Christian Bouchet (1955), studioso dell’opera di Crowley, giornalista e scrittore francese impegnato in politica (sembra allineato a una indecifrabile, caotica nuova destra radicale: cfr. rimandi ipertestuali nel paragrafo “edizione esaminata e brevi note”), non crede né in Dio né nel Diavolo; non crede nei maghi, né nei demoni. Studia “sul campo” tutti i nuovi movimenti spirituali o magici, con la tecnica dell’osservazione partecipante. Questo quanto, con non poche fatiche, si riesce a ricostruire della sua biografia, scandagliando la rete; quanto alla sua bibliografia tradotta in italiano, le Edizioni L'Età dell'Acquario hanno pubblicato una sua ricerca sul movimento Wicca, oltre a questa “biografia evoluta” di Rudolf Steiner.
L’ambizione del testo è presto sintetizzata: offrire una visione delle vicende esistenziali e una sintesi del complesso e articolato pensiero steineriano, integrando una opportuna bibliografia per assicurare approfondimento rizomatico. Sembra lineare quindi affermare che il testo non è destinato, nella maniera più assoluta, agli studiosi steineriani, agli antroposofi o ai cultori della Scienza dello Spirito, per i quali l’opera può risultare, al limite, strenna o curiosità bibliofila, o fonte da consultare per la bibliografia contenuta. Si tratta di opera divulgativa e quindi è, idealmente, un primo passo per accostarsi, genericamente e per sommi capi, al pensiero del fondatore dell’Antroposofia; è un delitto pensare d’averne inteso significati e senso per via di questa sintesi, è un peccato non approfondire la sua opera e fermarsi, magari, alla sommaria impressione figliata da queste pagine. Bouchet è un biografo non estraneo alla malignità (cfr. notizie sui matrimoni di Steiner), all’invettiva sintetica e feroce (cfr. pagine sulla Blavatsky) e al sospetto (cfr. dubbi sulla natura della chiaroveggenza di R. Steiner); in questo senso, si può confidare di non avere di fronte una agiografia, né una fonte partigiana: ma nemmeno un’opera imparziale. Del resto, chi scrive non crede nell’imparzialità, la reputa una tendenza e non una condizione plausibile o “reale”.
Ciò detto, do per acquisito che il lettore abbia compreso quel che l’attende; rinvio – prima di entrare nel dettaglio dell’opera – alle fertili pagine di Federico Magi sulle influenze filosofiche e sulla filosofia di Steiner, che considero ideale viatico all’antroposofia e intelligente e completo primo compendio. Bouchet scrive, in questo senso, che tra le fonti delle conoscenze di Steiner “(…) ci sono ampi prestiti dalle cosmologie gnostiche, da Jacob Boheme, Emmanuel Swedenborg, Allan Kardec, Helena Petrovna Blavatsky e molti altri” (p. 87), riferendo opportunamente la visione diversa di Simonne Rihouet-Coroze e Raymond Burlotte (p. 87).
Bouchet considera Rudolf Steiner (Krajevec, AUT-UNG, oggi Croazia, 1861 – Dornach, Svizzera 1925) un “riformatore parareligioso”. Di sangue austriaco, insegnante, scrittore e giornalista, umanista per vocazione e non per formazione accademica (abbandonò la facoltà di Ingegneria, imposta dalla famiglia), dopo una giovinezza e una maturità non estranea a vicinanze progressiste e amicizie culturali anarchiche, a trentanove anni cambiò radicalmente rotta, assumendo un ruolo da protagonista nell’occultismo. Studioso entusiasta di Goethe (cfr. opera prima, “Linee fondamentali di una teoria della conoscenza goethiana del mondo”, 1886), curatore delle sue opere scientifiche e infine impiegato per anni nell’Archivio Goethe (progressivamente infelice dell’ambiente, infine polemico con lo spirito della loro ricerca: cfr. “La filosofia della libertà, opera seconda, 1893) fu influenzato da Nietzsche, col quale ebbe rapporto complesso e contrastato; fu molto critico nei confronti della sua produzione ultima, immalinconito dalla sua pazzia, irritato dalla sua corte. Scrisse, nel 1895, “Friedrich Nietzsche: un lottatore contro il suo tempo” – sintesi della sua visione del pensiero del maestro.
Steiner, sin dai sette anni, percepiva “quel che non si vede”: ai suoi occhi, spiega Bouchet, la realtà del mondo spirituale era reale quanto quella sensibile. Le sue prime difficoltà economiche vennero superate – al di là dei primi lavori goethiani – impartendo lezioni private, anche come precettore incaricato; guarendo il ritardo mentale di un allievo, giovanissimo, comincerà a elaborare la sua “pedagogia curativa”.
Tra gli incontri fondamentali della prima parte della sua vita, Bouchet evidenzia quello con Felix Koguzki, che gli insegnò il segreto dell’azione delle piante e del loro legame con l’uomo e con il cosmo, e con la poetessa Marie Eugénie delle Grazie, nel cui entourage, contraddistinto da “spiritualità intellettuale”, si discuteva di metempsicosi, Cristo cosmico, tomismo e aristotelismo. Dopo la breve esperienza da direttore di un giornale letterario, ceduto nel 1900, entrerà nel circuito teosofico. La Società Teosofica, fondata dalla “mitomane” (scrive Bouchet) Helena Petrovna Blavatsky, vide l’avvento d’uno straordinario oratore, conferenziere instancabile, fautore d’una difesa dell’occultismo occidentale. Rispetto alla già frammentata struttura teosofica e alla sua tendenza orientalista (cfr. p. 23 e seguenti), contrario alla percezione messianica del loro (provvisoriamente, s’intenda, quel “loro”) Krishnamurti, Steiner veniva considerato apostolo d’un rosacrocianesimo cristico, devoto ai culti misterici antichi: credeva in un ritorno solo eterico del Messia, e non a una sua nuova incarnazione. Giudicava il Mistero del Golgota la chiave del suo tempo, considerava il Cristo come Spirito Solare incarnato, forza fondamentale per la spiritualità dell’uomo, liberatore dal materialismo. E ragione dell’equilibrio tra le forze arimaniche, che pietrificano e schiacciano a terra, e quelle luciferine, che spingono al distacco dalla realtà, e alla presunzione.
Dopo varie vicissitudini e prevedibili contrasti in seno all’ambito teosofico, l’inevitabile avvenne: Steiner fondò la Società Antroposofica Universale: Scienza dello Spirito. È una dottrina completa e complessa, fondata sull’uomo (“ritrovare le armonie del cosmo nel corpo umano”, p. 79) e sulla sua libertà. Meditazione e concentrazione quotidiana, su se stessi, considerandosi estranei: nell’intento di liberare il pensiero da sentimenti e volontà, per fondare un pensiero volontà (p. 81). Metempsicosi: “A ogni incarnazione, lo spirito porta con sé quanto ha acquisito nelle esistenze passate, (…) il karma. Il karma, secondo Steiner, non è contrario alla libertà umana, ma è condizione di questa, dal momento che, secondo lui, non è il destino ad agire sull’uomo, ma è l’uomo che agisce in conformità alla legge del suo destino” (p. 84). La missione è spiritualizzare la terra (p. 88), attraverso una pedagogia, una medicina, un’agricoltura e un’azione sociale: non un rinnovamento della religione, che deve avvenire senza intervento diretto dell’antroposofia. In ogni caso una Chiesa esiste, la Comunità dei Cristiani: in Italia non ha mai avuto diffusione sensibile.
Steiner non scrisse più di trenta opere: tenne tuttavia seimila conferenze (circa 21 al mese in 24 anni), spesso trascritte dai suoi fedelissimi. Notevoli – a questo proposito – le impressioni di Kafka relative all’ascolto d’una sua conferenza; Bouchet le riporta fedelmente, assieme a quelle di diversi altri letterati, intellettuali e spiritualisti del tempo, in clausola.
In sintesi – evitando d’entrare nel dettaglio della dottrina steineriana, per ovvie ragioni di rispetto, e non dimenticando che si sta scrivendo una recensione d’un libro di Bouchet e non di Steiner – consiglio la lettura ai neofiti, e agli estranei agli studi della spiritualità e dell’esoterismo, a chi si domanda cosa significhi “antroposofia” (pp. 77-78 e ss.): è un discreto primo passo: una fonte da vagliare, consultare e confutare, negli anni, punto per punto. Avvicinandosi, intanto, con cautela e dedizione, al pensiero e alle opere di Rudolf Steiner.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Christian Bouchet (Angers, Maine-et-Loire 1955), laureato in etnologia all’Università di Paris VII, con tesi su vita e opere di Alister Crowley. Dottorato a Paris IV sul Sogno Lucido. È giornalista e scrittore. Attivista politico (nuova estrema destra radicale paneuropea, complessa e difficilmente definibile), è studioso della spiritualità e dei nuovi movimenti religiosi e “magici”.
Christian Bouchet, “Rudolf Steiner – La sua vita, il suo pensiero”, Edizioni L’Età dell’Acquario, Torino, 2007. Contiene bibliografia.
Prima edizione: “Qui suis-je? Steiner”, Grez-sur-Loing, 2005.
Approfondimento in rete: Wiki francese su Bouchet/ Progetto Rudolf Steiner / Alcuni strani amici di Introvigne / Voxnr / Amnistia su Bouchet / Wiki su Steiner.
In Lankelot: Steiner Rudolf - Parte prima: le influenze filosofiche di leon
Steiner Rudolf - Parte seconda: la natura dell'uomo di leon
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Agosto 2007
Commenti
Per Federico, che conosce Steiner, e per tutti quelli che vogliono conoscere l'Antroposofia. Un buon punto di partenza.
Grazie per la citazione e per aver presentato quest'opera che non conoscevo, Franco. Più che le mie pagine, comunque esemplificative rispetto alla dottrina pura steineriana, suggerirei ai curiosi di leggersi "La mia vita", sua autobiografia che si ferma - nella sua narrazione - al 1907, per dipartita dell'autore. Nella biografia è chiarissimo più che in qualsiasi altro testo di dottrina, pur importante ma complesso per un neofita, il suo approccio al mondo, alle cose, agli uomini, il suo personale sentire. Vi è spiegata pure la sua (presunta) chiaroveggenza. Ad ogni modo è un testo molto bello, molto letterario, più di quanto può esserlo una comune autobiografia.
Rudolf Steiner è uno degli spiritualisti più controversi del primo Novecento, periodo che vide grande fermento spirituale, in patrticolar modo nella Mitteleuropa. Controverso ma fondamentale per chiunque voglia comprendere quel complesso mondo che cominciava a mescolare suggestioni di metafisiche orientali con lo spiritualismo classico europeo, sempre fortemente condizionato dalla Dottrina di Cristo.
Evola, ad esempio, fu uno di quelli che, nel suo "Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo" demolì il pensiero antroposofico, attaccandolo dalle sue fondamenta. Però Evola, al contrario di quanto avvenne per la critica di altri spiritualismi (come la teosofia, ad esempio), scisse - nel caso di Steiner - l'uomo dalla dottrina. Considerava Steiner, certamente non un iniziato (qui rimando alle mie future pagine su Evola per chiarire il concetto tradizionale di iniziazione), ma comunque un uomo di genio, che aveva saputo padroneggiare tutti i dominii in cui si era cimentato. Riconosceva in sostanza a Steiner d'essere uomo dall'intelligenza superiore, ma non votato alla causa "vera". Il concetto d'autotrascendenza, proprio all'antroposofia, era qualcosa che per un filosofo della tradizione, quale era Evola, non poteva aver senso. Né tantomeno era concepibile una visione di Cristo come logos solare, propria allo Steiner e agli antroposofi - per lo Steiner con l'aavvento del Cristo si attivano le correnti spirituali dell'uomanità, prima dormienti.
Di la da ciò, Steiner lasciò molto, come accenni anche tu nel pezzo, ancorché la sua dottrina poco attecchi nei paesi fortemente cattolici, per evidenti contrasti con quella dottrina. Lasciò un metodo educativo che, ad oggi, insieme al metodo Montessori, è il più diffuso nel pianeta (ho raccolto i dati nella mia tesi), praticato in tutti i continenti (anche in Africa e in Sud America). L'euritmia è il suo fiore all'occhiello educativo, una sorta di danza che libera le energie pure del fanciullo attraverso i suoni vocali e consonantici, considerata addirittura da molta pedagogia cattolica come richiamante spiriti demoniaci (!!!).
Mi dilungherei oltre, come avrai inteso, perchè l'argomento mi interessa assai, ma per ora mi limito ad omaggiare il tuo pezzo chiaro ed equidistante, come al solito. Semmai aggiungi i link dei miei pezzi in calce, cosi da facilitare l'accesso a possibili curiosi. Sull'autore del libro ora vado a vedermi i link, soprattutto per capire se la nuova destra che citi è la stessa che immagino io, quella di Benoist, per l'appunto.
Ops, mi scuso, non avevo notato che i link sui miei pezzi già ci sono;)
Beh, sì, e addirittura due volte, una nel cuore dell'articolo e una in calce.
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De Benoist: qua e là ho trovato notizie di un distacco di Bouchet da Benoist, ma le informazioni sono molto confuse, in proposito.
Omaggi a te, e a proposito dell'euritmia: Bouchet ha trovato coincidenze con gli insegnamenti di Gurdjeff, nel libro dedica diverse pagine al tema...
4 - si, si, hai ragione, è che sono rincoglionito dal caldo;)
Si, letto i link, in effetti mi sembrano distanti l'attuale De Benoist e Bouchet. Io ovviamente sono molto più vicino al primo (che tra l'altro prima o poi sarebbe utile presentare anche qui - magari quando leggi "Oltre il moderno", che tu sei più obbiettivo di me;))
5 - In effetti è vero, me lo faceva notare Giambo qualche giorno fa. Nel caso però è Gurdjeff che prende da Steiner, e non viceversa.
Eh. Ecco perché sarebbe fondamentale che Giambo si decidesse a tornare a scrivere, ripubblicando le cose vecchie (a giorni chiude Lankelot.com!) e proponendo novità, magari Gurdjeffiane.
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Quanto a "Oltre il Moderno", già letto, goduto e interiorizzato mesi fa. Sto progressivamente azzerando gli arretrati. Volevo e pensavo fossi tu a scriverne, io mi contenterò di glossare:)
"?La mia vita?" > è disponibile sicuramente da Tilopa, immagino:). I romani già sanno.
"Il concetto d?autotrascendenza, proprio all?antroposofia, era qualcosa che per un filosofo della tradizione, quale era Evola, non poteva aver senso. Né tantomeno era concepibile una visione di Cristo come logos solare, propria allo Steiner e agli antroposofi - per lo Steiner con l?aavvento del Cristo si attivano le correnti spirituali dell?uomanità, prima dormienti."
> Aspettiamo con sempre maggiore entusiasmo i nuovi articoli su Evola, allora. Se avrai modo, continua e distendi questa analisi comparata, mi sembra importante.
8 - Giambo per ora è terrorizzato dal dover rispondere ai commenti su ogni suo pezzo;) e poi come sai è un perfezionista, ha detto che deve rivederli tutti i vecchi pezzi. Comunque lo convincerò, vedrai (si è letto anche Nietzsche di Fini e La ragione aveva torto, su mio suggerimento, e gli sono piaciuti, magari riesce a scriverci qualcosa su, provo a convincerlo).
De Benoist quando ne parlerò voglio scrivere sul suo concetto di paganesimo, che è un tema che può interessarci molto - la prossima stagione, tempo permettendo e meno casini (è sempre la variabile principe in questi casi), vedrò di postare meno film e qualche autore corposo in più. Ave, e sempre grazie di spaziare a 360 gradi (ti leggo sempre su tutto, anche se non riesco a commentarti sul 100 per 100 dei pezzi;)) nelle tue letture che ci proponi.
10 - Si, si, la prossima stagione sarà dedicata a Evola
Hvala, Danke, Grazie a te.
Omaggia Giambo da parte mia. Digli che la riscrittura serve solo per specchiarci in ciò che non siamo più, immaginando cosa potevamo diventare. L'essenza muta:).
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A proposito, ottimi auspici per il futuro:).
Hai dato un'occhiata al catalogo de L'età dell'acquario? Sono passati sotto controllo Lindau, se non ho letto male.
Ho intravisto ricche novità:
http://www.etadellacquario.it/
13 - Sarà fatto;)
Dimenticavo... Wiki dà informazioni preziose sulla casa editrice animata da Bouchet: Ars Magna.
Ars Magna est une maison d'édition d'orientation « nationaliste révolutionnaire » (courant classé à l'extrême droite), créée en 1980 à Nantes. Son catalogue comprend une centaine de titres.
Elle est l'éditeur principal ou unique en français de Georges Valois, Alexandre Douguine, Jean Thiriart, Otto Strasser, etc.
Proche du courant évolien de l'École traditionaliste, les Editions Ars Magna publient de nombreux textes sur et de Julius Evola.
Elle est aussi l'éditeur du mensuel Résistance.
Bouchet è poi editorialista della rivista linkata, Voxnr.
http://www.voxnr.com/rubriques/editorial.shtml
Ma guarda, non sapevo che anche Steiner fosse "croato" :)
Grazie per la dritta e per queste incursioni in "luoghi culturali" assopiti e ormai francamente esotici.
Già, "croato" e austriaco, terminato in Svizzera. Siamo sempre a casa noialtri mitteleuropa, la casa era così grande una volta...
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(eppure, come ti dicevo su Bulwer, quel sonno è torpore, o se preferisci ombra dell'ombra: niente s'è interrotto, molto s'è solo nascosto, in attesa)
Ne "Il mondo di ieri", capitolo "Universitas Vitae", Zweig parla di Rudolf Steiner.
Campiono qualche passo.
"Steiner era (...) un uomo seducente. Nei suoi occhi scuri v'era una forza ipnotica, tanto che io lo ascoltavo meglio e con maggior senso critico se non lo guardavo, poiché il suo volto di ascetica magrezza, segnato dalla passione spirituale, era fatto per persuadere e per dominare non soltanto le donne. Rudolf Steiner a quel tempo non aveva ancora concretata la sua dottrina: era egli stesso un discepolo e un cercatore; di tanto in tanto ci esponeva i suoi commenti alla Teoria dei Colori di Goethe, la cui immagine nella sua interpretazione appariva più faustiana e paracelsica.
Era appassionante ascoltarlo poiché la sua cultura era sbalorditiva e, specie al confronto con la nostra, limitata quasi alla Letteratura, di una grandiosa molteplicità; tornavo sempre a casa dalle sue conferenze o da un colloquio privato a un tempo entusiasta e avvilito. (...).
Non oserei mai dar giudizio sull'antroposofia, non essendomi ancor oggi ben chiaro quel che essa voglia e significhi; credo persino che la sua efficacia seduttrice non vada tanto unita a un'idea quanto alla personalità affascinante di Steiner. (...) Fu per me incalcolabile profitto incontrare un uomo di tale magnetica energia proprio in quel suo stadio precoce in cui egli si prodigava ancora ai più giovani con cordialità non dogmatica. Dal suo sapere fantastico e profondo a un tempo mi resi conto che la vera universalità, che noi con presunzione puerile credevamo già di possedere, non può venire da fugaci letture o discussioni, ma va conquistata con anni e anni di ardenti fatiche".
S. Zweig, "Il mondo di ieri".
"Non oserei mai dar giudizio sull?antroposofia, non essendomi ancor oggi ben chiaro quel che essa voglia e significhi; credo persino che la sua efficacia seduttrice non vada tanto unita a un?idea quanto alla personalità affascinante di Steiner".
Gli antroposofi duri e puri inorridiranno, ma non è una considerazione troppo lontana da ciò che è immaginabile Steiner potesse suscitare nei singoli individui. é logico identificare Steiner con l'antroposofia e viceversa, ma ciò che mi è risultato evidente studiandolo, soprattutto leggendolo con passione e senza pregiudizio, è quanto fosse interessante e fascinosa la sua figura in sé, la sua disposizione a cercare e guardare oltre il consueto e il razionale. Ciò resta valido anche se non avesse fondato la Società Antroposofica, a mio avviso.
Ad ogni modo, la lettura dello Steiner può essere utile, se fatta con il dovuto senso critico, a chi non si riconosce nella deriva materialista (semplifico con questo termine) propria alle dinamiche del mondo contemporaneo.
Spero tu ne scriva ancora. Come vedi, nel tempo molti articoli vanno a incastro, assicurando ricco approfondimento...
Si, certo, sicuramente mi capiterà di parlare ancora dello Steiner, in particolar modo quando affronterò il tema degli spiritualismi dell'ultimo secolo e mezzo, a margine dell'opera "Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo" di Evola, una di quelle che - se tutto va bene - mi piacerebbe illustrarvi nel prossimo inverno. In teoria dovrei ancora postare la terza parte della presentazione dello Steiner, quella sul metodo educativo, ma è un po' ripetitiva e non ho ancora trovato il modo di elaborarla in maniera in più possibile divulgativa. Vedremo;)
Perdendomi nei meandri di lankelot, trovo questo libro. Grazie per la segnalazione! Ho in casa una persona che frequenta l'Antroposofia da più di trent'anni. Questo libro sarà la sua gioia.
sei partita da qui?
http://www.lankelot.eu/index.php?tag=tilopa
http://www.lankelot.eu/index.php?tag=antroposofia
o da qui?
Dal 24.
copertina + tags corretti
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