"Il diavolo innamorato" è un piccolo gioiello della letteratura francese di fine Settecento, che torna in una nuova veste magistralmente curata da Isabella Mattazzi: è una novella-“piquante bagatelle” che ha avuto diverse fortune e avverse letture critiche nel corso del tempo. Definito per troppo tempo un’opera nera che racchiude in sé conoscenze cabalistiche e negromantiche, aveva perso nel corso del tempo anche la sua leggerezza, il suo tono scherzoso e deliziosamente irriverente, la sua capacità sospensoria della realtà in una commistione tra meraviglia e realtà.
Le sue alterne vicende vengono spiegate, puntualmente e senza troppa pedanteria, nell’introduzione della curatrice, che prende per mano il lettore e lo aiuta ad attraversare la pinacoteca delle versioni del libro e della vita del suo autore Jacques Cazotte. Una storia che comincia con il desiderio e molto probabilmente si consuma in esso, in un continuo scambio di corpi di questo sentimento capace di fratturare ogni tipo di umanità, razionalità e fantasticheria.
Alvaro è un soldato spagnolo al servizio delle guardie del re di Napoli, un giovane spavaldo, coraggioso e decisamente avventato, che dopo una serata di chiacchiere e vino si ritrova a continuare il discorso iniziato con i suoi compagni con l’anziano soldato Soberano. Dopo qualche scambio di battute, quest’ultimo dà dimostrazione della veridicità delle sue parole evocando uno spiritello al suo servizio e dando inizio alla scoperta del giovane Alvaro.
Ma il soldato spagnolo non sa contenersi, non può sopportare la pragmatica attesa che richiede l’apprensione delle antiche arti e chiede (essendo desiderio puro) di avere tutto e subito, lanciandosi in una piccola sfida che lo avrebbe visto protagonista di una sonora tirata d’orecchie al Diavolo. Soberano a quel punto organizza il rituale e lo lascia da solo alle prese con quello con cui un novizio non dovrebbe avere a che fare.
Il demone evocato, si lascia però, da subito, sottomettere e si mette al servizio del nobiluomo iberico. Comincia così la storia di Biondetta, demone, essere fantastico che non smette di desiderare di compiacere il suo essere umano, in un continuo darsi al desiderio proprio e del suo freddo padrone. Ma la storia prende una piega imprevista e si scopre la vera natura di Biondetta e dei sentimenti che sono in gioco…
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jacques Cazotte (Digione, 7 ottobre 1719 – Parigi, 25 settembre 1792), scrittore francese.
Jacques Cazotte, “Il Diavolo Innamorato”, Manni Editore, Lecce, 2011.
Traduzione di Isabella Mattazzi. Prefazione e curatela di Isabella Mattazzi.
Approfondimento in rete: http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Cazotte
Alex Pietrogiacomi. 19-04-2011.
Pubblicato il 19-04-2011 su http://ilbicchierediverso.gqitalia.it
Commenti
[il diavolo innamorato] alex
[il diavolo innamorato] alex racconta: ""Il diavolo innamorato" è un piccolo gioiello della letteratura francese di fine Settecento, che torna in una nuova veste magistralmente curata da Isabella Mattazzi, una novella-“piquante bagatelle” che ha avuto diverse fortune e avverse letture critiche nel corso del tempo. Definito per troppo tempo un’opera nera che racchiude in sé conoscenze cabalistiche e negromantiche, aveva perso nel corso del tempo anche la sua leggerezza, il suo tono scherzoso e deliziosamente irriverente, la sua capacità sospensoria della realtà in una commistione tra meraviglia e realtà"...
> buona lettura!
[diavolo, cazotte] notevole
[diavolo, cazotte] notevole recupero davvero. Merci! E saluti alla famiglia!
[cazotte] Wuz ci racconta
[cazotte] Wuz ci racconta della prima riscoperta dell'opera, quella della Donzelli, una manciata d'anni fa: "Un’operazione davvero interessante quella compiuta da Donzelli: un’operetta del Settecento, assolutamente incantevole, scomparsa da anni dai cataloghi editoriali viene riproposta ora unitamente a un’altrettanto deliziosa “favola morale” scritta da uno dei maggiori scrittori italiani contemporanei, Andrea Camilleri. Tema comune: il diavolo. Ma in entrambi i casi, si parla di un diavolo molto particolare, in cui il potere malefico è accompagnato da debolezze tutte umane, da sentimenti e iniziative personali per cui, (come scrive Borges nella bella edizione del Diable amoureux del 1978 nella collana “La biblioteca di Babele” di F. M. Ricci) “lo stile, deliberatamente frivolo, suole giocare col terrore ma non si propone mai di allarmarci”.
L’intenzione morale nel finale del romanzo settecentesco sembra avere la meglio sul tono libertino dell’opera, sui momenti idillici e sulla sensualità dominante la personalità di Alvaro (protagonista de Il diavolo innamorato), mentre al piccolo, minuscolo diavoletto Bacab che narra la sua avventura in prima persona ne Il diavolo che tentò se stesso, Camilleri affida un ruolo particolare: pur nel travestimento comico-fiabesco i temi presi in considerazione sono di assoluta serietà e attualità."
Tutti i dettagli, qui: http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/387/cafelib.htm
Dati bibliografici: Il diavolo. Tentatore. Innamorato di Andrea Camilleri e Jacques Cazotte
Per Il diavolo innamorato traduzione di Gaia Panfili
Nota introduttiva dell’editore
Postfazione di Gaia Panfili al racconto di Jacques Cazotte
142 pag., Euro 14,50 – Edizioni Donzelli
ISBN: 88-7989-960-0