Nel maggio 2009 esce “Per il tuo bene”. Il suo autore, Rocco Carbone, era già morto da circa un anno a causa di un incidente stradale. Un’opera postuma, dunque, che Emanuele Trevi introduce con un breve commovente saggio dedicato al suo amico Rocco.
“Per il tuo bene” è la storia di un’amicizia indissolubile e radicata che sopravvive agli anni, alle vicissitudini e alle distanze. L’amicizia tra Bruno e Gilberto. Fin da bambini, in un paesino, d’estate, i due condividono giochi, parole e la condizione di orfani: Bruno ha perso il padre, Gilberto la madre. Bruno è il più forte, il più determinato, il più sicuro. Gilberto, il cittadino, figlio di un ricco uomo d’affari che viene in paese solo in vacanza, è il suo perfetto opposto: fragile, incerto, titubante e schivo. Bruno lo protegge e lo difende costantemente, soprattutto da chi, ritenendolo troppo stupido o troppo ingenuo, cerca di prendersi gioco di lui.
Per venticinque anni Bruno e Gilberto si sono persi di vista. Poi, un giorno, Bruno riceve una lettera senza mittente: “Dentro c’era soltanto una fotografia. Era in bianco e nero, coi contorni seghettati come si usava un tempo, ma non appariva per niente ingiallita, come se fosse stata custodita con cura. Ritraeva due giovani sui vent’anni o poco più, in piedi e abbracciati, alle spalle uno scorcio di campagna, con una collina scura sullo sfondo. […] Riconobbe subito quella fotografia, e ricordò di averne una copia da qualche parte a casa”.
Dopo qualche ricerca Bruno scopre che il suo amico Gilberto vive nella sua stessa città. Riesce a trovarlo. Il tempo e la vita hanno mutato entrambi. Bruno è un impegnato e facoltoso uomo d’affari. E’ sposato con Angela; ha un figlio, Andrea, e una vita familiare devastata da quelle che, ai suoi occhi, sono solo le penose conseguenze di un piccolo incidente occorso ad Andrea qualche anno prima. Gilberto, invece, è indebolito da una malattia, è trasandato, appesantito, sciatto, solo. Vive in un appartamento disordinato e sporco. Le condizioni di vita dei due amici sono praticamente ribaltate rispetto al passato ma i ruoli dei due restano gli stessi. Anche stavolta Gilberto ha bisogno d’aiuto e Bruno, nonostante i rifiuti dell’amico, è disposto ad offrirgli tutto ciò di cui ha bisogno.
Gilberto viene invitato a casa di Bruno e riesce, fin da subito, ad instaurare un bel dialogo con Andrea e con Angela grazie alla sua delicatezza e al suo fare spontaneo e semplice. In breve l’uomo riesce a capire che l’apparente perfezione della vita di Bruno è guastata da sofferenze ed incomprensioni. Prova a parlarne con l’amico, ma Bruno si ostina a non voler approfondire il discorso, lasciandolo cadere ogni volta. “Bruno non rispose subito. Voleva liberarsi di un peso, e nello stesso tempo gli costava fatica farlo, perché era la prima volta che ne aveva davvero la possibilità”. Gilberto è diretto e più lucido del suo amico: “Tu… tu dici questo perché non vuoi pensare ad altro. Perché ti ostini a pensare che tra te, tua moglie e tuo figlio tutto andasse bene, prima di quel giorno e di quell’incidente. E invece non è così”.
La presenza di Gilberto e le sue parole si trasformano in una piccola rivoluzione ma anche in una cura. Perché il male reale, nella vita di Bruno, è fondamentalmente l’incomunicabilità. Lo stesso male che Gilberto aveva conosciuto e sofferto, molti anni prima, nei confronti di suo padre. Un uomo che aveva preferito assegnare proprio a Bruno, ancora giovane studente universitario, la cura dei suoi averi e dei suoi affari, escludendo suo figlio perché inadeguato ed impreparato.
Carbone sa incastonare sapientemente porzioni di passato nella narrazione al presente dei due personaggi principali. I salti temporali sono estremamente equilibrati e ricostruiscono, pagina dopo pagina, il tessuto di un legame fatto di profonda complementarietà. Anche se, a primo impatto, la forza di Bruno sembra surclassare quella di Gilberto, alla fine, la sensazione che resta è esattamente opposta. I due amici sono fondamentali l’uno per l’altro ma in maniera diversa: sono entrambi la metà di un unicum.
Ancora una volta Rocco Carbone ha saputo coinvolgere con il suo scrivere misurato, morbido, elegante e serio. Mai un eccesso, mai una sbavatura. La “normalità” che descrive è quella in cui ognuno può riconoscersi, i luoghi in cui fa muovere i suoi personaggi sono quelli in cui ognuno potrebbe muoversi e lo stesso dicasi delle paure, dei rimorsi, delle fughe, dei dispiaceri. La città non ha nome e nemmeno le strade o le piazze. Sono luoghi veri, ignoti ma riconoscibili, come le figure che traccia attraverso i suoi intrecci.
Resta, al solito, il profondo rimpianto di non poter leggere di più.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Rocco Carbone nasce a Reggio Calabria nel 1962. Dopo essersi laureato il Lettere a La Sapienza di Roma, vince un dottorato di ricerca presso la Sorbonne di Parigi. Dopo qualche tempo decide di abbandonare la carriera universitaria e si dedica alla critica letteraria: scrive per le pagine culturali de “Il Messaggero” e de “L’Unità”, oltre che per diverse riviste letterarie come “Nuovi argomenti”, “Paragone”, “L’Indice”, “Linea d’ombra”. Nel 1993 pubblica, per Theoria, “Agosto”, il suo primo romanzo. A cui fanno seguito “Il comando” (Feltrinelli, 1996), “L’assedio” (Feltrinelli, 1998), “L’apparizione” (Mondadori, 2002) e “Libera i miei nemici” (Mondadori, 2005). Nel 1998, e per i successivi sei anni, lo scrittore insegna storia e letteratura italiana nel braccio femminile di Rebibbia. Rocco Carbone muore a Roma nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2008 a causa di un incidente motociclistico. Il suo ultimo romanzo, “Per il tuo bene”, esce postumo nel 2009 per Mondadori.
Pagine Internet su Rocco Carbone: Facebook Tribute – Wikipedia – Lankelot
Rocco Carbone, “Per il tuo bene”, Mondadori, Milano, 2009.
(monnalisa, agosto 2010)
Commenti
[carbone] neo monna!
[carbone] neo monna!
[rocco carbone] tutti i libri
[rocco carbone] tutti i libri di carbone in lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?C/Carbone+Rocco
[carbone] ohi monna, grazie
[carbone] ohi monna, grazie sempre per la condivisione di queste tue letture. Spero sinceramente che, nel corso dell'ultimo mese, complice magari la libreria che ti segnalavo, tu sia riuscita a trovare copia delle prime pubblicazioni di RC. Intanto ti ringrazio molto ancora per tutto quel che stai facendo per raccontare a chi, come me, lo conosceva soltanto di nome, cosa abbiamo perduto e cosa potremmo e dovremmo riscoprire.
[Carbone] Ho cercato i suoi
[Carbone] Ho cercato i suoi libri anche nella libreria che mi hai suggerito. Nulla.
Ho chiesto ad alcuni miei amici sparsi per l'Italia, complici i mercatini estivi di libri usati, di fare una ricerca per me. Chissà che non esca fuori qualcosa...
[carbone] prova a telefonare
[carbone] prova a telefonare al libraio: lui lavora molto bene su ordinazione, il nostro Archie R. Pavia. Preferisce il telefono alla mail. Spendi pure il mio nome. Vedrai che saprà accontentarti...