Campofreda Olga

Caffè Trieste - Colazione con Lawrence Ferlinghetti

Autore: 
Campofreda Olga

Tutti almeno una volta nella propria vita hanno sognato di poter incontrare un giorno il proprio idolo o eroe o personaggio di riferimento, chiamatelo come volete, uno scrittore, un regista, una cantante, un’attrice, un giocatore di calcio, un astronauta, un personaggio che vive nei libri o nei film o nei cartoni animati e qualcuno ha avuto persino la fortuna di coronarlo quel sogno, di potergli stringere la mano, di scambiarci due chiacchiere, di farsi autografare un libro o un disco, di berci un caffè insieme, qualcun altro rimpiange anche il giorno di averlo incontrato l'uomo dei proprio sogni per la delusione scaturita da quell’incontro, perché quell’uomo o quella donna non corrispondevano per niente all’idea che ci si era fatti di loro.

Caffè Trieste – Colazione con Lawrence Ferlinghetti” è un libro costruito su un amore di questo genere, un amore che Olga Campofreda, giovane artista campana classe 1987, prova per uno scrittore, Lawrence Ferlinghetti, e più in generale per tutta la scena della beat generation.

Un amore che dura da sempre:

“Adoravo Ferlinghetti. Questo lo sapevano tutti. Il mio entusiasmo per la sua poesia era un dato di fatto talmente acclarato che aveva assunto lo stesso valore di una qualifica fisica. Come dire: hai presente quella ragazza con gli occhi scuri, i capelli lisci, bassina, Ferlinghetti? Era successo una mattina,a Napoli. Quella mattina c’era una luce bianca che rimbalzava addosso, dai marmi bianchi di piazza dei Martiri, così forte che quando si entrava in un luogo chiuso vedevi davanti a te prima le macchie viola di luce ancora impressa, poi il resto. Gli strani plug in della vita. Proprio quella mattinalì, l’avevo incontrato. Sugli scaffali di poesia della Feltrinelli. Accanto a Gibran il profeta e T. S. Eliot. Il lume non spento. Era un libretto piccolo, edizioni Interlinea, pochi disegni fatti a mano coprivano gli spazi tra una poesia e l’altra.” (pag. 15-16)

Un amore che diventa viaggio oltreoceano fino a San Francisco:

"La San Francisco Bay è uno specchio d'oceano disegnato dall'abbraccio di due chele di granchio. Un granchio rosso fuoco, come quello dei cartoni animati. E' così che l'ho vista la prima volta sulla mappa. E la città di San Francisco, il cuore pulsante, dovete immaginarla sulla chela sinistra, che stringe tra le due estremità un lembo del Golden State Bridge, il ponte rosso della baia." (pag. 22)

per incontrare lui, Lawrence Ferlinghetti, in un viaggio on the road su e giù per la città, vissuto con gli occhi e le parole di una ragazza piena di entusiasmo ma anche di paure, di sogni e poi suoni, parole, libri, visioni, attese. Un viaggio-reportage-intervista che diventa attesa trepidante che si riempie di incontri, proprio come in un On The Road versione Ventunesimo secolo, come in quei film o in quei libro in cui sembra succedere di tutto, in cui compaiono persone che sembrano totalmente irreali e poi caffè, locali, porti, ponti, in un’America che pur conservando tutto il suo fascino si è fatta sempre più lontana dai suoni e dai colori degli anni ’60 e piegata su se stessa, con le strade piene di senzatetto, resituendoci l'immagine un Impero che sta morendo lentamente.

Un libro di incontri è questo, incontri come quello con il poeta Jack Hirschman e la sua Brigata di Poeti Rivoluzionari, con la poetessa india Carla Badillo Coronado, con Neeli Cherkovski, biografo di Charles Bukowski e tanti altri sconosciuti ai più ma è anche radiografia di luoghi passati ormai alla storia come la libreria City Lights ma anche di tutti quei luoghi sull’orlo della sparizione anche qui da noi in Europa come i negozi di dischi e di vestiti dove si possono trovare dalla cianfrusaglia al reperto storico e che conservano ancora quell’atmosfera magica spazzata via da centri commerciali e maga bookstore. Pagine su pagine di happening letterari e di profonda umanità, di performance rivoluzionarie (forse anche un po’ retoriche) e camminate di ore, di alcool e condivisione umana di lacrime, gioie e sofferenze, fino ad arrivare all’incontro finale, con lui, Lawrence Ferlinghetti, che si è fatto attendere per dieci giorni e che durante la conversazione con Olga tocca a mio avviso uno dei punti più interessanti di questo libro ovvero la mummificazione della letteratura beat e di un’epoca intera come quella degli anni ’60, come se non esistessero più poeti, come se non si scrivesse più poesia, come se San Francisco non possa che rimanere all’infinito la città dei beat, degli hippy, di Lawrence Ferlinghetti.

“Basta parlare dei bei tempi andati. Basta. Sempre con questi good old days…"

Lawrence Ferlinghetti mi poggia una mano sulla spalla. L’unico luogo è la distanza limitata dal suo braccio e non esiste alro. L’unico suono è la sua voce flebile, bassa eppure così grave, così grave. Quella sola voce dice:

“Davvero ti interessa parlare ancora di tutta questa gente morta? Ad un certo punto del secolo scorso ci sono stati i Beat. E sono stati grandi. Adesso è finito tutto, non ha più senso parlarne – dice il poeta. – Bisogna conoscere il passato per pensare al futuro."

E allora gli chiedo del Museo Beat a pochi isolati da lì, 5$ l’ingresso, la serigrafia gigante di Neal Cassidy e Jack Kerouac messi in posa, davanti alla fotocamera di qualche amico. Ritratti così per sempre e incollati al muro.

“Io non vado al Museo Beat. Non ci andrò mai. È esattamente di fronte alla City Lights, ma non ci ho ancora mai messo piede. Loro commercializzano la Beat Generation, non fanno altro che contribuire a svuotarla di tutti i suoi contenuti. Davvero, è ora di finirla di parlare della gente morta. Musei come questo non sono altro che camposanti. Graveyards.” (pag. 113) 

Parole sante pronunciate da un anziano poeta dall’anima ancora giovane che risplende in questo libro scritto con partecipazione e commozione. Non è solo un atto d’amore quello scritto da Olga Campofreda ma anche un invito a guardare al futuro con occhi nuovi e a non smettere mai di sognare, perché senza sogni non si può scrivere qualcosa che non è stato ancora scritto. 

Edizione esaminata e brevi note:

Olga Campofreda (Caserta, 1987). Dal 2006 al 2009 ha scritto per il  quotidiano Il Mattino, occupandosi di musica e spettacolo. Attualmente collabora come pubblicista con varie testate. Dove sei Charlie? Una storia di poesia e Rock & Roll (ARPANet, 2006) è il suo primo racconto, a cui sono seguiti il romanzo la Confraternita di Elvis (ARPANet, 2009) e la raccolta di racconti Sporche Storie di Rock & Roll (Il Caso e il Vento, 2009). Con il racconto Peep Show ha debuttato al Teatro Nuovo di Napoli nella rassegna di giovani scrittori emergenti L’arte del racconto, a cura di Massimiliano Palmese. Attualmente vive a Roma, collabora con la casa editrice Edizioni Spartaco, gestisce il blog www.lagallinabianca.it, organizza concerti in salotto e performance poetiche.

Olga Campofreda, "Caffè Trieste - Colazione con Lawrence Ferlinghetti", Giulio Perrone Editore, Roma, 2011.

Andrea Consonni, novembre 2011

ISBN/EAN: 
9788860042033

Commenti

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[Olga Campofreda] Tutte le schede Giulio Perrone Editore

[olga campofreda] subito in

[olga campofreda] subito in home!

[Caffè Trieste] Libro

[Caffè Trieste] Libro straconsigliato a Dianella. 

[o. campofreda]

[o. campofreda] ovviamente...anche se il mio amore va a tutti quei morti, di cui parla Ferlinghetti, lo leggo comunque il libro e grazie del consiglio

[olga campofreda] dovrei

[olga campofreda] dovrei averla incontrata lo scorso anno, o due anni fa, in fiera di roma, allo stand delle edizioni Spartaco. Mi è sembrata una persona piena di passione, e veramente sensibile. Grazie per questa condivisione, amice and. Bel lavoro.

[O.Campofreda - Dianella]

[O.Campofreda - Dianella] Secondo me ti piacerà, anche perchè l'autrice offre una fotografia interessante di un certo panorama poetico figlio di quegli anni ma che guarda all'oggi e al futuro. 

[o. campofreda] lo leggerò,

[o. campofreda] lo leggerò, anche io sono là ma mi sento molto anche qua, nel senso del tempo poetico

[O. Campofreda] Sì, prova a

[O. Campofreda] Sì, prova a leggerlo e mi dirai. Io sono un bel po' distante da alcune affermazioni degli artisti che compaiono in questo libro, in particolare a proposito dei temi che un artista (uso questo termine in senso molto generico) dovrebbe trattare nelle sue opere. 

[o. campofreda] giusto per

[o. campofreda] giusto per curiosità di quali temi si parla?

[Campofreda] Non sempre e non

[Campofreda] Non sempre e non solo ma principalmente di tematiche politiche.  Non dico che non si possa fare, anzi, ognuno è libero di scrivere quello che vuole, ma mi sembra un po' riduttivo. O forse potrei dire che da lettore preferisco altro o tematiche sociali scritte in una determinata maniera, lontano dalla retorica, dagli slogan, dal buonismo ma anche dal facile ribellismo. 

[campofreda] la penso come te

[campofreda] la penso come te su questo, ma gli autori dell'epoca beat non trattavano temi politici, almeno in senso stretto, Ginsberg partecipò a lotte sui diritti politici, e ne scrisse anche, ma nella marea di poesie scritte da lui si possono anche ignorare; Kerouac non ne parlò mai, credo. Ho letto che Ferlinghetti sta cercando un sacco di soldi per fare una piazza in onore della beat generation, addirittura un milione di dollari, forse loro non l' avrebbero gradita, ma non so ..

[Caffè Trieste - Carla

[Caffè Trieste - Carla Badillo Coronado] Carla Badillo Coronado e Jessica Loos:

http://www.youtube.com/watch?v=BWp1lin02Ow
 

[campofreda - OT] A proposito

[campofreda - OT] A proposito di temi afrrontati dagli scrittori beat,  forse non c'entra niente con la tua recensione, ma mi viene da scrivere quanto segue: ho tra le mani I sotterranei di Kerouac: Mardou scrive una lettera al protagonista perché stanno per lasciarsi, chi saprebbe scrivere in una lettera su questo tema una cosa così?: "  Siamo come due animai che fuggono in una tana scura calda e viviamo soli le nostre pene". ( pag. 71). Pr me è meraviglioso...scusa se non c'entra con la tua recensione...

[campofreda] alfredo ronci

[campofreda] alfredo ronci non è rimasto convinto della bontà dell'esperienza estetica: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...

[Campofreda] Ovviamente sono

[Campofreda] Ovviamente sono di parere opposto ma devo anche ammettere che è un libro che si presta a questo genere di dubbi.