Celan Paul

Microliti

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Celan Paul

Paul Celan è il più grande poeta di lingua tedesca del XX secolo. Nella sua poesia c’è un’alta lettura disperata del male di vivere. Quando Celan si è suicidato a Parigi nel 1970, ha lasciato un corposo materiale inedito sul quale studiosi e esegeti stanno lavorando. Di notevole interesse sono gli scritti in prosa, raccolti in un’edizione critica nel 2005 (Aphorismen, fiktionale Prosa, theoretische Prosa).

In edizione italiana, che è anche la prima edizione mondiale, escono gli aforismi di Microliti (a cura di Dario Borso, Zandonai, pagine 174, euro 18.In libreria a fine aprile). Si tratta di frammenti scritti da Celan in punta di penna,in cui il grande poeta tedesco affida alla brevità dell’aforisma le sue considerazioni irriverenti sul disordine delle idee e sulla poesia. “Microliti sono, pietruzze appena percepibili, lapilli minuscoli nel tufo denso della tua esistenza – ora tenti, povero di parole e forse già irrevocabilmente condannato al silenzio, di raccoglierli a cristalli?”.

Celan, che considera i poeti gli ultimi custodi delle solitudini, e la poesia una questione dell’abisso, così definisce la sua scrittura appuntita che parla dell’irruzione del grigiore nella malinconia dei giorni e del difficile mestiere dello scrittore. È la Verità della poesia, cui dedicherà un meraviglioso saggio, a interessare la sua sensibile riflessione.
Il poetare e il mestiere del poeta nel rapporto complicato dell’accadere. L’importanza della poesia nel cogliere le cose nell’istante dall’anonimato nel movimento ancora aperto della lingua: “Ogni poesia reclama dunque comprensione, voler comprendere, imparare a comprendere”; “Il poetare non sta tanto in rapporto con il tempo, quanto a un tempo universale”; “L’andare insieme delle parole nella poesia: non solo un andare insieme, anche un andare contro. Anche un andare verso e un andare via. Incontro. Contrasto e congedo in uno”.

Questo è un florilegio delle pietruzze che Celan scaglia contro la società intellettuale del proprio tempo, da cui egli prese le distanze ritirandosi in una solitudine pensosa, che è diventata una delle vocazioni poetiche più alte del Novecento. “I falsi amici li riconosci dal fatto che ti difendono quando è già troppo tardi. Ci fosse un barlume di sincerità in loro, farebbero autocritica e te lo farebbero sapere. Invece, stanno seduti a lungo al tavolo dei tuoi annientatori e si godono gli innumerevoli errori che hai commesso per no lasciare disatteso il loro consiglio in quanto consiglio degli amici”.

I microliti sono per Celan un modo perfetto per comunicare non solo i tratti essenziali del suo difficile mestiere di poetare (“Poesia come mestiere? Come esperimento? Chi sperimenta, compie osservazioni. Il poeta guarda, contempla”), ma rappresentano soprattutto lo stratagemma lapidario per scrutare a fondo quell’abisso con cui si è misurato e anche consumato.
Celan scrive che spesso ha creduto di scorgere nella parola l’uomo; spesso ha dovuto ricredersi. Quel tuffo nella Senna, prima di abbracciare l’eternità, non ha sciolto i suoi enigmi, che in questi testi tornano a noi nella forma di una letteratura disperata che non concede alibi alla lingua che la esprime.
I fulmini poetici di Paul Celan sono in ogni parola, cercano nuovi nessi, giungono alla lingua per disperdersi nell’ epoca di un caos che nomina tutto.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Paul Antschel alias Paul Celan (Cernăuţi, oggi Chernovtsy 1920 – Parigi, 1970) poeta rumeno ebreo, di madrelingua tedesca, nato in una città della Bucovina austroungarica, oggi parte dell'Ucraina.
Paul Celan, “Microliti”, Zandonai, Rovereto 2010. Traduzione di D. Borso.

Approfondimento in rete: WIKI it / Kjriasto

Nicola Vacca, aprile 2010
ISBN/EAN: 
9788895538402

Commenti

Paul Celan è il più grande

Paul Celan è il più grande poeta di lingua tedesca del XX secolo. Nella sua poesia c’è un’alta lettura disperata del male di vivere. Quando Celan si è suicidato a Parigi nel 1970, ha lasciato un corposo materiale inedito sul quale studiosi e esegeti stanno lavorando. Di notevole interesse sono gli scritti in prosa, raccolti in un’edizione critica nel 2005 (Aphorismen, fiktionale Prosa, theoretische Prosa)

[libri zandonai] questo il

[libri zandonai] questo il nostro contributo, ad oggi: http://www.lankelot.eu/Zandonai

per quanto riguarda invece il poeta Celan, è Nicola ad inaugurare l'archivio. E' un artista fondamentale, va interiorizzato. Buone letture cari

[microliti] scrivi: "

[microliti] scrivi: " “Microliti sono, pietruzze appena percepibili, lapilli minuscoli nel tufo denso della tua esistenza – ora tenti,povero di parole e forse già irrevocabilmente condannato al silenzio, di raccoglierli a cristalli?”."

> Insomma... "nugae"?

[celan] ho tutti i miei libri

[celan] ho tutti i miei libri di poesia e di saggistica inscatolati, per via dei lavori. Altrimenti prenderei copia della mia vecchia edizione Einaudi - comprata per via della segnalazione di quel grande critico che è Arturo Mazzarella - e ti trascriverei i miei versi preferiti. Tra qualche mese, promesso. Intanto: ovviamente, naturalmente, grazie. Quando leggo Celan rileggo sempre Ungaretti. E' un bel momento.