nel ’70 I giovedì della signora Giulia comparve nella Collana Oscar Mondatori con una nota introduttiva in cui si specificava che il testo si discostava nel finale dall’adattamento televisivo, dove il colpevole veniva identificato chiaramente (come, d’altra parte, anche nella versione apparsa sul giornale svizzero).
I giovedì ebbe in un decennio ben sette edizioni nella collana Oscar per circa 100.000 copie vendute. Ne seguirono ristampe, traduzioni, un’edizione scolastica commentata (a cura di Raffaella Castagnola e Mariella Camboni, Mondadori Scuola, 1992) e una illustrata nella collana I classici del giallo (Mondadori 2000) con annotazioni, tra gli altri, di Antonio Faeti, Fruttero & Lucentini e Stefano Bartezzaghi.
 
L’edizione esaminata in questa sede riproduce fedelmente il testo allestito per il Meridiano Tutti i romanzi (2006).
 
BIOGRAFIA AUTORE
Piero Chiara (Luino, 1913 – Varese, 1986) è stato uno degli scrittori più vivaci del Novecento. Saggista e critico letterario, esordì come narratore nel 1962 con Il piatto piange, cui fece seguito una serie ininterrotta di successi tra i quali La spartizione (1964), La stanza del vescovo (1976), Il cappotto di Astrakan (1978), Una spina nel cuore (1979).

Paola Biribanti, gennaio 2009

ISBN/EAN: 
9878804455097

Commenti

In lankelot.eu non poteva mancare Piero Chiara.

"Pur presentando tutti gli elementi caratteristici della produzione di Piero Chiara (l?ambiente pettegolo della provincia, la villa tenebrosa, l?insoddisfazione femminile, il giovane arrampicatore sociale ecc.), quest?opera è decisamente atipica, più ?gialla? di quelle che sarebbero seguite, ?un precoce ibrido ? per dirla con Mauro Novelli, il prefatore e curatore del testo ? tra police procedural e legal thriller?."

> Mia ottima, in questo frangente leggo solo perché sei tu l'articolista:). Limite mio, ma i due generi, per quanto mi riguarda, sono criptonite.

(e allora complimenti almeno per la ricca Nota al Testo;) ).
(e per il contributo all'archivio. Grazie semper.)

?un precoce ibrido ? per dirla con Mauro Novelli, il prefatore e curatore del testo ? tra police procedural e legal thriller?.?

Mi rendo conto che l'uso dell'inglese può essere fuorviante.
Ma qui non bisogna pensare a Grisham o Turow, quanto a Simenon, a Gadda del Pasticciaccio...
Siamo pur sempre nell'Italia degli anni Cinquanta.

Adoro Chiara, unico "giallista" che con Simenon cattura il mio interesse di non-appassionata al genere.
Mi dai un'info importantissima parlandomi di una raccolta di tutti i suoi romanzi.
Molto tempo fa avevo scritto de Il cappotto di Astrakan, ma oggi dovrei rileggere e riscriverne...
Grazie per avermi ricordato questo ottimo Autore!

copertina!

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