Bennett Ronan

Zugzwang. Mossa obbligata

Autore: 
Bennett Ronan

In un giorno di marzo del 1914, Gul'ko, rispettabile direttore di giornale, ed un sospetto rivoltoso a nome Jastrebov vengono assassinati. Cinque giorni più tardi il dottor Otto Spethmann, famoso psicoanalista freudiano, vedovo e padre di una studentessa universitaria, estraneo ad ogni interesse politico, si trova coinvolto nelle indagini della polizia. Nella penombra inquietante di una San Pietroburgo gelida ed invernale, tragicamente attraversata dal lugubre spettro della rivoluzione e da uno psicotico antisemitismo, un’inestricabile ragnatela di complotti irretisce a poco a poco tutti : la sua adorata e ribelle figlia Catherine; un campione di scacchi in crisi d’identità; un virtuoso del violino impenitente donnaiolo; una donna dell'alta società tormentata da un incubo ricorrente. Facendo leva sulle rispettive caratteristiche professionali, Spethmann e Lycev, un enigmatico ispettore di polizia, cercano di sbrogliare la matassa aggrovigliata delle oscure relazioni che legano i vari personaggi. Sulla propria scacchiera, Spethmann svolge una partita reale ed una simbolica, nel tentativo di sottrarsi alla piena inarrestabile degli eventi.  

Il lettore accanito forse ricorderà il suo primo libro edito in Italia nel 1994 da Gamberetti editore con il titolo chilometrico “La seconda prigione, Uscire dal carcere non è che l’inizio. Evadere dal proprio passato questa è la vera sfida”. Presentato con il marchio un po’ riduttivo del thriller, Ronan Bennett è tornato in libreria dopo tredici anni con il romanzo “Zugzwang. Mossa obbligata”. Una storia che procede con ritmo serrato ed angosciato, di sorpresa in sorpresa, sullo sfondo di una San Pietroburgo desolata, alla vigilia della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica. Pullulante di spie, di informatori, di poliziotti, di centurie nere e di rivoltosi, l’antica capitale dell’impero russo ha mille orecchie ed è al centro di attentati rivoluzionari, di complotti antizaristi e di persecuzioni contro ebrei ed irredentisti polacchi. Nel romanzo naturalmente non c’è nulla della discussione storica che porterà al crollo della monarchia. Le truppe lealiste sono ancora padrone del paese, anche se il loro potere ha i giorni contati. L’autorità zarista, sempre meno padrona della situazione, cerca tuttavia di tenere sotto controllo la comunità ebraica e polacca, possibile fulcro della ribellione.
Vi sono due piani del racconto. Il primo si sviluppa attorno ad accadimenti torbidi e terrifici che l’autore svolge ricorrendo a tecniche da detective; il secondo invece è segnato da una trama che ha la cadenza naturale ed insieme imprevedibile della vita, possedendo nondimeno quel senso di sospensione, immerso nello spessore del tempo, che solo lo straordinario nitore della tensione narrativa riesce ad infrangere.
 
Il romanzo diviene allora una partita a scacchi, che attraverso le mosse dei personaggi, scompone e ricompone la storia, conferendole un intrigante elemento di circolarità, che suggerisce l’idea di un centro e quella implicita di un’inamovibilità. Il tempo in cui si dipana la vicenda, da linea retta diviene infatti - con implicazioni certo angosciose - una spirale ed infine un punto. Il punto dell’accerchiamento e dell’impossibilità di compiere qualsiasi mossa per uscire in forma liberatoria da una precaria situazione di stallo. Proprio come suggerisce la traduzione tedesca del titolo Zugzwang : termine scacchistico che indica una posizione in cui uno dei due giocatori è costretto a muovere, nella consapevolezza che qualsiasi mossa ne peggiorerà la situazione.
Quella di Bennett non è certo una scrittura in tono minimalista. Attenta, pur senza strafare, ai caratteri, al paesaggio e alle stagioni, reca al contrario un andamento sinuoso, a tratti elegante. Il suo narrare minuzioso, garbatamente attento al cuore dell’uomo, rivela una pregevole capacità di calarsi fino alle correnti buie, che formano un reticolo inestricabile attorno alla vita dei personaggi.  

Quantunque l’epilogo della vicenda risulti leggermente banale, non si può negare a Bennett il merito di aver saputo raccontare una storia che unisce il ritmo incalzante del thriller alle pieghe romantiche di un romanzo, in cui l’autore si rivela maestro concertatore di personaggi tormentati ed imprevedibili, d’insospettabili intrecci e di sentimenti estremi.  

Gian Paolo Grattarola

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE :
 
Ronan Bennett – Zugzwang. Mossa obbligata. - Traduz. Silvia Piraccini - Ed. Ponte Alle Grazie, 2007
 
Ronan Bennett è nato  cresciuto a Belfast. Ha scritto quattro romanzi, tra i quali “The Catastrophist” (finalista al Whitbread Novel Award) e “Havoc, in Its Third Year” (vincitore dell’Irish Novel of the Year, candidato al Booker Prize e finalista all’IMPAC Award). Bennett è autore anche di sceneggiature per il cinema e per la televisione. “Zugzwang. Mossa obbligata” è stato pubblicato a puntate sull’Observer nel 2006. Attualmente egli vive a Londra con la sua famiglia.
 
 
 

ISBN/EAN: 
9788879288576

Commenti

Amices, nuovo articolo di Gian Paolo!
Buona lettura,
gf

Notizie sull'opera prima, questa "La seconda prigione, Uscire dal carcere non è che l?inizio. Evadere dal proprio passato questa è la vera sfida" ?

2. Si tratta di un romanzo autobiografico. Bennett fu incarcerato per aver ucciso un poliziotto. Essendo nato e vissuto a Belfast per lunga parte della sua vita le sue prime opere risentono del clima in cui è maturato. Egli stesso ha preso parte alla guerra di liberazione dell'Ulster.
In questo primo libro pubblicato in Italia racconta la sua personale esperienza del carcere e della militanza politica.
Ma introduce anche il tema degli scacchi e della delazione, che costituiscono gli elementi fondamentali del romanzo che ho recensito.

Gian Paolo Grattarola

Molto interessante. Approfondirò, e intanto ti ringrazio per le delucidazioni. ave!