“La commedia dei filosofi” è una breve pièce teatrale del giovane Camus, inedita in Italia. Secondo il curatore, Antonio Castronuovo, è una “precoce incursione critica verso precise posizioni”, scritta con ogni probabilità nel 1947: “I taccuini di Camus sono punteggiati nel 1947 di appunti sulle ambizioni degli esistenzialisti parigini, e ciò fa ritenere che l'operetta sia stata redatta proprio in quell'anno. La certezza poi che abbia inteso causticamente pungere proprio l'esistenzialismo – continua Castronuovo – risulta chiara dai temi che prende di mira: la libertà della scelta, la contingenza, l'autenticità, l'engagement” (p. 31).
Personaggi principali sono il signor Vigna, sindaco e farmacista del paese, sua moglie, sua figlia Sofia e il suo fidanzato, Melusino, e il signor Nulla, “sedicente filosofo”, matto fuggito dal manicomio.
Nulla si presenta da Vigna: ha un nome “davvero rispettabile”, molto noto nella capitale. Ha con sé un libro: è il “nuovo vangelo”, di cui sente d'essere il buon apostolo. Nulla è uno dei molti nuovi Messia che popolano Parigi. Predicano queste verità: “nulla ha causa e tutto è caso”, perché il mondo è assurdo: è assurdo perchè non ha nessuna spiegazione, e non ha nessuna spiegazione proprio perché è assurdo. Vigna s'innamora di questa straordinaria verità rivelata: capisce tutto a un tratto che il suo eroismo consisterà nel non fare più nulla. Sarà un ortodosso del vangelo nuovo. Un vangelo di libertà – diciamo così – e di educazione a un principio cardine: niente è impossibile.
Nulla: “C'è solo una libertà: quella che dobbiamo conquistare in tutte le azioni della nostra vita. Il che ci riporta a dire che siamo sempre sulla via di essere liberi, ma che in verità non lo siamo affatto” (p. 25).
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Di lì a poco la figlia va a informarlo della prossima richiesta di matrimonio del suo amato Melusino. Vigna, illuminato dal Vangelo di Nulla, è perplesso: Melusino è stato sin qua troppo rispettoso e troppo educato, non ha approfittato di lei e non l'ha messa incinta, e quindi non è credibile. Che si dia una mossa, insomma: che mostri volontà e prenda ciò che gli spetta. Melusino trova coraggio e inventa cose che non ha mai fatto pur di sposarla: ma Vigna, non pago, pretende che abbia avuto anche un po' di passato caotico, che so, furtarelli e adulteri. Niente. Addirittura Melusino non ha nemmeno dato vita a un bambino in una relazione precedente. Pazzesco: “E se non c'è alcun bambino voi siete irresponsabile, e se siete irresponsabile non siete affatto impegnato, e se non siete impegnato non amate mia figlia: è evidente” (p. 24).
La vicenda si scioglie soltanto quando il direttore del manicomio torna a cercare il signor Nulla, e avverte il povero Vigna delle sue condizioni di scarsa lucidità. Non così singolari: a Parigi è pieno di soggetti del genere, “vanno talmente matti per il patriottismo che appena c'è l'occasione diventano patrioti di due o tre paesi”, alla Sartre diciamo. E “si sbranano in nome della pace e promettono la galera in nome della libertà”...
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“La commedia dei filosofi” è una satira politica decisamente limpida e diretta; uno sberleffo alla Molière, per dirla con le parole di Castronuovo, che sintetizza e trasfigura a dovere l'eccezionale e sacrosanta distanza tra un'intelligenza libera e coraggiosa come quella di Camus e una assoldata e ipocrita come quella di Sartre e dei suoi simili, e dei suoi stanchi epigoni. È uno scritto piacevole, franco e ameno: un divertimento brioso e solare.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Prima stesura: “Improptu des philosophes”, 1947.
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“La commedia dei filosofi” è
“La commedia dei filosofi” è una breve pièce teatrale del giovane Camus, inedita in Italia. Secondo il curatore, Antonio Castronuovo, è una “precoce incursione critica verso precise posizioni”, scritta con ogni probabilità nel 1947: “I taccuini di Camus sono punteggiati nel 1947 di appunti sulle ambizioni degli esistenzialisti parigini, e ciò fa ritenere che l'operetta sia stata redatta proprio in quell'anno. La certezza poi che abbia inteso causticamente pungere proprio l'esistenzialismo – continua Castronuovo – risulta chiara dai temi che prende di mira: la libertà della scelta, la contingenza, l'autenticità, l'engagement” (p. 31).
[camus] ecco le nove schede
[camus] ecco le nove schede sin qui dedicate al grande CAMUS su Lankelot: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?C/Camus+Albert
[dalla commedia dei filosofi
[dalla commedia dei filosofi all'alfabeto Camus] segnalo anche qui, in calce alla recensione alla sua recente curatela per via del vento, che Antonio Castronuovo ha appena dato alle stampe, per la sempre ottima Stampa Alternativa di Marcello Baraghini, "Alfabeto Camus. Lessico della rivolta", collana Fiabesca. Dettagli e notizie: http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-158-0/antonio-castronuo...
un buon viatico al cosmo camusiano. Inclusa una divertente e leziosetta intervista immaginaria.