Casalino Annalisa

Il Mai

Autore: 
Casalino Annalisa

È un libro coraggioso quello di Annalisa Casalino. Coraggioso perché se non ci si chiama Bret Easton Ellis o Philip Roth, se si vive in Italia, specie in provincia, non è affatto facile giocare in maniera caleidoscopica con la propria biografia. Più facile, se si vive in provincia, scrivere sempre lo stesso romanzo, mitizzando il passato, magari quello della “fantasia al potere” e negare con sdegno la matrice autobiografica. Se non altro per evitare gli sguardi morbosi di amici e conoscenti.

Annalisa, al suo esordio, per i tipi di Autodafé (piccola casa editrice milanese specializzata in narrativa italiana) decide invece di affrontare la sfida dell’autobiografismo – anche se sarebbe più corretto parlare di episodi autobiografici liberamente rielaborati – incurante di quello che si dirà di lei in città. Non è facile descrivere il microcosmo pesarese e urbinate, se non si vuole essere retorici o peggio oleografici, ma si è spinti dall’urgenza di raccontare, con un linguaggio talvolta sporco, ma assolutamente funzionale all’economia narrativa, storie vere ambientate negli anni ‘90.
 
“È lì che è iniziata la decadenza, anzi prima, a metà degli anni ’80!”
Mi sembra di sentirlo il “poeta laureato” pesarese, sospeso tra gauche caviar e buonismo cattocomunista. Come se gli ’80 e i ’90, che fanno da sfondo al romanzo della Casalino, siano rubricabili con facili formulette.
Sono convinto che qualcuno, probabilmente lo stesso “poeta laureato”, scomoderà pure la categoria critica del libro inutile. Solo perché restio a cogliere l’urgenza espressiva di un’opera che si confronta senza moralismi e ipocrisie con temi importanti, direi universali, quali il valore dell’amicizia, l’identità di genere, il valore della scrittura. Il tutto in un romanzo che si legge piacevolmente grazie a un espediente narrativo davvero indovinato, quello del libro rubato.
Arianna, protagonista e voce narrante – per ammissione stessa di Annalisa personaggio dalle caratteristiche psicologiche simili alle sue – trova nella vetrina di una libreria il “suo” romanzo, il cui manoscritto le era stato sottratto anni prima da Giulia, amica e compagna di studi. Da lì la storia si dipana in maniera avvincente su un doppio binario narrativo, tra flashback del passato e descrizione del presente, trasportando il lettore nel microcosmo provinciale di Pesaro (anni dell’adolescenza e del liceo) e di Urbino (anni dell’università).
 
Pesaro, che si è ricavata uno spazio narrativo importante solo in fase di riscrittura – puntualizza Annalisa di fronte ad una tazza di caffè – emerge in maniera discreta ma efficace attraverso il racconto delle persone e la fotografia di ambienti giovanili, senza la descrizioni di locali. Unica parziale eccezione una laconica citazione della discoteca Kaos, luogo di culto per eccellenza della Pesaro anni ’80. In effetti, allora come oggi, la movida era in Romagna.
 
“C’era questo comune pensare che le cose succedessero in Romagna e non da noi. La vita giovanile si consumava da mezzanotte in poi nella vicina Riccione.”. “Fino ai 30 anni – prosegue Annalisa – Pesaro l’ho vissuta come una città abbastanza noiosa”.
In un romanzo che ha l’indubbio merito di catturare lo spirito di un’epoca stupisce la mancanza di qualsiasi riferimento all’universo rock, sin dai tempi di Celati e di Tondelli, contesto antropologico chiave dell’universo giovanile.
“Nonostante a casa mia si ascoltasse musica, soprattutto classica, non ho una grande cultura musicale. Io sono cresciuta con i Pink Floyd e Vasco Rossi… Tuttora ascolto poca musica e sento questa come una grave lacuna.”
“A romanzo ultimato – conclude Annalisa – mi sono posto il problema dell’assenza di una colonna sonora. Ma a quel punto inserire la musica non aveva alcun senso”.
L’assenza della musica non pregiudica peraltro la buona riuscita di un romanzo in cui l’autrice riesce a ricostruisce in maniera convincente l’universo giovanile di quegli anni avvalendosi di una scrittura, nient’affatto derivativa, capace di scandagliare in profondità la psicologia dei protagonisti, specie quelli femminili.

NOTE

Annalisa Casalino (Vercelli, 1971) vive a Pesaro dall’età di cinque anni. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’università di Urbino è attualmente insegnante di spagnolo alle scuole medie. Il Mai è la sua opera di esordio nella narrativa.
Annalisa Casalino – Il mai – Autodafé Edizioni, Milano, 2010 € 15,00
 
Massimiliano Di Pasquale
ISBN/EAN: 
978-88-97044-01-7

Commenti

[casalino] neo Max! buona

[casalino] neo Max! buona lettura.

[casalino] Ciao Gianfranco,

[casalino] Ciao Gianfranco, quando trovo un pò di tempo, scrivo sempre volentieri...

[casalino] grazie max. e noi

[casalino] grazie max. e noi siamo sempre felici di leggerti.

[Casalino] Non conoscevo

[Casalino] Non conoscevo questa casa editrice e nemmeno questo libro. Mi incuriosisce la questione Pesaro e riviera, visto che a Pesaro ho trascorso la mia infanzia e adolescenza estiva e appena posso ci faccio sempre un salto. 

[casalino] Se hai trascorso

[casalino] Se hai trascorso la tua infanzia a pesaro credo che questo possa costituire un ulteriore motivo di interesse.

[Casalino] Allora appena ho

[Casalino] Allora appena ho qualche soldo, mi fido del tuo giudizio. Pesaro è splendida.