Prima di aver letto “Il custode” non conoscevo il giornalista e scrittore Giampiero Cazzato e quindi davvero non saprei dire se la sua recente collaborazione a quotidiani e periodici dell’area di sinistra antagonista, ora extraparlamentare, risponda in pieno alle sue idee politiche e i suoi articoli abbiano o non abbiano mostrato una particolare ortodossia falce e martello.
Certo è che questa ortodossia non appare presente nel “Custode”, il libro che è biografia politica di Giorgio Napolitano ed anche sintesi, fino al novembre 2011, dell’attività di Presidente della Repubblica alle prese con la crisi istituzionale, la crisi economica e le parole in libertà dei nostri onorevoli.
Cazzato sicuramente azzarda qua e là dei giudizi personali, peraltro anche con affermazioni critiche nei confronti delle scelte dell’estrema sinistra e sul suo stato comatoso, ma per lo più racconta i fatti per quelli che sono e fa parlare personaggi che hanno conosciuto bene Napolitano, senza per questo sottrarsi ad un giudizio sulle intenzioni e le strategie del Presidente della Repubblica.
Leggiamo a pagina 22: “L’obiettivo cui si sta lavorando al Colle, sin dal primo giorno, è quello di mettere fine alla guerra a bassa intensità tra maggioranza e opposizioni. Non in nome di un vago buonismo istituzionale, ma semplicemente perché superato un certo livello il conflitto rischia, appunto, di far venire giù l’intero edificio. E’ nel dialogo che sta la parola chiave di questi primi anni di presidenza”.
E poi ancora: “Si può dissentire dal suo rigorismo finanziario, come sugli inviti alla concordia e al dialogo. Si può criticarlo aspramente per le leggi vergogna che ha firmato o l’avallo dato alla guerra in Libia. Però non si può non vedere che il Presidente della Repubblica è oggi qualcosa di più di una figura di garanzia, del neutrale arbitro di una partita giocata da altri.”
Effettivamente sul “dialogo” sono state spese molte parole, molto è stato contestato a Napolitano, quanto meno nella considerazione che poi tutta questa contrapposizione maggioranza – opposizione, in costanza di inciuci, non si è mai vista, con buona pace del tanto citato antiberlusconismo, proprio semmai della cosiddetta società civile e, visti i risultati, del tutto latitante presso Palazzo Madama e Montecitorio.
E’ vero però che il ruolo del Presidente della Repubblica non è semplicemente notarile e, almeno nell’interpretazione data nel “Custode”, i silenzi, una prudenza spesso tacciata di complicità e appecoronamento da parte di chi lo voleva meno neutrale, sono stati intesi come una tattica volta poi a disinnescare, grazie alla Corte Costituzionale, le iniziative eversive del Cavaliere ed evitare pericolosi scontri istituzionali.
Comunque la si voglia pensare è un dato di fatto, ribadito più volte tra le pagine del libro, che Napolitano, in questo grandissimo marasma chiamato Italia, è diventato il referente istituzionale più credibile per un’opinione pubblica che non sa più a che santo votarsi: si cita una percentuale di gradimento che ha toccato quota 92 per cento, mai vista prima d’ora, neppure al tempo di Pertini e Cossiga.
Un Presidente quindi non più percepito come espressione di un singolo schieramento politico.
Tant’è in uno schieramento, anzi in una “Chiesa”, Napolitano ha avuto le sue origini politiche e di questo Cazzato ha voluto dare conto.
Napolitano è stato tra i più importanti leader di quella corrente migliorista del PCI che auspicava una convergenza col partito socialista e, alla fine di un decennale percorso politico, fu tra i primi ad ammettere quanto il partito comunista italiano fosse in ritardo sulla Storia e, a sinistra, non esistessero reali terze vie tra comunismo e socialdemocrazia: “Insomma la svolta del 1989, lascia intendere, è una svolta fuori tempo massimo, compiuta con pesante ritardo” (pag. 124)
Una vita fatta anche di gravi errori, come l’avvallo all’invasione sovietica in Ungheria del 1956, anche se poi di questa ortodossia assassina ha saputo chiedere perdono.
Un percorso politico che, partito dagli anni dello stalinismo e di Togliatti, di totale drammatica contrapposizione tra gli schieramenti, arriva ai giorni nostri caratterizzati da progetti eversivi e inciuci senza freni.
Nel “Custode” Napolitano viene raccontato soprattutto con le testimonianze di chi lo ha conosciuto bene, come un comunista anomalo, molto britannico nello stile; si ricorda la sua contrapposizione con Berlinguer e con gli ortodossi che guardavano all’Urss.
Inoltre non mancano pagine dove abbondano affermazioni tipiche della cosiddetta “casta”, a volte grottesche, ciniche ma del tutto realistiche, a volte fuori dalla realtà e buttate là come giustificazione delle proprie marachelle.
Berlinguer, rispondendo alla domanda perché ce l’avesse tanto con i socialisti: “Vedi, i democristiani commettono peccato ma almeno sanno di peccare. I socialisti lo commettono e basta” (pag. 114).
Signorile, ex leader Psi: “Ho fatto una battaglia di minoranza per tenere aperta la porta al Pci e posso dire che nei momenti cruciali loro non hanno fatto la scelta socialista […] Non l’hanno fatta neppure nel 1992, nel momento in cui la crisi del craxismo era visibile e nel Psi si era manifestata una disponibilità per andare verso una federazione. A onore del vero lo stesso Craxi era entrato in quest’ottica, dal quale lo cacciò Achille Occhetto con le monetine davanti al Raphael” (pag. 99).
“Il custode” è quindi la storia politica di Napolitano ma senza tralasciare quello che accadeva nel Pci, inteso come partito unitario, e nella corrente di destra del partito.
Nel capitolo dedicato ai miglioristi milanesi, al centro delle inchieste di Mani Pulite, ovviamente non poteva mancare lui: Silvio Berlusconi.
In argomento un libro delle edizioni kaos come “Il baratto” potrà svelare molte cose, ma per ora basti ricordare, come ha fatto Cazzato, che nel 1988 la Fininvest firmò un contrattone con la Tv sovietica.
Queste le parole del Presidente (Fininvest) che già aveva definito i comunisti sovietici come persone “mitissime”: “Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito Comunista Italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori”.
Non c’è dubbio che nel leggere le biografie bisogna stare attenti alle date.
C’è il rischio che appaia più anticomunista e più antisovietico l’attuale Presidente della Repubblica, l’ex Pci Napolitano, piuttosto che il Presidente Fininvest, quello dell’Impero del Male.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:
Giampiero Cazzato, giornalista e scrittore. Ha lavorato per “Liberazione”, occupandosi di politica e società e al settimanale “La Rinascita della sinistra” dove ha ricoperto il ruolo di inviato parlamentare. Attualmente collabora con “Il Venerdì” di Repubblica e con “Il manifesto”.
Giampiero Cazzato, Il custode. Giorgio Napolitano: dal PCI al Colle la difesa della Costituzione e la guida del Paese nella crisi più difficile, Castelvecchi, Roma 2011, pag. 170
Luca Menichetti, per Lankelot, gennaio 2012
Commenti
[il custode] dice
[il custode] dice Luca: "Prima di aver letto “Il custode” non conoscevo il giornalista e scrittore Giampiero Cazzato e quindi davvero non saprei dire se la sua recente collaborazione a quotidiani e periodici dell’area di sinistra antagonista, ora extraparlamentare, risponda in pieno alle sue idee politiche e i suoi articoli abbiano o non abbiano mostrato una particolare ortodossia falce e martello.
Certo è che questa ortodossia non appare presente nel “Custode”, il libro che è biografia politica di Giorgio Napolitano ed anche sintesi, fino al novembre 2011, dell’attività di Presidente della Repubblica alle prese con la crisi istituzionale, la crisi economica e le parole in libertà dei nostri onorevoli...."
[mister b. e i sovietici] "In
[mister b. e i sovietici] "In argomento un libro delle edizioni kaos come “Il baratto” potrà svelare molte cose, ma per ora basti ricordare, come ha fatto Cazzato, che nel 1988 la Fininvest firmò un contrattone con la Tv sovietica. Queste le parole del Presidente (Fininvest) che già aveva definito i comunisti sovietici come persone “mitissime”: “Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito Comunista Italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori”."
> In effetti era in così buoni rapporti che s'è fatto prestare un bel pezzo di classe dirigente. Che tristezza, mamma mia.
[putin battezzato] del resto,
[putin battezzato] del resto, neanche il kgb aveva le idee chiare:
"(ANSA) - MOSCA, 7 GEN - ''Mia madre mi battezzo' in segreto in questa cattedrale ai tempi di Stalin''. E' la confessione del premier russo, Vladimir Putin, dopo la messa di mezzanotte del Natale ortodosso nella cattedrale di San Pietroburgo. Il racconto di come avvenne il battesimo - correva l'anno 1952 e Stalin era ancora vivo - e' apparso, dopo la 'confessione' notturna, sul sito dello stesso premier. ''Mia madre - racconta - mi battezzo' sfidando la contrarieta' di mio padre, ateo e iscritto al partito comunista''."
[napolitano] spezzo una
[napolitano] spezzo una lancia per uno dei politici più lucidi e raffinati che l'italia ha conosciuto negli ultimi decenni. uno che l'ultima stronzata da "disciplina di partito" l'ha fatta 56 anni fa difendendo l'invasione dell'ungheria. peccato che il buon testo di cazzato, che ricostruisce la carriera di napolitano fino al novembre 2011 e quindi flirta col concetto di instant book, si fermi proprio con le annunciate dimissioni di sb. in pratica, il libro è stato chiuso in corrispondenza di quel colpo d'ala geniale che è stata la nomina di monti a senatore a vita. a settenato finito, tra un paio d'anni, ci starebbe una bella riedizione aggiornata. a mio modesto avviso, giorgio napolitano è un salvatore dell'italia. o almeno uno dei pochissimi che ci stanno provando sul serio.
[napolitano] interludio: wiki
[napolitano] interludio: wiki it, http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano
[napolitano] è una figura un
[napolitano] è una figura un po' più complicata di quel che appare, sim, e a parte il disastro sulla questione dell'Ungheria potrebbe avere altro da far discutere agli storici, anche e soprattutto - mannaggia - sul fronte gelli, epoca di napolitano ministro degli interni. E sul fronte B., Napolitano aveva un tale consenso, in Italia, che ben altro poteva fare che tirare fuori un governo capace di tassare tutti e tutto già oltre le folli soglie che ben conosciamo: e con così grave ritardo (quasi nove anni di forzismo. folle). Quindi nescio, ma più passa il tempo più mi sembra una figura fumosa: meglio, nebulosa. E dire che l'immagine che s'era costruito, in quarta età, era così cristallina.
[napolitano] sulla
[napolitano] sulla complessità non ci piove, né tanto meno sulla necessità di rileggere il tutto con la dovuta distanza storica. teniamo ben presente tuttavia che si tratta di un presidente della repubblica, una persona cioè che deve unire le parti e indicare una direzione molto generale [I fart in your general direction!] Per quel che mi riguarda, finora lo ha fatto molto bene e i miglioristi, a suo tempo, hanno svolto un ruolo importante nell'evoluzione della Cosa. su questo governo - l'unico possibile nell'hic et nunc - mi riservo di esprimere un'opinione articolata tra qualche mese. per ora, solo una picciola riflessione in forma di domanda retorica: se gli italiani vanno alle urne... cosa finiscono per votare?
[napolitano, italiani, urne]
[napolitano, italiani, urne] nodo cruciale. Ma se noi evitiamo le urne per questa saggia osservazione - vale a dire: il potere mediatico è per larga parte in mano a chi ha detenuto arbitrariamente il potere politico per quasi tutta la c.d. "seconda repubblica", quindi non ha senso indire nuove elezioni: vincerebbe il detentore di larga parte del potere mediatico - finiamo per ammettere, molto paradossalmente, la necessità del totalitarismo, o comunque avalliamo, via "governo tecnico", qualcosa di profondamente antidemocratico e di estraneo a qualsiasi rappresentatività popolare. Diciamo pure:avalliamo qualcosa di fascista, in senso stretto, perché di questo si tratta [o se preferisci: "da regime"], e nell'accezione più pura del termine. Dal punto di vista del rifiuto delle logiche partitiche con me sfondi una porta aperta. Io vedo con vera angoscia i partiti della società odierna, vivendo a roma è impossibile non esserne nauseati. Però... però il precedente costituito da questo governo è pericoloso, molto molto molto molto molto pericoloso. Pensaci.
[napo farting in our general direction sarebbe piaciuto anche ai MP]
[napolitano] ho l'impressione
[napolitano] ho l'impressione ( non è una vera opinione) che in tutte le cose tipo cultura, storia, politica vinca chi ha una visione; I "professori" ce l'hanno giusta o sbagliata, piaccia o non piaccia e perciò "hanno vinto" nel senso che ha perso chi non ce l'aveva o non ce l'aveva più; un'altra mia impressione è che le cose ad un certo punto accadono, una serie di cause e condizioni non tutte identificabili confluiscono a fare accadere un evento.
["i professori"] il problema
["i professori"] il problema è che nessuno li ha eletti, nessuno li ha scelti, nessuno può dire di riconoscersi in loro. Sono stati calati dall'alto, come una mannaia, e così le orrende nuove forme di tassazione su tutto. E la gente accetta come niente fosse. Per me ciò è folle. Puniti dopo essere stati puniti da 18 anni di forzismo.
(I professori) Concordo con
(I professori) Concordo con Franchi, nessuno li ha eletti e questo è un precedente pericoloso. Più in generale la nostra conferma di essere una democrazia ridicola, con o senza Berlusconi, e il parlamento dei nominati è per larga parte incompetente, oltre che dedito agli affaracci suoi. Su Napolitano pure stenderei un velo pietoso: prima era un servo di partito, ora un paraculo di stato, ma la sostanza non cambia. Questi professori non mi sembra proprio che abbiano una visione, sono solo dei tecnocrati buttati li, a cercare di tappare una falla. E a tapparla male, visto come si sono mossi. La politica con la p maiuscola ha abdicato da anni, qui in Italia, ma il problema non è solo italiano: se a dettare le politiche degli stati membri è lo spread mi pare chiaro che il sistema politico globale è al collasso. Io sono per la totale autodeterminazione dei popoli, da sempre, qui mi pare proprio che siamo arrivati all'opposto.
[napolitano] ragazzi, siamo
[napolitano] ragazzi, siamo oggettivi però: stante la situazione attuale, col parlamento che ci ritroviamo - e sottolineo: tutto - e col panorama partitico che ci ritroviamo - con ampio margine di peggioramento circense: da qua a un anno ne vedremo delle belle - credo che un governo tecnico non sia solo il male minore, ma la cura da cavallo necessaria. la politica italiana sta vivendo una lunga, incerta metamorfosi con qualche momento di "cristallizzazione" stimolato unicamente dalle tornate elettorali, il che non aiuta di sicuro a trovare le persone e i programmi giusti. quindi ben venga questa pausa forzata di riflessione, tra l'altro legittima. e per cortesia non confondiamo l'autoritarismo con l'ambizione all'autorevolezza, visto che l'italia soffre proprio di una mancanza abissale di credibilità.
[sim] d'accordo con te: ma
[sim] d'accordo con te: ma l'autorevolezza si conquista sul campo, e sul territorio, e giocando con le stesse regole degli altri. Altrimenti sembra la grazia che cade dal cielo.
il quirinale è un colle molto
il quirinale è un colle molto alto...
(napolitano-professori) Ma
(napolitano-professori) Ma infatti Simone io non ho proprio idea di quale potrebbbe essere il bene maggiore, o il male minore, adesso in Italia (e in Europa, anche), so solo - e registro malinconicamente - che le scelte che facciamo in politica economica sono dettate da altri, e che Napolitano e Monti sono solo degli esecuturi materiali. Non c'è una visione, non c'è un'idea di politica. Per quel che riguarda l'attuale governo poi, esecutore nemmeno troppo ispirato, visto che le ricette "salva Italia" sono le solite, immancabili tasse. Per far questo non servivano i professori, bastava qualche grigio ragionere...
[Il custode] E' scaturita una
[Il custode] E' scaturita una discussione mica da poco, ma un po' l'immaginavo visto l'argomento. Non posso trattenermi molto e mi limito e dire tre cose. Napolitano l'ho trovato più volte omissivo (vedi il suo invito al "dialogo" anche in presenza di evidenti inciuci e di un pd che non fa opposizione da sempre: è un paradosso), però non nego che in diverse circostanze abbia usato strategie e tattiche che forse erano obbligate. Insomma, preso atto che da decenni non era più un vero comunista, ho difficoltà a dare un giudizio compiuto sul personaggio. Grandi luci e grandi ombre (e nello specifico non mi riferisco all'Ungheria '56). I tecnici? Lì dentro c'è di tutto, anche mezze figure, ex portaborse di fatto, nella considerazione che spesso i migliori esperti (e più onesti) non sono necessarimente i più noti al grande pubblico. Su Putin battezzato: l'Urss era uno stato totalitario, ateista ma la religione non era del tutto assente. Viveva nelle catacombe ma esisteva eccome. L'impressione è che Putin, in difficoltà per la prima volta dopo anni di potere autoritario, abbia usato questo episodio come forma propagandistica; non credo sia qualcosa di realmente sentito e tale da farne un documento signficativo dell'Urss che fu. Qui mi fermo, scusate la fretta.
[Il custode - Napolitano]
[Il custode - Napolitano] Come dice Léon, non importava ci fossero questi tecnici al governo per fare queste cose, e d'altronde l'ha detto anche Monti, se ben si ricorda. Il problema è che nessun governo eletto in Italia avrebbe potuto farle, a mio avviso, perché impopolari. Tutti attaccati al voto di questo e di quello. E d'altronde non può fare molto di più, questo governo, perché chi siede in Parlamento non vuole che faccia di più. Deve fare quel che basta perché gli italiani ce l'abbiano con questo Governo, e perché faccia dimenticare quanto schifo facevano quelli precedenti, così da rimettersi subito in gioco con la faccia, secondo loro, pulita (mentre non è più neppure una faccia, è una sorta di blob puzzolente e laido). Riguardo Napolitano...mah. Il problema della visione dall'esterno è che è, appunto, dall'esterno. A volte mi è sembrato in gamba, altre uno quasi sprovveduto. Tuttavia non bisogna dimenticare che siamo in Italia, e questo dovrebbe dire molto, se non tutto.
[napolitano] branco for
[napolitano] branco for president. consentitemi questo autoritario pugno sul tavolo della discussione.
[napolitano] vi confesso che
[napolitano] vi confesso che giorno dopo giorno trovo napolitano un politico sempre più ambiguo, sfuggente e poco cristallino. E' come se il potere - l'esercizio del potere - finisse per corrodere l'anima delle persone, e per imporre compromessi col male, con una normalità suicida. Vi confermo che giudico questo governo monti qualcosa di sinceramente pericoloso, e di incontrovertibilmente estraneo al tessuto sociale e politico di questo paese. Per quanto mi riguarda è un male peggiore del forzismo: perché è più anonimo, e sta tassando tutto alle stelle. Di questo passo sarà uno degli ultimi governi di questo stato, almeno così come abbiamo imparato a conoscerlo. l'italia sta implodendo. ogni giorno è peggio. vederlo da roma è uno choc. Detto ciò, spero che simone e branco abbiano ragione. Ma ragazzi, temo di no.
[Napolitano] È ambiguo come è
[Napolitano] È ambiguo come è ambiguo il movimento dei forconi, 50 mila tonnellate di prodotti alimentari deperibili buttati ogni giorno secondo coldiretti, trasporti bloccati e in tutto questo i famosi poteri forti che conseguenze subiscono? Che la gente fa la fila per comprare i prodotti, che quello che non verrà comprato ora, verrà comprato poi, che a rimetterci mi pare saranno gli agricoltori, e non le banche. Non è ambiguo fare una guerra tra poveri? I prezzi vanno alle stelle per le agitazioni di questi giorni, chi ci guadagna? L'agricoltore che butta via il raccolto che non ha potuto spedire o le grandi compagnie? Io credo, Gianfranco, che non si debba vedere alla singola persona, e neppure al singolo governo, come a un salvatore, perché è il Sistema che va rifondato. Tassare le rendite finanziare, per dire. Va cambiato il modo di pensare. A livello globale. E soprattutto finanziario. Mondo che si basa su modelli matematici obsoleti. Questo governo non è peggio del forzismo. È molto migliore. Il forzismo ci fa discutere del niente, e non porta a niente, perché non fa niente. Questo fa qualcosa, di buono, di cattivo, ma porta reazioni concrete (per ora, reazioni che mi sembrano idiote, perlopiù, e ambigue, molto). Con il forzismo non si parlava di politica, si parlava di conflitti d'interesse di una persona. Ora si discute di politica. Bene, male, come ti pare, ma a me sembra ci sia la politica, al centro della vita italiana, dopo 20 anni di legittimi impedimenti e orge. Non è poco. Che poi sia la politica che vorremmo, è altro discorso. Ma due mesi dopo 20 anni, sarebbe stato bello, ma sarebbe anche chiedere troppo. Roma wasn't built in a day, come cantavano i Morcheeba. (-;
[napolitano] branco, io spero
[napolitano] branco, io spero veramente che sia come tu dici - ma devo dire che se così fosse ciò significa che siamo pronti per rinunciare al parlamento. Ciò è un bene [partitocrazia, corruzione: tutte parole odiose] e un male [fine della rappresentatività del voto dei cittadini; fine dell'utilità del voto]. In altre parole, uno dei paradossi è che se per sbaglio questo governo "calato dall'alto" dovesse funzionare e andare bene, questa non sarà più una repubblica democratica. Capisci?
[Napolitano] Ho scritto che
[Napolitano] Ho scritto che questo governo va bene perché parla, mi sembra, di politica. Cosa che i nostri rappresentanti si dimenticavano non appena col culo sul Parlamento. Questo governo dovrebbe essere un monito nei loro confronti. Perché alle persone mi sembra che la politica piaccia, e ne discuta. Ho sentito di sondaggi che registrano disaccordo nei confronti delle misure di questo governo, eppure fiducia nell'uscita dalla crisi. Questo vuol dire che le persone non condividono magari la politica di questo governo, ma sono fiduciosi perché, comunque, finalmente (finalmente!!!!) è politica. Ci voleva davvero pochissimo, e questo governo lo sta dimostrando, per discutere di politica (nonostante i poteri forti etc). Gianfranco io credo che "repubblica democratica" applicata al nostro paese degli ultimi anni non voglia dire nulla. Siamo stati e siamo ancora una "repubblica televisiva". Speriamo di diventare una "repubblica democratica". Ripeto: questo governo funziona finché fa politica, in quanto fa politica. Che ci si trovi d'accordo, o in disaccordo, questo sta nelle cose. Ma a me sembra sia proprio politica. Non lo è, Gianfranco? Io spero che i nostri politici lo capiscano.
[napolitano] la tua visione
[napolitano] la tua visione delle cose mi dà molto conforto - e per questo ti ringrazio. speriamo bene.
[Napolitano - Franchi]
[Napolitano - Franchi] Sarebbe confortante se i politici eletti dessero segnali di comprensione...tu ne vedi? Nel mio piccolo: ci sono le elezioni comunali, quest'anno, qui. La coalizione del sindaco propone il vicesindaco con queste parole: "Meglio un usato sicuro che uno nuovo...". E ho detto tutto. Non che quella avversa proponga volti nuovi, eh. Lasciamo stare.
[napolitano, branco] mi
[napolitano, branco] mi unisco a te nel più sincero e inequivocabile rifiuto di questa classe politica, di questi partiti oggi esistenti, della loro strategia di comunicazione, della loro intelligenza. Oltretutto io mi ritengo tradito dal partito che ho votato per anni e da anni, vale a dire l'Idv, che mi ha reso corresponsabile di aver eletto gente bislacca e assurda che ha finito per smascherarsi forzista, tradendo totalmente l'elettorato.
Ma con tutto questo rifiuto non riesco ad accettare l'idea che la democrazia parlamentare - che la repubblica democratica - abbiano fallito, perché significa che il meccanismo del voto è sbagliato, che la logica del voto è sbagliata, che i partiti non sono ciò che dicono di essere, e in altre parole che è tutta una terribile farsa, sulle spalle nostre che ci abbiamo creduto o ci crediamo.
[italia; napolitano] quello
[italia; napolitano] quello che sento in giro, dalla gente comune è che è molto arrabbiata e sa le cose, sa di cosa è arrabbiata, non credo sia semplice qualunquismo, c'è questo divario tra i poveri tartassati e i ricchi intoccabili che la fa molto molto arrabbiare...perché è così evidente ( così come la pensiamo noi gente qualunque l'ha raccontata Travaglio ieri sera alla tramissione di Santoro)
quindi? non so...
[Italia - Dianella] Va bene
[Italia - Dianella] Va bene la rabbia, bisogna però vedere se la mia rabbia la scarico su quelli come me, o su quelli che stanno più su. Per ora, mi sembra che la rabbia colpisca più in orizzontale che in verticale, e non mi sembra affatto una buona cosa...
[Italia] Io invece ho perso
[Italia] Io invece ho perso ogni speranza con l'arrivo del governo Monti. Non che rimpianga il passato (come si potrebbe) e nemmeno dico che questo governo è una dittatura, visto che il sistema parlamentare offriva questa possibilità di uscita, quello che non mi va è l'abdicazione totale a determinate logiche e politiche dettata da fantomatici organi come l'Unione Europea (ricordando sempre che il parlamento è sempre espressione del voto dei cittadini), il FMI, parametri, etc. etc. Un ricatto costante: se non fai questo o quest'altro perdi credibilità, se non privatizzi e liberalizzi allora ti ammonisco e i cittadini devono sempre e comunque accettare o seguire determinate logiche, perché se no...un po' come il referendum Fiat, al di là che si condividano oppure no le questioni: se voti a favore, restiamo, se voti a sfavore ce ne andiamo...e allora che voto è? E in tutto questo si accentua la delega, la sfiducia per non dire il qualunquismo, il menefreghismo. Non ho molta fiducia nel "popolo", mai avuta, ma in tutta questa situazione i cittadini sono completamente svuotati di responsabilità e caricati di ennesimi sacrifici, come se non ne avessero mai fatti. Sto semplificando al massimo...eh...scusatemi.
E aggiungo, le proteste di questi ultimi giorni, sono giustamente criticabili ma hanno posto uno dei problemi fondamentali a mio avviso della società di oggi: le merci, il consumo sfrenato, l'avere sempre tutto e comunque, a qualunque prezzo, perchè io voglio tutto e subito e tutti i giorni devo comprare qualcosa, sempre e comunque. E' da lì che io ripartirei, è sul mettere in discussione determinate cose che si può pensare a un futuro diverso...e invece? E invece si asseconda sempre il lato più debole dell'essere umano e si spinge sempre per determinate cose come i negozi sempre aperti, a qualunque ora del giorno, il tempo sempre pieno. Mai una volta che sento parlare di lentezza, di tempo, di semplicità.
Sempre e solo di crescita e aumento dei consumi. Bah.
Poi certo l'Europa sta diventando sempre più piccola e insignificante rispetto al mondo intero e basta vedere le stime di crescita dei paesi emergenti per capire che tra qualche anno non conteremo più nulla...
[Italia] Bè se poi si tassa
[Italia] Bè se poi si tassa non vedo come possano aumentare i consumi. Il vero coraggio sarebbe stato tagliare spese e - ad esempio - evitare di buttare denaro in opere spaventosamente care ma ben accette alle banche (Passera) che con le garanzie ci marciano. Tante piccole opere di manutenzione avrebbero aumentato sicurezza, occupazione pulita a costi inferiori. E poi la "crescita e sviluppo": penso che siano termini usati a sproposito e senza grande consapevolezza. Monti e i suoi inseguono un breve termine, i critici della "crescita" intesa come impoverimento della risorse, hanno una visione più ampia e legata ad aspetti che toccano l'economia solo di riflesso. Quindi sono linguaggi e orizzonti che non potranno mai incontrarsi. (Ricordiamo inoltre che il cosidetto "Pil" da anni viene considerata una misura sbagliata e si è provato a cercare altro indicatore anche grazie ad un commissione con dentro Amartya Sen e Fitoussi, imbastita da un destro come Sarkozy).
Giusto qui in Italia abbiamo il coraggio e la malafede di tacciare i critici di un certo tipo di sviluppo come estremisti "silvopastorali". Si sacrifica il buonsenso all'altare di un interesse inconfessato di pochi che poi spacciano i loro giochetti come atti necessitati per "la nostra crescita".
Non voglio dire che Monti abbia in testa questo e faccia parte consapevolmente di quella cricca, ma fa pur sempre parte di un salotto buono che, tra conflitti d'interesse e professionali, crea una certa mentalità e rende più difficile dire dei no. A volte indispensabili.
[italia, monti] Concordo con
[italia, monti] Concordo con Gianfranco e Andrea Consonni. E credo che il governo Monti sia ben peggiore di quello Berlusconi. Ricordiamoci che il governo Berlusconi, nonostante gli incalcolabili danni fatti, era votato dal popolo e soprattutto era ipercontrollato. Sorprende poi che certi giornali come Repubblica, Unità e vari ex comunisti come Napolitano si scoprano liberisti sulla via dei poteri forti. La sinistra liberista ce l'abbiamo solo in Italia.
[Italia] Premetto: mi fa
[Italia] Premetto: mi fa piacere che una recensione molto tranquilla e ordinaria abbia dato il via ad una mega-discussione.
Sul merito confesso di non avere le idee del tutto chiare. Napolitano - ripeto - tra luci e ombre, tra opportunismi e - forse - strategie obbligate per salvare il salvabile. Ci potremo chiarire meglio tra qualche anno a bocce ferme. In merito al governo Monti sono molto ma molto molto perplesso, nonostante abbia sempre apprezzato il libero mercato e una politica cosiddetta "liberale" in opposizione ad una sinistra più orientata al sociale. Ma, al di là delle sensibilità di ciascuno, poi ci sono dei limiti dettati innanzitutto dal buonsenso. . Sicuramente la maggior parte dei ministri hanno uno stile più sobrio del precedente e, come ha detto qualcuno piuttosto noto, dopo B. anche Jack lo Squartatore avrebbe fatto un figurone. Certo è che non penso che questi "tecnici" siano il meglio sulla piazza e - minimo- molti di loro fanno parte di un salotto buono che vuol dire poca attenzione a temi altrimenti vitali come ambiente etc etc e, vuoi anche per conformazione mentale, non semplicemente per malafede, non riescono a cogliere le tragedie dello sviluppo a tutti i costi. Poi ovviamente c'è stato anche poco coraggio (forse a causa di ricatti in sede parlamentare?) nel non tartassare i soliti noti e clamorosi conflitti d'interesse (si veda Passera con il meccanismo banche - project financing, Alitalia etc etc).
Temo che il berlusconismo, inteso come malattia contagiosa, ormai trascenda il suo primo artefice e ormai la società italiana - malata - si aggrappi ancora ai salvatori della patria, in questo caso "tecnici", prescindendo da vizi capitali come appunto conflitti d'interesse etc etc. E comunque, non dimentichiamolo, ancora nei posti di sottogoverno (sottosegretari) abbiamo sodali dei ministri di qualche mese fa; che tendono a riprodurre gesta e intenzioni malandrine. In sintesi: se questi qui devono fare uno sporco lavoro lo facciano presto e poi al voto, sperando che non sia troppo tardi per ovviare ad un megainciucio di cui l'Udc è sponsor principale. Ad oggi, tra sconfortanti affermazioni di Monti e Passera sulle "grandi opere" (debito pubblico futuro sulle nostre teste) e le uscite molto brunettiane di quel giovane sottosegretario rampante e paraculato, non c'è da essere molto allegri. Si, spesso uno stile diverso, una sostanza che denota meno illegalità, ma niente di autenticamente rivoluzionario e tale da dire "siamo finalmente usciti da un tunnel e questi ci salveranno le terga". Proprio per nulla. Questi al più metteranno una pezza per evitare il tracollo totale ma a prezzo altissimo e con metodi che è obbligo abbandonare quanto prima. Quindi: elezioni presto e con partiti in parte depurati, non per "automedicazione" ma per intervento feroce e incazzato dei cittadini consapevoli. Ok, ho detto la mia. A presto con altri libri "politici".
[Italia] Non so se si è
[Italia] Non so se si è capito dai miei commenti precedenti, ma la mia "contentezza" riguardo questo governo non sta nelle misure da questo adottate, ma dal fatto che si sia tornati, mi sembra, a discutere di politica, e non di legittimi impedimenti e orge. Ora, non mi aspetto da questo governo che adotti misure a lungo termine, non mi aspetto che salvi il futuro dell'Italia, semplicemente perché non è lì per questo. E il governo Berlusconi sarà pure stato ipercontrollato, ma a me sembra che abbia fatto gravissimi, immensi, danni al nostro paese. Senza dimenticare che, se li ha fatti, è stato anche grazie ai governi pre-manipulite.
La cosa che mi fa più paura è che, non appena questi se ne saranno andati, Berlusconi col lifting sarà di nuovo lì, e dirà che Monti ha fatto ciò che avrebbe voluto fare lui ma che i comunisti non gli hanno permesso di fare, e ce lo ritroveremo Presidente della Repubblica, e olé. E insieme alla Gelmini nel tunnel coi neutrini.
[italia] ecco - sempre in
[italia] ecco - sempre in tema di angoscia futura per arrembanti ritorni forzisti, più che lui col lifting mi aspetto la figlia Marina, più giovane (in senso tecnico) e più cattiva (in senso stretto). Sarebbe una logica erede del mariomontismo transitorio. Questa classe politica sta disintegrando il paese. Comincio a pensare che ne siano coscienti. Concludo - l'estraneità è diventata una sana anomalia.