Hrabal Bohumil

Una solitudine troppo rumorosa

Autore: 
Hrabal Bohumil
TRAGICA NOTIZIA POETICA DAL SOTTOSUOLO

Duramente tenero, Hrabal, infonde al suo scrivere la malinconia del "pierrot incrudito(si), affinché le sue parole si stampino tuonando ed il redattore pianga e rida, ed il lettore, sbalordito, si prenda il capo fra le mani”, intrappolato nella fitta rete delle sue parole in grado di rivelarsi armi taglienti puntate alla gola dell’autore stesso che si dichiara scrittore, critico e lettore di se medesimo, perfettamente consapevole di riuscire a “necrotizzarsi”, così come ad agitarsi. "Capace di essere molto maligno, al punto da scoppiare a piangere o, addirittura, da desiderare di non essere neppure più al mondo dopo aver scritto”. Perché scrivere, come afferma Corduas nella splendida postfazione, è diventare più crudi e più puri: contemporaneamente, sempre, libro per libro e la scrittura di Hrabal è scrittura carnale dove l’incrudimento va progressivamente a correggere la delicata sensibilità del pierrot.
Un pierrot che si specchia nel “pensar vedendo” di “Una solitudine troppo rumorosa”: non  racconto, non romanzo, non poesia, ma certamente l’opera più crudele del boemo (moravo per i più pignoli): “tragica notizia poetica dal sottosuolo”. Quello stesso lurido sottosuolo in cui lavora Hanta, quel deposito di carta marcescente scavato nelle viscere di una Praga romantica ed oltraggiata, traboccante d’arte e soffocata dalla barbarie di uno sfacelo meditato e cieco, tuttavia incapace di cancellare i pensieri, incapace di zittire “la risata diabolica dei libri bruciati”.
La pressa fagocita, indolente, fogli, caratteri, inchiostro, sangue e vita.
La pressa fagocita mosche, topi, libri, storia e cultura ed il protagonista salva. Salva silenziosamente, privatamente nell’intimo della sua solitudine, non tutti i libri, non tutta la storia, non tutta la cultura, ma se stesso, il suo desiderio di conoscenza il suo libero pensiero, il ninnolo, il diamante tra i tizzoni di carbone, la frase “che succhia come una caramella, che sorseggia come un bicchierino di liquore fino a quando quel pensiero si scioglie come alcool, infiltrandosi dentro di lui così a lungo da non stargli soltanto nel cuore e nel cervello, ma da colargli per le vene”.
Ed ogni pacco è una creazione, una creazione che prende origine dalla distruzione e custodisce un po’ della sua anima, l’anima di un operaio addetto al macero, istruito contro la sua volontà, che si nutre dei pensieri pressati dalla forza di una macchina antiquata, passiva esecutrice di ordini, come lui “spaccone dell’eternità” e al contempo in grado di generare nuova vita dalla morte, bellezza dall’oscenità. In grado di suicidarsi per rinascere, raggomitolato in posizione fetale, incastrato, schiacciato nel ventre metallico di una madre dallo sguardo verde e rosso, intermittente e gelido.
Cento pagine che racchiudono la forza di un grande capolavoro, Hrabal fotografa se stesso: un vecchio scatto che lo immortala nel deposito di carta in via Spàlenà nel quadriennio tra il 1954 e il 1958. Si confida con la sua solitudine e condensa, nel nero dell’inchiostro di questo miracolo di poesia e lucidità, la sua vita, il suo essere, il suo amore per il libro, per l’arte, la preoccupazione per le sorti della letteratura e per la libertà di pensiero. Quel pensiero che sgorga spontaneo nonostante le dittature e si innalza sino al cielo stellato di kantiana memoria, raggiungendo il lettore che arriva quasi a sentirsi sfiorato dalla scrittura di un uomo capace di “tradurre le sue parole in dita, che toccano, stringono e comprimono l’antico passato ed il vivente presente”.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

Bohumil Hrabal (Brno, 1914 - Praga, 1997), poeta e romanziere ceko.

Bohumil Hrabal, “Una solitudine troppo rumorosa”, Einaudi, Torino, 1991.
Traduzione e cura di Sergio Corduas.
Contiene “Dopo Hrabal, una rumorosa solitudine”, di Giorgio Pressburger.


Approfondimento in rete: Art-Bin / Antenati

HRABAL in LANKELOT:
Una solitudine troppo rumorosa a cura di Gianfranco Franchi
Una solitudine troppo rumorosa a cura di Renata Adamo
Una solitudine troppo rumorosa a cura di Angela Migliore


Angela Migliore
Originariamente apparso su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
9788806181512

Commenti

Solito problema con la foto:).
C'è un immenso Bill Gates.

Ma che strano!
Cambiata, ora come va?

perfetta.

(di questo libro splendido parlammo anni fa. Conservavo e conservo con piacere la memoria di queste pagine. Bello ritrovarle qui).

Mi piaceva l'idea che Hrabal fosse l'ultima pagina a migrare qui, prima del mio trasloco. Nei prossimi giorni sarò costretta a rallentare, ma spero la Telecom non mi faccia attendere troppo per la nuova linea.

Torna presto, e grazie per il simbolico dono.