Dove sono i bambini c’è un’età dell’oro.
Novalis, Frammenti antropologici
Una croce di bambù rimase sull’arenile, laggiù a ricordare, contro l’onda, la tomba del bambino Ostrica e una breve preghiera scritta sulla sabbia a Gesù, che l’avrebbe portato nel cielo, lassù.
Tim Burton, nella traduzione di Nico Orengo
Strani bambini, diversità fisiche ed emotive, “fiori di altri pianeti”: eccoli i bimbi descritti in queste brevi ballate allegoriche dal geniale Tim Burton (da lui stesso disegnate), qui calato in territori a lui consueti, ma sublimati da una diversa forma d’arte (solitamente ci parla per immagini cinematografiche, e che immagini): la letteratura. Nella poetica traduzione di Nico Orengo, che interpreta pensieri, sentori e suggestioni burtoniane, vivono realtà al margine: robotiche, malinconiche, alienate e surreali. Specchi del tempo e del nonsenso, di un’Apocalisse presagita e oramai alle porte, figli della brama d’esistere e di perpetuarsi dei loro genitori, reclusi negli angoli bui ed estinti e allontanati attraverso la morte - prospettata ingannevolmente come salvezza e concepita come liberazione dall’impaccio di doverci convivere. Storielle e filastrocche che scivolano via come un soffio di vento e che pesano come macigni:
Quel Bidone di bambino: La vita di due coniugi - grigi e felici, ci dice Burton - è sconvolta dall’arrivo di un fagottino (il loro primo figlio) che sembra essere un robot: né vivo né morto, dallo sguardo spento e assorto; che si alimentava attraverso una presa elettrica. Di chi è la colpa di ciò? La signora se la prende con il marito, il bimbo cresce, ma viene trattato da tutti come un bidone di rifiuti.
La bambina che fissava: Una bimba fissa tutto e tutti, nulla la impressiona, vince anche una gara per fissatori, ma poi deve riposare gli occhi, allontanando da sé le sue orbite.
Il bambino con i chiodi negli occhi: pianta un alberello, ma l’alberello cresce sbieco, perché lui è cieco.
La bambina con molti occhi: è carina, pur facendo impressione per tutti gli occhi che porta; parla di fiori, vocali e consonanti, ma quando piange, stinge tutti i suoi vestiti.
Il bambino Supermacchia: Prova a vestirsi di candido e bianco, ma è destinato all’infelicità per il suo macchiarsi d’improvviso e continuamente.
Qui Burton introduce la storia che da il titolo al volume: Una coppia in dolce attesa è vinta dal desiderio d’ostrica della moglie; il bimbo che ne esce, ad un ostrica è fin troppo simile. Destino avverso, ma il dottore dice loro: “Siate felici, solo una settimana fa ho curato una bambina con tre orecchie ed un becco”. Lo chiamano Carlo, ma felici non sono. Provano ad abbandonarlo, ma poi, convinti di far cosa “buona e giusta”, gli dicono che è giusto che raggiunga il cielo. Il babbo se lo mangia, e la sua croce di bambù lasciata in un deserto viene spazzata via dal vento.
La bambina Vudù: Ha un cuore grande e tanto amore, tanto amore da dare, ma il cuore è trafitto dagli aghi dell’umana vicinanza; trafitto, come il cuore di una bambolina Vudù.
Al bambino Supermacchia, intanto, regalano per Natale un costume speciale. “Chissà quanto resisterà caldo e inamidato?” – ci si chiede.
Una bimba, poi, si tramuta in un letto.
Persico, il bambino tossico: ama l’ammoniaca e l’amianto e respira a pieni polmoni il fumo delle sigarette. Lui così vive bene, ma vollero a tutti i costi portarlo all’aria fresca e pura. Ne morì soffocato:
E l’anima come un fazzoletto / di velo vagò verso il cielo / allargò, diobuono, il buco / dell’ozono.
A James, poi, regalano per Natale un orsacchiotto proprio dopo essere stato colpito da un orso incazzato - noi esseri umani siamo tanto distratti...
Il bambino Mummia: non è morbido né rosa, e non ha un bel pancino. “È il frutto di un maleficio di un qualche Faraone” - dice il dottore. Prova a giocare con gli altri bambini, con scarsi risultati. Incontra un piccolo cane Mummia e gli costruisce una cuccia a forma di Piramide Reale. Altri bambini, un giorno, curiosi di vedere cosa mai avesse nella testa, gliela spaccarono con una mazza. Pensavano vi fosse cioccolata, ma ne uscirono scarafaggi, più o meno, tanti.

Anche il bimbo dalla testa di Melone fu schiacciato “incautamente” mentre Lalla, che amava sniffare colla, ogni volta che si soffiava il naso era costretta, suo malgrado, a subir le angherie del fazzoletto.
Il bambino Ostrica, infine - che non fosse mai morto veramente? -, con l’arrivo del Natale, decide di travestirsi da umano. Forse, finalmente, lo vedranno come un bimbo normale.
Stranianti, cupe e metaforiche bizzarrie sull’infanzia, queste filastrocche in versi apparentemente molto crudeli sono un atto d’amore di Burton nei confronti di tutti i (bimbi) diversi, nonché un' evidente e ulteriore manifestazione del suo ineguagliabile universo immaginifico. Tanti piccoli “Edward mani di forbice” - insieme a “Big Fish” e “La sposa Cadavere” il suo miglior film. Tra i migliori in assoluto partoriti dall’estro creativo autoriale dell’ultimo ventennio, aggiungerei -, stanno qui a simboleggiare i mondi sommersi e il grido di rivolta di tutte le anime relegate ai margini: “Ci siamo anche noi, siamo qui e abbiam bisogno d’amore” - questo sembrano dirci gli inquietanti - e meravigliosi - bimbi burtoniani.
Bambini figli della brama e dei bassi istinti-desideri degli adulti, come il bambino Bidone, Il bambino Mummia e il bambino Ostrica, accomunati da un’evidente diversità fisica e dal desiderio dei loro genitori di sbarazzarsene. Con l’inganno e con raggelante noncuranza (al bimbo Ostrica viene promesso il cielo, addirittura), lasciandoli in balia delle onde di un fato crudele, nella ricerca, affannosa ed improbabile, di un qualche “simile” che li accolga. Un atto d’amore, come ripeto - e mi piace ribadirlo -, importante e rimarchevole, soprattutto in tempi come questi, tempi in cui tutti desiderano tutto, e “scegliere” un figlio preconfezionato non sembra più una chimera.

Oltre a scuoterci con il suo cinema unico, fantasioso e oltre il limite, Tim Burton ci omaggia di quest’intensa raccolta di liriche improbabili e struggenti - un sincretismo letterario perfetto quello trovato da Orengo con i versi - che si prestano a numerose chiavi di lettura. Certo è una lettura che può anche disturbare, tanto che è sconsigliabile alla gran parte dei bambini di oggi - persi, spesso loro malgrado, nelle reti di tv e videogames. É per gli adulti e i bambini veri, ed un giorno per i loro figli cresciuti; è un auspicio per ciò che saremo: nella possibile armonia ritrovata, nella giustizia, nella consapevolezza di un futuro che deve rifuggire qualunque forma di discriminazione. Perché il bimbo Ostrica sorrida, e ritorni. In un mondo non più distratto come l'attuale, infinitamente meno crudele.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Tim Burton: prima di diventare il regista di tanti film famosi, ha cominciato la sua carriera alla Disney, dove confezionò un cortometraggio di sei minuti su Vincent Price. Il suo secondo film, di ventisette minuti, fu giudicato inadatto ai bimbi e mai rappresentato. Oggi i bambini grandi e piccoli di tutto il mondo lo adorano. Vive tra New York e Los Angeles.
Traduzione di Nico Orengo. Illustrazioni di Tim Burton.
Contiene il testo in lingua originale.
Nico Orengo: è nato a Torino. Tra i suoi libri di poesia ricordiamo A-ulì-ulè, Canzonette, Cartoline di mare vecchie e nuove, Narcisi d’amore, Spiaggia, sdraio e solleone.
Prima edizione: “The Melancholy Death of Oyster Boy & Other Stories”, 1997.
A tutti i bimbi “diversi” o “diversamente abili”, perché la “diversità” sia una ricchezza. Perché sia orgoglio e forza. Per non arrendersi mai.
Commenti
Queto libro di poesie è stato forse il più delicato che abbia letto, solo l'anno scorso. Secondo me supera i lavori cinematografici, tranne Edward, sulla stessa banda d'onda raschiata e inerme. Da leggere assolutamente ;)
Lo consiglio anch'io vivamente, e non solo perchè l'ho recensito. Mi rallegro che ti sia piaciuto, Arpa. Per me è pari ai suoi migliori lavori cinematografici: Edward, e non solo.
(a margine. grazie ancora per il consiglio e per il prestito. E' un libro che un giorno comprerò e rileggerò con piacere).
Come potevo non farlo conoscere ad un burtoniano d.o.c. come te?
Le cose belle si condividono con chi li sa apprezzare.
;)
lettura Necessaria per gli amanti di burton, concordo. erano mesi che ce l'avevo segnato (in testa) e, finalmente ieri (è arrivato il momento giusto) l'ho comprato e letto d'un sorso in metro. (cuccio sbirciava!) thanks a lot, fede.
edward non si tocca! ; )
Fallo leggere a cuccio (non solo sbirciare), mi raccomando;)
lo farà! : ) in questo cuccio ha preso da me: mai dirgli cosa fare e quando(è l'unico modo per ricevere un rifiuto certo) deve essere stuzzicato...
(ho trovato qui: http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880618371.html il codice ean della nuova edizione. Ordinabile!)
Grazie;)