Berger John, Trivier Marc

My beautiful

Autore: 
Berger John, Trivier Marc

Questo libro non è qualcosa che si possa guardare, leggere e sfogliare una sola volta.radiosveglia o sulla scrivania, vicino al mouse. Ogni volta che compiamo gesti comuni, quotidiani lo possiamo sbirciare, ogni tanto aprendolo è un tornare a fissare immagini, parole, incastri.
John Berger scrive, Marc Trivier fotografa e Alberto Giacometti raffigura.
Tre uomini lontani e vicini. Ognuno con il proprio mondo espressivo, intenti creativi.
Eppure in questo piccolo libro si uniscono, si miscelano in molti livelli impensati.
In realtà sembra più un moleskine, piuttosto che un libro nel senso tradizionale del termine, penso che anche quest’aspetto, queste miscelazioni scomposte, me lo hanno fatto amare da subito.

Alberto Giacometti (1901-1966), nasce il 10 ottobre del 1901 a Borgonovo in Val Bregaglia da Giovanni, pittore neoimpressionista, e Annetta Stampa. Qui la sua biografia completa. Le sue sculture, specie nell’ultimo periodo si allungano, sembrano scheletri eppure a ogni nuova osservazione cambiano un pò, sono in continuo movimento nonostante l’apparente staticità.

Nell’immagine accanto lo stesso Giacometti tra alcune delle sue opere.

Marc Trivier è un fotografo belga.
Confesso che non lo conoscevo eppure già dalle parole di Berger se ne intuiscono le ossessioni, quel modo di lavorare cercando il momento ‘perfetto’, quando ciò che si cerca di immortale è esattamente come dev’essere: se stesso.

” Invece di stare di fronte alle sculture, Marc Trivier - che ha il talento dell’attesa - si mette accanto a esse con la sua macchina fotografica e aspetta. ” (pag.12)

Infine John Berger, di cui parlerò per ultimo essendo lui il collante di tutto. Noto come critico d’arte, poeta, giornalista, romanziere, sceneggiatore cinematografico, autore teatrale e disegnatore. Si definisce un semplice ’storyteller’ (lo dirà chiaramente negli scritti politici ‘Abbi cara ogni cosa’ - Fusi orari, che sto leggendo ora) il che mi sembra stupendo, questo suo volersi porre di fronte agli eventi, le storie, quanto i dipinti, le immagini, tutto ciò che gli sta davanti insomma, lui lo osserva e riporta.
In questo caso si tratta di fotografie. Ma non fotografie qualunque. Scatti di sculture preziose, vive e pregne di angolazioni. In pratica Berger è intervenuto con le parole su due strati diversi di creatività.
Le forme. Poi gli scatti. E infine le parole.
Parole dunque, a descrivere con garbo, a spiegare senza eccedere, a lasciare spunti di riflessione, annotazioni, mescolanze di passato e presente. Decisamente un Moleskine atipico eppure poliedrico. Silenzioso quanto energico.
Consiglio
questo sito, in inglese dove rintracciare molte informazioni su Berger:

I can’t tell you what art does and how it does it, but I know that art has often judged the judges, pleaded revenge to the innocent and shown to the future what the past has suffered, so that it has never been forgotten.

In questo saggio, ‘My beautiful’ ci sono fotografie che discretamente occupano una pagina, accanto le parole di Berger (con la versione originale in inglese nella pagina successiva) e in mezzo ci sono tutte le sculture di Giacometti che in fila ordinata si presentano all’osservatore, si voltano, cambiano angolazione e aspettano. Aspettano di essere capite. Di essere guardate ancora. E ancora.
Ed è più o meno questo che fa Berger, e prima ancora l’occhio di Trivier che le ha immortalate.
Tutti in fila, insieme, tra queste pagine che hanno echi ma sanno aspettare. Le pagine grandi, le immagini centrate ma non invasive, le parole che non riempiono, accompagnano.

” Allora  tutti si girano e avanzano in fila indiana. Le sculture in testa e le fotografie dietro. Sovente seguono passo passo le stesse impronte” (pag.12) E in coda non per importanza queste parole che Berger lascia con amore, dedizione e intensità.

Non mi era mai capitato un libro così. Così tanto. Qualcosa che non richiede una lettura continuativa. Che non ha inizio né fine. Qualcosa che aspetta di essere annusato. Fissato. Sfogliato casualmente. E dove, ogni volta, le frasi restano, hanno un peso specifico tanto quanto le immagini che si lasciano guardare e ogni volta richiamano a sé.
Eppure con garbo.
Quasi sottovoce.
Ma è un silenzio che ne inspessisce gli strati, che si sedimentano in chi lo stringe tra le mani.
E’ davvero un’altra dimensione.

” Non ho mai accettato che pensare faccia solo chiarezza; serve anche a riempire un vuoto. Il pensiero ha una sua propria opacità.” (pag.32)

 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

John Berger, 78 anni, inglese nato a Londra nel 1926, formatosi in primo luogo come pittore, poi divenuto critico d'arte, è autore di saggi (tra cui Ways of Seeing, che la rete televisiva BBC ha trasformato in una serie TV, romanziere (vince il Booker Price con G nel 1972), sceneggiatore (scrisse, tra l'altro, in collaborazione con il regista svizzero Alain Tanner, Jonah qui aura 25 ans l'an 2000 e quattro piece teatrali), giornalista (su El Pais, The Guardian, The Independent, Frankfurter Rundschau).
Da quasi trent’anni si è ritirato a vivere a Quincy, un piccolo villaggio alpino, da cui è disceso a Torino in sella alla sua motocicletta.

My beautiful di John Berger e Marc Trivier - Bruno Mondandori, 2008, Isbn: 9788861591141, Pag.59 - E.10

Testo: John Berger
Fotografie delle sculture: Marc Trivier
Ritratti di Alberto Giacometti: Jean Marquis
Foto Katrin Cartlidge: Jurgen Teller
Sculture di Alberto Giacometti.

Traduzione dall’inglese di Maria Nadotti.

Dalla quarta di copertina:

My beautiful, mia/o bellissima/o, ma anche “quel che è bello al mio sguardo”. Un’apostrofe amorosa, che apre la strada a una riflessione folgorante sull’atto del guardare, sull’origine e i percorsi del piacere che ne ricaviamo, sull’idea di bellezza. Ne sono autori il narratore e critico d’arte inglese John Berger e il fotografo belga Marc Trivier.
L’oggetto del loro comune vedere sono le sculture di Alberto Giacometti. Trivier le esplora attraverso l’obiettivo fotografico, ingaggiando con loro una sorta di corporeo passo a due. Berger le ri-guarda attraverso le immagini fotografiche di Trivier, esprimendo nella scrittura la sua vertiginosa attenzione: all’opera dello scultore, a quella del fotografo, a quell’insieme di ricordi, esperienze e aspettative che modellano il tragitto della percezione. Bello, per Berger, non è infatti quel che stabiliscono critici e accademie, ma quel che dà a chi guarda la misteriosa certezza di essere riconosciuto e accolto: opera d’arte, paesaggio o viso amato...
Un piccolo, prezioso trattato sull’amore, la memoria, l’immaginazione, la necessità di sottrarsi a gerarchie e discipline e di cercare quel che “si tiene” ed è bello per ognuno di noi. My beautiful!

«Un libro o un film non possono cambiare il mondo, ma le storie di John Berger aiutano a modificarlo.» Alain Tanner
Premio Cálamo “Otra mirada” 2005

-- Barbara Gozzi --


ISBN/EAN: 
9788861591141

Commenti

Amices! Nuovo articolo di Barbara Gozzi.

Com'è l'impaginazione stavolta?
Mi sembra meglio...

Buona domenica a tutti!
Barbara

Decisamente meglio:). Prima o poi prevarremo definitivamente su wordpress;).
Integro la copertina e qualche tag (bella scelta...)

Ahahah... prevarremo mi pare proprio azzeccato.

Aggiungo che questa non è un'analisi vera e propria perché sarebbe impossibile. E' qualcosa che non credo si possa davvero spiegare del tutto a parole, quando tre arti diverse si mescolano, rincorrono, spiegano e attendono.
Di certo io non sono all'altezza, mi sto avvicinando in punta di piedi in primis a Berger ed è un viaggio davvero complesso.

:).

Spieghi bene qui:

"John Berger scrive, Marc Trivier fotografa e Alberto Giacometti raffigura.
Tre uomini lontani e vicini. Ognuno con il proprio mondo espressivo, intenti creativi.
Eppure in questo piccolo libro si uniscono, si miscelano in molti livelli impensati.
In realtà sembra più un moleskine, piuttosto che un libro nel senso tradizionale del termine, penso che anche quest?aspetto, queste miscelazioni scomposte, me lo hanno fatto amare da subito."

> Direi che offri un quadro molto chiaro. E presenti correttamente l'opera ad un neofita come me. Aspetteremo anche i tuoi prossimi passi nella produzione di Berger, sarai tu a raccontarcelo.

"In questo saggio, ?My beautiful? ci sono fotografie che discretamente occupano una pagina, accanto le parole di Berger (con la versione originale in inglese nella pagina successiva) e in mezzo ci sono tutte le sculture di Giacometti che in fila ordinata si presentano all?osservatore, si voltano, cambiano angolazione e aspettano. Aspettano di essere capite. Di essere guardate ancora. E ancora."

Estremamente interessante...

"Non mi era mai capitato un libro così. Così tanto."

Ti ringrazio personalmente per averlo condiviso con noi. Ammiro molto Giacometti ma confesso che non conoscevo Trivier né Berger. Ora ho degli stimoli in più, compresa la curiosità di 'conoscere' questo libro :)

(in calce, c'è un corto d'animazione digitale molto carino con Giacometti per protaginista... ora lo cerco...)

Eccolo! L'autore è Sam Chen, si intitola "Eternal Gaze"...

Parte prima http://youtube.com/watch?v=gQcwLahgIVQ
Parte seconda http://youtube.com/watch?v=fYTbF4NEbV0

Grazie epicentro!

B

riecco la copertina;). In

riecco la copertina;). In calce, l'archivio JB