“Delineare una storia ucraina dopo il 1991, l’anno della svolta – scrive nell’introduzione Katrin Boeckh, coautrice assieme allo scomparso Ekkehard Völkl di questo saggio uscito per i tipi della triestina Beit – rappresenta […] una sfida, non soltanto perché va scritta tenendo presenti mappe mentali differenti, ma anche perché la letteratura storica esistente non ha ancora articolato e risolto tutte le questioni che rimangono aperte nelle vicende di questo paese”.
Terra di confine tra Est e Ovest, spesso e volentieri confusa con la Russia, l’Ucraina è ancora oggi un luogo pressoché sconosciuto al lettore italiano. Eppure come fa notare la storica Giulia Lami che ha curato la postfazione di questo saggio “viene avvertita come la nuova frontiera europea”. Riflettere sulla storia di questo paese significa dunque interrogarsi su temi scottanti di natura storica, politica e geopolitica. Temi che seppure ignorati dal dibattito autoctono, riguardano da vicino anche l’Italia non foss’altro per l’intensificazione in tempi recenti dei rapporti con l’ex repubblica sovietica per via dell’immigrazione dall’Ucraina verso il nostro paese.
Il saggio di Boeckh e Ekkehard, coniugando felicemente taglio accademico e divulgativo, risponde all’esigenza di fare uscire l’Ucraina dalla cerchia degli specialisti, presentandola a un pubblico più ampio. Incentrato sugli avvenimenti dell’ultimo secolo, la cosiddetta fase moderna della storia ucraina che va dal 1917, anno della rivoluzione bolscevica al post-rivoluzione arancione (2004), il volume in virtù di un capitolo iniziale in cui al lettore vengono presentati nozioni fondamentali per comprendere le vicende successivamente narrate, risulta agile e di facile lettura.
È giocoforza che l’approccio adottato, più storico che storiografico semplificando la narrazione elimina anche lo spazio per un possibile dibattito su questioni assai controverse. È il caso dell’Holodomor dagli autori sbrigativamente liquidata come carestia per fame, accogliendo una lettura storica già smentita nel 1986 da Robert Conquest nel suo “Harvest of Sorrow” e qualche anno più tardi dal sovietologo italiano Andrea Graziosi in “Lettere da Kharkov”. L’Holodomor, l’uccisione per fame di milioni di contadini ucraini nel biennio 1932-33 fu una carestia artificiale voluta e perpetrata cinicamente da Stalin e dai suoi agenti contro una nazione contadina e contro la sua intelligentsia. L’interpretazione fornita dai due storici tedeschi di questa immane catastrofe è l’unico punto veramente debole di un’opera sostanzialmente riuscita e che mi sento di consigliare a tutti coloro volessero avvicinarsi alla storia di questo straordinario paese.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Katrin Boeckh insegna Storia dell'Europa Orientale all'Università di Ratisbona ed è autrice di Stalinismus in der Ukraine (2007). Ekkehard Völkl è autore di numerosi studi storici sull'Europa Centro-orientale, in particolare sull'Ucraina, sulla Romania e sulla Bulgaria.
Commenti
[Max] ecco l'articolo.
[Max] ecco l'articolo. Mancava il tag "letteratura" e il format, "edizione esaminata e brevi note". Adesso lo compilo;).
Per copincollare il testo senza far apparire il codice: quando stai caricando l'articolo, punta il pulsantino con la "w" di "word", nel pannello, terzultimo della seconda fila. Potrebbe bastare
[Max] fatto! il format
[Max] fatto! il format http://www.lankelot.eu/format-letteratura.html è sempre lo stesso;) ben ritrovato!
[Holodomor] scrivi:
[Holodomor] scrivi: l’uccisione per fame di milioni di contadini ucraini nel biennio 1932-33 fu una carestia artificiale voluta e perpetrata cinicamente da Stalin e dai suoi agenti contro una nazione contadina e contro la sua intelligentsia.
> Dobbiamo assolutamente approfondirla, Max. Servono enormi punti di riferimento. Aiutaci;)
[Holodomor] intanto segnalo
[Holodomor] intanto segnalo ex novo quanto scriveva Max DP a suo tempo, scrivendo del libro di GRAZIOSI: "Negli anni dal ’32 al ‘33 milioni di contadini ucraini – le cifre parlano di un numero imprecisato oscillante tra 7 e 10 milioni – morirono a causa delle deportazioni, della mancanza di viveri, della deprivazione fisica e dei suicidi provocati dallo squilibrio psichico e dal collasso sociale conseguenti alla collettivizzazione delle campagne da parte di Stalin. L’origine dell’Holodomor, termine ucraino che significa “sterminio per fame”, risale al 1929 quando Stalin vara un colossale e ambizioso programma per risollevare le sorti di una stagnante economia socialista. Il piano si articola in due punti chiave: la creazione di una possente industria di Stato e l’istituzione di aziende collettive nelle campagne. Perseguendo l’obiettivo economico della collettivizzazione Stalin mira in realtà a raggiungerne un altro ben più ambizioso: la distruzione e l’annientamento della classe sociale dei contadini e dei piccoli imprenditori agricoli da sempre ostacolo alla sovietizzazione della società. Mentre nelle città si provvede ad un’industrializzazione forzata in barba a qualsiasi logica economica e all’annientamento dell’intellighenzia dissidente attraverso le purghe, le campagne vengono razziate, il grano, confiscato fino all’ultimo chicco, venduto all’Occidente in cambio di valuta pregiata necessaria per finanziare l’industria. Nella primavera del 1933 in Ucraina a causa della fame muoiono 17 persone ogni minuto, 1000 ogni ora, quasi 25 mila ogni giorno. Nell’arco di qualche settimana 11 mila villaggi si svuotano completamente".
http://www.lankelot.eu/letteratura/graziosi-andrea-lettere-da-kharkov.html
Caro Gianfranco, i punti di
Caro Gianfranco, i punti di riferimento essenziali per l'holodomor sono il libro di Graziosi, Lettere da Kharkov, quello di Conquest, Harvest of Sorrow, uscito in Italia per le edizioni Liberal come "Raccolto di Dolore" e poi l'ottimo "La morte della terra", testo forse di non facile reperibilità ma essenziale. è uscito nel 2004 per la Viella, ed è la raccolta curata da Gabriele De Rosa e Francesca Lomastro degli atti del convegno sulla Grande Carestia, tenutosi a Vicenza il 16-18 ottobre 2003. Ci sono saggi di Graziosi, Subtelny (forse il maggior ucrainista a livello mondiale), Pachlovska e molti altri.
Un altro libro molto bello sul tema è Tutto scorre di Grossman uscito per Adelphi.
[ucraina] molto bene:).
[ucraina] molto bene:). Grazie Max, a nome di tutti quelli che vogliono (e sono tanti) approfondire la storia e le sofferenze del popolo ucraino.
[Ucraina] Io segnalo anche le
[Ucraina] Io segnalo anche le pagine dedicate da Vollman all'interno di "Come un'onda che sale e che scende" alle politiche di Stalin riguardo agli Ucraini. Da leggere, perchè sono un contributo davvero molto interessante.
[vollman] ecco un artista che
[vollman] ecco un artista che non abbiamo studiato e schedato abbastanza, da queste parti. Grande rilievo, Andrea.
[Harvest of Sorrow] ti
[Harvest of Sorrow] ti andrebbe di scriverne, max?
Sì ho intenzione di farlo. Ma
Sì ho intenzione di farlo. Ma non posso darti una scadenza, sono un pò incasinato... Comunque prima o poi lo farò
[max] vai tranquillo, coi
[max] vai tranquillo, coi tuoi tempi;).