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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo. Perché Pasolini è stato principalmente una palestra per chi ha avuto qualche aspirazione alla critica, una via molto semplice dato che lui stesso aveva l’abitudine di auto analizzarsi costantemente, spianando la strada a molti giovani esegeti cinefili. Diciamolo, è molto più semplice interrogarsi su un film di Pasolini che spaccarsi la testa con <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Straub_e_Huillet\">Straub e Huillet</a>. E c’è una speciale predilezione per i film, poi, perché sono un buon compromesso: non durano neanche tanto. Stare dietro alle <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Le_ceneri_di_Gramsci\">Le ceneri di Gramsci</a> invece può far scricchiolare le articolazioni e spuntare i capelli bianchi. E allora, questo Alessandro Cadoni, l’ennesimo appassionato di cinema, cosa fa? Un’altra testi di laurea sui film di Pasolini? Ancora?</p>\n<p>Cadoni è un letterato che si occupa di cinema. E lo fa con la moderazione obbligata del chirurgo in sala, con l’autocontrollo affilato del tecnico di laboratorio. Che non significa mancanza di umanità, di buongusto e di senso estetico. Lo scopo di Alessandro Cadoni è recuperare una delle bussole più importanti e celate di cui lo stesso Pasolini si serviva per percorrere il suo viaggio professionale e che ogni tanto ritorna a galla manifestamente in qualche suo scritto (nei ricordi con <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Fellini\">Fellini</a>, nelle recensioni a <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Volponi\">Volponi</a>) e indirettamente in tutta la sua opera. Ed è <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Auerbach\">Auerbach</a>, e in particolare il suo testo <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Mimesis._Il_realismo_nella_letteratura_occidentale\">Mimesis</a>, a guidarci tra le opere del corsaro bolognese. Improvvisamente non è più Pasolini, il suo cinema, a diventare oggetto di studio quanto la riesumazione di questo anello mancante. Unione sì, ma fra che cosa? Non tra Pasolini e il cinema, quanto tra P.P.P. e se stesso. Mimesis è un classico della letteratura comparata, dove l’autore teorizza il concetto di “stile misto”, da sempre presente in letteratura, che diventa per il giovane Pasolini un’ossessione che chiamerà con altri nomi (magma, dominato da sineciosi): questa contaminazione di stili sta alla base della sperimentazione linguistica pasoliniana, il quale come sappiamo non si limita a un plurilinguismo letterario, ma giunge alla drastica scelta (per uno scrittore) di passare dall’astrazione verbale alla figurazione visiva. Il fatto è che Cadoni gioca bene le sue carte. E imbastisce su questa base di partenza (quanto quel libro ha davvero inciso nella mente di P.P.P.?) un testo critico anch’esso magmatico, torrenziale, stratificato, dove per ogni effetto viene diagnosticata una causa specifica con tutta la documentazione clinica del caso. Partendo da questo chiaro incipit (magma e mescolanza di stili) per prima cosa Cadoni si premura di avvalorare le sue tesi andando a recuperare, con piglio filologico, tutte le possibili “ammissioni di colpa” di Pasolini riguardo l’influenza dello stilcritico Auerbach, e una volta messa in luce la verosimile autenticità di questa tesi, l’analisi può avere inizio. Non si tratta dell’autopsia di Pasolini, quanto di un paziente lavorio di decostruzione, meglio: di dissociazione. Una dissociazione non di tipo psichiatrico ma biologico, chimico: una scomposizione molecolare per il riconoscimento degli elementi essenziali con cui Pasolini ha sistemato la tavolozza prima di imbrattare la tela. Ecco che Cadoni va alla carica separando pittura, musica (e silenzi), testo scritto (sceneggiatura, saggi) sciogliendo la matassa con sicurezza perché accompagnato e sostenuto sempre dalla stessa fonte: P. P. P. Le pagine sul rapporto con <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Longhi\">Longhi</a> sono da ricordare, in special modo la sovrapposizione tra Pier Paolo e <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggio\">Michelangelo Merisi</a> (accostamento rivendicato con ferocia anche dal buon <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Zeri\">Federico Zeri</a> nei primi anni Novanta, quando pure si lamentava con disappunto e sorpresa della svista, nella deposizione del Vangelo secondo Matteo, riguardo al pulmino che passa in mezzo all’inquadratura) come da ricordare è l’analisi pittorica della composizione del fotogramma in Accattone con i suoi echi, appunto, caravaggeschi. Tralasciando il fulcro dell’analisi di Cadoni, che ruota sapientemente attorno all’affiancamento orizzontale in contrasto con quello verticale degli elementi eterogenei e le sue ripercussioni nei risultati ottenuti dallo scrittore, ciò che caratterizza la qualità del lavoro di critica comparata va forse al di là dello stesso contenuto: in altre parole ciò che rende questo saggio su Pasolini degno di essere letto è forse davvero la sua capacità rifrangente, corale, polivalente, di parlare anche di qualcos’altro: ciò che viene affermato sulla natura del saggio in Pasolini è universale e investe lo stesso saggio di Cadoni. Non c’è autoreferenzialità, neppure una volta la penna del critico sassarese esce dal seminato e questo suo, davvero, chirurgico incedere che non risparmia nessun aspetto della formazione, della psicologia, delle influenze, dell’opera di P. ha come esito un’analisi a trecentosessanta gradi di una mente pensante e delle sue complesse ma riconoscibili trasmissioni nervose. La contaminazione va ricercata non decontaminando ma facendosi contagiare, sporcandosi le mani nelle viscere dell’untore. Pasolini si lasciava infettare criticamente (basti confrontare il dialogo tra Cosa sono le nuvole? e <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Otello\">Shakespeare</a>, fra le pagine più dense e notevoli del lavoro di Cadoni, seconde solo all’analisi del ruolo di Bach in P.) rubando talvolta anche ai suoi esegeti, Contini su tutti, le formule per comprendere il reale e manifestarlo nei suoi saggi audiovisivi.</p>\n<p>Non è un libro esaustivo perché, come insegna <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/L\'uomo_senza_qualità\">Musil</a>, nessun saggio pretende di esserlo. E però è un testo che indaga un autore onnipresente e ingombrante, lo affronta con una professionalità difficile da trovare nel mercato editoriale contemporaneo e con uno stile piacevolmente accessibile.</p>\n<p>In coda al libro, che già presenta al suo interno numerosi frames, un apparato iconografico imprescindibile rigorosamente in bianco e nero, nella migliore tradizione longhiana.</p>\n<p><strong>EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE</strong></p>\n<p><a href=\"http://www.vangelopasolinimurgia.it/relatore/alessandro-cadoni/\">Alessandro Cadoni</a> (Sassari, 1979) docente e scrittore italiano.</p>\n<p>Alessandro Cadoni, “Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini”, Milano Udine, Mimesis, 2015. Prefazione di Hervé Joubert-Laurencin.</p>\n<p>Erminio Fischetti in <a href=\"http://www.mangialibri.com/libri/il-segno-della-contaminazione\">Mangialibri</a></p>\n<p>Dario Ciulla in <a href=\"http://nucleoartzine.com/il-segno-della-contaminazione/\">Nucleoartzine</a></p>\n<p>Luca Martello, marzo 2016.</p>\n', created = 1487301232, expire = 1487387632, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f133589f3217be085bc130c8668a50e' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>[Cadoni - Il segno della contaminazione] Torna Martello! A presentarci un saggio su Pasolini di Alessandro Cadoni. Scrive Martello: \"Non c’è autoreferenzialità, neppure una volta la penna del critico sassarese esce dal seminato e questo suo, davvero, chirurgico incedere che non risparmia nessun aspetto della formazione, della psicologia, delle influenze, dell’opera di P. ha come esito un’analisi a trecentosessanta gradi di una mente pensante e delle sue complesse ma riconoscibili trasmissioni nervose. La contaminazione va ricercata non decontaminando ma facendosi contagiare, sporcandosi le mani nelle viscere dell’untore.\"</p>\n', created = 1487301232, expire = 1487387632, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:e9660ba4e668a0a1af55ddb674267aec' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '3:8254df3a9dff639c914fa4b704377f51' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Lankelot © 2000-2013 Gianfranco Franchi - Illustrazione header © <a href=\"http://www.maurizioceccato.it/\">Maurizio Ceccato</a> - Art direction <a href=\"http://www.fiammafranchi.com/\">Fiamma Franchi</a> - sviluppato da <a href=\"http://www.intellijam.it/\">Intellijam</a> su piattaforma Drupal nel 2009. Adattamento 3.1 a cura di <a href=\"http://algorithmica.it/\">Algorithmica</a>, 2011. Online dal 1 aprile 2003.</p>\n', created = 1487301233, expire = 1487387633, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:55ca8813d325f0d05719878041cc0899' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Cadoni Alessandro

Il segno della contaminazione

Autore: 
Cadoni Alessandro

Parlare ancora di Pasolini nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo. Perché Pasolini è stato principalmente una palestra per chi ha avuto qualche aspirazione alla critica, una via molto semplice dato che lui stesso aveva l’abitudine di auto analizzarsi costantemente, spianando la strada a molti giovani esegeti cinefili. Diciamolo, è molto più semplice interrogarsi su un film di Pasolini che spaccarsi la testa con Straub e Huillet. E c’è una speciale predilezione per i film, poi, perché sono un buon compromesso: non durano neanche tanto. Stare dietro alle Le ceneri di Gramsci invece può far scricchiolare le articolazioni e spuntare i capelli bianchi. E allora, questo Alessandro Cadoni, l’ennesimo appassionato di cinema, cosa fa? Un’altra testi di laurea sui film di Pasolini? Ancora?

Cadoni è un letterato che si occupa di cinema. E lo fa con la moderazione obbligata del chirurgo in sala, con l’autocontrollo affilato del tecnico di laboratorio. Che non significa mancanza di umanità, di buongusto e di senso estetico. Lo scopo di Alessandro Cadoni è recuperare una delle bussole più importanti e celate di cui lo stesso Pasolini si serviva per percorrere il suo viaggio professionale e che ogni tanto ritorna a galla manifestamente in qualche suo scritto (nei ricordi con Fellini, nelle recensioni a Volponi) e indirettamente in tutta la sua opera. Ed è Auerbach, e in particolare il suo testo Mimesis, a guidarci tra le opere del corsaro bolognese. Improvvisamente non è più Pasolini, il suo cinema, a diventare oggetto di studio quanto la riesumazione di questo anello mancante. Unione sì, ma fra che cosa? Non tra Pasolini e il cinema, quanto tra P.P.P. e se stesso. Mimesis è un classico della letteratura comparata, dove l’autore teorizza il concetto di “stile misto”, da sempre presente in letteratura, che diventa per il giovane Pasolini un’ossessione che chiamerà con altri nomi (magma, dominato da sineciosi): questa contaminazione di stili sta alla base della sperimentazione linguistica pasoliniana, il quale come sappiamo non si limita a un plurilinguismo letterario, ma giunge alla drastica scelta (per uno scrittore) di passare dall’astrazione verbale alla figurazione visiva. Il fatto è che Cadoni gioca bene le sue carte. E imbastisce su questa base di partenza (quanto quel libro ha davvero inciso nella mente di P.P.P.?) un testo critico anch’esso magmatico, torrenziale, stratificato, dove per ogni effetto viene diagnosticata una causa specifica con tutta la documentazione clinica del caso. Partendo da questo chiaro incipit (magma e mescolanza di stili) per prima cosa Cadoni si premura di avvalorare le sue tesi andando a recuperare, con piglio filologico, tutte le possibili “ammissioni di colpa” di Pasolini riguardo l’influenza dello stilcritico Auerbach, e una volta messa in luce la verosimile autenticità di questa tesi, l’analisi può avere inizio. Non si tratta dell’autopsia di Pasolini, quanto di un paziente lavorio di decostruzione, meglio: di dissociazione. Una dissociazione non di tipo psichiatrico ma biologico, chimico: una scomposizione molecolare per il riconoscimento degli elementi essenziali con cui Pasolini ha sistemato la tavolozza prima di imbrattare la tela. Ecco che Cadoni va alla carica separando pittura, musica (e silenzi), testo scritto (sceneggiatura, saggi) sciogliendo la matassa con sicurezza perché accompagnato e sostenuto sempre dalla stessa fonte: P. P. P. Le pagine sul rapporto con Longhi sono da ricordare, in special modo la sovrapposizione tra Pier Paolo e Michelangelo Merisi (accostamento rivendicato con ferocia anche dal buon Federico Zeri nei primi anni Novanta, quando pure si lamentava con disappunto e sorpresa della svista, nella deposizione del Vangelo secondo Matteo, riguardo al pulmino che passa in mezzo all’inquadratura) come da ricordare è l’analisi pittorica della composizione del fotogramma in Accattone con i suoi echi, appunto, caravaggeschi. Tralasciando il fulcro dell’analisi di Cadoni, che ruota sapientemente attorno all’affiancamento orizzontale in contrasto con quello verticale degli elementi eterogenei e le sue ripercussioni nei risultati ottenuti dallo scrittore, ciò che caratterizza la qualità del lavoro di critica comparata va forse al di là dello stesso contenuto: in altre parole ciò che rende questo saggio su Pasolini degno di essere letto è forse davvero la sua capacità rifrangente, corale, polivalente, di parlare anche di qualcos’altro: ciò che viene affermato sulla natura del saggio in Pasolini è universale e investe lo stesso saggio di Cadoni. Non c’è autoreferenzialità, neppure una volta la penna del critico sassarese esce dal seminato e questo suo, davvero, chirurgico incedere che non risparmia nessun aspetto della formazione, della psicologia, delle influenze, dell’opera di P. ha come esito un’analisi a trecentosessanta gradi di una mente pensante e delle sue complesse ma riconoscibili trasmissioni nervose. La contaminazione va ricercata non decontaminando ma facendosi contagiare, sporcandosi le mani nelle viscere dell’untore. Pasolini si lasciava infettare criticamente (basti confrontare il dialogo tra Cosa sono le nuvole? e Shakespeare, fra le pagine più dense e notevoli del lavoro di Cadoni, seconde solo all’analisi del ruolo di Bach in P.) rubando talvolta anche ai suoi esegeti, Contini su tutti, le formule per comprendere il reale e manifestarlo nei suoi saggi audiovisivi.

Non è un libro esaustivo perché, come insegna Musil, nessun saggio pretende di esserlo. E però è un testo che indaga un autore onnipresente e ingombrante, lo affronta con una professionalità difficile da trovare nel mercato editoriale contemporaneo e con uno stile piacevolmente accessibile.

In coda al libro, che già presenta al suo interno numerosi frames, un apparato iconografico imprescindibile rigorosamente in bianco e nero, nella migliore tradizione longhiana.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Alessandro Cadoni (Sassari, 1979) docente e scrittore italiano.

Alessandro Cadoni, “Il segno della contaminazione. Il film tra critica e letteratura in Pasolini”, Milano Udine, Mimesis, 2015. Prefazione di Hervé Joubert-Laurencin.

Erminio Fischetti in Mangialibri

Dario Ciulla in Nucleoartzine

Luca Martello, marzo 2016.

ISBN/EAN: 
9788857531366

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[Cadoni - Il segno della

[Cadoni - Il segno della contaminazione] Torna Martello! A presentarci un saggio su Pasolini di Alessandro Cadoni. Scrive Martello: "Non c’è autoreferenzialità, neppure una volta la penna del critico sassarese esce dal seminato e questo suo, davvero, chirurgico incedere che non risparmia nessun aspetto della formazione, della psicologia, delle influenze, dell’opera di P. ha come esito un’analisi a trecentosessanta gradi di una mente pensante e delle sue complesse ma riconoscibili trasmissioni nervose. La contaminazione va ricercata non decontaminando ma facendosi contagiare, sporcandosi le mani nelle viscere dell’untore."