Una storia semplice, fatta di ricordi, e tanta polvere. American Dust di Richard Brautigan è il primo romanzo dell’autore pubblicato da Isbn (l'ultimo in vita scritto dall'autore), ed è anche quello con più storia e personaggi, rispetto alle altre pubblicazioni presenti in catalogo – Il mostro degli Hawkline e Una donna senza fortuna.
Un romanzo fatto di tante schegge di memoria che si muovono come in preda all’alcool, senza direzioni precise, tra rimandi interni, citazioni svagate, divagazioni nonsense, inserti e giochino metanarrativi, splendide descrizioni.
Richard Brautigan racconta la storia di un ragazzo che diventa uomo. La storia di un omicidio non voluto, di un compagno di giochi che non c’è più, di un hamburger e di una scatola di proiettili.
Tutto intorno un’America immensa, fatta di grandi silenzi, di laghi, di gente che la sera va a pescare al lago scaricando ogni volta un divano, con tanto di tavolini e lampade. Gente strana, un uomo e una donna dall’età indefinità, che pescano così tanto da non poter mai e poi mai riuscire a mangiare tutto, impossibile. Oppure un’America fatta di vecchi barboni che avvizziscono facendo la guardia allo stesso lago, scolandosi decine di bottiglie di birra che lo stesso ragazzo raccoglie e rivende, per racimolare qualcosa.
Il ragazzo diventa uomo e ha un passato che è difficile da raccontare, così come è difficile vivere e sopravvivere in un’America che esce dalla Seconda Guerra Mondiale, da trionfatrice, ma con una società ancora troppo sfilacciata, che si perde in quegli spazi immensi, nelle fattorie del Texas, nelle rocce dell’Arizona, nelle colline del Montana. Il vento passa e fa alzare la polvere. Ecco quello che resta. La polvere. Quando i vecchi sono morti, gli amici pure, resta la polvere dei ricordi e di un’America che troppe volte mostra una faccia luccicante, nascondendone una tetra.
Una storia commovente e quasi elementare, quella che racconta Richard Brautigan, ma così emozionante perché scritta in modo semplice e pescando a piene mani nei ricordi. Ricordi spezzati e dolorosi. Ma anche sogni, bei sogni. Prima che il vento si porti via tutto, polvere di sogni e ricordi, è meglio fissarli sulla carta. È bello chiudere gli occhi e ricordare il passato, la propria infanzia. Con una sensibilità incredibile, Richard Brautigan – ormai fuori dai giochi editoriali, nell’82 esce questo suo ultimo romanzo, e due anni dopo si ucciderà – dimostra di avere ancora tanto da dire, ma soprattutto di avere “il modo” di dirlo.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Richard Gary Brautigan, American Dust, ISBN edizioni, Milano 2005, Traduzione di Enrico Monti
Richard Gary Brautigan (1935-1984), scrittore americano ( http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Brautigan)
Brautigan in Lankelot: RICHARD BRAUTIGAN
Antonio Benforte, giugno 2009
Commenti
Sono quasi emozionato, torno a scrivere...
Intanto, almeno saluto il tuo ritorno e l'arricchimento dell'archivio Brautigan:).
" Richard Brautigan ? ormai fuori dai giochi editoriali, nell?82 esce questo suo ultimo romanzo, e due anni dopo si ucciderà ?"
> Ecco, considerando solo questo andrebbe letto e omaggiato a dovere.
"Tutto intorno un?America immensa, fatta di grandi silenzi, di laghi, di gente che la sera va a pescare al lago scaricando ogni volta un divano, con tanto di tavolini e lampade. Gente strana, un uomo e una donna dall?età indefinità, che pescano così tanto da non poter mai e poi mai riuscire a mangiare tutto, impossibile"
> A quali altri narratori americani senti (o sentite, tu e Andrea e Alfredo) di poterlo accostare? E perché?
mi sembra una scheggia impazzita proveniente dalla beat generation, subito allontanatasi, con un linguaggio molto più originale e tematiche sempre variegata (solo per isbn abbiamo un racconto, una sorta di diario di viaggio e un western gotico)
ricevuto;)
Sì, Brautigan è una scheggia impazzita, anche se non riesco ad amare veramente i suoi libri. Questo comunque mi sembra il migliore, gli altri due che sono citatati nella bibliografia mi sono risultati del tutto indifferenti.
Non lo so, ho come l'impressione che sia più "personaggio/scrittore culto" che altro. un po' sopravvalutato e forse anche invecchiato.
Brautigan, per quel poco che ho letto (il libro qui su lanke, poesie sul suo sito, qualche altra cosa sparsa in qua e là) era di sicuro un "personaggio". Fece il botto con "Pesca alla trota..." e poi. Un autore decisamente americano che si divertiva a prendere in giro gli Stati Uniti. Uno di quegli autori seri-nonseri, di quelli che cercano di far ridere mentre intimamente sanguinano. Almeno, l'impressione da quel poco che ho letto. "Sognando Babilonia" è divertente e prende in giro la figura del detective, ma non solo, anche il Bandini losangelino. Forse dà l'impressione, ora, di essere sopravvalutato perché i suoi contemporanei l'hanno forse apprezzato meno di quanto effettivamente si meritasse. Quando si ha la sensazione di "riscoprire" un autore, l'entusiasmo si fa sentire di più e ci dà, forse, una sopravvalutazione dello stesso.
A me è piaciuto molto, altrimenti non ne avrei tentata una riscrittura. ciao.
Hai letto "Uomo che si innamorò della luna" di Tom Spanbauer?
9. Uh. No. Solo visto in libreria. Di solito arrivo sui libri quando passano nei tascabili...con poche eccezioni, ecco. Grazie per la segnalazione (-: Ne terrò di conto.
[brautigan] segnalata qui:
[brautigan] segnalata qui: http://brazzz56.blogspot.com/2010/01/american-dust-lankelot.html