“Biblohaus edita libri e non solo un laboratorio progettuale dal quale nascono idee legate al concetto stesso di libro al suo passato al suo futuro”.
La casa editrice Biblohaus (http://www.biblohaus.it/) nasce a Macerata nel 2006 da una costala di Simple Edizioni. Diretta da Oliviero Diliberto e Massimo Gatta, “nasce dall’incontro di persone che hanno messo in comune idee sul libro, la lettura, la bibliografia”.
Il catalogo della casa editrice, che al momento conta sette titoli, è incentrato sul mondo del libro e della bibliofilia.
Tra i titoli pubblicati spicca sicuramente “Il caso imprimatur” di Simone Benni, lo stesso autore di “A caccia di libri proibiti e libri scomparsi nel nulla” edito da Simple, libro che riassume la controversa vicenda di “Imprimatur”, il romanzo edito nel 2002 dalla Mondadori e poi bandito dalla distribuzione e dalle librerie a seguito di alcune ingerenze del Vaticano, visto che i contenuti del libro non erano graditi alla Santa Sede.
Molto interessante anche “Nostalgia del grigio” di Oliviero Diliberto, libro che raccoglie tutte le copertine dei 908 volumi pubblicati dal 1949 al 1972 nella mitica collana della Rizzoli, Bur. Il volume è arricchito, oltre che da una nota dello stesso Diliberto, anche da un’introduzione di Marco Santoro e una postfazione su Luigi Rusca e Paolo Lecaldano, artefici della Bur a firma di Massimo Gatta.
Il doppio volume di Simone Berni “a caccia dei libri proibiti”, che ha raggiunto tre edizioni, tratta de “i nazi-fascisti e le scienze del terrore” e dei “dischi volanti e mondi perduti”. Da segnalare anche il volume di Roberto Palazzi “Scritti di bibliografia, editoria e altre futilità” curato da Massimo Gatta e Mauro Chiabrando in cui l’autore romani propone una sorta di zibaldone della bibliografia.
Non da meno i due volumi scritti da Massimo Gatta: “Bibliofilia del gusto”, dieci itinerari tra libri, letteratura e cibo e “Librai e librerie di ieri e di oggi” proposto anche in tiratura limitata di 10 pezzi numerati con copertina cartonata e illustrazioni a colori all’interno e allegata la cartolina con etichette originali di librerie d’epoca, a conferma dell’interesse per l’edizioni pregiate della casa editrice.
La veste grafica dei libri di Biblohaus è spartana ma al contempo molto curata: copertine completamente bianche con titolo e autore affiancati ad un’illustrazione. La distribuzione è curata da alcuni distributori regionali e solo per i clienti privati da Ediq. Scelta che “condanna” Biblohaus ad un’editoria tutto sommato di nicchia sia per gli argomenti trattati che per la distribuzione non capillare.
Altra iniziativa editoriale è quella di “Cantieri” una newsletter bimestrale, disponibile anche in cartaceo: “è un modo per diffondere la cultura editoriale e bibliografica, un appuntamento con la letteratura tipografica e bibliotecaria, con la modernità e il senso dei caratteri di stampa è una via d’accesso al mondo della carta e alla sua tradizione millenaria”. Temi trattati il giallo bibliografico, l’editoria clandestina, le segnalazioni, la cultura editoriale, letteratura e spigolature tipografiche…
Commenti
Introduzione generale sulla casa editrice Bibliohaus di Macerata che, a mio parere, sta lavorando molto bene.
Nei prossimi giorni recensione di "Nostalgia del grigio" e "Il caso imprimatur".
Nonostante la distribuzione non capillare, ho visto un loro volume ben esposto alla Feltrinelli di Bologna, non male...
grazie per la segnalazione!
Interessante, Francesco. Sicuramente Diliberto e' persona di cultura e dunque la Biblohaus avra' qualche possibilita' di curare i testi meglio di molti altri editori. Una nicchia di qualita'.
Ma chi è il Diliberto stalinista del peggior specie? Oddio mio... e perchè gli hai fatto pure pubblicità, Francesco? sempre se non è un caso di omonimia.
Ma no immagino sia proprio lui (atroce segretario di partito anche se non fu malvagio come ministro).
Sotto quella scorza di comunista ortodosso so per certo che batte il cuore di un bibliofilo appassionato.....
Imprimatur (vedi forum): un libro magari di genere e probabilmente nulla di che, ma la vicenda che lo riguarda la trovo a dir poco paradossale (che in Italia pare sia sinonimo di normale). Giusto parlarne.
non è un caso di omonimia...
io valuto l'iniziativa dal punto di vista culturale e letterario, preferisco lasciare fuori la politica in questo caso.
sono rimasto piacevolmente colpito dall'introduzione al libro sulla Bur firmata da Diliberto, davvero notevole e dal lavoro della sua casa editrice.
parlerò di imprimatur in modo più approfondito prossimamente con una recensione al libro di Berni.
8 - culturale quanto ti pare ma da un soggetto del genere non può uscire niente di buono. Va be', la scelta è tua, non discuto.