Bertotto Alberto

L'Uscocco fiumano Guido Keller

Autore: 
Bertotto Alberto

Indisciplinato, insofferente, eretico; eroico e goliardico, ribelle assoluto, su Montecitorio lanciò un pitale. Dandy e selvaggio; anarchico e nazionalista, patriota generoso e solitario, pilota di guerra cavalleresco, sfidava i nemici per il puro gusto della battaglia. Vinceva sempre. Coraggioso sino alla pazzia, mentre volava, per amore dell'arte e dell'insolenza, leggeva letteratura: Petrarca, Nietzsche, Ariosto, Leopardi. Avvistato il nemico, chiudeva il libro e diventava un demonio. Se invece aveva ospiti in cabina, offriva loro tè e biscotti. Come fossero in salotto. Futurista, nudista, animalista (addestrava gufi e aquile), fascista irregolare e mai del tutto allineato, cocainomane e gran bevitore, ammirava con la stessa intensità Francesco d'Assisi e Gabriele D'Annunzio. Felice di ritrovarti, Guido Keller. Firma la biografia romanzata un imprevedibile outsider: Alberto Bertotto, professore di Clinica Pediatrica dell'Università di Perugia, restituisce luminosità alla dimenticata figura di un eroe della Prima Guerra Mondiale e dello Stato Libero di Fiume, Guido Keller von Kellerer, (1892-1929) sanguemisto svizzero-lombardo (famiglia Osnago). La graziosa edizione Sassoscritto è completa di tutta una serie di appendici destinate a fare la gioia di quanti vogliono approfondire spirito e senso dei giorni felici di Fiume, e dell'impresa di quei legionari.

Giovanotto contemplativo, innamorato della bellezza e del mistero della natura, Keller fu uno sregolato autodidatta, mezzo guascone e mezzo Don Chisciotte; indisciplinato e prepotente, esteta e uomo d'azione allo stesso tempo, viveva giocando, sempre. Irrequieto, trovò pace nel volo aereo: era il primo passo verso l'infinito. Ufficiale nella Prima Guerra Mondiale, visse la guerra aerea cavallerescamente; fu capace di imprese di straordinario coraggio, e fiancheggiò Francesco Baracca nella sua gloriosa squadriglia di caccia: per quella squadriglia scelse uno stemma mai dimenticato, il grifone. Tre medaglie d'argento al valor militare testimoniano la riconoscenza della Nazione per la sua audacia, il suo sprezzo del pericolo, la sua titanica generosità. Conobbe D'Annunzio in quegli anni: istantaneamente capì di appartenergli, come per un antico debito karmico. Dopo l'armistizio, restava insoluta la dolorosa questione di Fiume: quasi trentamila nostri compatrioti erano rimasti al di là dei confini, abbondante maggioranza relativa – come sempre – della città, costretti a sognare il tricolore, costretti a difendersi dal revanscismo e dal nazionalismo della giovane, comunista e aggressiva Jugoslavia ("La più grande invenzione degli States", secondo Gore Vidal). Come loro, tanti fratelli dalmati. Il Vate potè contare, nella grande impresa della liberazione della città, sul sostegno di uomini come Guido Keller, il suo maestro di bizzarrie e prodezze. Era l'unico legionario autorizzato a dargli del tu. Bertotto chiosa: "A Fiume Keller visse la stagione più intensa della sua vita (...). Accompagnò GdA sin dalla sua partenza da Venezia. Aveva in mano un grande mazzo di fiori vermiglio e custodiva, all'interno dello zaino, un teschio con un fez nero d'ardito". Per lui fu creato un ruolo tutto dannunziano: Segretario d'Azione e responsabile dell'Ufficio Colpi di Mano. Niente male. Non solo: fondò la compagnia "La Disperata", guardia scelta del Comandante, gruppo di mastini e di fanciulli, fiore della rivolta: spregiudicati, aggressivi, crepuscolari, combattevano come poeti guerrieri. Quindi, dopo essersi dedicato allo spionaggio tra Zara, Curzola, Spalato e Cattaro, fomentando ribellioni anti-serbe, fondò col grande Comisso, allora giovane ufficiale, il movimento Yoga: ultralibertario, fondato sulla Scienza dell'Amore, nasceva come unione di spiriti liberi tendenti alla perfezione, nemici della logica. Simbolo, una svastica: il carro del sole, non ancora sporcato dal fanatismo nazionalsocialista tedesco. Nei giorni della fragile resistenza della Reggenza del Carnaro, Keller non smentì la sua fama di eroe stravagante e patriota: durante il Natale di sangue, caricò gli avversari in sella a un cavallo, impugnando un bastoncino di bambù, pur di non sparare contro uomini che avevano il suo stesso sangue. E nonostante fosse a mani nude catturò un reparto nemico e si impadronì di un cannone e di una autoblinda.
 
Terminati i giorni solari di Fiume, grande sogno di libertà e giustizia, democrazia e avanguardia, italianissimo e paradigmatico, cominciò la decadenza del folle Guido. Furono anni di viaggi caotici e misteriosi, tra Anatolia e Congo, prima di nuove azioni formidabili in Libia, prima della partecipazione alla Marcia su Roma, prima di una terribile crisi economica che Keller non seppe fronteggiare, ritrovandosi a vivere in una polverosa pensione di Ostia negli ultimi anni di vita, con l'aiuto dei vecchi amici. Sognava sempre di fondare una nuova "Città di vita", che reincarnasse il sogno fiumano; voleva fosse l'Isola Maggiore, sul lago Trasimeno. Il suo sogno si schiantò dalle parti di Magliano Sabina, a Otricoli, in un grottesco incidente automobilistico. Si vede che Guido era fatto per volare.
 
Com'era, Keller? Come possiamo immaginarlo? "Aveva due strani occhi lampeggianti, il pizzo ispido, i capelli selvaggi e una reputazione di poeta stravagante". Sempre trasandato, sublimava le sue mancanze con signorile negligenza. Oggi riposa, per volontà di D'Annunzio, al Vittoriale di Gardone, accanto alla tomba del Comandante. Così lo commemorò il poeta: "Ingiustamente disconosciuto da tanti, egli fu tradito dalla sorte vile. Il mio dolore supera il dolore di tutti gli altri. (...). Egli era uno dei pochissimi che hanno saputo amarmi come io voglio essere amato".
 
Keller è un personaggio modernissimo, difficile credere che non esista ancora un film dedicato alla sua storia e alla sua sregolatezza. So chi potrebbe scriverlo. Il maestro Giordano Bruno Guerri. Per la regia di Oliver Stone.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Alberto Bertotto (Biella, 1945), laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Pediatria e Puericultura, Professore Associato di Clinica Pediatrica presso l'Università di Perugia, è saggista e divulgatore scientifico. Appassionato di storia, ha pubblicato diverse monografie dedicate a Mussolini: "Mussolini estremo" (Gino Rossato Edizioni, 2007), "Benito Mussolini. Una storia da riscrivere" (PDC Editori, 2008).
 
Alberto Bertotto, “L'Uscocco fiumano Guido Keller. Fra D'Annunzio e Marinetti”, Sassoscritto, Firenze 2009. Collana "Onice", 10. Copertina di Antonio Budetta.
 
In appendice: Combattimenti aerei sostenuti da Guido Keller; Motivazioni delle tre Medaglie d'Argento al valor militare concesse a Guido Keller; Consistenza dei legionari fiumani alla data del 18 novembre 1919; Le doti che doveva avere il legionario fiumano; Come dev'essere il legionario tipo; I principi della Carta del Carnaro; La Canzone del Quarnaro; Discorso pronunciato da Gabriele D'Annunzio nel cimitero fiumano di Cosala il 21 gennaio 1921.
L'opera include una bibliografia.
 
Approfondimento in rete: Giordano Bruno Guerri (Il Giornale) / WIKI It su Guido Keller / Oblique
 
Gianfranco Franchi, "Lankelot". Febbraio 2010.
 
Prima pubblicazione dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 2 febbraio 2010. © Il Secolo d'Italia.
ISBN/EAN: 
9788888789811

Commenti

[BERTOTTO-Keller]

[BERTOTTO-Keller] Indisciplinato, insofferente, eretico; eroico e goliardico, ribelle assoluto, su Montecitorio lanciò un pitale. Dandy e selvaggio; anarchico e nazionalista, patriota generoso e solitario, pilota di guerra cavalleresco, sfidava i nemici per il puro gusto della battaglia. Vinceva sempre. Coraggioso sino alla pazzia, mentre volava, per amore dell'arte e dell'insolenza, leggeva letteratura: Petrarca, Nietzsche, Ariosto, Leopardi. Avvistato il nemico, chiudeva il libro e diventava un demonio. Se invece aveva ospiti in cabina, offriva loro tè e biscotti. Come fossero in salotto. Futurista, nudista, animalista (addestrava gufi e aquile), fascista irregolare e mai del tutto allineato, cocainomane e gran bevitore, ammirava con la stessa intensità Francesco d'Assisi e Gabriele D'Annunzio. Felice di ritrovarti, Guido Keller.

[KELLER] questa è una figura

[KELLER] questa è una figura da riscoprire al volo, amices:)

[KELLER] Il Vasari futurista,

[KELLER] Il Vasari futurista, recentemente riscoperto da DUEPUNTI, dedicò a Guido Keller qualcosa di bello. Qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/vasari-ruggero-l-angoscia-delle-macch... per approfondire;)

[Keller] Letta con grande

[Keller] Letta con grande interesse e trovata anche sul sito de Il Secolo. Complimenti davvero. (Un po' meno quando parli della Roma.)

[keller] grazie, and;)

[keller] grazie, and;)

avevo letto una recensione

avevo letto una recensione del libro a firma di Giordano Bruno Guerri su Il Giornale, vedo se riesco a recuperarla online.


non avevo visto che era già

non avevo visto che era già tra i link, chiedo venia :)

comunque sembra un libro estremamente interessante come il personaggio di Keller, lo leggerò!

[Keller] figurati:).

[Keller] figurati:). Piuttosto: per scoprire Keller, parti dalla biografia di GdA scritta da GBG. E' uscita lo scorso anno per Mondadori, dovrebbe essere ormai in economica. Poi punta questa divertente edizione sassoscritto per avere qualche dettaglio in più.

Se invece vuoi riscoprire un altro protagonista di Fiume meno noto... cerca il libro del povero Ercini, "Il poeta la morte e il giovane", dedicato a Leon K. Lo trovi tra i miei pezzi, qui su lanke.

[Keller] Qualche cinefilo poi

[Keller] Qualche cinefilo poi mi confermerà se ho ragione o meno. Io vedo Guerri scrivere un grande film diretto da uno alla Stone... Keller diventerebbe un personaggio pop.

la biografia di D'Annunzio

la biografia di D'Annunzio firmata da Guerri l'ho già letta, è davvero straordinaria, nel capitolo di Fiume infatti dedica alcune pagine a Keller.

Ho letto la tua recensione al libro di Ercini appena riesco me lo procuro! grazie.

 

[Varie] Non sarà facile

[Varie] Non sarà facile procurarti Ercini, prova a domandare copia direttamente all'editore (Thyrus). Secondo me dovresti leggere, in abbinata, Bertotto ed Ercini, a questo punto. Prova...

ti ringrazio per il

ti ringrazio per il consiglio!


[keller, uscocco] Vado a

[keller, uscocco] Vado a ritirare questo libro stamattina :). Inutile dire che è stato il tuo pezzo a spingermi all’acquisto.<?xml:namespace prefix = o /> Posseggo su Guido Keller un volume abbastanza raro del 1933, edizioni Mediolanum: “Guido Keller, nel pensiero, nelle gesta” di Sandro Pozzi, giovane ardito durante l’impresa fiumana e suo primo biografo. “Opera di lirica esaltazione più che di fredda esegesi, opera di fede e d’amore”, secondo le parole dell’autore; ricco di fotografie, lettere, scritti, pensieri e “poesie” del nostro. Libro finora unico -per completezza- nel (piccolo) panorama editoriale dedicato all’aviatore. Sia mai che questa biografia riesca, diciamo, ad "aggiungere" e, perché no -in forza della sua reperibilità nelle librerie- a raggiungere quanti più Italiani possibili ;). Scopriamoli, disseppelliamoli, questi personaggi. Grazie per averne parlato :).


 

[keller, biografia]

[keller, biografia] Assolutamente! Grazie a te.

Per me questa piccola biografia è stata una piacevolissima scoperta, rsz. La devo, come parecchi altri italiani, all'articolo di Guerri uscito, qualche giorno prima, sul quotidiano di Voldemort e poi sul bel sito di Gbg.

Lo scorso anno, partendo da questo libro, ho trovato buone motivazioni per leggere qualcosa di Comisso, e per leggere altri saggi su Fiume. Purtroppo non ho mai letto il libro di Sandro Pozzi - e sino a questo momento non lo avevo mai sentito nominare. Immagino che la presenza di foto, lettere e scritti di Keller rendano l'opera unica, al di là della qualità della scrittura di Pozzi...

 

[keller] Che non è per niente

[keller] Che non è per niente una brutta scrittura, tra l'altro. "Retorica", decisamente; potrei dire "pomposa", "enfatica", "lirica" (siamo pur sempre negli anni '30)... ma preferisco epica :). L'abbiamo un pò troppo dimenticata l'Epica, non trovi? Depurata da qualche eccesso decorativista, è una scrittura potente e luminosa (di quelle piene di maiuscole :)...). Un libro meraviglioso. Potesse uscire dal circuito antiquario...

[keller, pozzi] chissà. I

[keller, pozzi] chissà. I desideri si possono sempre avverare. Basta esprimerli...:)

[epica] e quanto all'epica...

[epica] e quanto all'epica... la nostra società è incapace di rappresentarla perché è incapace di immaginarla. Al di là delle stimolanti boutade ideologizzate di chi ha bofonchiato di new italian epic - e la scelta della lingua inglese, per coniare la categoria, è già una sottomissione abbastanza chiara - per tornare davvero a un'epica nuova avremmo bisogno di essere diversi.

Quale epica può generare una nazione che viene da 17 anni di forzismo con intervalli ulividi? Quale epica può sopportare, senza sprofondare nel ridicolo, un popolo che ospita un centinaio di basi militari straniere sul suo territorio? Quale epica possiamo animare, oggi, che il ministro della cultura è un ex mediocre quadro comunista diventato forzista di nome sandro bondi, e che il mondo occidentale ci considera terra di corruzione, mignotte, allegri pretastri, mafia, rovine e degrado? Quale epica possiamo insegnare in un paese in cui i nostri coetanei hanno ricominciato a emigrare, perché qui non c'è più lavoro, e non c'è più possibilità di vivere con dignità, in troppe città grandi e meno grandi?

La nostra epica dovrebbe essere il rovesciamento di questo schema prima che questo schema porti al collasso la nazione e il popolo. La letteratura italiana tornerà all'epica quando la nostra classe politica sarà diversa. E i nostri letterati potranno credere in qualcosa di diverso, o animarlo. Oggi l'unica epica possibile è fantascientifica: è il viaggio interstellare. Douglas Adams sarebbe perfetto per noi italiani.

[keller, epica] Quoto e

[keller, epica] Quoto e sottoscrivo. L'epica che "abbiamo dimenticato", quella alla quale mi riferivo, purtroppo ci obbliga necessariamente a voltare la testa e lo sguardo indietro. Impossibile -ti cito- immaginarla oggi; ma possiamo ancora leggerla, pur se impolverata; guardarla, nei dipinti dei pittori del nostro Quattrocento, nei trattati di architettura dei vecchi urbanisti, lasciare che ci parli ancora attraverso freschi palazzi di marmo, dai quali lo sguardo correva sui territori assoggettati con i campi rigogliosi, le vigne, sui fiumi e sul mare luccicante delle galee da commercio, sulle città "costruite bene", con strade dritte, begli edifici e monumenti; sentirla, nelle cavalcate dei condottieri attraverso le pianure della Romagna, delle Marche... Insomma, il sogno di uno Stato. Ed eccoti: "e i nostri letterati potranno credere in qualcosa di diverso, o animarlo" :).

[keller, epica] "Il sogno di

[keller, epica] "Il sogno di uno stato", intendo dire: l'epica può farci ancora sognare il sogno di uno Stato?

[keller, epica] Bellissime

[keller, epica] Bellissime parole. Ti ringrazio per queste parole solari.

Leggerla e guardarla è fondamentale, dici bene. Hai ragione. Leggerla ci tiene in vita: ci ricorda che dobbiamo tornare a quella grandezza, a quell'identità, a quella visione. Che niente è perduto. Che ciò che è stato può tornare. Sono d'accordo con te. Serve il sogno di uno Stato, sì. La visione di uno Stato in cui riconoscersi. Questo va restituito. Assieme all'esempio di individui capaci di essere degni di quello Stato. Questo possiamo provare a darlo tutti i giorni già adesso, che quello Stato proprio non esiste. E' il minimo - ma è qualcosa. E' una scintilla.

[Keller] Lo yoga guerriero!

[Keller] Lo yoga guerriero! Bravo Franchi. Tuttti invitati a «La festa della rivoluzione». Un saluto

[keller] ciao Luca, ben

[keller] ciao Luca, ben ritrovato:). Allora c'è altro pane per i tuoi denti...

almeno questo: http://www.lankelot.eu/letteratura/d-annunzio-gabriele-la-carta-del-carn...

[Keller] Eccellente....come

[Keller] Eccellente....come direbbe John, se del caso, decidendo per una marcia da Ronchi a Fiume «you can count me in»

[keller] ahaha:). Magnifico.

[keller] ahaha:). Magnifico.