Char René

Due rive ci vogliono. Quarantasette traduzioni inedite

Autore: 
Char René

René Char, uno dei maggiori poeti contemporanei, tradotto da Vittorio Sereni è una vera gioia. Il poeta di Luino, nel 1974, si cimentò con i versi del grande scrittore francese. Nello Specchio fu pubblicata una bellissima antologia: Ritorno Supramonte e altre poesie (riproposta negli Oscar nel 2001). Da quella prima traduzione furono espunte alcune poesie. Le quarantasette traduzioni inedite sono state raccolte in un volume. Due rive ci vogliono (Donzelli editore, a cura di Elisa Donzelli, pagine 141, 14 euro), spiega la curatrice nella postfazione, nasce dalla lettura del carteggio tra i due poeti e dal lavoro sui dattiloscritti delle traduzioni pubblicate da Mondadori.

Sereni entra nel mondo poetico di Char, e mediante una lettura diretta ne interpreta tutte le vertigini. A impreziosire il volume, che rende definitivo il lavoro di Sereni sulla poesia di René Char, c’è un saggio del traduttore che dà conto al lettore della sua attività intorno all’opera del poeta francese.
Sereni scrive di essere rimasto affascinato dal paesaggio fisico, geografico e topografico nel quale si muove e lavora René Char.
Le sue folgorazioni aforistiche e la sua poesia enigmatica hanno ispirato al traduttore più fedele intuizioni che hanno reso la sua versione unica e insuperabile. Ci sono affinità e corrispondenze tra il tradotto e il traduttore. Sereni lo confessa apertamente e afferma che esiste insomma un momento ulteriore nel quale non si traduce più, semplicemente, un testo, bensì si traduce l’eco, la ripercussione che quel testo ha avuto in noi. Da questa magia sono nate le traduzioni di Vittorio Sereni che senza questa sorta di infatuazione, senza questa svolta squisitamente soggettiva, tradurre Char gli sarebbe stato impossibile o lo avrebbe annoiato.

Davanti ai mondi sconosciuti dell’autore di Fogli d’ipnos, Sereni è diventato l’esploratore delle parole ed è riuscito per questo a essere un interprete diretto dei messaggi di Char. “Per altro verso - scrive il traduttore - la tensione che avvertivo in lui, l’ampiezza e la foltezza innegabili di un orizzonte poetico per me impenetrabile mi facevano soggezione e al tempo stesso mi sfidavano”. Il traduttore ha accettato la sfida del grande poeta francese, riconciliandosi con la sua lingua complessa ha sciolto nella versione italiana il suo mondo complesso nel quale si medita sul malessere, l’insensatezza.
Soltanto l’autore di "Strumenti umani", che nel tradurre veste i panni di un carpentiere delle parole, poteva rendere autentica la vertigine del vuoto che i versi di Char declamano nella sua drammatica autenticità. “Nella materia arida del tempo che prima di annientarci / già ci dècima, quello che hanno dato morte espiano / dando gioia , una gioia che non provano / e non condividono. Per sé non hanno che il fuoco di una parola / inalterabile / scorrente nel dorso dell’abisso e che mal si rassegna alla stranita oppressione”.

Sereni scrive che la poesia di René Char è letterale e oracolare insieme. Non un messaggio unico e costante, ma una serie variabile di messaggi calati nelle forme del nostro discorso giornaliero, nell’articolazione abituale della frase. Una poesia altera, impervia, che sembra indicare un solo modo per penetrarla, tradurla. Ed è ciò che ha fatto Vittorio Sereni, prestando attenzione al planisfero della poesia di Char, diventando da semplice traduttore fine chiosatore.

Edizione esaminata e brevi note

Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983) è stato uno scrittore e poeta italiano.

René Char (L’Isle-sur-la-Sorgue, 14 giugno 1907 – Parigi, 19 febbraio 1988) è stato un poeta francese. Autore di diverse poesie, tra cui Il martello senza padrone (1934), nella quale l'autore riflette la sua esperienza surrealista, e Fogli di Hypnos (1946), opera consistente in brevi e fulminanti riflessioni ispirate dall'esperienza partigiana, vissuta personalmente da René Char (col soprannome di "Capitano Alexandre") nell'ambito della resistenza francese, conosciuta dal pubblico italiano grazie alla traduzione di Vittorio Sereni.

René Char, “Due rive ci vogliono”, traduzione di Vittorio Sereni, Donzelli, Roma. 2010, pp. XIV-142, € 14,00.

Per approfondire: WIKI en / La Poesia e lo Spirito / Pierdelune / La stampa [cucchi]

Nicola Vacca, per Lankelot, febbraio 2011

ISBN/EAN: 
9788860365354

Commenti

[Char] Oggi alle 18 alla Casa

[Char] Oggi alle 18 alla Casa delle Letterature (Piazza dell'Orologio) il libro verrà presentato. Ne parleranno Andrea Cortelessa, Biancamaria Farbotta e Antonio Prete. Letture di Anita Kravos.

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[char] carico l'articolo in home, tra le tre novità più interessanti. Ho sostituito la copertina di ibs con quella del sito di Donzelli. Ibs ha deciso di imprimere la scritta "ibs" su tutti i jpeg delle foto, possiamo farne a meno:).

Da qui in avanti, due sentieri altri...

Editoriale: DONZELLI in Lanke: ultimi inserimenti, http://www.lankelot.eu/Donzelli

Nazionale: LETTERATURA FRANCESE in Lanke: ultimi inserimenti, http://www.lankelot.eu/letteratura-francese

[rené char] ho aggiunto

[rené char] ho aggiunto quattro robusti link, in appendice. Questi, a beneficio di tutti: WIKI en / La Poesia e lo Spirito / Pierdelune / La stampa [cucchi]

Naturalmente, una volta andati su wiki inglese, per approfondire veramente virate su wiki francese. http://fr.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Char

Quanto al pezzo di Cucchi pubblicato su "La Stampa", almeno l'incipit: 

" «Char al primo contatto mi respingeva. Mi appariva lontanissimo da qualunque idea io avessi di poesia. In sostanza non lo capivo». Così Vittorio Sereni in occasione del premio Monselice per la traduzione, nel 1976, che gli veniva conferito per la sua splendida traduzione da Char, Ritorno Sopramonte. Diceva anche: «Per altro verso la tensione che avvertivo in lui, \[...\] mi faceva soggezione e al tempo stesso mi sfidava».

Sereni, dunque, si era impegnato in una corpo a corpo con la poesia di Char: da un lato per meglio penetrarla e capirla, dall'altro, io credo, nella convinzione che solo da ciò che è altro sia possibile apprendere, veramente, qualcosa di importante. In questa avventura il lavoro di traduzione è impareggiabile. Diventa un'officina aperta in cui ogni dettaglio assume un senso decisivo. Ritorno Sopramonte (edito da Mondadori nel '74 con un saggio di Starobinski) fu dunque una grande impresa, perché consentì a chi non conosceva il francese di entrare nell'opera di uno dei protagonisti della poesia di Novecento con la migliore delle mediazioni, quella di un altro grande. Ma anche perché, verosimilmente, lasciò qualche non trascurabile residuo anche nell'idea di poesia nel suo farsi dello stesso Sereni.

Il quale, però, escluse dalla pubblicazione un pacchetto consistente di traduzioni, ora in Due rive ci vogliono (Donzelli, p.140, euro 14) con presentazione di Pier Vincenzo Mengaldo e grazie al lavoro filologico della curatrice Elisa Donzelli (con la collaborazione di Barbara Colli per l'apparato critico). Sono quarantasette traduzioni, i cui originali si trovano nell'archivio «Vittorio Sereni» della biblioteca comunale di Luino, dove il poeta era nato nel 1913.

Il resto, qui: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/base/grubrica.asp?ID_blog...