Tondelli Pier Vittorio

Camere separate

Autore: 
Tondelli Pier Vittorio
“Leo non voleva vivere con Thomas (…) Non sarebbero divenuti lo specchio di quelle convivenze grottesche di omosessuali (…) Non sarebbero diventati, nel corso del tempo, due androidi isterici, sempre sul punto di beccarsi nella conversazione, con quella pelle del viso un po’ troppo lucida e tirata e abbronzata e i capelli sempre un po’ troppo perfetti nel nascondere, al millimetro, una calvizie?”.
 
Tondelli è una pianta del deserto, senza radici rotola e si ferma laddove un po’ di umidità può dare forza per un altro girovagare. Questo ragazzo che la regionalità fa pascere nella bassa emiliana, che lo nutre di Arbasino e Celati, che lo inizia con i Diari di Delfini, disegna la nuova letteratura degli anni ’80, a far da contrappunto a un’Italia sbandata, deprivata, che suggeva dai suoi cadaveri politici la ricerca del senso compiuto.
 
"Camere separate" è l’opera forse più compiuta ed intima di Pier  Vittorio Tondelli, quello che forse più si avvicina alla perfezione stilistica del già recensito “Seminario sulla gioventù”, troppo poco letto, di Aldo Busi, anche se il Seminario deve all’uscita di Altri libertini, e alla conseguente censura, la possibilità di uscire in Italia accolto dallo stesso, grande clamore.
 
Eliminata la generazionalità collettiva di Altri libertini, o la licenziosa rabbia di Pao Pao,  si ritorna ad una visione intima dell’IO, in un viaggio a cerchi concentrici attorno alla separazione ripetuta e rieditata mille volte nelle pagine di questo romanzo.
 
"Camere separate" è un romanzo sull’amore e sulla solitudine indotta dall’amore, sulle separazioni mentali che ci spingono a chiudere porte ed aprirne altre, o a subire chiusure di porte ed elaborazione di lutti, come in un gioco infantile con segni di gesso sull’asfalto del vicolo, prigione aperta, prigione chiusa.
 
Il viaggio di Leo, che alcuni critici distratti avvicinano a Kerouac in una fin troppo facile teoria della “ricerca del sé”, altro non è nella mia visione che un saltellare all’interno di strutture archetipe ben definite: ci si allontana dal campanile per svolgere la propria funzione di mutante letterario, per inglobare quante più parole di città possiamo accogliere, di corpi che possiamo possedere, di limitanti e mutanti amanti. E’ giocare a nascondino per scoprire in ogni angolo specchi convessi o concavi, trovare il sé distorto e limarlo nella falegnameria coscienziosa della costruzione incompiuta.
 
Il viaggio concentrico che alcuni critici portano alla scoperta di Dio, è stato frutto di una speculazione ardita da parte di alcuni intellettuali cattolici, pronti a scippare una religiosità che in Tondelli è sempre presente. La loro rapina, lo stravolgimento dell’intimismo degli ultimi anni di Pier Vittorio Tondelli, letta come come una sorta di caduta sulla via di Damasco, è una spilla di ottone da appiccicare sulla tonaca virtuale ed untuosa del critico Antonio Spadaro (1).
 
Non si tratta di conversione tardiva in prossimità della morte, ma di una religiosità fortissima in una visione assolutamente privata e culturale, chiarita perfettamente in questo passo “Vedeva (…) una religione accomodante, borghese, il più delle volte ipocrita. Mentre invece, anche nella sua silenziosa preghiera, lui era consapevole di mettere in gioco tutta la propria sessualità. Per questo leggeva Osea. Perché in quelle pagine non c’era una visione esclusivamente mentale del rapporto fra Dio e il suo popolo, ma una rappresentazione di corpi, di prostituzione, di abbandono, di delirio della separazione, di rabbia, di paterna protezione. Come succede, da sempre, fra gli uomini che si amano”.
 
E nell’amore “religioso” verso Thomas, o nella ricerca dolorosa dopo l’abbandono di Hermann (in quel periodo la separazione agiva in Leo come un azzeramento continuo”) sta tutto il senso di questo romanzo: un reset continuo, passando da una camera “separata” all’altra, in un turbinio di camere, non ultima quella della sua casa paterna, a Correggio, divenuta strato dopo strato un ricovero per le chincaglierie di casa, in cui tornare da una madre che è il ritratto di donna più forte che io abbia letto in Tondelli: la sua pelliccia e gli strati di fondotinta eccessivi quando passeggia nel corso, con il terrore che nasce nel figlio a immaginare una gallina: sa già che la donna tirerebbe su le gonne, rincorrendo il volatile, e gli tirerebbe il collo con un sorriso. La mente va, senza fatica, a quelle donne sull’aia di Seminario sulla gioventù, a quelle gonne sollevate su cosce vecchie ma ancora leste nella battaglia quotidiana.
 
Un ritorno alle origini che mitiga forse quel dolore della sua adolescenza, simile forse a quelle adolescenze nostre, così imbrigliate. Tondelli scriverà: Ho sedici anni e sto male. Sto male l’ho detto molte volte, ci sono cresciuto con quella frase, ho sempre saputo le ragioni del mio star male, era tutto perfettamente chiaro nella mia testolina di quindicenne. Il mio amore frocio, la coscienza di essere artista e di voler fare, scrivere, poetare ecc. Volevo fare il cinematografico”.
 
Camere separate ha la struttura di una galleria d’arte, di una mostra a tema, in cui in ogni dipinto si trova un particolare dell’altro, quadri sistemati in cerchio, e se volete leggerlo dovete mettervi al centro della sala, girare piano su voi stessi, non cercare inizio, centro, fine. E continuare a girare fra Londra, la  Spagna,  Correggio, con Thomas, in Thomas, con Leo, al di fuori di Leo. Una vertigine leggera sarà l’indizio che cercavate, che io cercavo. Letteratura vera, nel senso della pienezza onesta che un’opera può regalarvi, che lascia in voi uno sfinimento lieve, un piccolo velo di sudore.
 
 Cenni Biografici

Pier Vittorio Tondelli è nato a Correggio nel 1955. Nel 1980, con Altri libertini (Feltrinelli) incontra un discreto successo di pubblico e critica, ma viene censurato per i temi scottantti trattati. Sempre per Feltrinelli nel 1982 esce il romanzo Pao Pao. Considerato uno dei più grandi scrittori del dopoguerra, Tondelli inaugura i volumi antologici del “Progetto Under 25”, grande laboratorio per scrittori emergenti, oltre a dirigere la rivista Panta. Tondelli muore nel 1991 di AIDS.

Bibliografia essenziale
 
OPERE
Altri libertini, coll. "I narratori di Feltrinelli", Feltrinelli, Milano 1980.
Pao Pao, coll. "I narratori di Feltrinelli", Feltrinelli, Milano, 1982;
 
Rimini, coll. "Letteraria", Bompiani, Milano, 1985;
Biglietti agli amici,nuova edizione a cura di Fulvio Panzeri, coll. "Nuovo Portico", Bompiani, Milano, 1997
Camere separate,; coll. "I grandi tascabili", n.172, Bompiani, 1991
Un weekend postmoderno.Cronache dagli anni Ottanta, coll. "I grandi tascabili - Romanzi & racconti", Bompiani, Milano 1993
L’abbandono. Racconti dagli anni Ottanta, a cura di Fulvio Panzeri, Bompiani, Milano 1993
Dinner Party, a cura di Fulvio Panzeri, coll. "Le Finestre", Bompiani, Milano 1994
 Opere. Romanzi, teatro, racconti (vol. I), a cura di F.Panzeri, coll. "I classici", Bompiani, Milano, 2000
Opere. Cronache, saggi, conversazioni (vol. II), a cura di F.Panzeri, coll. "I classici", Bompiani, Milano, 2001
 
PROGETTI CURATI DA TONDELLI
Giovani Blues (Under 25 I), Il lavoro Editoriale, Ancona, 1986; coll. I Gabbiani, Oscar Mondadori, 1991
Belli & perversi (Under 25 II), Transeuropa, Ancona, 1987; coll. I Gabbiani, Oscar Mondadori, 1992
Papergang (Under 25 III), Transeuropa, Ancona, 1990; coll. I Gabbiani, Oscar Mondadori, 1992
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(1) Antonio Spadaro, “Lontano dentro se stessi. L’attesa di una salvezza nell’opera di Pier Vittorio Tondelli”, Milano, Jaca Book, 2002.
 
ISBN/EAN: 
9788845249150

Commenti

"Camere separate è un romanzo sull?amore e sulla solitudine indotta dall?amore, sulle separazioni mentali che ci spingono a chiudere porte ed aprirne altre, o a subire chiusure di porte ed elaborazione di lutti, come in un gioco infantile con segni di gesso sull?asfalto del vicolo, prigione aperta, prigione chiusa."
Ha l'aria interessante, confesso di non conoscere l'autore.
La tua chiusa è emblematica:
"Letteratura vera, nel senso della pienezza onesta che un?opera può regalarvi, che lascia in voi uno sfinimento lieve, un piccolo velo di sudore."
Insomma, un autore che non lascia indifferenti.
*
Se posso permettermi, sarebbe utile qualche breve dato biografico sull'autore, proprio per chi, come me, non lo conosce.

Marina, grazie, è impaginata da far paura. Dovrò chiedere aiuto ad un ingegnere aerospaziale, suppongo. Pensavo fosse più semplice

ma che bella pagina su un autore anche a me sconosciuto: a questo punto urge un recupero!

milla mi

"Camere separate è l?opera forse più compiuta ed intima di Pier Vittorio Tondelli"

condivisibile entro certi limiti. A volte la compiutezza può scaturire dall'intimo. E magari prove più generose e devastanti sembrano più disordinate, ma letteratura è anche disordine

"Una vertigine leggera sarà l?indizio che cercavate, che io cercavo. Letteratura vera, nel senso della pienezza onesta che un?opera può regalarvi, che lascia in voi uno sfinimento lieve, un piccolo velo di sudore".

Francamente Lalla ti sei superata. La tua scrittura quando è senza freni, vale emozioni e penetra profondità. Vedi che facevo bene a dirti vieni con noi :-).

Resta.

"Questo ragazzo che la regionalità fa pascere nella bassa emiliana, che lo nutre di Arbasino e Celati, che lo inizia con i Diari di Delfini, disegna la nuova letteratura degli anni ’80, a far da contrappunto a un’Italia sbandata, deprivata, che suggeva dai suoi cadaveri politici la ricerca del senso compiuto". Resta e regalaci altra luce e altra linfa. A partire da questi Diari di Delfini, che personalmente non conosco affatto. Ti sarei grato per nuovo approfondimento.

"(...)già recensito ?Seminario sulla gioventù?, troppo poco letto, di Aldo Busi" > Busi manca su Lankelot.eu. E siamo alla seconda richiesta;).

Splendida la clausola:

"Camere separate ha la struttura di una galleria d?arte, di una mostra a tema, in cui in ogni dipinto si trova un particolare dell?altro, quadri sistemati in cerchio, e se volete leggerlo dovete mettervi al centro della sala, girare piano su voi stessi, non cercare inizio, centro, fine. E continuare a girare fra Londra, la Spagna, Correggio, con Thomas, in Thomas, con Leo, al di fuori di Leo. Una vertigine leggera sarà l?indizio che cercavate, che io cercavo. Letteratura vera, nel senso della pienezza onesta che un?opera può regalarvi, che lascia in voi uno sfinimento lieve, un piccolo velo di sudore".

E' un romanzo che ho amato molto e senza dubbio ha lasciato qualche cicatrice. Letto quasi in parallelo con Ridley. Danke per la presentazione, l'analisi, la scheda.

Hai una prosa appassionata ed elegiaca, Lallacare, mi fai entrare in un?atmosfera rarefatta e prodigiosa.

Grazie

8. Soddisferò le richieste GF, con un ritmo blando. Ho un'età. Quasi veneranda.

Mi piacciono quelle età.