Bender Aimee

Intervista ad Aimee Bender

Autore: 
Bender Aimee

Dopo aver letto i suoi due libri (“Grida il mio nome”, raccolta di racconti edita da Einaudi, e “Un segno invisibile e mio”, il suo primo romanzo edito da Minimumfax), che mi aveva consigliato Andrea, sono andata a spulciare tutte le sue interviste sul sito della Minimumfax e, non contenta, sono andata pure a visitare il suo sito lasciando la mia firma sul suo guestbook, non confidando però in una sua risposta, che invece è arrivata. Da qui l’idea di fargli una intervista che io ed Andrea, in qualità di suoi grandi fan, siamo stati felici di buttare giù e altrettanto entusiasti di leggere le sue risposte.

(L=Lisa Massei;  A=Andrea Consonni)

L: Ciao Aimee, possiamo iniziare parlando della tua vita. Come e quando hai iniziato a scrivere?

Ho scritto molto da ragazzina, ricordo il primo compito di scrittura in seconda elementare, quando io e la mia amica Kristi Chang scrivemmo una frase ciascuno per una storia che parlava di un canguro e un pipistrello.

L: Molti scrittori famosi hanno iniziato scrivendo poesie, poi storie ed infine romanzi. Se non sbaglio tu hai iniziato dalle storie, ma, hai mai scritto poesie? Ad ogni modo, ti piace leggere poesie? Io adoro Anne Sexton e Silvia Plath, e tu?

Si, amo entrambe le scrittrici che nomini, il libro di Anne Sexton, “Transformations” è fra quelli che preferisco. Il suo modo di creare metafore è così spontaneo e naturale che è stato per me molto eccitante da leggere! Mia madre mi diede quel libro quando avevo circa 14 anni, e penso che sia stato una delle mie maggiori influenze, così come i sette nani e “little hot dogs”. Ho scritto poesie da ragazzina, ma non sono una buona poetessa. Non ho mai veramente capito quale fosse la via giusta da imboccare per la poesia.

L: Molti scrittori scrivono storie traendo ispirazione da viaggi che fanno o hanno fatto, altri scrivono conducendo una vita sedentaria. Come pensi che la vita che uno scrittore vive possa essere importante per il suo processo di scrittura? Scrivere è come viaggiare fisicamente o con la mente? Può il corpo o la mente viaggiare mentre si scrive?

Allora, viaggiare lascia sempre qualcosa da aggiungere al bagaglio di esperienze di un individuo, e spesso ciò ti scuote al di fuori delle tue prospettive, ma non penso che ciò sia indispensabile. Uno scrittore può vivere in una scatola e scrivere immaginando luoghi presenti solo nella sua mente. Proprio mentre sto viaggiando, inizio a sentire che assorbo l’esperienza che sto vivendo, ciò è forse più efficace per me che annotare qualcosa che riguarda direttamente quel viaggio. Tutto si aggiunge nella zuppa del nostro inconscio.

L: In “Un segno invisibile e mio” hai parlato di viaggiare con la mente. Mona adora viaggiare, ma non può perché non vuole lasciare suo padre, ma comunque, durante la lettura, mi sono chiesta spesso se lei amasse veramente la sua città. Tu ami la tua città? Tre cose che ami e tre cose che odi di Los Angeles.

Si, penso che Mona allo stesso tempo ami e si senta intrappolata dalla sua città. È troppo piccola per lei, ma lì c’è tutto ciò che conosce. Per quel che riguarda Los Angeles, è una bella domanda… Mi piace che sia simile ad uno strano posto per essere una invenzione di uno scrittore. Mi piacciono le ampie stradone e la notte fiorente di odore di gelsomino. Odio il traffico e lo smog, mi piace quando posso camminare nella vicinanza di costruzioni un po’ più vecchie (a Los Angeles molte delle costruzioni sono nuove, ed è triste), infine odio dover viaggiare un’ora e mezza per vedere un amico.

L: Quale Paese ti piacerebbe visitare? E qual è stato il più bel viaggio che hai fatto?

Correndo il rischio di dare l'impressione che voglia leccarti il culo, io amo veramente l'Italia. Penso che voi siate molto fortunati a vivere lì. E mi piacerebbe anche andare in Giappone. Circa dieci anni fa ho fatto un viaggio in Europa da sola, sono andata in Inghilterra, Francia ed Italia. Ed è stato come una sorta di trionfo viaggiare da sola, mi ha fatto sentire incredibilmente libera. Sarà sempre una cosa che rimarrà nella mia mente.

L: Qual è in assoluto il miglior libro che tu abbia mai letto? Hai mai letto “Il Profumo” di Patrick Süskind?

Io adoro quel libro di Süskind! Una bella storia. Davvero irresistibile. Ci sono molti libri belli per poterne nominare solo uno, ma “Cruddy” di Lynda Barry è al momento il mio preferito.

L: Ho letto in una intervista che hai rilasciato che ti piace Italo Calvino e, ad essere sincera penso che tu abbia un po’ il suo stile, riesci cioè a mixare la fiaba con storie surreali di vita quotidiana. Il risultato è veramente originale! Pensi che leggendo altri autori si rimanga influenzati in qualche modo? Se si, come?

Grazie! Io ammiro moltissimo Italo Calvino. Si, penso che mentre si legge, senza saperlo, si assorba il metodo con cui uno scrittore scrive, e ciò va ad influire sulle cose che poi tu stesso scrivi. Ci sono un sacco di aspetti che ho imparato sulla scrittura già solo per le cose che ho letto da ragazzina. Avevo l’abitudine di leggere e rileggere più volte gli autori che preferivo, e penso che lo stile in cui strutturo le mie frasi ha probabilmente trovato il modo di nascere direttamente nella mia mente, senza che me ne rendessi conto.

L: “Un segno invisibile e mio” è un mix di natura, profumi e amore per i numeri, ma anche paura ed imbarazzo per i bambini… Hai dei bambini? Cosa pensi dei bambini e del loro comportamento?

Profumi? Eccezionale! Come mai? Non ho bambini, ma voglio averne. Mi piacciono moltissimo. Averne sempre. Ho insegnato ai bambini per un po’, e la gamma di personalità che possiedono è incredibile. Penso che il comportamento dei bambini possa davvero prendere ogni possibile lato, e credo che si possa vedere di più in loro sulla natura umana, attraverso il loro comportamento, ciò perché il giudizio è meno intenso di quando gli adulti si osservano fra di loro.

L: Ti senti ancora una bambina? Che genere di bambina eri?

Ho ancora molti sentimenti fanciulleschi, ma non mi sento una bambina. Sentirsi indifesi a quella età, è veramente brutale. Penso che la gente spesso si dimentichi di questo lato di essere bambini, così come le paure… non è tutto rosa e fiori, giusto? Io sono stata una bambina timida per un lungo periodo. Poi ho iniziato a frequentare il teatro e questo mi ha aiutata. Inoltre ho avuto due sorelle più grandi da cui poter imparare un sacco di cose osservando ciò che facevano e dicevano, per cui sono stata molto ad ascoltare.

L: L’ossessione per i numeri è una delle caratteristiche di Mona, lei vede numeri ovunque... Mr Jones invece crea numeri con la cera e li indossa a seconda del proprio umore. Che numero indosseresti oggi? Qual è il tuo preferito? Eri una buona studente di matematica?

Oggi vorrei indossare circa il 18. Sono tornata dalla Russia da poco, dove ho insegnato e adesso mi sento di umore nero, oltre che triste. Mi piace il 9, per nessuna ragione precisa, ed il 3 perché 9 è 3x3. Ero una studente decente di matematica. Non una cattiva studente. A dire il vero, penso che se andavo male a matematica era solo perché ero una ragazza. Per via della discriminazione sessuale. Diversamente sarei stata abbastanza brava in questa disciplina.

A: Parlando invece dell’ossessione per le saponette che ha Mona... pensi che potresti avere la sua stessa mania?

No, me lo sono solo inventato.

A:  Il padre di Mona ha rinunciato a molti dei suoi sogni. Tu hai mai rinunciato ad alcuni dei tuoi sogni per scrivere?

Al momento per me è l’opposto: ho rinunciato ad un mio sogno per essere una scrittrice per anni. Non l’ho presa ancora seriamente. Mi ci vuole un bel po’ di tempo per riconoscere che scrivere sia veramente importante per me. All’inizio per essere scrittori si debbono fare delle scelte di vita, ma io penso che ci possa essere flessibilità. Se qualcosa inizia ad andare storto, spero di avere la possibilità di cambiare.

A: “Un segno invisibile e mio” inizia e finisce con una favola stupenda e terribile di cui poi verrà cambiato il finale, questa cosa mi ha dato l’impressione di un libro aperto ma nello stesso tempo circolare, come se non ci fossero veramente storie che finiscono o iniziano... è davvero così per te?

Suona molto bene! Mi piacciono entrambe le idee. Non so quale delle due scegliere.

A: Il tuo romanzo e i tuoi racconti parlano di solitudini e i tuoi protagonisti è come se rifiutassero persino i loro simili, quelli che potrebbero dare loro una mano…tutto ciò viene dalla tue esperienze oppure no?

Si, posso capire questo sentimento. C’è la solitudine che desidero, la sogno ad occhi aperti, e c’è la solitudine che può diventare vero e proprio isolamento. Ero timida da ragazzina, qualche volta.

A: Come mai secondo te negli USA in questi tempi c’è un fiorire di autori come te, la Homes, la Slavin e tanti altri che inseriscono elementi surreali, fantastici nei loro racconti? Un modo di fuggire dalla realtà, dalle paure, o è solo un espediente di tecnica narrativa?

Penso che fosse ora. Il realismo era ormai sorpassato e la generazione successiva era pronta per andare oltre a questo. Sono fiera che ci siano più cose adesso. Il realismo americano è meraviglioso, ma questa nuova corrente è molto più dominante. Secondo me è lo stesso negli altri paesi, magia e surrealismo sono ben oltre che una piccola parte della letteratura.

A: Cosa ne pensi di David Foster Wallace e del suo “Infinite Jest”, che personalmente io adoro? Tutti e due avete la stessa passione per i “diversi” ma la portate avanti in maniera differente. Cosa ne pensi?

Mi piace David Foster Wallace, molto, sebbene non abbia ancora letto “Infinite Jest”. Lo farò. Ne ho sentito parlare molto bene. Amo il suo senso dell’umorismo, è veramente acuto e inoltre sembra che sia sempre a caccia dell’umanità per vie inattese.

A: Credi che per scrivere sia meglio avere a disposizione molto tempo oppure no?

Il tempo libero fa sempre comodo. Rende libera la mente.

L: Hai mai pensato: “Ok, ho detto tutto ciò che c’era da dire, adesso posso anche smettere di scrivere”?

Lo penso qualche volta. È sorprendente però, poi, vedere cosa viene fuori dopo. Come la prossima ondata di invenzione sbocci. Qualche volta penso che prenderò una pausa e farò qualcos’altro per un po’. Ma in verità non mi sento dipendente dalla scrittura come attività regolare. In più, se posso fare sogni ogni notte per 8 ore, spero di poter avere ancora un po’ di materiale per delle storie da sottrarre ad essi!

A: “In silenzio per favore”, con la fata impazzita che danza contro la sua volontà… è come se mi avessi fatto sentire tutto il dolore di una donna sola… di donne che soffrono sono piena le tue pagine… credi che la sofferenza sia una condizione continua del mondo femminile?

Mmm. Non sono sicura di aver capito la domanda. Cosa intendi per dolore che le donne provano?

A: Leggendo “Senza pelle” ho pensato che questa fosse una storia di sottomissione, specie pensando alla donna che si fa accompagnare sulla cima della scogliera ad occhi chiusi, confidando nel ragazzo che la guida. Pensi sia solo sottomissione oppure anche il gusto perverso di portare il piacere al massimo livello consentito?

Si, penso entrambe le cose. Sottomissione, ha qualcosa di doloroso, depressivo, ma anche erotico. Sento questa connessione come qualcosa di genuino, sebbene non è realmente il massimo per lei, e probabilmente anche per lui.

A: Credo nell’onestà e nella sincerità dei bambini e penso che spesso possano cambiare il nostro modo di pensare e il nostro modo di vivere la vita osservandola con occhi diversi. Perché secondo te la maggior parte degli adulti non crede in questo?

Adulti... vuoi dire che non sono capaci di credere nell’onestà dei bambini? Credo che spesso sia vero. Le persone hanno paura dei bambini certe volte, per questo motivo. È veramente sbagliato. Ma anche i bambini sono spaventati a loro volta. Sono sinceri, dicono cose vere che le persone non vogliono accettare.

A: La prima volta che ho letto “Grida il mio nome”, sono calato in un’atmosfera a metà fra Tim Burton e Carver. Cosa ne pensi di questi due artisti? Io penso che nei loro film, pagine, poesie ci sia così tanto dolore che alla fine ti senti davvero bene.

Amo moltissimo tutti questi scrittori. Lo stile di Carver è così onesto e lineare che lascia spazio libero al lettore, amo questo suo aspetto, il modo in cui credeva e rispettava i suoi lettori.

A: Nelle tue pagine il rapporto uomo-donna è sempre difficoltoso, pensi che sia così anche nella realtà?

Si, penso che tutte le relazioni fra persone siano complicate. Qualche volta capita che ci sia qualcuno nella tua vita e che il rapporto sia semplice, ed è una cosa splendida. Ma le persone in cui credo di più sono quelle con cui posso combattere. Bisogna accettare queste cose complicate ma non averne paura.

L: Hai mai visto “Il giardino delle vergini suicide”? Un film molto triste, ma bellissimo, secondo me. Piangi guardando film tristi? Qual è il tuo film preferito? È qual è l’ultimo che hai visto?

L’ho visto, ed è piaciuto molto anche a me. Adoro quando un film mi fa piangere. Ne ho molti fra i miei preferiti… Jane Campion’s The Piano, è uno di essi. Mi ha fatto piangere. Tutti i movie che ho visto questa estate sono state delle stronzate.

L: Il tuo colore, il tuo cibo salato ed i tuoi frutti preferiti.

Colore... Mi piace molto il rosso. Ma scegliere è difficile. Cibo salato… hamburger, pizza. Frutta: uva, albicocca, anguria.

L: Se una mattina ti dovessi svegliare come un libro, quale libro vorresti essere?

Forse un libro di avventura. Le cronache di Narnia?

L: Credi in Dio?

Non realmente. Credo in una sorta di magia e possibilità e mistero. Ma non in una persona.

L: Hai insegnato ai bambini, ma adesso insegni agli adulti. Quali sono gli ingredienti giusti  per rendere interessanti le lezioni? Potresti parlarci di una tua tipica lezione?  

Tenersi freschi, aggiornati. Infilavo un fazzoletto nei miei capelli con i bambini e correvo intorno a loro dicendo “Ragazza Fazzoletto” e poi iniziavo la lettura degli esercizi attraverso la finestra della classe. I bambini di cinque anni pensavano fossi una persona diversa. Una bambina invitò la Ragazza Fazzoletto alla festa del suo compleanno. Adesso, mi piace fare molti strani esercizi di scrittura. E dico alla mia classe di narrativa di seguire le persone intorno a loro e origliare per aiutare i loro dialoghi. Sia per essere discreti, che per osservare la sostanza.

L: Quali libri consigli di leggere ai tuoi studenti?

Dipende dagli studenti. Ma spesso consiglio Mystery and Manners di Flannery O’Connor (in versione italiana "Nel territorio del diavolo" uscito per Minimumfax http://www.minimumfax.com/Libro.asp?Libroid=168 N.d.r). Lei scriveva sulla scrittura cose veramente fantastiche.

L: Secondo le tue esperienze sai dirci quali sono le differenze prima e dopo un corso di scrittura?

Idealmente, un corso di scrittura può aiutare una persona a conoscere quali sono i suoi punti di forza. Così che possa lavorare su quelli. Può anche dare una mano a capire cosa c’è di misterioso ed eccitante nella scrittura. Ma le classi mediocri possono creare l’effetto opposto, spengendo ogni scintilla.

L: In “La ragazza da scopare” e anche in “Un segno invisibile e mio” parli della bisessualità, è solo una provocazione che hai utilizzato, oppure pensi che faccia parte della natura umana interessando entrambi i sessi? Molti parlano della bisessualità come di una perversione, cosa pensi di questo?

Non penso che sia una perversione. Penso che sia una cosa normale, che interessa ed intriga entrambi i sessi. Credo in questa idea “spettrale”, che c’è uno spettro dall’eterosessualità alla omosessualità e noi siamo in una delle due, ma non c’è una linea distinta fra l’una e l’altra. 

Lisa Massei, Andrea Consonni – Mielenero. 2004.

Bibliografia italiana: Creature ostinate (minimum fax, 2006); Un segno invisibile e mio (minimum fax, 2002); "Il protagonista", in Burned Children of America (minimum fax, 2001); "Grida il mio nome", Einaudi, 2002.

Approfondimenti in rete:

www.flammableskirt.com  il sito personale di Aimee Bender: i suoi libri, i libri che consiglia ogni mese, i suoi disegni, un guest-book dove lasciarle messaggi.

www.randomhouse.com/boldtype/0798/bender/
www.randomhouse.com/boldtype/0800/bender/
interviste e materiale inedito sul magazine online del suo editore americano

Aimee Bender ha preso parte al programma "Authors@Google" - ecco il video dell'incontro:
http://www.youtube.com/watch?v=GcuKsL4L8Fo

ISBN/EAN: 
9788887765496

Commenti

ripubblico come richiesto una vecchia intervista ad un'autrice speciale. il suo ultimo libro, non è un granchè. è difficile trovare sempre quel giusto equilibro fra magia-dramma-realismo. ma Un segno invisibile e mio, rimane uno dei libri più belli che ho letto. e ringrazio veramente Minimum Fax per questa pubblicazione.

il merito di questa intervista è interamente merito di Lisa Massei

sarebbe bello un'intervista dal vivo. in carne ed ossa.

bella intervista, autrice che conosco solo di nome.
complimenti ad entrambi.
(-:

grazie!

gran bel ripescaggio.

(so già a chi segnalare questa vostra bella intervista, amices. Sono proprio felice di ritrovarla on line, è un contributo importante. Grazie ragazzi.)

(momento che rivedo i link)

"Ma spesso consiglio Mystery and Manners di Flannery O?Connor (in versione italiana "Nel territorio del diavolo""

> Qualcuno tra voi ha letto O'Connor e vuole scriverne?

chiaramente (-:
chiaramente scherzo!
solo Il cielo è dei violenti. Einaudi. anni fa.
ora che mi ci fai pensare, nei protagonisti, una qualche somiglianza con l'Algren di Passeggiata Selvaggia.
Nella O'Connor il tutto era, impressione mia a memoria, più cupo, violento. Contrasti netti, decisi. Fuoco, fiamme, oscurità. Certe scene caravaggesche. L'ho letta nel mio periodo carveriano.
Purtroppo non è pubblicato molto in Italia...ops. mi sono sbagliato.
qui la pagina IBS:
http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=flannery+o%27connor

notare come Einaudi ripubblichi i suoi (nel senso, già di Einaudi) libri. chi sa cosa ci sarà di nuovo: la traduzione? una prefazione? mah.

io sto leggendo di questi tempi Il cielo è dei violenti, che era stato stampato da einaudi nel 1965 ed è stato ristampato nel 2008.

Era stato stampato anche negli anni '90, a quasi 10 euro meno...

c'è differenza con quello di prima. l'einaudi è una jena.

http://www.imdb.com/title/tt1212454/

Il film è in uscita nel 2009... "Un segno invisibile e mio"

da seguire;)

grazie a tutti per le belle parole.
Una bella emozione rileggere questa intervista :)

grazie ancora a te e ad Andrea per averla condivisa e pubblicata. Proprio un bel regalo.

[Aimee Bender] Lascio il link

[Aimee Bender] Lascio il link del nuovo libro di Aimee Bender che in qualche modo recupererò:

http://www.minimumfax.com//libri/scheda_libro/522

 

[aimee bender] alè,

[aimee bender] alè, accendiamo subito il link...

[Bender - Minimum Fax] OT: ma

[Bender - Minimum Fax] OT: ma degli ultimi autori italiani pubblicati da MF cosa mi dici Gianfra? 

[mf] sono fermo all'ultimo

[mf] sono fermo all'ultimo D'Amicis, credo. Conosco il libro di Torino per questioni editoriali di qualche anno fa. Ma non sono un fan della Mf, a parte cda e l'altro nome che forse immagini...:)

[italiani della minimum] tu

[italiani della minimum] tu hai pizzicato qualcosa di interessante? Voci veramente nuove, consapevoli, toste, con qualcosa da raccontare di bello/utile/affascinante/destinato a durare?

[MF] Ho letto Vasta ma non mi

[MF] Ho letto Vasta ma non mi è piaciuto, per il resto nient'altro e i titoli che sono usciti negli ultimi tempi non mi interessano più di tanto. Era più curiosità anche se so che non hai un buon feeling con MF. Ti dico comunque che anch'io sono molto meno affezionato a loro di quanto lo fossi un tempo, non so, l'impressione è che negli ultimi tempi stiano diventando una casa editrice come le altre. Non dico che non ci sia qualità però a me non dispiaceva il loro spirito un po' identitario. 

[mf] quello spirito che dici

[mf] quello spirito che dici era ed è tutto - e sì, si direbbe sia andato un po' smarrito per strada. Ma ho fiducia che negli anni a venire possano ritrovare armonia e coscienza di sé e ripartire alla grande: tutti abbiamo bisogno di veri editori, coerenti e tosti e onesti, e riconoscibili, sempre.

[MF] Lo spero, non so quali

[MF] Lo spero, non so quali siano poi le motivazioni, io fra le tante posso anche notare una proliferazione di case editrici che comunque pubblicano qua e là autori (statunitensi e non solo) che mi sembrano autori da Minimum Fax, almeno per le due collane che mi piacevano di più. Ho comunque il sospetto che la questione vendite sia stata decisiva per le nuove svolte...poi, oh, liberissimi di farlo, però fa perdere un po' d'appeal per coloro che vogliono pubblicare per quel determinato editore...e sembra che si sia persa un po' questa cosa.

[MF] Quando invece ho notato

[MF] Quando invece ho notato come questo rapporto fra gruppi e chi ti produce il disco sia ancora forte. Forse esagero però leggendo interviste e seguendo la storia di alcuni gruppi, sembra un altro mondo...e meno male. 

[mf, altri esempi:

[mf, altri esempi: discografia superstite] è da questi esempi che si può e si deve ripartire. Da quel "piccolo mondo antico" che sembrava perduto...

[m.fax] a prop di mf  di oggi

[m.fax] a prop di mf  di oggi questa mia su pdo sul grande dfw (e grande non vuol dire di una grandezza pacifica, priva di elementi probematici, buoni per varie perplessità...)

http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...

poi, sì de amicis in casa mf è molto bravo

meno convincente mi è parso g. ricuperati fra gli ultimi...

[MF - PDO] Bella recensione,

[MF - PDO] Bella recensione, Michele. Pochi giorni fa, forse solo ieri, leggevo questo: http://www.internazionale.it/opinioni/giulia-zoli/2011/10/16/la-prova-dei-fatti/ Riguardo Mf, invece...boh. Ammetto che ha un po' perso il suo fascino. Sta partendo invece SUR, che è sempre di MF, che si occupa di letteratura sudamericana, e non sembra affatto male.

[mf, sur] e a proposito:

[mf, sur] e a proposito: appena ricevuto da MF...

"SUR è un nuovo marchio editoriale di minimum fax, la casa editrice fondata da Marco Cassini e Daniele di Gennaro nel 1994, e proporrà autori di oggi e classici contemporanei da riscoprire. SUR nasce in un'epoca in cui il libro, il suo aspetto fisico e la sua diffusione vivono un momento di passaggio. Per questo dedica particolare attenzione - oltre che ai contenuti e alla forma - al modo di diffonderli: il suo particolare modello distributivo si basa su un rapporto di stretta collaborazione con i librai. 

I primi titoli saranno disponibili sul sito di minimum fax, in queste librerie, e in versione eBook. E fino al 31 dicembre sarà disponibile un'offerta speciale sugli eBook SUR su Book Republic.
 
SUR ha un sito interamente dedicato alla sua proposta e un blog di approfondimenti sulla letteratura dall'America Latina, coordinato da Raul Schenardi."

[MF - SUR] Già visto. È da un

[MF - SUR] Già visto. È da un po' che stanno mettendo su la cosa, e il blog è attivo da questa estate, se non sbaglio. eheh.

[sur, mf] branco sempre sul

[sur, mf] branco sempre sul pezzo. alla grande:)