Negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di pubblicazioni e film dedicati ai vampiri, un virus contagioso e molto redditizio che spesso con i Vampiri ha poco a che fare. Qualcosa insomma che sa di strategia ben pianificata, di prodotti seriali destinati al pubblico per fare cassa nella maniera più semplice. Vampiri mescolati nella plastica, ripuliti di ogni possibile ambiguità e sparati nelle case di un pubblico di acquirenti la cui età anagrafica si abbassa sempre più. Vampiri che fanno poca paura, molto “stilosi”, molto emo soporiferi, una via di mezzo fra Beautiful e Beverly Hills. Vampiri che non mordono nemmeno più, vampiri buonissimi e bellissimi contro vampiri cattivissimi e molto stereotipati. Insomma qualcosa di molto lontano dal fascino ambiguo e terribile che emergeva dalle pagine di John William Polidori e successivamente di Bram Stoker. Ben pochi sono i tentativi di rielaborare in maniera quantomeno interessante e almeno un poco più tenebroso il Vampiro, qualcosa insomma che rubi il sonno, qualcosa al di fuori del mondo come lo conosciamo, qualcosa che anche puzzi, che faccia soffrire, altro che un fotomodello coi capelli ben curati e dai modi aggraziati. Certo che ce ne sono, potrei ricordare fra gli altri il romanzo “Lasciami entrare” di John Ajvide Linqvist , portato sullo schermo da Tomas Alfredson, “Io sono leggenda” di Richard Matheson con un mondo di tenebre e vampiri a cui nessuno può opporsi, i racconti di Gianfranco Manfredi come "Ultimi vampiri"e il suo romanzo "Ho freddo" o anche il divertente, seppur sul lupo mannaro, "L'ultimo lupo mannaro" di Glen Duncan, ma sono spesso opere destinate ad un pubblico di nicchia, non certo destinate (a parte Io sono leggenda) a fare tendenza.
Ed ecco allora che sull’onda di questo successo sbarca anche da noi il primo episodio de “Le cronache di Vlad”, “Il figlio del vampiro” della statunitense Heather Brewer, un colossale successo di almeno un milione di copie che ha tutte le carte in regola per poter trasformarsi in un grande successo anche da noi, grazie anche ad un abile strategia di marketing con tanto di simpatico booktrailer, spillette, magliette, borsette, probabili fans club e tutto il resto che si può facilmente immaginare.
“Il figlio del vampiro” è un romanzo rivolto a quelli che vengono definiti Young Adult o adolescenti o ragazzini delle medie che dir si voglia, dai 10 anni in su insomma ma che facilmente potrà essere gustato da lettori più adulti grazie alla sua comunque gustosa e frizzante storia.
Vladimir Tod, chiamato dagli amici Vlad, tredici anni, è un mezzosangue, figlio del vampiro Thomas Todd e di un’umana, morti ambedue in seguito ad uno strano incendio casalingo. Vlad è un ragazzino sfigato, pallido, preso di mira dai bulli della scuola, con un caro amico Henry, a cui una volta ha succhiato il sangue e con il quale condivide segreti e avventure. Ma solo una volta, perché Vlad non succhia il sangue a nessuno, no, lui si siede a tavola e succhia sangue che la zia Nelly, infermiera, ruba all’ospedale per lui. Un ragazzino insomma che quando deve fare merenda, si fa bollire un po’ di sangue accompagnandolo con dei biscotti. Insomma se non fosse per queste cose e per la naturale allergia all’aglio sarebbe un ragazzino come gli altri, così timido che non riesce a dichiarare il proprio amore per Meredith. Sembrerebbe che tutto andasse avanti così quando nella sua cittadina cominciano ad accadere fatti strani, il professore John Craig sparisce all’improvviso per essere sostituito da un supplente alquanto strano, il professor Otis, che sembra troppo interessato a lui, alla storia della sua famiglia e che gli affibbia pure un compito in cui deve spiegare come ci si sente ad essere un vampiro. Da quel momento la vita di Vlad cambia, deve finalmente affrontare la propria condizione, assumersi la responsabilità di essere un vampiro, accorgendosi anche di non essere il solo vampiro esistente sulla terra ma che tutto intorno ce ne sono molti altri, che chiedono vendetta per il tradimento commesso dal padre che ha abbandonato la comunità dei vampiri, Elysia, per sposarsi con un’umana.
Ammetto che la curiosità iniziale per questo romanzo, figlia anche del booktrailer, era un po’ scemata al momento dell’arrivo del libro per fare posto ad un atteggiamento prevenuto che supponevo sarebbe poi sfociato in una stroncatura ed invece vuoi perché ogni tanto tirare il fiato e divertirsi fa bene, vuoi anche perché il libro è davvero scritto bene, avvincente, vuoi anche perché si finisce per simpatizzare per questo ragazzino sfigato messo in croce a scuola, senza genitori, che si isola su un campanile e piange mentre guarda le foto dei genitori, che guarda film e telefilm dedicati ai vampiri (Buffy), vuoi anche perché ho sentito un certo languore leggendo del menù di Vlad, alla fine posso dire che il giochetto funziona, che ci si diverte e non poco leggendo “Il figlio del vampiro” e che probabilmente quando usciranno, se ne avrò occasione, leggerò anche gli altri episodi per scoprire come prosegue Vlad nel suo cammino di apprendista vampiro.
Nota conclusiva. Quando ho chiuso il libro mi sono chiesto cosa cerca un adolescente o un ragazzino che si avvicina a libri come questo. Ne so così poco ormai del mondo teenager ma mi piacerebbe capire cosa rappresentono oggi per gli adolescenti i vampiri. La mia è una domanda forse stupida, senza senso ma tralasciando la moda, il marketing, cosa si porta a casa un ragazzino dopo tonnellate di prodotti del genere?
Edizione esaminata e brevi note:
Heather Brewer (Leeper, Michigan), scrittrice americana. Le creature della notte l’hanno affascinata sin da quando era una ragazzina: al liceo si vestiva sempre di nero ed era una gran divoratrice di libri sui vampiri. Ed è stata questa passione, insieme all’amore per la narrativa, a spingerla a scrivere i romanzi dedicati a Vladimir Tod, che, dopo aver venduto milioni di copie negli Stati Uniti, hanno dato origine a un vero e proprio fenomeno di culto.
Heather Brewer, "Il figlio del vampiro", Casa Editrice Nord, 2011. Titolo originale "Eight Grade Bites", prima edizione 2007. Traduzione di Enrica Budetta.
Sul web:
http://www.vladtod.com/#/news
http://www.heatherbrewer.com/
Andrea Consonni, giugno 2011
Commenti
[Il figlio del vampiro] Un
[Il figlio del vampiro] Un divertente romanzo di vampiri.
[il figlio del vampiro]
[il figlio del vampiro] carico in home [ottimi tutti quei link diretti alle schede di lanke. gran bel lavoro: rizomatico. Come si conviene]
(Il figlio del vampiro) Bel
(Il figlio del vampiro) Bel pezzo, e soprattutto bellissimo e condivisibile incipit, Andrea. Come sono condivisibili i tuoi interrogativi di chiusura (da quando non faccio più l'educatore ne so sempre meno degli adolescenti attuali. Ne so per quel che leggo e vedo sporadicamente in tv).
[Il figlio del vampiro]
[Il figlio del vampiro] Insomma un libro da "relax letterario", direi buono per il periodo estivo, quando si vuole riposarsi un poco.A me i vampiri sono sempre piaciuti, Stoker mi terrorrizzava però, da ragazza, quando l'ho letto. A ogni cigolio dell'armadio, la sera, sobbalzavo....
Adolescenti: vi dico che non è facile districarsi, la mia ha avuto la fase dei libri e dei film sui vampiri, quelli belli come fotomodelli, che non fanno più impressione o paura. Adesso, che va per i diciassette anni, è passata a Wilbur Smith, col quale presumo di distragga e si diverta.
Quel che vi posso dire è che, a livello di letture, mi sembra che i miei siano un po' più indietro rispetto a quaello che leggevo io, i classici ormai sono passati nell'archivio degli esclusi e li leggono quasi solo se rigorosamente costretti a scuola. Non gli viene la curiosità di leggerseli per conto loro ,dopo averli tanto sentiti nominare.
[Il figlio del vampiro -
[Il figlio del vampiro - Marina - Branco] Sì, Marina, un libro da relax estivo, molto solare e poco notturno. Forse a 17 anni questo libro sarà forse già troppo infantile per lei. Era proprio sul rapporto fra classici e libri del genere che ieri mi stavo interrogando e sulle differenze di percezione fra me e un ragazzo di oggi davanti ad un libro chessò come "Le avventure di Tom Sawyer", tanto per fare un esempio. Se riescono ancora a leggerlo, se ci trovano ancora qualcosa oppure se è davvero così invecchiato per loro come mi ha detto un ragazzino. "Vecchio" mi ha detto. Roba barbosa insomma. A me sembra che faccia paura un certo tipo di inquietudine, di spirito di libertà, non so, la stessa notte non ha più il sapore di un tempo. Poi non dimentico il marketing e le strategie di vendita, la creazione di gruppi di fedelissimi, di acquirenti. Di vampiretti mezzi dark, mezzi emo, mezzi Shakira, mezzi Maria De Filippi.
[Il figlio del vampiro]
[Il figlio del vampiro] Grazie Fede! forse, come ti ripeto da tanto tempo, dovresti scrivere qualcosa di grosso sul rapporto letteratura/film e "adolescenti" e non solo. Ne avresti tutte le possibilità.
[il figlio del vampiro,
[il figlio del vampiro, classici] Da un certo punto di vista, anche io i libri che sento nominare troppo ho bisogno di più tempo per decidermi a leggerli. Da un altro punto di vista, invece, mi chiedo se la frenetica evoluzione tecnologica del XX secolo e di questo inizio di XXI non renda più lontani anche libri scritti solo un secolo fa. Ma questa è una cosa venutami in mente così, e poco chiara. Quindi lascio stare. C'è poi un modo di concepire il tempo come qualcosa da riempire, mentre la lettura non è un semplice riempitivo, almeno non sempre. DFW diceva che il nostro è un tempo difficile e stimolante, per chi scrive, perché si trova a fare i conti con forme di intrattenimento che sono le più varie, ed è una sfida riuscire a trattenere il lettore. Molto più facile non far pensare che il suo contrario. Però, chi sa. Il vampiro risente, mi sembra, di questa tendenza al riempire il tempo di cose, tant'è vero che da essere notturno oggi è essere che si muove anche di giorno senza particolari problemi, no? Non c'è l'attesa della notte. Non c'è un tempo, per così dire, morto. Si sono umanizzati i vampiri, vampirizzati noi...mah. Dal Dracula di Coppola, a Buffy, non han fatto che aumentare i vampiri. Non so. Mah.
[Figlio del vampiro-And] Se
[Figlio del vampiro-And] Se dicono vecchio a te, io sono considerata un dinosauro (più o meno a livello dei loro insegnanti), comunque ti dicono che i libri che hai scelto tu o che andavano bene fino a non molto tempo fa, non vanno più bene per loro, forse il tempo è passato più in fretta, c'é anche meno pazienza nel leggere, si vuol capire -usare - tutto subito, senza stare a prepararsi . Mio figlio (che però ormai è un ventenne, non è più un adolescente) si è letto Stoker, Poe, adora Lovecraft, ovviamente ha saltato i vampiri che interessavano sua sorella. Quello che noto nei miei, lui soprattutto, è però una tendenza lenta alla progressione nella lettura, ossia tende a leggere sempre gli stessi libri, a meno che non sia costretto da ragioni di studio, allora si è curato anche gli Ossi di Montale.
Per me recupereranno un giorno, magari capiranno che ci sono degli ever green, che vanno sempre bene e dicono sempre qualcosa. Insomma, io approffittavo dell'estate per completare la lettura della cantica dantesca che si era iniziata quell'anno a scuola......ma forse non ero tutta giusta. :)
[Il figlio del vampiro] Fra
[Il figlio del vampiro] Fra non molto secondo capitolo. E a latere posso dirvi che ho avuto uno scambio via mail con Barbara Trianni, ufficio stampa della Nord, che chiedeva informazioni su Lankelot e dopo aver ricevuto le risposte dovute e visitato con più calma il sito, rivolge i complimenti al sito e a tutti noi.