Marzo 2008. La webzine “Trilobiti” pubblica un'intervista a un ex talento precocissimo, emergente e poi rimosso, la friulana Valentina Brunettin, classe 1981. La Brunettin racconta tutto sul suo esordio, pubblicato a soli diciotto anni, e accenna alla sua nuova vita da piccola dimenticata dell'editoria, ai suoi nuovi racconti e ai suoi progetti. Sembra un po' avvelenata col sistema, polemizza, si mostra cinica (“Non mi rimane che fare l’impiegata, comprarmi un etto di stracchino alla settimana e farmi fare la French manicure per consolarmi”). Uno legge e pensa: chissà quanti anni dovranno passare prima di rileggerla; chissà con chi uscirà, e con quale libro. Chissà se riuscirà a liberarsi da queste etichette fastidiose e ormai lontane. Insomma: riemergerà?
Aprile 2010. Giulia Belloni inaugura la collana “Iconoclasti” di Alet, destinata [si spera] a durare più della collana “Intemperanti” di Meridiano Zero e della collana “Cosmetici” di Sartorio, con “I cani vanno avanti”, nuovo romanzo della Brunettin. Hai voglia a dire che il web letterario italiano non anticipa le tendenze. È e rimane uno scrigno inesauribile di idee. E fa passare la voglia di stracchino, anche. A quanto pare.
“I cani vanno avanti” è la storia di Emma, che scrive in coppia con suo marito Virgilio, e pubblica romanzi a ritmo industriale-seriale per una società che domanda letture facili, immediate e lineari. È ossessionata dal peso e dalla sua ispirazione ondivaga; più ancora, dal senso dell'attività sua e di suo marito, dalla sua plastica invincibile. Sì, c'è qualcosa da distruggere: è tutta quella plastica, è tutta quella menzogna. Non accadrà senza dolore.
Emma comincia racconti e poi si domanda che senso abbia averli scritti, e dove siano nati, e via dicendo. La storia che sente di dover scrivere più di tutte è quella di Laika, il primo cane-astronauta della storia, la “Marlene Dietrich dell'orbita”: sono anni che studia “appunti, dicerie, informazioni rubate al web” e adesso s'è avvicinato il momento di farne un libro: “Laika è un insetto dispettoso, che le sibila vicino ai capelli, all'orecchio, all'occhio, rumoreggia piano per far sentire la sua presenza: appena Emma accenna a catturarlo, l'insetto si ribella o forse teme di essere scacciato. La mano di Emma non prende, allontana, spaventa” (p. 115).
Emma sta capendo che è entrata in un momento della sua vita in cui possono essere i cani, e non gli esseri umani, a insegnarle qualcosa; con la loro grande dignità, con la loro istintiva e insensata fedeltà agli esseri umani, con la loro straordinaria capacità di resistenza alle offese e alle difficoltà della vita. Sì, ne deriva un libro. Questo.
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“I cani vanno avanti” appare in una collana che graficamente sembra un ibrido tra la vecchia e indimenticata “Franchi Narratori” di Feltrinelli (almeno per il nome della collana che campeggia in copertina, bello grosso) e una Einaudi pop. L'ambizione, quindi, parrebbe – a giudicare dall'estetica – quella di coniugare la ricerca e la sperimentazione della storica collana Feltrinelli con il giovanilismo neo-einaudiota, brioso, disimpegnato. Confidiamo così vadano le cose. Per adesso, abbiamo avuto per le mani un romanzo d'un'autrice che promettente rimane, proprio come dieci anni fa: la sensazione, in più di un frangente, è stata quella di leggere una sorta di scatola cinese, non un romanzo. Plot primario (scrittrice affermata in cerca di emancipazione da sé stessa, dal suo passato) plot secondario (letteratura canina e laika) subplot a oltranza (raccolta di racconti femminili e femminini, giovanilisti, melodrammatici). C'è qualche caduta di stile, nel lessico, una discreta attitudine ai dialoghi, qualche buona descrizione, a volte sovraccarica. C'è molta voglia di raccontare e di raccontarsi, di trasfigurare un sacco di cose (ma questi sono fatti dell'autrice, glissiamo), e di tirar fuori una vera e forte personalità autoriale. La strada è quella giusta. Il battistrada è partito, scodinzolando. Ma ce n'è tanta di strada da fare.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Valentina Brunettin (Udine, 1981), scrittrice italiana. Ha pubblicato, giovanissima, i romanzi “L'antibo” e “Fuoco su Babilonia”, entrambi per Marsilio.
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Marzo 2008. La webzine
Marzo 2008. La webzine “Trilobiti” pubblica un'intervista a un ex talento precocissimo, emergente e poi rimosso, la friulana Valentina Brunettin, classe 1981. La Brunettin racconta tutto sul suo esordio, pubblicato a soli diciotto anni, e accenna alla sua nuova vita da piccola dimenticata dell'editoria, ai suoi nuovi racconti e ai suoi progetti. Sembra un po' avvelenata col sistema, polemizza, si mostra cinica (“Non mi rimane che fare l’impiegata, comprarmi un etto di stracchino alla settimana e farmi fare la French manicure per consolarmi”). Uno legge e pensa: chissà quanti anni dovranno passare prima di rileggerla; chissà con chi uscirà, e con quale libro. Chissà se riuscirà a liberarsi da queste etichette fastidiose e ormai lontane. Insomma: riemergerà?
[libri alet] per
[libri alet] per approfondire, http://www.lankelot.eu/Alet
A vedere la copertina ho
A vedere la copertina ho pensato: Einaudi. Ricordo l'intervista su Trilobiti. Bene.
[brunettin] già... la semina
[brunettin] già... la semina ha senso:)
La collana Intemperanti non è
La collana Intemperanti non è durata cinque anni?
[josip] benvenuto, intanto.
[josip] benvenuto, intanto. Non so quanti anni sia durata, ma conta le uscite...
[brunettin] articolo on line
[brunettin] articolo on line in ScrittInediti:
http://www.scrittinediti.it/blog/2010/04/10/valentina-brunettin-i-cani-v...
[Brunettin] Letto il libro in
[Brunettin] Letto il libro in questi giorni: macchinoso e con alcune cadute. Se si fosse dedicata solo alla storia di Laika sarebbe stato un libro molto più interessante. Rischioso forse ma sarebbe stata una bella sorpresa.
[brunettin] accordo pieno,
[brunettin] accordo pieno, and. Sarebbe stata una scelta veramente potente.
[Brunettin] E cosa ne pensi
[Brunettin] E cosa ne pensi dell'operato della Belloni?
[brunettin] ha sicuramente
[brunettin] ha sicuramente molta personalità: storicamente, ha sempre saputo garantire riconoscibilità alle sue collane, e questo a dispetto delle non troppo numerose uscite, sia in MZ che in Sartorio. In Alet non so se scelga altri libri oltre agli italiani: l'unica italiana, a memoria mia, è la brunettin. Sbaglio?