Castellitto Sergio

Il dubbio

Autore: 
Castellitto Sergio

Un giovane prete cattolico a nome padre Flynn insieme con suor James risultano invisi alla direttrice della scuola parrocchiale del Bronx suor Aloisia in cui entrambi esercitano la loro mansione con metodi moderni. Il sacerdote viene accusato da quest’ultima di aver di aver abusato sessualmente di un alunno di colore. Mentre la posizione di Suor James, involontaria testimone d un avvenimento che sembrerebbe convalidare tale sospetto, è attanagliata dalla lacerante morsa del dubbio, a sorpresa il prete può contare sull’incondizionata difesa della madre del ragazzo.

RECENSIONE:

Sergio Castellitto torna alla regia teatrale proponendo l’allestimento di uno spettacolo ricavato da un testo intenso su di un tema difficile e doloroso, che la moglie Margart Mazzantini ha tratto dal dramma che fruttò nel 2005 il premio Pulitzer allo scrittore statunitense John Patrick Shanley. 

Ambientata in una scuola cattolica del Bronx negli anni Sessanta, la vicenda ruota attorno alla supposta colpevolezza di un giovane prete di aver abusato sessualmente di un alunno dodicenne di colore. Ad accusarlo è l’ineffabile malizia della direttrice dell’istituto suor Aloisia che non ne condivide i moderni metodi di insegnamento, mentre suor James, pur apprezzando il suo spirito di abnegazione, è lacerata profondamente dal tarlo divorante del dubbio. 

Attorno al sospetto di tale presunta nefandezza s’innesta un pesante gioco al massacro, una continua mescolanza di bene e di male, in cui ogni attore vi converge appropriatamente in relazione alla propria parte. Un oscillante scambio di parti tra indagatori ed indagati, che Castellitto dirige infondendo nei suoi attori un’energia fatta di espressionismo affidato alla mobilità del volto. La sua è una regia discreta ed allusiva che dispone lo spettatore alla meditazione sul dramma, senza distrarlo o sbalordirlo con trovate spettacolari o peggio, provocatorie. Una grande lezione di essenzialità e di grazia, che molti registi moderni farebbero bene ad ascoltare. L’austera scenografia è composta da uno spazio in gran parte vuoto, e si avvale del solo supporto di una croce in primo piano ed una panchina leggermente più indietro, mentre lo sfondo assume le sembianze di un essenziale muraglione di mattoni.  

Stefano Accorsi dismette i panni seducenti delle ultime rappresentazioni cinematografiche, per indossare uno svolazzante abito talare, interpretando l’insolito ruolo con convincente misura e sobrietà. Lucilla Morlacchi si confronta con il personaggio arcigno di suor Aloisia, rivelando un inatteso talento nel riprodurne l’accigliata severità censoria. 

Benché Castellitto abbia affermato di non aver voluto allestire uno spettacolo anticlericale, il richiamo all’attualità degli atti di pedofilia perpetrati negli ambienti ecclesiastici costituisce un’irresistibile presa per gli spettatori. Ma in questo spettacolo essi non trovano il conforto di alcuna certezza, poiché l’autore ha deciso unicamente di spargere il seme del dubbio, lasciando svolazzare l’immaginazione del pubblico che esce dal teatro domandandosi se padre Flynn sia colpevole oppure no.  

Gian Paolo Grattarola

http://www.teatroteatro.it/scheda.asp?idscheda=1362

IL DUBBIO

Di John Patrick Shanley  - Riduzione di Margaret Mazzantini

Regia di Sergio Castellitto  - Scenografia di Antonella Conte

Costumi di Isabella Rizza - Luci di Raffaele Perin

Con Stefano Accorsi e Lucilla Morlacchi

Teatro Filippo Marchetti di Camerino (MC) 31.01.2008

ISBN/EAN: 
9781559362764

Commenti

"Sergio Castellitto torna alla regia teatrale proponendo l?allestimento di uno spettacolo ricavato da un testo intenso su di un tema difficile e doloroso, che la moglie Margart Mazzantini ha tratto dal dramma che fruttò nel 2005 il premio Pulitzer allo scrittore statunitense John Patrick Shanley. "

> Si direbbe inedito in Italia! Ne ho trovato tracce solo su IBS americano. Bella segnalazione.

" in questo spettacolo essi non trovano il conforto di alcuna certezza, poiché l?autore ha deciso unicamente di spargere il seme del dubbio, lasciando svolazzare l?immaginazione del pubblico che esce dal teatro domandandosi se padre Flynn sia colpevole oppure no."

> Probabilmente il dubbio è più dannoso ancora. Instillare un dubbio del genere implica incapacità di guardare certi personaggi (certi ruoli) come in precedenza. Avere certezze sulle colpe sarebbe preferibile. Il dubbio è velenoso...

Sì, una buona segnalazione direi. Di Shanley ho in mente che è lo sceneggiatore della commedia (?) "Stregata dalla luna", ma di questo pezzo neanch'io sapevo (per chi volesse leggere il libro "in english" ce l'hanno alla Biblioteca nazionale di Napoli.

Sono molto d'accordo con Gf sul concetto di dubbio.

(in effetti in questo caso il dubbio sembra davvero una scelta politica e catastrofica. Speriamo di poter leggere l'opera presto in traduzione... grazie per la segnalazione di "Stregata dalla luna", cara Ilde)

Avevo apprezzato Castellitto recista cinematografico con Non ti muovare. Qui mi pare sia sempre in cerca di temi forti e laceranti. Molto spinoso davvero l'argomento, che in realtà è assai lontano dalle mie corde: non saprei certo pormi con equidistanza e con dubbio, visto che per i pedofili è l'unico caso in cui ripristinerei la pena di morte.

Accorsi sobrio? davvero. é un attore pessimo, di solito. Che abbia imparato a recitare?

Sono d'accordo con Voi. Uscendo dal teatro ho provato un senso di disorientamento. Non che io mi attendessi un manifesto anticlericale o una denuncia contro i preti pedofili, ma questo finale pilatesco mi ha lasciato insoddisfatto.
Il dubbbio è un tarlo che corrode e lacera senza sosta e il fatto di non poter possedere certezze in casi come questi è profondamente angossciante.
Spero che esca presto un'edizione italiana del libro, poiché sono curioso di confrontarlo con l'adattamento teatrale della Mazzantini.

5. Anche io ero scettico sulle capacità recitative di Accorsi. Ma devo dire che questa parte sembra ritagliata sulle sue misure.
Si mantiene nel registro della sua parte, senza eccedere e senza sbavature. Forse un attore più convincente avrebbe suscitato più certezze che non dubbi.

Gian Paolo Grattarola