Nel tempo del più alto concepimento del male, Enzo Bianchi torna a riflettere sul tema a lui caro della lotta spirituale. Lo fa scrivendo un libro bellissimo dedicato ai peccati capitali, che oggi più che mai vanno conosciuti per essere combattuti. In Una Lotta per la vita (Edizioni San Paolo, pagine 250, 16 euro), il priore di Bose propone una resistenza concreta al male che quotidianamente avanza e individua nella lotta interiore alle tentazioni il modo migliore da seguire per fare della propria vita un autentico capolavoro.
Partendo dal cuore, l’organo che meglio rappresenta la vita nella sua totalità, luogo dell’intelligenza e della memoria, della volontà e del desiderio, dell’amore e delle coraggio, lo scrittore e il monaco si addentrano nel luogo della lotta invisibile dove ha inizio il percorso essenziale della lotta spirituale: “In estrema sintesi, è nel cuore dell’uomo che sempre e di nuovo ha luogo la decisione essenziale, quello da cui dipende il senso di ogni esistenza: camminare sulla strada della koínonia, o su quella philautía, dell’amore di sé”.
Attingendo alla tradizione patristica, Bianchi individua le regole della lotta spirituale che il credente deve osservare per resistere e combattere le tentazioni che si annidano nel cuore. Prepararsi alla lotta essendo vigili e attenti. Citando Paolo “è ormai tempo di svegliarci dal sonno” (Rm, 13,11). La vigilanza, insieme all’attenzione, rappresenta l’immagine vitale della fede e immette il credente in uno stato di lucidità spirituale. Così l’homo vigilans è presente a se stesso, agli altri a Dio; è attento agli eventi e agli incontri, è capace di discernimento, di responsabilità. Egli è uomo d’amore e non è uomo di un momento. È una persona paziente in grado di affrontare la grande sfida della durata.
“Armati di questa vigilanza, – scrive Enzo Bianchi – di una vita sveglia e pronta a discernere il Nemico, si può dunque entrare nel combattimento contro le tentazioni,che ha sempre la sua origine e il suo fine nell’amore del Signore, nell’essere unito a lui senza distrazioni”.
Dall’osservanza di queste regole il credente viene in possesso delle armi spirituali per affrontare l’aspro combattimento quotidiano contro le tentazioni. Dopo aver trattato dell’importanza di acquisire la consapevolezza della lotta spirituale, Bianchi affronta il tema dei peccati capitali che ogni giorno tentano e assaltano la coscienza. Il priore di Bose si rivolge a noi, chiamandoci fratelli, per raccontare la sua esperienza di chi ha guardato ai maestri che lo hanno preceduto e che gli hanno insegnato l’arte dimenticata della lotta spirituale che ha ceduto il passo all’avanzare del relativismo etico. “Vorrei essere un fratello anziano che ha camminato guardando come maestri ad altri che lo precedevano e che ora volge verso quanti vengono dopo di lui, per offrire loro, senza ambizione, ciò che lo ha aiutato a vivere a costruirsi”.
Con questo straordinario spirito umile Enzo Bianchi si avvicina a noi per rilanciare la lotta spirituale come il cammino attraverso il quale, nello spazio della libertà e dell’amore, si apprende l’arte della resistenza alla tentazione e l’arte della scelta. Una lotta per la vita che è anche e soprattutto il campo di battaglia in cui dobbiamo fare esperienza delle viscere della misericordia di Dio. Il combattimento è arduo e lascia certamente delle ferite. Enzo Bianchi fraternamente ci avverte che “davvero vale la pena di lottare, perché quella spirituale è una lotta per la vita piena, una lotta il cui scopo è l’amore: saper amare meglio ed essere amati meglio”. Grazie di cuore, fratello Enzo, per queste pagine sincere che hai voluto condividere con noi che lottiamo per la vita insieme con te.
Edizione esaminata e brevi note
Enzo Bianchi (1943) è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose.
Enzo Bianchi, “Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali", Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2011.
Per approfondire: ENZO BIANCHI in Lankelot + BIANCHI & MANICARDI.
Nicola Vacca, per Lankelot, aprile 2011
Commenti
[ Bianchi- Una Lotta per la
[ Bianchi- Una Lotta per la vita] Grazie di cuore fratello Enzo per queste pagine sincere che hai voluto condividere con noi che lottiamo per la vita insieme con te
[enzo bianchi] passo per
[enzo bianchi] passo per caricare in prima. Aggiungo in calce...
Per approfondire: ENZO BIANCHI in Lankelot + BIANCHI & MANICARDI.
[Bianchi] Avevo visto che era
[Bianchi] Avevo visto che era uscito questo nuovo libro del priore, sicuramente è ricchissimo di spunti di meditazione e di saggezza. Comunque a fine maggio dovrei essere a Bose per qualche giorno.....
[Bianchi] Questo è uno dei
[Bianchi] Questo è uno dei suoi libri migliori. Dovevo essere a Bose a metà marzo. Ho dovuto disdire per una serie di motivi. Comunque ho in programma anch'io a breve una visita.
[bose, bianchi, marina,
[bose, bianchi, marina, nicola]
Marina, nel 2003, scriveva: " Una bella chiesa nuova e luminosa, ancora al buio e un silenzio perfetto. Un lieve fruscio di vesti e i monaci e le monache entrano uno o due per volta, alla spicciolata. Indossano una semplice tunica bianca, le sorelle tengono il cappuccio sulla testa, quasi un’aureola che incornicia il volto. All’ora stabilita le luci della chiesa si accendono e i monaci iniziano a cantare i Salmi del giorno: cantano divinamente, all’unisono, cantano le lodi di Dio e le meraviglie da Lui compiute, così come le ha tramandate la tradizione biblica.
Alle voci profonde maschile rispondono quelle femminili e il canto si leva bellissimo nella chiesa, in una dimensione di serenità e di mistero.
La giornata inizia così, all’insegna di Dio, fondamento e scopo di ogni attività della vita.
Alla fine le luci si spengono, la campana suona e i monaci escono ordinatamente accompagnati dal loro fruscio di vesti.
Osservo il cielo dalle tre finestrelle che decorano l’abside della chiesa: non è più buio, sta schiarendo e s’intravedono le montagne.
L’alba è giunta ed è iniziata una nuova giornata nel monastero di Bose.
I vasti prati sono ancora ricoperti dalla brina notturna, nelle zone meno esposte al sole vi sono chiazze di neve ghiacciata, con la luce un luccichio avvolge tutti i fili d’erba, che sembrano essersi preparati per una festa elegante, rivestendosi di brillantini.
All’orizzonte, le montagne piene di neve dominano il paesaggio.
Più tardi, col sole, i primi crochi e le primule apriranno le loro corolle ad annunciare la prossima primavera. Piccoli fiori graziosissimi che iniziano a rallegrare i prati.
Qui, sulle colline piemontesi tra Biella e Ivrea, sorge la Comunità di Bose.
Un gruppo di case, una chiesa, attorno boschi, prati e silenzio.
Descriverla soltanto a parole non è facile, Bose è un luogo da vivere e nessun racconto riesce a renderne pienamente lo spirito e l’atmosfera.
Bose è un luogo speciale, un luogo davvero benedetto, al quale avvicinarsi con disponibilità e con umiltà, con uno spirito di ricerca o con un semplice desiderio di pace, lasciando da parte diffidenze e preconcetti.
A Bose si è accolti come persone, ciascuno a suo modo importante, unica e speciale, non si va per giudicare o per criticare, si lasciano da parte antipatie o rancori e si vive nello stile dell’accoglienza cristiana e della fratellanza.
Si può rimanere tranquilli, si può lavorare con i membri della Comunità, si può parlare con i monaci (tra l’altro ve ne sono di coltissimi), che si rivelano disponibili ed acutissimi nel cogliere l’essenza dei problemi con poche parole, oltre che capaci di avere davvero cura delle persone che accolgono.
Accanto a loro si percepisce la dimensione della gioia e della serenità profonde, che nascono evidentemente dall’aver trovato il senso del proprio esistere ed operare.
La giornata inizia presto ed ha un ritmo regolare, è scandita dai tempi della preghiera: alle sei del mattino le Lodi; alle 12,30 l’Ora Media, alle 18,30 i vespri; la domenica e nelle feste alle 20 si canta anche Compieta.
L’Eucarestia viene celebrata nelle feste e il giovedì.
Dalle 17 alle 18 c’è la lectio Divina (uno dei fratelli, a turno, legge e spiega un brano delle Sacre Scritture. E’ interesantissima).
Alle ore stabilite dunque, il lavoro di questa operosa comunità s’interrompe, tutto si ferma, e si apre il tempo di Dio, o comunque un momento privilegiato dedicato solo a Lui, a sottolineare che senza la Sua presenza tutto il lavoro non avrebbe senso e sarebbe un agitarsi inutile. Fine e compimento di ogni attività, a Lui tutto ritorna.
Pur essendo la Comunità molto attiva e laboriosa, qui il rumore della nevrosi e dell’ansia non esiste, tutto è ordinato, tranquillo, ha i suoi ritmi e trova senso e valore.
Giusto il contrario di certo correre frenetico che alle volte regna nelle nostre vite e nei nostri luoghi di lavoro.
Eppure i monaci non vivono certo fuori dal mondo: sono informatissimi, hanno Internet e i giornali e tutte le sere vi sono intenzioni di preghiera per le varie situazioni di crisi del mondo intero, per i governi e per i popoli in difficoltà.
Essi conoscono come va il mondo, ma non vi si perdono, perché fondano la loro speranza su un pilastro saldissimo e questo conferisce loro quella dimensione di letizia, di serenità, di levità dell’esistenza, che li rende forti e nello stesso tempo molto attenti e sensibili a chi rischia invece proprio di perdersi nel mondo.
Essi operano e pregano affinchè la realtà sia migliore e vivono con semplicità, accogliendo in pace tutti gli aspetti dell’esistenza, riportando tutto a Dio e mostrando quella dimensione positiva e viva del cristianesimo che spesso non riesce ad emergere.
Essi danno la precisa sensazione di aver cercato e trovato “il tesoro nascosto” e la “perla preziosa” di cui parla il Vangelo (Matteo 13,44-46) e rivelano che ogni lavoro, ogni attività sulla terra può essere fatta con spirito diverso ed è a suo modo importante, va a comporre un tassello di un grande e bellissimo puzzle.
A Bose qualsiasi problema si ridimensiona e diventa meno ossessivo, per questo Bose è un luogo al quale ci si reca non per fuggire la realtà, ma per tornarvi poi migliori.
In chiusura delle mie osservazioni personali vorrei dare qualche notizia più tecnica sulla Comunità. La Comunità di Bose nasce l’8 dicembre del 1965, giorno in cui si chiude il Concilio Vaticano II , quando Enzo Bianchi, l’attuale priore, decide di iniziare a vivere, solo, in una casa affittata presso le cascine di Bose.
I primi fratelli giungono tre anni dopo, e fra essi ci sono una donna e un pastore evangelico.
Da allora la comunità è cresciuta, si è allargata e attualmente è formata da circa ottanta persone, tra fratelli e sorelle, alcuni dei quali evangelici, quattro presbiteri e un pastore. Fin dall’inizio, senza averlo ricercato, hanno fatto parte della Comunità cristiani appartenenti a diverse confessioni, ciò arrichisce la vita comune, insieme al fatto che, nello stesso monastero, vivano insieme uomini e donne.
Dal 1981 vi sono a Gerusalemme alcuni fratelli e dal 1998 vi è una fondazione di fratelli a Ostuni.
Tutti i membri della Comunità lavorano: orto, campagna, marmellate e tisane, atelier di icone e di ceramica, casa editrice, tipografia, studi sulla tradizione ebraica e cristiana. A Bose si tengono convegni e incontri culturali di alto livello e il suo priore è un uomo di grande e vasta cultura e saggezza.
La Comunità ha un sito internet: www.monasterodibose.it "
Marina Monego, 2003. Fonte: http://viaggi.ciao.it/Biella__Opinione_420593
[Bose] Ehilà! Sei andato a
[Bose] Ehilà! Sei andato a recuperare un articolo antico, scritto dopo la mia prima visita a Bose. Ogni volta che ci vado scopro aspetti nuovi, decisamente è un luogo cui si ritorna, e quando si è lontani lo si ricorda e lo si sente vicino nello spirito e nella preghiera.
[bose] è sempre confortante
[bose] è sempre confortante sapere che esistano luoghi del genere, e che siano popolati da persone così oneste e spirituali. Grazie sempre per avercene parlato.
[Bianchi, Una lotta per la
[Bianchi, Una lotta per la vita] Lo sto leggendo, è un libro molto importante, da meditazione, come al solito un libro che invita a scavare anche nella propria interiorità.
[ Bianchi - Bose] Grazie
[ Bianchi - Bose] Grazie Marina per la tua bellissima descrizione di Bose e della sua vita spirituale. C'è bisogno d'assoluto .Quando lo capiremo?
[bianchi, bose] intanto
[bianchi, bose] intanto continuate, se potete e per favore, a parlarci dei libri e dei lavori che vengono da Bose: dalle edizioni Qiqajon in avanti. Sono tutti semi per un futuro diverso, che contribuiscono a migliorare istantaneamente la qualità dell'aria.