"Avete la libertà senza la guerra; per forza dovrete vivere tra un'infinità di crimini."
C'è chi lo definisce il Grillo parlante della Stampa (l'Opus Dei); chi ne parla come un filosofo dell'anti (probabilmente con fare propagandistico, il Corriere della Sera); chi lo accosta all'amico e collega rumeno Emil Cioran. Sicuramente Guido Ceronetti con Pensieri del Tè si dimostra una voce originale, fuori dal coro, e sfoggia una penna tagliente e dissacratoria. Lungi - ma neanche troppo - dai suoi D.D. - Deliri disarmati, Ceronetti si sbizzarisce con la pratica maligna degli aforismi, e il pensiero non corre, sarebbe inutile, piuttosto saltella nervoso. Sì, perchè a dispetto del titolo del libro, che certamente rimanda a momenti di calma e relax puramente britannici, il ritmo della scrittura è nervoso ed incostante, quantomai adatto alle tematiche affrontate.
"Questa mostruosa perdita della bellezza del mondo è il nostro castigo per averne creata una superiore per mezzo dell'arte? (Pensiero da dandy della fine)"
"L'uomo è un'anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino."
Pensieri del Tè è il testamento ceronettiano, in cui convergono tutti i punti-chiave del pensiero dello scrittore italiano. L'ateismo dichiarato; il rifiuto di ogni dogma; le influenze anarchiche velate appena dall'odio verso il comunismo e il capitalismo; la repulsione per la cultura occidentale; la sensibilità nei confronti dell'ecologia; le ispirazioni di chiaro stampo buddhista. Tutto sembra ritrovarsi in queste pagine, eterogenee e frammentarie, osservazioni dolorose che mai abbandonano un contesto socio-politico per avventurarsi nell'esistenzialismo puro. Tuttavia è vero anche il contrario...
"L'ateismo virile è un limite doloroso, una sofferenza e una forma del tragico (anche quando sembra facile e definitivo non lo è: basta scavarlo un poco); l'ateismo femminile è invece intollerabile perchè è una bruttura, deturpa internamente una donna, e versa sopra di lei come un'imbrattatura di vernice oscena; sentirlo professare, o anche intuirlo, mozza il fiato dal disgusto."
"L'infinito dei fisici è un cattivo infinito perchè non che il senza fine del finito, e il dolore degli occhi è di non vedere in tutto che del finito."
La scelta dell'aforisma è quindi la più giusta - certamente la più coerente. Per il lettore Ceronetti è sempre sul punto di sbottare, di sputare qualcosa di definitivo, di veramente brutale. Ma ciò non avviene (quasi) mai. La forza delle parole di Ceronetti è compressa, nonostante il titolo del libro possa suggerire - di nuovo erroneamente - momenti di libertà intellettuale ed emotiva, lo scrittore resta lucido e spietato. Di Ceronetti s'è detto - non a torto - "Ha l'animo del franco tiratore".
"Se con Dio non si lotta, Dio è morto."
"Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' di meno."
Emerge un disgusto, una nausea per tutto ciò che concerne l'umana res. Echi di antichi imperi, versi viscerali di penne decadute, macerie granitiche di personaggi di cui ormai non resta neanche il piedistallo: un burlesque d'altri tempi, affascinante, che disorienta a volte, ma di grande forza e vitalità. Ceronetti si gode tutto il sapore della parola in ogni sua sfumatura. Non ha paura di addentare le arterie stesse del linguaggio; usa arpioni e morsetti, armi proprie ed improprie; colpisce ben aldìsotto della cintura... ma pensate che gli importi qualcosa?
- (A pensarci bene, sono pensieri del Voi) -
EDIZIONE ESAMINATA
Pensieri del tè, Edizione Adelphi, Piccola Biblioteca, 1987
Bibliografia
Cantico dei cantici, Adelphi
Poesie, frammenti, poesie separate, Einaudi
Poesie per vivere e per non vivere, Einaudi
Salmi, Einaudi
Aquilegia. Favola sommersa, Einaudi
La vita apparente, Adelphi, 1982
Viaggio in Italia, Einaudi, 1983
La iena di San Giorgio, Einaudi, 1984
Albergo Italia, Einaudi, 1985
Come un talismano, Adelphi, 1986
Compassioni e disperazioni, Einaudi, 1987
Qohelet o l'Ecclesiaste, Einaudi, 1990
La pazienza dell'arrostito, Adelphi, 1990
D.d. deliri disarmati, Einaudi, 1993
Tra pensieri, Adelphi, 1994
Il silenzio dei corpi, Adelphi, 1994
Pensieri del te, Adelphi, 1994
La distanza. Poesie '46-'96, Rizzoli, 1996
Cara incertezza, Adelphi, 1997
L'occhiale malinconico, Einaudi, 1998
Briciole di colonna, La Stampa, 1999
Lo scrittore inesistente, La Stampa, 1999
La carta è stanca. Una scelta, Adelphi, 2000
La fragilità del pensare, Rizzoli, 2000
La vera storia di Rosa Vercesi e della sua amica Vittoria, Einaudi, 2000
N.U.E.D.D. Nuovi Ultimi Esasperati Deliri Disarmati, Einaudi, 2001
Messia, Edizioni Tallone, 2002
Qohélet. Colui che prende la parola, versione e commenti, 2002
Commenti
Ceronetti dev'essere uno strano personaggio, magari due note biografiche sarebbero utili a chi, come me, l'ha solo sentito nominare o poco più.
""L?uomo è un?anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino."
Quest'aforisma mi stupisce: ma ha una concezione tanto negativa del corpo, allora?
*
Mi lascia poi perplessa l'osservazione sull'ateismo maschile e femminile: spero che non dica sul serio....
*
"Ceronetti si gode tutto il sapore della parola in ogni sua sfumatura. Non ha paura di addentare le arterie stesse del linguaggio; usa arpioni e morsetti, armi proprie ed improprie; colpisce ben aldìsotto della cintura..."
Qui credo sia sintetizzata l'essenza dell'autore.
Infine so che è uscita(mi pare l'anno scorso) un'antologia da lui curata "Siamo fragili, spariamo poesia", ed. Qiqajon, Comunità di Bose.
"Emerge un disgusto, una nausea per tutto ciò che concerne l?umana res. Echi di antichi imperi, versi viscerali di penne decadute, macerie granitiche di personaggi di cui ormai non resta neanche il piedistallo: un burlesque d?altri tempi, affascinante, che disorienta a volte, ma di grande forza e vitalità. Ceronetti si gode tutto il sapore della parola in ogni sua sfumatura. Non ha paura di addentare le arterie stesse del linguaggio; usa arpioni e morsetti, armi proprie ed improprie; colpisce ben aldìsotto della cintura? ma pensate che gli importi qualcosa?"
Perbacco, Paolo, questa è splendida scrittura.
Non ho letto questo libro, ma conosco Ceronetti: ha la saggezza necessaria ad osservare gli eventi un passo più indietro o molti passi più avanti, è un uomo e uno scrittore straordinario, una mente acutissima, una cultura enciclopedica, forse uno degli scrittori ed opinionisti più validi del nostro tempo.
Raffaella
"Ha l?animo del franco tiratore".
> come potrei non apprezzarlo?
(sembra divertire, in senso etimologico)
Adoro gli aforismi. Adoro la forza di quella riga sola che si misura con concetti enormi e li stringe e li svela in pochissime ciniche parole. Mai sentito questo Ceronetti, ma a giudicare da quanto ho appena letto nella tua pagina, finirà presto sugli scaffali della mia libreria.
Ottimo anche la scelta del titolo e il contrasto che opera con lo stile del libro.
epigono di Wilde forse? in ogni caso mi era totalmente ignoto e apprezzo chi ripara alla mia ignoranza :-)
1.Hai ragione: provvederò ad inserire qualche nota sull'autore
Difficile stabilire quando il suddetto sia serio. :)
2. Grazie Raffaella, ma è la vostra che è splendida Lettura :). Ti consiglio i Nuovi Deliri Disarmati.
3. Lo sapevo, eh eh!
7,1. Ah-Ehm.
a breve una novità a firma Nicola Vacca
copertina & archivio!
copertina & archivio!