"Come vede l'inferno Roberto Bolano?". "Come Ciudad Juàrez, che è la nostra maledizione e il nostro specchio, lo specchio inquieto delle nostre frustazioni e della nostra interpretazione della libertà". (da un'intervista a Roberto Bolano)
LA PARTE DI AMALFITANO
Lasciamo i quattro critici dove li abbiamo lasciati per concentrarci sulla seconda parte di 2666, la parte di Amalfitano, concentrata appunto sulle vicende che portarono l'esimio professore spagnolo ad arroccare a Santa Teresa de Mexico. La parte dei critici presentava - e non poteva essere altrimenti - una scrittura splendidamente calibrata che calzava a pennello alla coralità della narrazione, e che dipingeva con limpidezza quattro personaggi indimenticabili. Le digressioni vagamente kunderiane lasciavano pensare ad un autore in piena forma, il ritmo e il flusso narrativo erano bolanani al cento per certo.
La parte di Amalfitano si riavvicina di più ai predecessori di 2666, in particolare a Notturno Cileno (Sellerio), amato tanto dalla critica quanto dai lettori. La verve di Bolano diventa un fiume in piena nel raccontare una storia carica di malinconia, un toccante ritratto della sehnsucht messicana.
Oscar Amalfitano, professore cinquantenne di nazionalità cilena, con una figlia diciassettenne, Rosa, di nazionalità spagnola. C'è o meglio, c'era anche una madre, Lola. Ma Lola decide di andar via da Barcellona, dalla sua casa e dalla famiglia, per seguire un sogno, un uomo, il suo poeta spagnolo preferito. Ancora una volta l'illusione della letteratura e del Male attirano un'altra anima che, invariabilmente, andrà perduta: Amalfitano ricostruisce dalle lettere della moglie il suo pellegrinaggio alla ricerca del poeta, un viaggio on the road nutrito dall'amore o meglio dall'infatuazione letteraria o meglio dalla realtà illusoria che tutto vada come deve andare. Trova l'uomo nel manicomio di Mondragòn: incontra una figura triste, rattrappita e corrosa dal tempo, omosessuale disturbato e depresso. I sogni di Lola si infrangono in solo pomeriggio mentre il marito tenta di coniugare i suoi dolori esistenziali di cinquantenne e le preoccupazioni di crescere una giovane figlia.
Dopo il trasloco a Santa Teresa si svilupperanno tutte le vicende centrali del romanzo, quelle più care a Bolano. A Santa Teresa, nome fittizio per indicare Ciudad Juàrez, cittadina ai confini del deserto del Sonora, ha luogo da anni una sistematica mattanza della popolazione femminile locale. Si parla di delitti che vanno avanti da una decina d'anni, di cadaveri lasciati a marcire nel deserto e ritrovati solo dopo mesi, di donne seviziate e violentate sotto gli occhi ciechi dell'opinione mondiale. Crimini inspiegabili, assassini celati dietro la corruzione della polizia messicana e l'apparente assenza di movente.
Un periodo di terrore lungo e denso. A confronto il '77 in Argentina era una botta e via. A riguardo leggere Ossa nel deserto (Adelphi) di Sergio Gonzàlez Rodrìguez, amico e giornalista molto apprezzato da Roberto Bolano.
Se poi, ne La parte dei critici, il gruppo degli intellettuali veniva fortemente criticato (Morini liquidava la notizia degli omicidi di Santa Teresa con qualche sbrigativa frase di circostanza per poi rimettersi alla ricerca di Arcimboldi) e se ne accusava la mancanza di coscienza (un po' quello che faceva Manganelli qui da noi), nella seconda parte Amalfitano sembra essere un eroe negativo, un tipico loser, l'intellettuale caduto in disgrazia, in divorzio da se stesso.
E' un personaggio che Bolano ha amato parecchio, si sente, forse più autobiografico di quanto sembri: "Neppure i farmacisti colti osano cimentarsi con le grandi opere, imperfette, torrenziali, in grado di aprire vie nell'ignoto. Scelgono gli esercizi perfetti dei grandi maestri. In altre parole, voglio vedere i grandi maestri tirare di scherma in allenamento, ma non vogliono saperne dei combattimenti veri e propri, quando i maestri lottano contro quello che ci spaventa tutti, quello che atterrisce e sgomenta e ci sono sangue e ferite mortali e fetore". Vedremo come i farmacisti colti prenderanno questo grande 2666.
La seconda parte di 2666 ci porta nell'intimità della vita di Amalfitano. Bolano, grande amante di Borges, procede raccontando più storie, alternando lunghe digressioni - una su tutte, il racconto di un ready-made ideato da Duchamp, a ricordare quanto lo scrittore sia sempre stato attratto dalle avanguardie artistiche - ad episodi quotidiani. Si parla solo vagamente dei crimini, e qui Bolano dosa con maestria le parola, gioca sadicamente con la curiosità del lettore. Tutto salterà fuori nella quarta parte, La parte dei crimini, atrocemente cruda, tagliente come un rasoio crudele.
Paolo Castronovo, Gennaio 2008.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE BIOGRAFICHE
2666, Roberto Bolano - Adelphi, 2007
Roberto Bolaño nasce a Santiago del Chile nel 1953 ma dall’età di tredici anni la sua casa sarà il Messico. Nel 1973 decide di rientrare in Cile per appoggiare la serie di riforme promossa da Salvador Allende. Arriva troppo tardi, poco dopo il golpe di Pinochet. Immediatamente si arruola nell’elite intellettuale a favore della resistenza contro la dittatura. Perennemente impegnato in politica, il suo iter letterario si scontra con la repressione editoriale e commerciale. Passato praticamente attraverso qualunque movimento avanguardista latino-americano, Bolano muore nel 2003, dopo una lunga malattia, all’età di cinquant’anni.
Commenti
Voilà la seconda parte. Scappo. A dopo per i commenti!
Grande!
Inserisco il codice ean, ti saluto e ti do appuntamento a stanotte tardi per i commenti:)
2. Perfetto!
Paolo Castronovo, volevo dirti che sono una grandissima fan delle tue letture, assolutamente affini alle mie :-)
aspetto la parte terza, a questo punto. Grazie sempre, Paolo.
Io questo libro lo voglio. Questa è una segnalazione grossissima, grazie di cuore.
Io ringrazio Gianfranco e tutto lo staff in primis per la pazienza nel correggere le "n" normali del nome di Bolano in "gn" spagnole. Non capisco come renderle sulla tastiera!!
Goccia, mi fai arrossire davvero. Amo questo cileno malinconico e se anche una minima parte del mio entusiasmo verrà condiviso mi sentirò fortunato. Grazie per la lettura e per i commenti sempre fortemente desiderati!
6. Arpa, questa è davvero una grande opera. Bolano è conosciuto qua da noi soprattutto per "Notturno cileno" e per "Detective selvaggi". Ma la complessità e gli innumerevoli temi trattati in 2666 lo pone davvero come pietra miliare nella letteratura mondiale. Te lo consiglio da amico sincero.
Sto provando a tradurre la quarta parte dall'originale, un po' per gioco un po' per curiosità.
La sua è una stangata a tutti salotti culturali accademici, alla falsità dei critici che sempre più tentano di sostituirsi agli scrittori, alla superficialità dilagante del giornalismo e degli uomini di lettere.
7. Io sono un praticone:).
Apro il file word, punto "inserisci", quindi "simbolo", trovo la "gn" e la inserisco. Quindi la copincollo, e via.
Oppure, qui su lanke, apro una pagina che la contiene e copincollo il simbolo, e alè.
questo autore mi interessa. Ho letto già una bellissima recensione su altro libro. Purtoppo pe me me ne ero dimenticato. Da segnare, assolutamente. E grazie.
copertina+BOLANO archv
copertina+BOLANO archv integrato!