Scrittore radicale, tessera fondamentale nel mosaico, spesso ingiustamente dimenticato, della Beat Generation, vate lisergico. Impossibile riassumere Burroughs. Bisogna penetrare lentamente nelle trame malate delle sue creazioni, sporcarsi le mani girando pagine dense come garze imbevute di sangue: odore di morte, deliri extrasensoriali, viaggi astrali, western e omosessualità esplicita. Il nemico è tra noi, per contrastarlo ecco apparire la figura di Kim Carsons, pistolero e letterato, supportato dalla Famiglia Johnson, gruppo di “vagabondi inoffensivi e ladri”, uniti da un codice di comportamento: “Un Johnson onora i propri impegni. Mantiene la parola ed è bello fare affari con lui. (…) Un Johnson sa aiutare quando c’è bisogno di aiuto.”
Della loro Giustizia, arbitraria e anarchica ma figlia del libero pensiero, ha bisogno il mondo, avvolto nella nebbia di un’illusione collettiva. La realtà sensibile è ingannevole, perché generata da un virus inoculato nel sangue: un complotto interplanetario per la conquista del potere, fine ultimo della Storia, capeggiato dai soliti pezzi grossi, venusiani e terrestri. Contro la loro egemonia combattono Kim, alter ego dell’autore, e i suoi, disprezzando ogni dogmatismo, prima di tutto quello religioso, percorrendo inedite rotte spazio temporali, scavalcando epoche storiche in un turbinio di identità sempre diverse, linee impazzite di uno schema senza più geometrie. Sturm und drang. Ribellione, quindi, contro ogni assolutismo, contro ogni manipolazione della parola, perché chi controlla il linguaggio riesce a insinuarsi nella coscienza collettiva arrivando a plasmare menti inconsapevoli. La tecnica di scrittura usata in Strade morte, il “cut-up”, è, provocatoriamente, una mistificazione: testi smembrati e poi ricomposti che assumono così un nuovo significato. Distruggere per ricreare.
Un’opera tripartita, secondo capitolo della “trilogia della maturità” iniziata con Le città della notte e conclusa con Terre occidentali, che porta con sé un’incredibile carica visionaria, ma anche un forte slancio politico: Burroughs aveva previsto molto, dagli esperimenti nucleari, alle schedature di massa,all’uso sconsiderato delle politiche sanitarie; percepiva l’avvicinarsi della crisi, il collasso della democrazia, la fine del sogno americano, l’inizio dell’incubo. Pazzo e drogato, dissero. Forse pazzo, sicuramente drogato, ma della realtà, vista attraverso il filtro di sostanze stupefacenti, lui aveva interpretato, prima di tanti altri, i segni. “L’unica cosa che potrebbe unire il pianeta è un programma spaziale unificato… la Terra diventa una stazione spaziale e la guerra è semplicemente fuori questione (…) nell’euforia di lavorare con gente che ti piace e che rispetti verso un obiettivo comune, un obiettivo da cui tutti i lavoratori trarranno vantaggi. La felicità è un prodotto secondario della funzione. La stazione spaziale planetaria darà a tutti i partecipanti un’opportunità di funzionare.” Fantascienza. Fantascienza?
Note:
William Burroughs, romanziere e saggista, nasce il 5 febbraio 1914 a St. Louis. Si allontana presto dall'ambiente borghese nel quale è cresciuto per assecondare la sua tendenza a vivere fuori da ogni schema. Nel 1943 entra in contatto con la Beat Generation. Tra le sue opere più importanti va ricordato "Il pasto nudo", da cui David Cronenberg ha tratto, nel 1991 l'omonimo film. Muore il 2 agosto 1997 a Lawrence, nel Kansas, a causa di un attacco cardiaco.
William Burroughs, "Strade morte", Elliot, Roma, 2008.
Traduttore: Giulio Saponaro
Revisore: Claudio Mapelli
Prima edizione: “The place of dead roads”, 1983.
Approfondimento in rete: http://bibliogarlasco.blogspot.com/2008/08/strade-morte-di-william-s-burroughs.html
http://www.mirorenzaglia.org/?p=1145
Maria Grazia Becherini, settembre 2008
Commenti
Amices!
Esordio di Maria Grazia.
Benvenuta tra noi...
(era ora eh?;) )
bienvenida!
una cosa: il nome di chi l'ha tradotto??
L'unica cosa che potrebbe salvare il pianeta è un disastro ecologico che non si ripercuotesse sui paesi del terzo mondo, sulle isole tropicali povere, ma sulle grandi multinazionali, sugli imperi finanziari che si trastullano con le risorse NON rinnovabili del pianeta, fregandosene delle generazioni future, inquinando l'aria, la terra, l'acqua, uccidendo tutte le forme di vita esistenti per inseguire l'ultimo modello di yacht, la crociera bestiale, il jet del cavolo, ma anche il cellulare nokia, il samsung, o l'I-phone, il tv al plasma, il suv e le macchine che fanno 3km/l, le partite di calcio etc etc etc. Uffa.
Disastro ecologico che, tra l'altro, vedendo solo la frequenza di uragani negli ultimi anni, i ghiacci che si sciolgono, i paesi in via di sviluppo che premono, quelli sviluppati che se ne fregano, non è che sia lontano, anzi. è già ora.
vabbé.
ehm.
a parte la digressione qui sopra.
bell'esordio M.Grazia!
Per dirla alla Celestini...parole sante! Sì, mancano il nome del traduttore e quello del curatore: provvederò quanto prima, comunque grazie per l'accoglienza!
Grande MG!
Che acquisto.
"Sturm und drang. Ribellione, quindi, contro ogni assolutismo, contro ogni manipolazione della parola, perché chi controlla il linguaggio riesce a insinuarsi nella coscienza collettiva arrivando a plasmare menti inconsapevoli."
> Amo questo passo.
Qua
www.lankelot.eu/index.php/staff/795/M.Grazia+Becherini
la tua scheda. Compilala quando vuoi, sempre post log in.
Foto in .jpg, per i tuoi futuri fan:)
(a latere. Era ora che William Burroughs avesse spazio, da queste parti. Si parla più di Augusten B che di William B, su Lankelot. Invertiamo il trend.
Segnalo anche, a beneficio di cultori o neofiti interessati, l'interessante serie di interviste pubblicate da Coniglio:
"Rock'n'roll virus".
Qui la stroncatura - poco indovinata, ma viva la par condicio - di Astremo:
http://vertigine.wordpress.com/2008/05/12/william-burroughs-rocknroll-vi...
Mo grasssie! :)
Riguardo ai Johnson, vale la pena citare questo pezzo, sul libro di un tal Jack Black:
http://www.lankelot.eu/?p=2164
grande GF :-)
Chapeau!;)
9. Ora ci aspettiamo grandissimi numeri:)
Sia su libri vecchi e irreperibili, sia su nuove uscite.
E dichiarati ai tuoi ascoltatori! O guadagnane di nuovi:).
Presentati nella scheda...
ricordo anche qui la sua apparizione come prete drogato nel film tratto da Drugstore Cowboy, di Van Sant.
Su youtube si trovano varie cosette (a parte quelle su quel film, ci sono anche corti, o letture, di william s. burroguhs)
vabbuò
tra l'altro, sono contento che avevo scritto a suo tempo mi sarebbe piaciuto trovare pezzi su questo libro qua, e su quello recensito dal Franchi ultimamente.
che bello!!!
ecco. mai riuscito ad ascoltarla in radio. accidenti.