“Io credo che l’amicizia sia qualcosa di incondizionato e leale. L’amore è invece un sentimento condizionato ed è nonostante il fascino del suo mistero, il regno dell’inganno, la dimensione della dipendenza affettiva (…)” – così Alessio scrive, come se parlasse ad alta voce, così soffre e vive trascrivendo i sentimenti in parole e le parole in un libro di racconti che hanno come motivo conduttore “la perdita”. Un gruppo di amici decide una rimpatriata di alcuni giorni insieme ma l’incontrarsi si colora di imbarazzo e delle coscienza di non essere più quelli di un tempo. È poco confortevole la stanza, uno si ferma e non si accorpa al gruppo, qualcuno è lacerato da amori impossibili di cui ha il sapore e lo struggimento nell’anima. La vita ha consumato l’entusiasmo della giovinezza alla ricerca di altro e di diverso o ammorbato in noia e ripetitività.
Non sono gli amori a “squagliarsi come neve al sole” ma l’entusiasmo bambino che non sa più ridere di stupidaggini e ricordi, si è consumato il tradimento al migliore amico e se ne portano i segni. Alessio è scosso dalla confessione pulita, vergine e meravigliante di Fabiano che gli rivela la sua omosessualità da sempre e il suo amore per Giorgio mai rivelato. Neanche in giovinezza, quindi, si erano conosciuti e il dolore che entrambi provano a quella confidenza apre una suggestiva immagine di entrambi: “Alessio gli cinse le spalle con un braccio e stettero in silenzio per una manciata di lunghi, interminabili minuti osservando le onde frangersi sui bordi del molo”.
Miramare li vede girare nelle antiche vestigia delle sue stanze a vista sul mare, sembra magicamente incastrarli in un incanto surreale e Fabiano riconcilia se stesso nel volo-suicida mentre uno stormo di gabbiani sorvola il cielo e finalmente sorride. Il senso di una felicità che apparteneva solo al passato si conclude nel racconto con il ricordo e la coscienza serena del trascorrere del tempo in cui tutto è fuggitivo, come gli anni. Arriva a noi la coscienza serena del passare delle cose che man mano permettono di riappropriarsi di altro, di crescere e confermare scelte o disfarle per ricominciare dal bandolo.
La perdita è vissuta non come tragedia che prelude al vuoto ma come coscienza di altro che riempirà il nostro presente di memorie d’amore anche pungenti. In questo modo leggo anche la seconda storia, la cui esigua trama non narra una fuga ma nasce dal voler esprimere il valore della poesia che tenace attacca la pelle, l’animo, scaturisce da dentro e diventa persona, viene rincorsa, vissuta, amata. Le sue ali sono così fragili nel volo che potrebbe anche soccombere, immersa in una fossa, coperta di terra e sepolta se non si decidesse che, solo scegliendo la nostra autenticità, potremmo essere veri anche per gli altri.
Sofia sta gettando da un ponte le sue parole scritte e uccidendo se stessa. Ma riattraverserà di nuovo la vita “in occhi profondi e sinceri, quelli di un bambino” le cui mani vibreranno sul suo corpo come musica. E successivamente, sempre in un andamento comunicativo quotidiano e vicino alle cose di ogni giorno, in uno stile che, meditativo ed indagatore, conferma la lucida accettazione del vivere, arriva il parlato in prima persona di un uomo tra la vita e la morte annunciata dal male e confortata dall’inutile “dire” degli altri. Lui sa, e vive questo trapasso, con la nostalgia di chi si porta appresso cose che avrebbe voluto fare, pensieri, ricordi del prima, sequenze di vita che appaiono e scompaiono e tessono il tempo, lo ingannano nel conforto della brevità della malattia, lo disperano in anonime stanze ospedaliere dove tutto va e viene come in una stazione, arrivi e partenze: come in una stazione, altri volti che si confondono, passi e corpi che si sfiorano senza conoscersi, “ognuno solo con il suo male” (cfr. Pirandello, “L’uomo dal fiore in bocca”) fino alla fine: “mi dispiace che tutto scompare, non dico che l’avrei fatto volentieri, ma sarei rimasto, così, per curiosità a vedere”. Incisivo l’ultimo racconto dove la sudditanza di una figlia dal padre conduce alla pazzia, pazzia senza scampo e senza soluzioni per nessuno, un amore senza riserve che si lacera nel segreto da lei mai vomitato se non in conati strozzati e attribuiti al mal di stomaco. Narrato in prima persona, appare storia vissuta e quindi più veritiera e più captante ma a tutti l’autore concede, e questa è la principale valenza del testo, la possibilità di trovare la forza contro la violenza e il male, contro l’offesa della carne e del cuore e il testo termina con un suicidio fallito: “dal villaggio arrivano delle voci, sarà bene rimettersi in cammino”.
BREVI NOTE
Alberto Carollo è nato a Thiene nel 1966. Vive e lavora a Vicenza.
Da qualche tempo ha ripreso gli studi di Lettere, indirizzo Linguaggi e tecniche di scrittura, a Padova. Ha pubblicato Miramare e altre storie (Edizioni Il Foglio, 2003) attualmente fuori catalogo ma scaricabile gratuitamente qui. Scrive recensioni di libri, cinema, musica e fumetti per alcuni siti in rete.
Alberto Carollo, “Miramare e altre storie”, Edizioni il Foglio, Piombino 2003
Patrizia Garofalo, aprile 2008
Commenti
"Miramare e altre storie" di Alberto Carollo.
aspettiamo stasera per sentirci, oggi alberto è impegnato ma se qualcun altro vorrà intervenire sarà contento di trovarci, lui di notte è sveglio per il piccolino nato da poco e per scrivere. Grazie ancora gian dell'ospitalità a questa recensione. Il libro freme di gioventù e luce e ricerca anche dopo " la perdita"
Figurati, grazie a te. Felice di sapere il libro di Alberto recensito. Mi spiace solo sia uscito di produzione.
Saluto il piccolo neonato, e ti ringrazio per la scheda.
Bellissima pagina, intensa e vibrante, ma anche misurata e non troppo rivelatrice. Non conosco l'Autore ma la presntazione di Patrizia e l'Editore sono una garanzia...
"Narrato in prima persona, appare storia vissuta e quindi più veritiera e più captante ma a tutti l?autore concede, e questa è la principale valenza del testo, la possibilità di trovare la forza contro la violenza e il male, contro l?offesa della carne e del cuore e il testo termina con un suicidio fallito: ?dal villaggio arrivano delle voci, sarà bene rimettersi in cammino?. "
Chiusa che lascia intravvedere una scrittura di valori profondi.
Carollo è tra le anime di CartaCanta:
http://www.cartacantalab.com/
Penso che sia molto generoso dare la possibilità di scaricare il racconto, anche se sarebbe più corretto mandare qualche copia alle biblioteche, ma spero che Gordiano pensi a ripubblicare il fuori-catalogo.
I libri rilegati sono tutta un'altra cosa...
qualche volta il libro segue un percorso d'attenzione più lungo di altri, non arriva subito.e passa il tempo.ma questa è la storia di un libro, sa lui quando muovere i passi.....mi diceva Caproni................e Gordiano ne sarà felice come Alberto che sa già me, disponibile alla presentazione nella sua città.......e che sarei felice di parlare di un testo onesto di fiducia nella vita
che sottolinea anche la crescita nel dolore.
gian non ho capito che vuol dire libri rilegati scusami
Ilde suggeriva che era preferibile sapere il libro ristampato piuttosto che disponibile solo in digitale.
grazie adesso ho capito
Cara Patrizia,
una delle più belle recensioni che Tu abbia mai scritto. Avverto che sotto le parole palpita un mondo di affetti e di sensazioni riconducibili alla tua personale esperienza. Dunque prodondamente suggestiva.
Grazie a te questo libro esercita su di me una ofrte seduazione che come rileva opportunamente la Ilde meriterebbe una lettura. Perché non provi a convincere l'autore a ristamparlo ??
Gian Paolo Grattarola
Saluto tutti i partecipanti ai commenti e vi ringrazio per l'attenzione rivoltami. Sono piacevolmente sorpreso e lusingato della bella recensione di Patrizia, persona che stimo molto come artista e come donna. In occasione della presentazione del suo libro a Vicenza l'avevo omaggiata di una copia del mio libro - una delle ultime di cui dispongo, essendo uscito di catalogo - ma non pensavo mi avesse dedicato tanta attenzione e professionalità - due letture e una splendida recensione (nel suo inconfondibile stile)!
Il libro è uscito nel 2003 per Il Foglio, è stata l'occasione per uscire allo scoperto e scoprire un mondo, tessere dei contatti importanti, prima di tutto sul piano umano e espressivo. Non ho ancora preso in considerazione l'idea di ristamparlo, perché in qualche modo è stata un'esperienza catartica: me la sono lasciata alle spalle, pronto a inseguire nuovi progetti: la stesura del mio primo romanzo e la gestione di un'associazione culturale.
A rileggerci.
8-)
(benvenuto, Alberto! Ti aspettiamo anche in veste di recensore, allora;) ).
11. In questo caso non mi resta che chiedere a Patrizia di prestarmi la copia di cui dispone.
12. Benvenuto anche da parte mia ed un caloroso incoraggiamento per le Tue nuove iniziative.
Gian Paolo Grattarola
Grazie Gian Paolo per le tue parole. Patrizia mi ha detto cose buone sul tuo conto...
aggiungo la copertina!
aggiungo la copertina!
[Carollo] impaginazione e
[Carollo] impaginazione e carattere