Daniela Bionda, attraverso la lettura de “Le torri del cielo” di Danilo Scintu, dichiara di aver “strappato un velo” sulla memoria di un popolo. Con lei riprendono forma e vita le nude pietre di torri nuragiche, quali testimoni attraverso il tempo. Storia e leggenda fecondano la sua fantasia in echi di lontani misteri che si ripropongono accomunando tutta la perduta conoscenza di una primordiale, mitica umanità. Un universo riprodotto o, meglio, la necessità di riprodurlo nelle disposizioni architettoniche, ad evidenziare l’oltre, una comune e remota origine astrale. La PTM Editrice , dapprima fautrice di stimoli verso nuovi approfondimenti, diviene poi, per l’autrice, approdo editoriale per dare alle stampe tre novelle in un volume. Ad “Orgianas”, che si potrebbe considerare un romanzo breve, fanno seguito altri due racconti: “Selene e l’ultimo rifugio” e “Il viaggio di Kia”. Radicata, come il suo popolo, in una cultura insulare, di antichi pastori guerrieri le cui origini si percepiscono romanticamente, sussurrate dal vento lungo frastagliate, aspre coste, ci narra di antiche tradizioni rappresentate in modo epico, ma facendo ricorso a precisi contesti storici. Con Orgianas si tenta di riprodurre un possibile scenario dell’invasione romana e conseguente latinizzazione dell’isola. Nell’episodio di Selene ci s’inoltra nella decadenza dei conquistatori e la successiva occupazione da parte dei Vandali sull’agonizzante sfondo di un impero che, con Romolo Augustolo, segna beffardamente la sua fine. Kia, infine, è ambientato durante l’espansione dell’impero ittita ed i relativi contrasti con i faraoni egizi. I shardana, popolo del mare e antichi migratori dell’Asia minore, sono sempre presenti sullo sfondo di ogni narrazione. Tradizione e mito si snodano attraverso antiche grotte, le Domus de Janas, dove una benevola strega, o fata che si voglia, segue con apprensione le sorti del suo popolo. Occupata ad impartire iniziatici misteri della natura alle sue adepte, si bagna sovente alla Sacra Fonte per invocare la Grande Madre ed il Dio Toro, predice eventi e non rinuncia persino a strani infusi per fomentare l’incubazione di qualche visione. Janas, Grande Sacerdotessa che somministra anche cure mediche, oltre ad avere specifici poteri taumaturgici, indossa una tunica color porpora, consona al prestigio del suo ordine e, a tal proposito, si evidenzia che furono gli stessi shardana ad insegnare ai Fenici le tecniche d’estrazione della porpora da un mollusco, ovvero la ”Corra”. L’autrice descrive molto bene usi e costumi della quotidianità dell’epoca in uno stile che assume, talvolta, tratti un po’ troppo documentaristici. Spiega, peraltro, il tessuto sociale della sua isola, dalle città stato delle coste all’entroterra, dove si trovavano tribù come i sardi pelliti, artefici, attraverso la guerriglia, di una ferrea resistenza ai tentativi di penetrazione perpetuati dai romani. Ricorrono rituali magici e conoscenze esoteriche qua e là palesati come patrimonio ed insegnamento tramandato da antichi popoli biblici, quelli prima del diluvio. Funghi Mascau, stati di trance indotto ed erbe sul braciere riportano a taluni sciamani che eravamo abituati a pensare perduti, ma piuttosto tra le steppe asiatiche o le radure americane. Lecci, agrifogli ed odorosi ginepri contornano nelle descrizioni la tuttavia selvaggia e pulsante natura della sua amata Sardegna. Una certa tensione da melodramma ravviva la trama quando si entra nel merito delle vicende amorose e dei relativi lutti dei protagonisti. La risonanza di Puccini si perde tra ultramillenarie pietre che celano, del vivere, luoghi propri della stessa infanzia dell’autrice nel ricordo di una nonna che intonava un’aria… La stessa nonna che, tra una preghiera e l’altra, raccontava antiche filastrocche in sardo arcaico su vestali ed i relativi riti in acque consacrate. Amore e morte segnano il loro corso tra gli eventi ed infine personificano esaltazione e tragedia con Nail, giovane guerriero vichingo che, divenuto mercenario al seguito dei Vandali, approda in Sardegna per innamorarsi della vestale Selene.
L’amore che travolge ogni cosa, rinnega gli stessi dèi e si erige sommo sacerdote incompreso dagli uomini e che per mano degli stessi troverà morte. Amanti che si ritroveranno dentro un bozzolo, avvinghiati in un eterno abbraccio; dapprima forgiati l’un l’altro nell’amore carnale e poi nello sguardo di Uro, il falco che sorvola il cielo guidando la loro vista all’unisono, laddove gli stessi dèi scrutano il mondo.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Daniela Bionda è nata a Tempio Pausania, una graziosa città della Gallura (Sardegna), dove vive con il marito ed i figli. Ha alle spalle pubblicazioni di poesie, favole e brevi racconti su siti internet.
Daniela Bionda, “Orgianas”, PTM Editrice, Mogoro, 2006.
Nota di Enrico Pietrangeli - 2006
Commenti
Per tags, librerie, note e altro non sono in grado e non ho tempo? Se la cosa grava posso ben rendermene conto e, di conseguenza, provvederò a cancellare il post, se mi sarà possibile, quanto prima. Quel che posso fare per Lankelot, e lo faccio ben volentieri, è dare ulteriore e spazio e mirrors attraverso i miei scritti, il mio sito e le mie comunicazioni. Per altre incombenze, mi spiace, ma non posso impegnarmi. Nulla di nuovo (spero)
Eccone un altro stravagante. Impagino io.
Stravagante è dir poco... non sono che uno dei tanti "fuori di testa", un omologato, tutto sommato
cmq grazie per l'inserimento!
"troppo pazzo", insomma. Sì, diciamo che si evinceva...
ahahahahahah
Si riesce a reperire con facilità questo libro?
Sembra molto interessante. Grazie per questa recensione.
Non si trova il codice EAN quindi in Biblioteca universitaria.it non c'è. Però l'ho trovato qui
http://www.librisardi.it/docs/opera.php?opera=5307&PHPSESSID=be7b2b8ea92ca99f4c9a8369fe7ac8a4
Ce l'hanno alcune biblioteche sarde (Cagliari, Carbonia) e immagino si possa contattare l'editrice http://www.ptmeditrice.com/
Una bella segnalazione. Mi sembra che ultimamente intorno alle origini della Sardegna, ai suoi miti ecc. ci siano parecchie cose di autori giovani...
Per Enrico si fa lo strappo alla regola. I testi li adatto io al format, è una gioia.
Danke a tutti per la collaborazione, intanto, e un abbraccio al mio-nostro Enr.
Eh sì.
"La PTM Editrice , dapprima fautrice di stimoli verso nuovi approfondimenti, diviene poi, per l?autrice, approdo editoriale per dare alle stampe tre novelle in un volume."
> Non li conoscevo affatto. Qual è la loro linea editoriale?
Restando nel tema:
www.lankelot.eu/index.php/2007/03/03/bronzo-di-antonello-pellegrino/
grandi cose ci hanno riferito a proposito di questo "Bronzo".
Ne ha scritto Lalla, da Sassari. Dai un'occhiata, se ti va - ma a pelle dico che ci siamo...
Che dire... piacevolmente sorpreso!
Quasi quasi siete meglio del CIM (Centro Igiene Mentale)
A proposito, esistono ancora?
Un abbraccio e a presto!
Sì, ma non sono più quelli di una volta. Altrimenti, e lo dico senza troppa ironia, mi sarei già consegnato come volontario, domandando spartano vitto e alloggio e qualche libro, e camminate nel parco.
;)
abbraccione a te.
Vabbè, mejo a piede libero e qualche mensa caritas. Del resto mi hanno fatto lavorare pagando tasse per anni e adesso è anche ora di riprendermi, in mancanza d'altro, qualche magro pasto
Sai che secondo me nei manicomi di provincia, in quelle belle ville immerse nel verde, così male non si mangiava?
E non dimenticare le infermiere. Insomma...
io un po' ci spero, che riaprano per bene le porte... se serve, mi offro volontario e guadagno qualche anno di creatività totale, alla Wolfli.
sembrano piuttosto fascinosi questi racconti, evocativi, con questi richiami a riti antichi.... interessanti.
continua a scrivere da queste parti, ci farà sempre piacere!
Amata provincia! (quella di una volta) Marina la conosce e descrive molto bene..
Riguardo i manicomi, manco ancora di esperienza. Matti no, ne incontro tutti i giorni e mi dirai che, anche in questo, non ci sono più i matti di una volta? W l?Italia, l?Italia dell? 8 settembre, l?italietta furbetta e che svolta sempre, quella dei nonni con tanti soldini da parte, quattro pensioni e vari appartamenti accantonati nel dopoguerra coi soldi della borsa nera, dei nipoti viziati e nullafacenti, dei quarantenni sbattuti in mezzo una strada con la promessa del posto fesso, dei sindacati, dei meriti oltraggiati, delle fughe dei cervelli? W l?Italia, la nostra bella italietta?
(Oggi mi sento un po? poeta nazional-popolare e, magari, va a finire che se continuo a comporre versi finiranno per raccomandarmi per un posticino da ?manicomio di provincia? )
Franchi, invochi l'elettroshock?
Ma questo epicentro è un prodigio più che un terremoto, come fa a sapere tutto? E' stato fulminato anche lui da Mircea Eliade o si è accontentato di un basso amperaggio?
come Dino Campana, Hammer. Dino Edison.
20. Sei proprio fuori di testa...
21. Rifiugiarsi non è combattere, Franks.
Saggia posizione, Hammer.
*
Stavo solo cercando di concludere la digressione aperta sui CIM senza dare troppo nell'occhio. Mi piacerebbe tornassimo alle domande sull'opera di Bionda, cfr. commenti 11-12. Enrico, dico anche a te.
Saluti
spostiamo l'epicentro, propongo elettrodi annuali per tutti
Che si divertano a discorrerne.
Grande, Franchi.
non ci capisco + niente...
è diventato matto o si rifiuta di diventare matto anche lui?
ragazzi. siamo tutti così. Non serve parlarne.
E' il lato b della Letteratura.
Torniamo a parlare di Letteratura. Argomento: Orgianas di Daniela Bionda.
Saluti, e buon tutto
Vabbè, scusa enr se ti ho mancato di rispetto. Mi riferisco anche ai primi commenti. Non ti conosco e non posso giudicare da un paio di frasi, per quanto poco piacevoli nei miei confronti possano essere.
Scusami anche tu Gianfrà, se ho distolto dal pezzo e dall'onestà dello spirito del sito.
Quanto alla Letteratura, figuriamoci, non mi riguarda nemmeno il lato A.
Detto questo, saluti.
Ma no... che malinteso! Adesso a parte la bacchetta di Gianfranco che c'invita a non fare i discoli trovo che nessuno sia mancato rispetto e mi sono anche molto divertito, spero anche tu?
Confesso! E' tutta colpa di Petrangeli, Claudio Petrangeli!
Ok, fine del cazzeggio
Punti 11 e 12... Purtroppo quanto scritto e riportato sulla mia recensione sono i soli dati a cui ho avuto accesso. Mi sembra che sia la presentazione dell'autrice a riportare questi aspetti, non ricordo bene...
In effetti sì, i temi corrispondono in gran parte con l'altro autore, chi è l'editore?
"Una certa tensione da melodramma ravviva la trama quando si entra nel merito delle vicende amorose e dei relativi lutti dei protagonisti. La risonanza di Puccini si perde tra ultramillenarie pietre che celano, del vivere, luoghi propri della stessa infanzia dell?autrice nel ricordo di una nonna che intonava un?aria?"
"Amanti che si ritroveranno dentro un bozzolo, avvinghiati in un eterno abbraccio; dapprima forgiati l?un l?altro nell?amore carnale e poi nello sguardo di Uro, il falco che sorvola il cielo guidando la loro vista all?unisono, laddove gli stessi dèi scrutano il mondo"
Questi sono alcuni spunti che metto in evidenza e che la contraddistinguono nel riportare, a suo modo, quelle storie e quei miti
Grazie per i chiarimenti, Enr. e grazie Luca come sempre per lo spirito e per la gentilezza. Grazie a entrambi per tutto, insomma:), comprensione in primis.
inserita copertina & codice
inserita copertina & codice ean!