Brautigan Richard

Pesca alla trota in America

Autore: 
Brautigan Richard

«Certe seduzioni son degne di essere conservate al museo dello Smithsonian Institute, accanto allo Spirit of St. Louis» e sono tante le seduzioni di «Pesca alla trota in America», il capolavoro di Richard Brautigan, scritto nel 1961, pubblicato per la prima volta nel 1967 da una piccolissima casa editrice di San Francisco, la Four Season diventando subito un libro culto e oggi finalmente ripubblicato in Italia dalla milanese Isbn con la splendida traduzione di Riccardo Duranti. E cos'è "Pesca alla trota in America"? E chi è "Pesca alla Trota in America"? E' un libro-uomo spiazzante composto da capitoli anche di una sola pagina, un torrente di montagna colmo di suggestioni, desideroso di raccontarsi ed emozionare senza una trama lineare e per questo capace di farsi amare o odiare senza misure dal lettore.

Già spiazzante nella sua copertina originale, con un Richard Brautigan in posa con la sua musa del momento, Michaela Clark LeGrand, davanti alla statua di Benjamin Franklin a San Francisco, in quella piazza che diventa il luogo cruciale del libro, "Pesca alla trota in America" è come un pezzo di free jazz suonato da uno scrittore sotto acido ma attento a non sbagliare nemmeno una nota che invita il lettore a liberarsi della camicia di forza che imprigiona l'immaginazione, a posare la penna che sottolinei frasi e farsi abbracciare dalla forza trascinante di una lingua liberata dalle costrizioni e dedita all'invenzione sfrenata, quasi orgiastica: «Shorty Pesca alla Trota in America è apparso all'improvviso a San Francisco l'anno scorso a San Francisco l'anno scorso, girando su una traballante ma stupenda sedia a rotelle di acciaio cromato. Era uno schianto d'ubriacone di mezz'età e senza gambe. Calò su Norh Beach come un capitolo del Vecchio Testamento. E' lui il motivo per cui gli uccelli emigrano in autunno. Li costringe lui. Lui è la fredda rotazione della terra; il vento malvagio che soffia via lo zucchero.» (pag.59) a pescare in completa solitudine e ad essere pescati senza arrendersi alla violenza di un amo ficcato in bocca.

"Pesca alla trota in America" sono i ricordi d'infanzia di un amore sbocciato, quello di ritirarsi in solitudine e pescare, perché pescare è attesa, flusso di pensieri e capacità di concentrazione assoluta, è immergersi nella natura circostante, è fallire, è uccidere, è mangiare: «Da bambino quand'è che sentii parlare per la prima volta di pesca alla trota in America? E da chi? Mi pare che fosse da un mio patrigno. Nell'estate del 1942. Quel vecchio ubriacone mi parlò della pesca alla trota. Quando era in grado di parlare, aveva un modo di descrivere le trote come se fossero un metallo prezioso e intelligente. Argento non è un termine adeguato per descrivere quello che provai quando mi parlò della pesca alla trota. Vorrei tanto riuscire a descriverlo con precisione. Forse acciaio trota. Acciaio ricavato da trote. Col fiume limpido e nevoso che fa da fonderia e da fucina. Immaginate Pittsburgh. Un acciaio fatto di trote, usato per costruire edifici, treni e tunnel. L'Andrew Carnegie della Trota! La risposta di Pesca alla Trota in America: Ricordo con particolare piacere gente con il tricorno in testa che pesca all'alba» (pag.11).

E' un inno ad un Paese che sta scomparendo e sta tradendo il suo spirito pionieristico, quello delle esplorazioni, dei paesaggi incontaminati, dei pistoleri alla Billy the Kid, quello delle avventure raccontate attorno ad un fuoco. E' la coscienza più profonda e slabbrata di un mondo senza più avventure e ridotto a plastica televisiva, corsi universitari, lavoro meccanicizzato, tempo sprecato in stupidaggini. E' un uomo-coscienza collettiva che compie la propria autopsia (vedi il capitolo «L'autopsia di Pesca alla Trota in America" che si apre con «Questa è l'autopsia di Pesca alla Trota in America come se Pesca alla Trota in America fosse Lord Byron e fosse morto in Grecia a Missolungi e non avesse poi rivisto più le coste dell'Idaho, non avesse più rivisto Carrie Creek, le sorgenti termali di Worsewick, Paradise Creek, Salt Creek e il Duck Lake" (pag. 44), si smonta, si rimonta e si cerca nel corso dei secoli, fra le strade e le piazze del mondo come in «V» di Thomas Pynchon: «Per fortuna, un giorno finì senza che io dovessi fae niente di serio, tipo crescere. Facemmo le valigie e lasciammo la città in autobus. Questa è la storia di Great Falls, nel Montana. Dici che il Missouri è ancora lì?» «Sì, ma non assomiglia a Deanna Durbin» disse Pesca alla Trota in America. «Ricordo ancora il giorno in cui Lewis scoprì le cascate. Avevano lasciato l'accampamento al sorgere del sole e poche ore dopo arrivarono in una bellissima pianura in cui c'erano più bisonti di quanti ne avessero mai visti prima in un posto solo.» «Proseguirono fin quando non giunse alle loro orecchie il rombo lontano di una cascata e videro una colonna di spuma innalzarsi e scomparire in lontananza. Seguirono il rombo man mano che si faceva più forte finché non divenne tremendo e arrivarono alle grandi cascate del fiume Missouri. Era quasi mezzogiorno quando vi arrivarono. «Quel pomeriggio capitò loro una bella cosa: si misero a pescare vicino alle cascate e presero una mezza dozzina di trote, neanche tanto male, lunghe dai trentacinque ai cinquanta centimetri. «Era il 13 giugno del 1805. «No, non credo proprio che Lewis avrebbe capito la cose se, tutto d'un tratto, il Missouri avesse cominciato a somigliare a un film di Deanna Durbin, tipo una ballerina che vuole andare all'università» concluse Pesca alla Trota in America.» (pag.115-116).

"Pesca alla trota in America" è un lucido ed ironico sguardo profetico sull'avvenire del mondo come accade nel capitolo «Un appunto sulla mania del campeggio che sta invadendo l'America», è pungente satira sociale sulla stagione dell'amore e i suoi protagonisti nel capitolo «Testimoni per la pace di Pesca alla trota in America» con quelle taglienti frasi finali: «La proverbiale caramella dello stupratore folle è ormai sorpassata. In questo stesso momento agenti della sovversione comunista stanno distribuendo volantini dei Testimoni per la pace di pesca alla trota in America a ingenui fanciulli sui vagoni della funicolare.» (pag.125) E' una denuncia al degrado e alla mercificazione della Natura incontaminata venduta a pezzi ne «Il Deposito Demolizioni Cleveland» come un divertimento montabile a seconda dei propri gusti, come accadrà negli apocalittici parchi di divertimento tematici dei racconti di George Saunders: «Accatastate da una parte, contro una parete, ho visto le cascate. Ce n'erano almeno una decina, che andavano da un salto di meno d'un metro a un salto di tre-quattro metri. C'era anche una cascata lunga oltre diciotto metri. Su tutti i pezzi delle cascate più grandi c'erano delle etichette che spiegavano come fare per rimontarle nell'ordine giusto. Ogni gusto aveva anche un cartellino con il prezzo. Erano molto più care del ruscello. Le cascate venivano 57 $ al metro.» (pag.133)

Ma Richard Brautigan, "La Pesca alla Trota in America", è anche e sopratutto l'istinto vitale che risplende negli angoli più scuri della nostra vita, è la gioia di una figlia curiosa che gioca con la neve o nella buca della sabbia in un parco cittadino, è la gioia degli incontri casuali, la pienezza dell'amicizia che dura tutta una vita, di una bevuta in compagnia, di una scopata in una libreria grondante umori e pagine d'avventura, è quella del divertimento puro, del lavoro manuale per guadagnare di che vivere, del rispetto della vita, anche di quella di una trota che finirà a friggere in una padella per poi essere mangiata di fronte ad una montagnata innevata raggiunta con la forza dell'immaginazione.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:

Richard Brautigan (1935-1984). Scrittore e poeta legato alla beat  generation, muore suicida in California nel 1984.

Richard Brautigan, "Pesca alla trota in America", Isbn Edizioni, ottobre 2010. Titolo originale "Trout Fishing in America", prima edizione, 1967. Traduzione di Riccardo Duranti.

Altre edizioni IT: Leonardo, 1994; Marcos Y Marcos, 1999.

Sul web: http://www.brautigan.net/

Su Lankelot: articoli su RICHARD BRAUTIGAN

Andrea Consonni, novembre 2010

Questa recensione è dedicata ad Ally.

ISBN/EAN: 
9788876382185

Commenti

[Pesca alla trota in America]

[Pesca alla trota in America] Richard Brautigan, Pesca alla Trota in America. In passato avevo delle perplessità su di lui e sulla sua opera ma dopo questa splendida lettura è come se mi si siano aperti gli occhi e non solo.

[brautigan] olè:) spetta che

[brautigan] olè:) spetta che sistemo un attimo l'impaginato...

[aggiungo, nel paragrafo finale, una stringa relativa alle precedenti edizioni italiane, marcos y marcos e leonardo]

[brautigan] e per

[brautigan] e per approfondire...

4 vostre schede su BRAUTIGAN: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?B/Brautigan+Richard

Libri ISBN in Lankelot: http://www.lankelot.eu/ISBN

RASSEGNA STAMPA "Pesca alla trota in America": http://isbnedizioni.it/catalogo/narrativa/pesca-la-trota-in-america/

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[brautigan] per andrea e per

[brautigan] per andrea e per tutti voi che avete amato RB. Il Messaggero di due giorni fa ha pubblicato un bellissimo articolo: questo...

ROMA (5 novembre) - Fu il successo a distruggere Richard Brautigan, un successo imprevisto e imprevedibile che lo fece diventare in fretta l’idolo letterario di un’intera generazione, l’eroe della cultura alternativa, lo scrittore capace, nell’America dei tardi anni sessanta e dei primi settanta, di parlare ai giovani che ascoltavano le canzoni di Bob Dy­lan, l’involontario profeta di un’epoca.

Brautigan non resse a lungo agli assalti dei media, alle do­mande di ammiratori troppo curiosi. E così nell'autunno del 1984 decise che l’unica via d'uscita da quel labirinto era il suicidio, troncando con un colpo di pistola alla testa le polemiche che divampavano da mesi su una sua presunta (e inarrestabile) crisi creativa.

Quando scelse di chiamarsi fuori dal mondo non aveva ancora cinquant’anni e nei necrologi venne ricordato come il protagonista di una stagione ormai lon­tana piena dei sogni di ragazzi e ragazze, stanca di politici e politicanti, di Vietnam, di buoni sentimenti, di perbenismo, di violenza, di egoismo. Il suo libro più famoso Pesca alla trota in America (Isbn, 152 pagine, 16 euro) era un romanzo insolito e bizzarro stampato nel 1967 da una piccola casa editrice di San Francisco che in po­co tempo vendette oltre due milioni di copie. I suoi lettori, in gran parte di gio­vane età, erano affascinati dal personalissimo stile di Brautigan, da un libro di apparente costruzione realistica ma in realtà pieno di surreali metafore.

[continua qua: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=125594&sez=HOME_SPETTACOLO ]

[brautigan] "In passato avevo

[brautigan] "In passato avevo delle perplessità su di lui e sulla sua opera ma dopo questa splendida lettura è come se mi si siano aperti gli occhi e non solo". Anche per me è così, bisogna che dopo questa recensione riprenda in mano questo libro.

[Brautigan-Bardelli] Spero

[Brautigan-Bardelli] Spero possa essere di tuo gradimento! In passato mi aveva un po' respinto proprio la sua vaghezza, il suo perdersi, la sua frammentarietà.

[pesca alla trota] va be',

[pesca alla trota] va be', stupendo, in fiera a roma me lo compro di volata. Leggerò e mediterò e torneremo a parlarne, amice:). Intanto grazie, e complimenti. Altra lettura/scrittura riuscita e indovinata, ti sento in gran forma e mi sembra tu ti stia superando articolo dopo articolo. Applausi e applausi.

Il mio frammento preferito...

"Ma Richard Brautigan, "La Pesca alla Trota in America", è anche e sopratutto l'istinto vitale che risplende negli angoli più scuri della nostra vita, è la gioia di una figlia curiosa che gioca con la neve o nella buca della sabbia in un parco cittadino, è la gioia degli incontri casuali, la pienezza dell'amicizia che dura tutta una vita, di una bevuta in compagnia, di una scopata in una libreria grondante umori e pagine d'avventura, è quella del divertimento puro, del lavoro manuale per guadagnare di che vivere, del rispetto della vita, anche di quella di una trota che finirà a friggere in una padella per poi essere mangiata di fronte ad una montagnata innevata raggiunta con la forza dell'immaginazione."

grande andrea.

[Brautigan] Grazie

[Brautigan] Grazie Gianfranco. Sono curioso di sapere se sarà nelle tue corde. Io ho cominciato a rileggere gli altri, proprio dopo aver finito questo.

[Brautigan] Ne ho sentito

[Brautigan] Ne ho sentito parlare un sacco! Il tuo pezzo m'ha fatto venir voglia di recuperarlo - finalmente.


Ottimo, And!

[Brautigan] Grazie Paolo. Per

[Brautigan] Grazie Paolo. Per me è stata una scoperta-riscoperta. Alcune volte i libri vanno letti nel momento giusto e con la giusta attenzione e con Pesca alla trota mi è successo proprio così.