Articoli inventati per artisti inventati.
Un libro sorprendente, “Cronache di Bustos Domecq”, scritto nel 1967, da quel genio letterario che corrisponde al nome di Jorge Luis Borges, e da uno degli autori sudamericani più originali del ventesimo secolo, Adolfo Bioy Casares. Le menti di questi due autori si uniscono per dare vita ad uno dei libri più interessanti scritti dal duo - autori a quattro mani di altre opere, nel corso degli anni, quali i “Racconti brevi e straordinari”, “I nuovi racconti di Bustos Domecq”, “Sei problemi per Don Isidro Parodi” e due soggetti cinematografici di genere fantastico.
L’importanza di questo testo viene sottolineata dalla quarta di copertina, attraverso le parole dirette degli scrittori: “Credo che le Cronache di Bustos Domecq siano la cosa migliore che io abbia pubblicato con il mio nome”, ammette Borges, così come anche Bioy Casares sembra essere entusiasta del risultato: “È il miglior libro che abbiamo scritto insieme”.
Ma chi è questo Honoris Bustos Domecq? Uno scrittore inventato, nato a Santa Fe nel 1883, presente anche in altri libri di Borges e Bioy Casares, sia in veste di protagonista che di autore. Domecq è il “terzo uomo” che viene fuori quando i reali autori si siedono insieme ad un tavolo, e creano una nuova storia, il “brutto muso” che prende vita solo quando la penna dei due si muove di comune accordo. Il nome deriva da Domecq, il bisnonno di Bioy Casares, e Bustos, il nonno dello stesso Borges, un vecchio generale argentino.
Nella Prefazione, scritta dai due autori sotto lo pseudonimo di Gervasio Montenegro, è anticipato il tono bizzarro che caratterizza le pagine successive. L’impostazione, volutamente pomposa ed enfatica, e la risposta, in nota, dello stesso Domecq, a rimproverargli il fatto di essersi arbitrariamente incaricato di compilarla, creano un siparietto surreale, nel quale sia l’autore del libro che lo scrittore dell’introduzione risultano essere personaggi fittizi.
Gli esercizi di stile a quattro mani dei due celebri scrittori argentini sono articoli su personaggi inventati di sana pianta, che delineano i profili immaginari di cuochi, poeti, scrittori, scienziati e pittori, e divertono per le vivaci trovate, le citazioni, gli aneddoti e le divagazioni. La pittura, il romanzo, la poesia, la critica, la cucina, la scultura, la moda, l’architettura: Borges e Bioy Casares inventano un’affascinante galleria di stravaganti personaggi, le cui gesta sono descritte da un ambizioso recensore immaginario.

Conosciamo Cesar Paladion, uno scrittore che invece di creare libri li copia totalmente, essendo “un artista del plagio” in grado di riscrivere, senza cambiare una virgola, “La capanna dello zio Tom”, “Il mastino dei Baskerville” e “Le Georgiche”. Leggiamo di Ramòn Bonavena, scrittore degli oggetti posti, a caso, in un angolo della sua scrivania, descritti meticolosamente in un’opera di sei volumi.
Originale e coraggioso, invece, si presenta il poeta Urbas che, ad un concorso poetico che ha come soggetto la rosa, abbandona la parola scritta, il verso, il pàthos linguistico, e, presentandosi con una rosa in mano, porta alla giuria la vera sostanza, l’oggetto, capace meglio di tutte le parole esistenti di descrivere la bellezza del fiore.
Per non parlare dell’architetto Verdussen, che realizza case inabitabili, o di Nierestein Souza, il poeta che non si affida alle parole scritte, ma all’oralità, per non cadere nell’oblio; ancora sono presenti articoli sullo scrittore Loomis, la cui opera consiste in sei libri che disdegnano la metafora e descrivono qualsiasi oggetto unicamente con il proprio nome, sul cuoco Morpurgo e le sue piramidi di gusto, sul dottor Baralt e la sua teoria del Gruppismo, sul poeta Ginzberg, che inventa le parole, per creare un linguaggio nuovo e universale; o ancora sull’altro poeta che le parole le elimina, perché “quel che manca non fa danno”. C’è, ancora, il pittore Tafas, artista più unico che raro, che nasconde i suoi meravigliosi paesaggi sotto uno strato di catrame, creando angoscianti tele nere. Per concludere, senza dubbio, l’articolo più interessante, originale e profetico: Esse est percipi, nel quale lo stesso Bustos Domecq è il protagonista destinato ad intervistare il presidente di un’importante squadra di calcio argentina, che gli riserverà alcune sconvolgenti rivelazioni sulla presenza dei media nella società.
Un libro che sorprende per la qualità di tutti i brevi articoli presenti, e conferma lo splendido stile dei due scrittori: è, senza dubbio, un’opera che si apprezza ancor di più ad una seconda lettura, quando ci si è immersi totalmente nello straniante meccanismo narrativo.
È importante sottolineare la raffinatezza dei due autori, capaci di inventare personaggi, autori, artisti, e con essi le loro opere, per poi commentarle criticamente attraverso lo stile di un esperto recensore, anch’egli creato dal nulla, e la loro capacità di colpire con precisione alcune convinzioni della società moderna, le mode imposte dall’industria culturale, l’ostentata eccentricità di alcuni artisti.
Lo stile – ma è quasi superfluo ricordarlo - è ineccepibile, visto che questo libro unisce l’erudizione di Borges all’estro creativo di Bioy Casares, dando vita ad una miscela sorprendente, che si aggiunge alla vasta bibliografia dei due autori.
Numerose sono le citazioni colte, le note divertenti e le piccoli rivelazioni presenti all’interno degli articoli, così come sono imperdibili le novità offerte dalla nuova edizione a cura di Glauco Felici, uscita in occasione del centenario della nascita di Borges: da leggere, tutto d’un fiato, la dettagliata cronologia della vita e delle opere del premio Nobel che non fu Nobel nato a Buenos Aires, la nota del traduttore, e il particolare racconto inedito “Di positivo contributo”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 1899 - Ginevra, 1986), scrittore, poeta e saggista argentino, uno dei più importanti geni letterari del ventesimo secolo.
Adolfo Bioy Casares (Buenos Aires, 1914 - Ivi, 1999), scrittore argentino, intimo amico di Borges, originale autore di letteratura fantastica.
Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares, “Cronache di Bustos Domecq”, nuova edizione a cura di Glauco Felici. Traduzione di Francesco Tentori Montalto, Einaudi, 1997.
Approfondimento in rete: The Garden of Forking Paths / J.L.Borges Center for Studies & Documentation / Pegasos / Internetaleph / Wikipedia (Borges) / Wikipedia (Casares)
Antonio Benforte, 04 dicembre 2004.
Recensione pubblicata originariamente su ciao e lankecom.
BORGES in LANKELOT:
Commenti
Ave ottimo!
Aspetta che ti inserisco l'archivio-borges, è facile:)
"La pittura, il romanzo, la poesia, la critica, la cucina, la scultura, la moda, l?architettura: Borges e Bioy Casares inventano un?affascinante galleria di stravaganti personaggi, le cui gesta sono descritte da un ambizioso recensore immaginario."
> questa è un'idea che si potrebbe recuperare e rinnovare, con opportune variazioni:).
"questo libro unisce l?erudizione di Borges all?estro creativo di Bioy Casares"
> e tuttavia nemmeno Borges era estraneo all'estro creativo, e viceversa. Grazie per aver riproposto questo articolo, perfezionando il nostro archivio di articoli dedicati al gran maestro.
Fatti vedere più spesso, come avrai notato c'è parecchia carne al fuoco!
Grazie Franco, ora ho un po' di tempo libero. Magari nella prossima fine settimana rispolvererò qualche vecchia recensione!
Segnalo...
in uscita per CAVALLO DI FERRO
Piano d'evasione, ADOLFO BIOY CASARES
Questo libro ha il fascino di un grande romanzo di avventura. La formula è quella del commento, il commento di un vecchio al diario del nipote Henri Nevers, che il 27 gennaio del 1913 si imbarca su un bastimento diretto nella leggendaria e infernale colonia penale di Caienna. Perché Henri vi è stato mandato? Perché ha abbandonato la giovane e amatissima moglie Irene? Qual è il senso recondito dei segni enigmatici e minacciosi che Herni va via via scoprendo? E soprattutto, quali sono le intenzioni dei misteriosi personaggi che, a cominciare dal governatore, sembrano intenti a ordire un'oscurissima trama? I segni singolari e diabolici che popolano l'Isola del Diavolo, le strane mutazioni, i detenuti dementi, l'angosica stralunata delle isole sperdute nei mari tropicali, insomma, tutti gli elementi allarmanti che costituiscono questo libro, non sono poi tanto fantastici.
Mentre scorrono le pagine del diario di Henri, nel lettore si fa strada una possibile realtà: il penitenziario, nel suo esistere delirante, è forse un'immagine dell'esistenza umana, della sua vischiosità, della sua fatalità e della violenza che esercita.
Adolfo Bioy Casares, premio Cervantes alla Carriera, è uno degli autori più influenti della letteratura del XX secolo. Fu amico e assiduo collaboratore di Jorge Luis Borges, che lo considerava "inventore di trame perfette". Con la pubblicazione del romanzo Piano d'evasione, la Cavallo di Ferro prosegue la divulgazione delle opere più importanti di questo autore.
"Casares è uno degli scrittori più importanti dell'America Latina. Nella sua vasta opera la fantasia e la realtà si fondono in un'armonia magistrale." Jorge Louis Borges
"Casares è stato sempre il più grande specialista nello scoprire l'irrealtà presente nelle nostre vite e nel trasporla in storie emozionanti che ci insegnano a vivere in un modo diverso" Octàvio Paz (Premio Nobel)
Piano d'evasione, Adolfo Bioy Casares, pp. 128, euro 13.50, isbn 9788879070461
In libreria da GENNAIO 2009
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