Ben Jelloun Tahar

L’ultimo amore è sempre il primo?

Autore: 
Ben Jelloun Tahar

L’amore, sotto svariate forme e in diverse voci, è il fil rouge di questa raccolta di Tahar Ben Jelloun. Ventuno racconti in cui lo scrittore marocchino, ma francese d’adozione, descrive soprattutto il rapporto tra uomini e donne nella cultura e nel mondo arabo. Alcuni racconti si dispiegano come fiabe, possiedono la stessa levità e lo stesso spietato candore. Raccontare alcune brutture con tale morbidezza non è semplice, ma è una morbidezza da cui traspare, evidente, l’amarezza di chi conosce e ri-conosce la durezza di alcune tradizioni, la brutalità di alcuni atteggiamenti che la civiltà islamica contempla e considera normali.
Molto intenso e toccante “Le ragazze di Tetouan”, donne dalla pelle chiara e dallo sguardo bruno e discreto. Guardano il mondo da dietro le finestre, si sentono belle ma minacciate dal peccato insinuato nei gesti e nei pensieri partoriti dalla solitudine e da sogni romantici. Aspettano riflettendosi negli specchi, aspettano “fino al giorno in cui un uomo, un uomo che lavora e desidera mettere su famiglia, manda in suoi genitori a chiedere in sposa la ragazza. Non la conosce ancora, almeno non veramente”. Un fidanzamento e le nozze: “Il matrimonio è una festa in cui la madre piange per la rottura. Sua figlia gliela portano via. L’abbandona per un altro letto, per un’altra solitudine. La ragazza perde la verginità. Si fanno i complimenti al marito. La famiglia è fondata. Si aspettano i figli”. L’amore si disperde nei doveri e nella sottomissione obbligata della moglie, d’altro canto l’uomo ha solo formalizzato un legame che è destinato a morire subito dopo e che, in breve tempo, si svuota di ogni sentimentalismo e di ogni cura.
Ma anche gli uomini, nelle storie di Ben Jelloun, possono innamorarsi follemente. Come il seduttore incallito di “Mediterraneo nel cuore”, colui che passa da un’avventura ad un’altra senza provare sentimenti si ritrova a scrivere un messaggio disperato ad una donna immaginaria, la donna che vuole amare davvero, quella che si materializza davanti a lui, per caso, un giorno qualunque in una strada qualunque. Non si chiama Zahra come aveva sempre saputo, ma Khedija. Oppure l’uomo di “La vita è pudica come un crimine”, innamorato ed amante di una donna coltissima e raffinata, ma già moglie di un altro e madre, una donna che gli riempie l’anima ma che lo rinnega e lo abbandona, infine, con una lettera.
In tutte i racconti del libro, anche quelli che, tutto sommato, parlano di amori diversi, di amori per un luogo o di amori per tre mogli, si racconta di attese e di tempo, di desideri e di aspettative mancate. E solitudine. La solitudine è la condizione di chi non ha amore o di chi non lo ha più, di chi non condivide e rimane a sperare.
Non tutte le storie sono scritte allo stesso modo. Continuo a preferire lo stile onirico di Ben Jelloun, quello che, probabilmente, lo scrittore trae dalla sua radice araba. Alcuni racconti lo conservano pienamente, altri meno pur rimanendo comunque leggibili. E’ evidente che queste pagine risalgono a momenti e a luoghi diversi. Non c’è continuità stilistica, anzi sembra di saltare da un microcosmo ad un altro, incappando di tanto in tanto in lievi somiglianze e qualche appartenenza.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Tahar Ben Jelloun nasce a Fès, in Marocco, il 1 dicembre del 1944. Vive la sua adolescenza a Tangeri e studia Filosofia a Rabat. Dopo aver insegnato in alcuni licei del suo Paese, nel 1971, si trasferisce a Parigi, dove tuttora vive. Si laurea in sociologia e inizia, fin dal 1972, la sua collaborazione con importanti testate francesi. E’ autore di poesie, racconti, romanzi e drammi. Con “Notte fatale” ha vinto il prestigioso Premio Goncourt nel 1987. Alcuni suoi articoli sono pubblicati, in Italia, sul quotidiano “La Repubblica”. Tra i suoi libri più famosi: “Creatura di sabbia”, “A occhi bassi”, “Le pareti della solitudine”, “Il razzismo spiegato a mia figlia”.

Pagine Internet su Tahar Ben Jelloun: WikipediaSito UfficialeLankelot

Tahar Ben Jelloun, “L’ultimo amore è sempre il primo?, Bompiani, Milano, 1999. Traduzione di Egi Volterrani

(monnalisa, agosto 2010)

ISBN/EAN: 
8845231941

Commenti

[ben jelloun] scrive

[ben jelloun] scrive Monna: "L’amore, sotto svariate forme e in diverse voci, è il fil rouge di questa raccolta di Tahar Ben Jelloun. Ventuno racconti in cui lo scrittore marocchino, ma francese d’adozione, descrive soprattutto il rapporto tra uomini e donne nella cultura e nel mondo arabo."

> buona lettura!

[ben jelloun] per

[ben jelloun] per approfondire, TBJ in lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?B/Ben+Jelloun+Tahar