Questo libro è un viaggio ai confini del cattolicesimo, un viaggio che conduce dinnanzi ad uomini e donne che vivono borderline e nel loro piccolo si “battono” per una Chiesa altra e non per un’altra Chiesa (il dettaglio non è di poco conto). Con coraggio e determinazione vanno avanti, vivendo con fatica spirituale la loro quotidianità perché hanno una visione spesso critica rispetto alle posizioni ufficiali del vaticano su tanti temi sociali (eutanasia, aborto, fecondazione assistita, ecc. ). Questi uomini e queste donne spingono dal basso e, consapevoli della scelta intrapresa, non rinunciano alle loro idee, anzi cercano di dargli eco. In questo viaggio in cui Riccardo Chiaberge ci fa da Caronte troviamo di tutto e di più.
L’eremita che ci ricorda come sia meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo perché quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno dalle loro opere.
Il gesuita che ci rammenta come la vita non possa essere intesa come puro dato biologico ma come esperienza e come il dolore vada combattuto con ogni mezzo (perché non è stato certo il dolore a salvarci ma l’amore) evitando l’accanimento terapeutico (non perché si vuole procurare la morte ma perché si accetta di non poterla impedire).
L’ex prete sposato che ci tiene a precisare che il celibato non è una scelta come per i religiosi ma una norma disciplinare imposta (ma non è stato sempre così) e che non si diventa prete per imposizione delle mani del vescovo ma quando ti affidano una comunità.
La missionaria che ci mette in guardia dalla tentazione di trasformare la croce in un simbolo d’identità perché il Vangelo non va preso alla lettera (sarebbe fondamentalismo) ma esige sempre un processo di interpretazione, altrimenti si rischia di fare il gioco di quanti vogliono sì il crocifisso nelle aule e nei tribunali ma per lasciarlo lì appeso.
Il medico che si professa cristiano e ritiene che nel suo lavoro i valori in cui crede ed è fondata la sua fede valgono per lui e solo per lui e non può certo imporli al suo paziente, nei cui confronti deve adoperarsi per aiutarlo piuttosto che innalzare barriere in nome dei principi.
L’eretico che “accusa” il Concilio Vaticano II di aver rinnovato solo parzialmente l’universo cattolico; si sono fatti passi da gigante nella teologia ma si è rimasti fermi sull’organizzazione del potere che era e rimane una monarchia assoluta, ormai un modello anacronistico ed inefficiente. Le decisioni papali sono inappellabili ed i fedeli sono di fatto sudditi privati delle garanzie e dei diritti, ma non è sempre stato così (un tempo era il gregge a scegliere il suo pastore). Si giunge allora all’amara conclusione che non si è liberi dentro a questa Chiesa e ci si pone la domanda se un’autorità religiosa possa annullare i diritti umani invocando l’autorità divina, nessuno può pretendere il monopolio della religione cattolica (nemmeno il papa).
L’imprenditore prete che ci ammonisce che la scienza è stata creata da Dio e quindi non è mai contro la fede e che il principale compito del medico nei confronti del paziente è quello di assistere, sempre, nonostante e comunque, perchè di fronte alla malattia non bisogna mai arrendersi.
Il prete attivista sociale che ha deciso di dedicarsi anima e corpo alla carità perché sostiene che la fede senza le opere è cosa morta ed ha fondato le sue convinzioni sulle parole di Don Milani: “La carità senza la giustizia è una truffa…".
Chiaberge, dopo averci testimoniato la vita e le idee di questi uomini e donne, da una parte ci ricorda come i dati statistici siano impietosi ed inesorabili (meno battesimi, meno matrimoni, meno vocazioni sacerdotali, maggiori divorzi, invecchiamento del clero, calo di afflusso alle udienze generali, riduzione delle donazioni all’Obolo di San Pietro, ecc.) dando ampia testimonianza della profonda crisi che sta attraversando il mondo cattolico, dall’altra come un rinnovamento sia già in atto ma non dai vertici della Chiesa bensì dalle sue fondamenta, dal basso, dal popolo in cammino e dalla sua inascoltata ed insoddisfatta richiesta di rinnovamento, un rinnovamento che rischia di provocare un ulteriore scisma e che, forse, silenziosamente, è già in atto. Il popolo dei credenti, pur riconfermando l’autorità papale alla guida della Chiesa perché riconosce legittima l’eredità pietrina, chiede però una Chiesa che applichi prima di tutto a se stessa lo spirito della Caritas in Veritate (l’ultima enciclica di Benedetto XVI) adottando un profilo più sobrio, facendo pulizia nelle sue file e rinunciando a privilegi e ricchezze, chiede una pastorale meno dogmatica e più vicina alla realtà quotidiana, una pastorale che unisca invece di dividere, in altre parole non chiede una altra Chiesa ma una Chiesa altra.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Riccardo Chiaberge (Torino, 1947), giornalista e scrittore italiano.
Riccardo Chiaberge, "Lo scisma. Cattolici senza papa", Longanesi, Milano 2009.
OPERE DELLO STESSO AUTORE
Ingegneri della vita (1988 con il premio nobel Renato Dulbecco); Cervelli d'Italia (1996); L'algoritmo di Viterbi. Da profugo a re dei cellulari: la straordinaria avventura di un italiano in America (2000); Salvato dal nemico. 1944: una strage nazista nell'Italia divisa dall'odio (2008); La variabile Dio (2008).
Riccardo Chiaberge (Torino 12 luglio 1947) giornalista e scrittore, dirige il supplemento domenicale del Sole 24 ore. E' stato giornalista della Stampa, del Mondo e del Corriere della Sera.
APPROFONDIMENTI IN RETE
http://www.riccardochiaberge.it/
nina_garbo, 23 marzo 2010
Commenti
Neo NINA! "Questo libro è un
Neo NINA! "Questo libro è un viaggio ai confini del cattolicesimo, un viaggio che conduce dinnanzi ad uomini e donne che vivono borderline e nel loro piccolo si “battono” per una Chiesa altra e non per un’altra Chiesa (il dettaglio non è di poco conto). Con coraggio e determinazione vanno avanti, vivendo con fatica spirituale la loro quotidianità perché hanno una visione spesso critica rispetto alle posizioni ufficiali del vaticano su tanti temi sociali (eutanasia, aborto, fecondazione assistita, ecc. ). Questi uomini e queste donne spingono dal basso e, consapevoli della scelta intrapresa, non rinunciano alle loro idee, anzi cercano di dargli eco. In questo viaggio in cui Riccardo Chiaberge ci fa da Caronte troviamo di tutto e di più..."
[chiaberge] uniformo al
[chiaberge] uniformo al format la nota biografica;)
[chiaberge] "adottando un
[chiaberge] "adottando un profilo più sobrio, facendo pulizia nelle sue file e rinunciando a privilegi e ricchezze",
> Sarebbe fondamentale, Nina...
[Chiaberge] Che lettura
[Chiaberge] Che lettura interessante! Certo che si vorrebbe da molte parti una chiesa altra. E che le cose si muovano dal basso io posso testimoniarlo davvero. Solo un appunto (mosso a partire non dalla lettura dal testo ma dalla recensione e quindi spero di aver letto correttamente): attenzione a non confondere delle sacrosante istanze di "liberazione" da sovrastrutture obsolete quando non imbarazzanti con l'aderenza al Vangelo che - mi spiace per la suora ma non sono d'accordo - non può essere "interpretato" a piacere (mi pare che il mondo protestante ci mostri bene cosa è successo con le interpretazioni libere) - ma accolto per quello è, là dove piace e anche là dove piace meno (su certi argomenti Gesù è stato di una chiarezza cristallina e non ci sono compromessi possibili).
Per il resto ci sono moltissimi punti con cui da cristiani convinti non si può che concordare.
[chiaberge] bel pezzo
[chiaberge] bel pezzo davvero, Nina! Sarebbe bello se aprissimo un filone tutto dedicato al dibattito sul cristianesimo e sul cattolicesimo...
[Chiaberge]"non chiede una
[Chiaberge]"non chiede una altra Chiesa ma una Chiesa altra. "esatto! Una lettura davvero notevole. Credo che il rinnovamento, come dice Ilde, parta dal basso, anche da quei preti che si trovano ogni giorno in reale contatto con i problemi della gente e con la necessità di dare delle risposte e di accogliere con spirito di carità.Comunque, è dura, ragazzi.
è dura, ma ne vale la pena
è dura, ma ne vale la pena
magari Fra
magari Fra
il corsivo l'ho utilizzato
il corsivo l'ho utilizzato per riportare le parole del libro, ma la missionaria parla solo d'interpretazione e non d'interpretazione a piacere, ora bisognerebbe capire a cosa si riferisce ... aggiungo alcune doverose precisazioni, purtroppo molto sintetiche in quanto lo spazio non è quello adeguato, l'argomento è complesso e in più non voerri essere noioso:
1) è assodato che i vangeli non sono e non vogliono essere testimonianze storiche, sono piuttosto "catechismo" che le prime comunità cattoliche hanno deciso di metter per iscritto invece che tramandare oralmente;
2) la traduzione dei vangeli canonici, come per altri documenti dell'epoca, è complessità e difficile, oltre a quella utilizzata nella liturgia (CEI) ve ne sono altre ugualmente valide e tanti biblisti che offrono diverse letture del medesimo passo (io di solito raffronto il brano evangelico tra i sinottici e poi con altre tarduzioni, interessante, per esempio è quella della bibbia intercofessionale, cioè cattolico-protestante);
3) l'interpretazione e la custodia del vangelo spetta solo al Magistero della chiesa (ai vescovi), così almeno è sancito dal ccc, per buona pace di tutti i teologi (religiosi e laici)
4) a parte l'interpretazione, la Parola può essere meditata e contemplata, (io l'ho fatto per 7 anni consecutivi) perchè la Parola è viva e può parlare ad ognuno di noi (spesso rileggo un passo letto molte altre volte e ci trovo qualcosa di diverso e di nuovo).
Scusami per la lunghezza della risposta, grazie dell'attenzione
[Chiaberge] Grazie a te per
[Chiaberge] Grazie a te per l'aggiunta.
Certo che la Parola è viva! Tutto quello che scrivi è verissimo e sacrosanto. Dio parla al cuore dell'uomo in ogni tempo attraverso la Parola. la Parola agisce oggi come duemila anni fa (nel caso del Vangelo e molto di più nel caso dell'Antico Testamento). la Parola ha una forza straordinaria e vivificante oltre che viva (ma pensiamo allo She'ma, ma pensiamo a Gesù quando parla alla Samaritana, non so, ci sono centinaia di esempi di una forza dirompente).
E proprio per questo non può essere manipolata. Va bene la questione della traduzione e della trasmissione orale, ma se la Parola è quel che crediamo, beh, io spero che Dio sapesse cosa si sarebbe conservato. Se la Parola "fa quello dice e dice quello che fa", non può trattarsi solo di un appunto preso alla svelta da un evangelista desideroso solo di scrivere un catechismo ad uso degli adepti alla nuova fede.
Allora come leggiamo e crediamo che "l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità", allo stesso modo non possiamo non dar peso alla missione degli apostoli di perdonare i peccati o alla forte valenza critica nei confronti del divorzio da parte di Gesù.
Questo volevo dire, insomma. Che la Parola è tale là dove ci piace ma anche là dove - umanamente - potrebbe piacerci molto meno...
Perdona anche tu la lunghezza!
forse ho capito cosa intendi
forse ho capito cosa intendi ... lungi da me voler manipolare ... ma aggiugno che molte volte si mettono in bocca parole al Signore che non ha mai detto ... sai è un pò complicato ... bisognerebbe anlizzare il singolo versetto e discuterne ... mi piacerebbe farlo se Fra ci crea un'aerea nel forum stiamo a cavallo
[Chiaberge] Tutte buone le
[Chiaberge] Tutte buone le riflessioni sulla Parola, aggiungerei il discorso dello Spirito, cioè la Parola è stata messa per iscritto su ispirazione dello Spirito santo, come dire, l'ha "dettata" quindi è sempre valida, sono gli uomini a usarla male o a piegarla ai loro fini talvolta, quindi distorcendola. Penso all'uso dei testi sacri per fare guerre o per uccidere gente.
Per me, noi lankelottiani cattolici dovremmo trovarci e scambiarci con calma le diverse esperienze, io credo ne verrebbe fuori qualcosa di bello e di arricchente.
[Chiaberge] portare il
[Chiaberge] portare il dibattito sul pensiero cattolico: ci penso da tanto e avrei anche qualche nome in mente, ma,come sai, dopo non resisto al richiamo letterario dei romanzi.......e il tempo è quello.
[lankelottiani cattolici]
[lankelottiani cattolici] sono d'accordo con Marina. Io mi propongo come moderatore... cercate di portare il maggior numero di libri adatti al dibattito. Nei mesi a venire vi porto Buonaiuti... "Il pellegrino di Roma".
uno spazio nel forum? perchè
uno spazio nel forum? perchè no? ...
[Chiaberge] Tra l'altro è
[Chiaberge] Tra l'altro è appena uscita una nuova traduzione dei testi sacri proprio della CEi, ma ancora non l'ho presa..... a Bose hanno la loro edizione (curatissima, una chicca)dei Salmi che differisce un po' da quella canonica.
Insomma anche tramandare la Parola non è semplicissimo. I vangeli credo contengano l'essenziale, quello che era veramente importante, mi hanno sempre colpito per la loro diversità, tra l'altro, tacciono su aspetti su cui un normale resoconto storico si sarebbe soffermato, sono così diversi in certi punti. ....insomma si sente che hanno qualcosa di speciale!
[Chiaberge] guarda io ho per
[Chiaberge] guarda io ho per la testa don Milani, don Primo Mazzolari, Dossetti, padre Balducci (quello del libro su s.Francesco), per Maritain non mi sento preparata. Dei libri di spiritualità del Priore sai che non riesco a scriverne, sono da meditazione. Giorgio La Pira.
In altro ambito c'é Bonhoeffer.e poi me ne verranno altri in mente.
A me viene in mente Vito
A me viene in mente Vito Mancuso, Bruno Maggioni, Carlo Maria Martini, Tettamanzi, De Mello, Bede Griffiths, Kung, Eckhart, San Tommaso, Bruno Giordano, Enzo Bianchi, Ravasi, molti padri del deserto, qualche vangelo apocrifo ...
i vangeli fanno catechismo
i vangeli fanno catechismo ... anzi rileggono l'evento di Cristo alla luce della risurrezione ... è risorto, noi lo sappiamo per questo ve lo diciamo ...
l'ha dettata ... ummhh ... a
l'ha dettata ... ummhh ... a volte ho la sensazione che non sia stata ascoltata bene ... (è una battuta).
Forsa dai scanbiamoci queste esperienze ... Fra crea qualcosa nel forum
Quanti ne siamo di
Quanti ne siamo di lankelottiani cattolici che vogliono uno spazio nel forum per parlare di Dio?
Guarda, se si vuole basta
Guarda, se si vuole basta spostarsi nel forum e via, ma io pensavo anche alla mail, perché io tendo a essere più personale su questi temi, non sono facili.
Il mio indirizzo è pubblico.
Col termine Priore mi
Col termine Priore mi riferivo proprio a Enzo Bianchi (sono andata a sentirlo a Venezia la scorsa settimana, sul tema "Ero straniero e mi avete ospitato"), ammetto di non riuscire a recensire i libri di spiritualità , salvo rare eccezioni, mi sembra sempre di parlare troppo, in modo inadeguato e che sia meglio viverle direttamente certe cose. Insomma, vivo piuttosto fortemente la preoccupazione che a parlare troppo di Dio si rischi di dire "IO", evidentemente è un mio limite....
[marina, nina, ilde, angela]
[marina, nina, ilde, angela] spedito ora una mail a tutti e quattro... per il nina garbo: ho usato la tua email di Lankelot, trovi tutti gli indirizzi là;)
[opere di spiritualità]
[opere di spiritualità] Ringrazio Gf del pensiero e dico due cose.
La prima è che recensire opere di spiritualità cattolica o anche solo cristiana lascia il tempo che trova. Perché al di là del magistero e della teologia ufficiale, ciascuno ha una propria sensibilità che innegabilmente influisce su quel che si legge e su quel che si scrive. Rifuggo i teologi. Amo gli scritti di gente che forse le gerarchie considerano poco ortodossa, talvolta al limite dell'eresia. Amo gli scritti di autori protestanti totalmente sconosciuti al mondo cattolico. Ma che A ME parlano. In fatto che però parlino a me e in modo molto molto personale , mi fa venire molti svariati dubbi sull'opportunità di condividere le mie letture. Già fatico a scrivere (per mancanza di tempo), se devo farlo preferisco affrontare temi di interesse più universale.
Seconda cosa: spazio sul forum. Mah. A me piacerebbe di più uno spazio di confronto sulla spiritualità non limitato al cristianesimo o al cattolicesimo. Ovviamente non dovrebbe diventare un'arena di scontro tra posizioni opposte, ma davvero un posto dove dialogare, partendo dal necessario presupposto che la verità in tasca non ce l'ha nessuno.
[testi di spiritualità] Ilde:
[testi di spiritualità] Ilde: sempre la sensibilità personale influisce su quel che si legge e si scrive, quindi, al limite, qualsiasi recensione, può lasciare il tempo che trova. Da uno stesso libro, infatti possono scaturire rec assai diverse, sempre, non per questo evitiamo di farle.
Quel che condivido è questo: "In fatto che però parlino a me e in modo molto molto personale , mi fa venire molti svariati dubbi sull'opportunità di condividere le mie letture".
Io in genere amo quelli che stanno in prima linea e s'impegnano in prima persona, a volte sono al limite dello sconfinamento. Non ho niente contro i teologi, alcuni parlano comprensibilmente, altre volte invece mi annoiano. Certe questioni mi sembrano di lana caprina.
Uno scambio d'opinioni- non necessariamente in forum però - anche tra cristiani per me sarebbe interessante, a volte abbiamo punti di vista molto diversi, non è facile intendersi e ascoltarsi e me ne sono accorta frequentando l'ambiente. Si convive nella stessa Chiesa, ma non ci si conosce a sufficienza e gli interrogativi che la realtà odierna propone sono tanti. Intolleranza ce n'è ancora in giro e tanta, da tutte le parti.