Bianchi Enzo

Ogni cosa alla sua stagione

Autore: 
Bianchi Enzo

Enzo Bianchi è il priore del monastero di Bose. Questo straordinario uomo di fede arriva con parole semplici al cuore. La sua comunità monastica è un’isola felice che accoglie il viandante in cerca di se stesso. A Bose si può trovare il silenzio e la pace che il frastuono del mondo nega alle nostre anime. Per fortuna esistono luoghi come questi dove possiamo ritrovarci, ricevere dalle mani operose di persone autentiche quella parola buona che ci manca tanto nella vita quotidiana e che magari per pigrizia e conformismo ci rifiutiamo di cercare.

Le riflessioni di Enzo Bianchi sono doni per l’anima. I suoi libri ci fanno vedere quelle cose essenziali, ignorate dal ritmo frenetico e materialista che impone la nostra quotidianità. Ogni cosa alla sua stagione (Einaudi, pagine 127, 17 euro) è l’ultima fatica del saggio Enzo Bianchi. Il suo libro è un breviario della memoria. L’autore viaggia a ritroso nel suo tempo, racconta le stagioni passate della vita, incontra persone e luoghi per donare a chi legge il tempo interiore e le sue profonde meditazioni.

Bianchi ci conduce nei giorni degli aromi e del focolare, nella vita che scorre, nella semplicità del mondo contadino che scaldava i cuori con la proverbiale saggezza popolare. Nella cella del monastero di Bose, l’autore prega, medita, comprende che la passione della parola, della comunicazione, e quindi della comunione, richiede l’arte del silenzio e della solitudine.
La cella è il luogo di ritiro, è una semplice camera con un arredamento essenziale. Enzo Bianchi, tra le quattro mura della sua, ha imparato ad abitare con se stesso in verità.

Nella solitudine e nel silenzio egli ha compreso la sapienza dei padri e la lezione dei maestri, ha trovato se stesso per aver fiducia negli altri e essere in comunione con il mondo. Da questa esperienza nascono i suoi libri in cui troviamo l’esistenza, lo scorrere del tempo e le stagioni dell’uomo. Sfogliando le pagine di "Ogni cosa alla sua stagione" siamo assaliti dallo stupore e dalla meraviglia della parola buona che Bianchi ha per tutti. La cella del suo eremo è una finestra aperta sul mondo. Qui prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Ci piace molto ascoltare le storie che il priore di Bose narra. Ogni pagina di questo breviario contiene perle di saggezza, dispensate con grande umiltà da un uomo che si rivolge agli altri con la gratuità di un grande dono: l’amore sopra ogni cosa per costruire tutti insieme una civiltà delle anime che metta al centro della sua armonia l’uomo in continuo rapporto fecondo con il suo simile.
Egli ci dona il frutto interiore e spirituale delle sue meditazioni tra le mura spoglie della cella, confortato dalle letture bibliche, evangeliche, ma anche dai poeti e dai filosofi. Attraverso l’esperienza comunitaria della vita monastica, racconta le cose essenziali del’esistenza che spesso perdiamo di vista (l’attesa, la fiducia in noi stessi e negli altri, la speranza, l’amicizia, la fraternità). Nel suo viaggio ci ricorda il valore prezioso della vita. Quella vita che continua, e siamo noi, uomini e donne, con il susseguirsi delle generazioni, con i nostri errori, a dare senso alla terra, a dare senso alle nostre vite, a renderle degne di essere vissute.

"Vivere, infatti, è duro e occorre imparare a vivere come un mestiere. Occorre soprattutto esercitare la pazienza, accettare la fatica come il prezzo di tutto ciò che si acquisisce in umanità, non aver paura di vivere l’amore anche quando presenta la faccia del sacrificio per l’altro. Sì, per l’amore ci si può sempre curvare, sapendo che la vita ci curva e che ognuno se ne va portando con sé un segreto: come ha potuto trovare senso nella propria esistenza".

Queste sono alcune delle infinite parole buone che Enzo Bianchi è capace di donare al suo prossimo. Abbiamo il dovere di ascoltare il suo cuore che a noi si apre per dirci che ogni cosa ha la sua stagione, e a noi ancora spetta l’attraversamento.

Edizione esaminata e brevi note

Enzo Bianchi (Castelboglione, Monferrato, 1943), fondatore e priore della comuintà monastica di Bose, scrittore, collabora a La Stampa e Avvenire.

Enzo Bianchi, “Ogni cosa alla sua stagione”, Einaudi ,Torino, 2010.

Per approfondire: ENZO BIANCHI in Lankelot + BIANCHI & MANICARDI.

Nicola Vacca, per Lankelot, gennaio 2011

ISBN/EAN: 
9788806204655

Commenti

[ Enzo Bianchi] Un altro seme

[ Enzo Bianchi] Un altro seme piantato per fecondare l'interiorità.

[enzo bianchi] Per

[enzo bianchi] Per approfondire: ENZO BIANCHI in Lankelot + BIANCHI & MANICARDI.

[Bianchi] Mi fa piacere che,

[Bianchi] Mi fa piacere che, una volta tanto, una voce diversa dalla mia parli del Priore, dall'altro lato devo ammettere che mi hai battuto sul tempo, perché ho appena finito anch'io di leggere il libro e volevo scriverne. Probabilmente lo farò lo stesso e manderò su transfinito, poi vi metto qui il link ed evito doppioni.Che dire? Anche a me è piaciuto moltissimo, sembra di sentire il Priore parlare e raccontare la sua stessa vita, come non aveva mai fatto prima per un pubblico così vasto. La saggezza che dona è tantissima e il senso di umanità profondissimo, è lo stesso spirito che si respira a Bose. A proposito, anche tu ci sei stato?

[marina, bianchi, bose] io

[marina, bianchi, bose] io dico che il tuo articolo su questo libro è decisivo, e che non vedo l'ora di leggerlo qui su Lankelot. Sei stata la prima, tanti anni fa, a parlarci di Bose e a scrivere dei libri di Bianchi e di Qiqajon. Nessuno, tra noi, saprebbe parlarne con la tua esperienza, la tua competenza e la tua partecipazione. E' nelle cose.

Attendiamo!

[Bianchi] Concordo in pieno:

[Bianchi] Concordo in pieno: "Ogni pagina di questo breviario contiene perle di saggezza, dispensate con grande umiltà da un uomo che si rivolge agli altri con la gratuità di un grande dono: l’amore sopra ogni cosa per costruire tutti insieme una civiltà delle anime che metta al centro della sua armonia l’uomo in continuo rapporto fecondo con il suo simile."

Tra le altre cose, è straordinario che sia riuscito a fondare una Comunità come quella di Bose (nel 1968) senza rompere con la Chiesa.

[ Enzo Bianchi] Cara Marina,

[ Enzo Bianchi] Cara Marina, grazie per aver condiviso le mie parole su questo libro. e su questo strordinario folletto dell spirito ch pochi sa parlare al cuore. Non sono ancora statoa Bose.Dovevo andarci lo scorso anno poi  ho avuto un contrattempo.Presto mi apparterò  tra le mura del monsatero.

[Bianchi] Nicola: vai, è una

[Bianchi] Nicola: vai, è una bella esperienza, vedrai, per me è stato diverso ogni volta, perché ogni volta scopro qualcosa di nuovo.


Gf:  va bene, credevo non servisse.....prima possibile mi metto all'opera e tiro fuori qualche riflessione un po' diversa da quelle, peraltro ottime, di Nicola.

[Enzo Bianchi] Il priore di

[Enzo Bianchi] Il priore di Bose mi ha appena scritto. Voglio condividere con voi il suo messaggio: "Grazie Nicola per le sue parole di grazia, la accompagno col mio ricordo e la mia gratitudine. Un augurio fraterno, per continuare a vedere grande e guardare lontano, abbia sempre coraggio,
Enzo Bianchi "