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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\">Le raccolte di racconti sono ormai un rischio accertato. E ancora non mi capacito dei motivi, delle dinamiche che generano nel lettore più facilmente rifiuto o ‘arricciamenti di naso’.<br />Di certo, se i racconti sono scritti da sconosciuti, magari giovani, la situazione si complica. Forse negli ultimi tre, quattro anni ne uscite troppe, per medio piccole case editrici, e allo stesso modo ne è rimasto troppo poco per poter dare credito a questo tipo di testi. Sta di fatto che io adoro i racconti, li trovo perfettamente adattabili a particolari momenti della vita come certi viaggi o magari in attesa del turno dal dottore. Brevi intermezzi dove io (ed è quindi una considerazione <em>assolutamente personale</em>) preferisco spesso storie brevi.<br />Anche sul concetto stesso di racconto si discute ancora. C’è chi sostiene che deve comunque avere una trama precisa, uno sviluppo con un inizio e una fine (anche se sospesa o poco chiara). Altri considerano ‘racconto’ tutto ciò che appunto racconta qualcosa in un numero relativamente breve di pagine. Poi esistono i racconti e basta, quelli brevi ma anche quelli lunghi (e già lì, la faccenda si complica perché il confine con i romanzi brevi è sottile, contradditorio). <br />Fatto sta che ‘Giovani cosmetici’ è senza dubbio una raccolta di racconti di autori giovani (che non vuol dire over trenta, per fortuna, ma con un ‘ventaglio’ più ampio anche anagraficamente). <br />Ma anche poco conosciuti. <br />E sono tutte stesure brevi, a volte addirittura brevissime. Qualche pagina. Alcuni minuti di lettura. <br /><em>Però.</em> <br />C’è molta cura dietro a questa raccolta. E lo si percepisce dalle scelte. Dall’ordine di pubblicazione che si è soliti sbirciare prima dell’acquisto o per controllare che ci sia quel ‘tal’ autore che. Ma difficilmente lo si nota nel contesto. Nella globalità del volume. Invece qui c’è un disegno preciso, la volontà di presentare al lettore strutture diverse alternate, di provare a lasciare emozioni che devono contrastarsi, tentare di catturare chi legge attraverso sfumature diverse. Non è affatto una questione di ‘nomi’ perché, come accennavo poco fa, si tratta di giovani autori non noti. Si tratta, piuttosto, di proporre storie che provano a scatenare ogni volta una percezione differente.</p>\n<p align=\"justify\">Non ci sono due racconti simili per genere, personaggi, storia o scelte stilistiche.<br />In ognuno ci sono tematiche, strutture e tratteggi precisi e originali. <br />E anche questo è un rischio notevole. È molto difficile scommettere su un prodotto così eterogeneo, potente proprio grazie a questa cura, all’unicità delle voci e alla varietà dei temi affrontati, eppure frammentario. Allo stesso modo è più complicato per il lettore ‘entrare’ in ogni racconto perché sono proprio le diversità che colpiscono più o meno, uniscono e dividono.</p>\n<p align=\"justify\">Nonostante tutti i ragionamenti, le premesse e le logiche, in quest’antologia c’è qualcosa che accomuna i racconti, che li avvicina: l’intendo di scavare in tematiche ‘importanti’. Forti. Ed è un intento che merita il giusto rispetto, che dimostra quanta voglia hanno i giovani scriventi di sviscerare questioni scomode, emozioni complesse quanto sottili.<br />Basta, dunque, tutto questo per giudicare (post lettura) questi autori? Secondo me no, assolutamente no. Il racconto, considerato singolarmente è una prova secca. Che ha il suo peso, indubbiamente, ma non può e non deve svelare tutto del suo autore e lo sottolineo perché mi sembra che ancora di più in questo caso, con racconti così brevi e intensi, sia fin troppo facile ‘etichettare’.</p>\n<p align=\"justify\">Ne esce il tratteggio di una società in parte destabilizzata, impietosa, che tende a ingabbiare (‘Come Mork e Mindy’) ma anche un certo modo di vivere che sembra ma non è, e il ritrovarcisi dentro è terrificante (‘Carrozza non fumatori’). Ci sono tante diversità vissute con sofferenza, contrasto (‘Come Mork e Mindy’, ‘La cena degli amanti’ e ‘un silenzio che non è assoluto’). Ma anche l’incomunicabilità, le difficoltà di farsi capire (‘Kostel’), le crudeltà in età normalmente attribuite ai giochi e alla spensieratezza (‘Bambini’) e un altro vivere, tra banalità e noia (‘un attimo prima dei cattivi pensieri’). Poi ancora, i silenzi che spezzano e portano a cercare altrove calore ed emozioni, l’annullamento (‘Non succede mai niente’), i comportamenti complessi, estremi, catalogati come ‘folli’ (‘Non parlatemi più di Fede’), e una vita vissuta in mezzo all’indifferenza, tra azioni che sembrano slegate e insensate ma diventano simboli precisi, crudi (‘Senza nessun suono e senza nessun motivo’). E proseguendo, il transito tra l’infanzia e l’età adulta con un nuovo bagaglio di consapevolezze (‘Olimpionica’), la crudele durezza di una vita fatta di abbandoni e pianti, dove il peso delle scelte è il ringhio di una cagna ‘imbevuta di rabbia trattenuta, sorda’ (‘urlate più che potete’), la tenera voce di chi guarda il mondo dal basso e si appropria lentamente di consapevolezze nuove e difficili (‘Le cose cambiano’). Un’immersione come sfida che cronometra un preciso ‘vivere’ (‘Due minuti’, fulminante), due storie di sopraffazione e alienazione, dove i gesti sembrano quasi assurdi ma celano precise scelte, percezioni della vita dentro e attorno (‘Mi sembrava di essere stato gentile’ e ‘ Non voglio del romanticismo’). Una nonna che si lascia guidare e guida, attraverso ‘una città senza bordi’, in una periferia dove si indicano le lumache, il tempo si dilata e con lui anche gli spazi perché ‘tutto il mondo è come lo so io, da me s’emana e davvero non c’è altro’ ( ‘Attorno a un certo vuoto’). Infine la morte che arriva dopo la potenza della forza (degli altri, di quei cari che circondano e sperano), la consapevolezza delle debolezze personali, della malattia che rende imperfetti. E’ una morte scelta, quasi chiamata, perché ‘non sarei mai stato meglio di così e nemmeno loro. Non sarei mai stato migliore’ come se, in un qualche modo, il malato potesse valutare la qualità della sua vita futura, le sue residue potenzialità (‘Forte, fortissimo’). <br />Mi è sembrato di avvertire, in molti di questi racconti, il riconoscere ( a volte sussurrandolo) che l’imperfezione è parte di questa nostra vita moderna, anche se nessuno la cerca e la vuole e per contro, la ricerca della perfezione come ‘must’, vincolo che differenzia o addirittura emargina.</p>\n<p align=\"justify\">In conclusione non so se la denominazione ‘giovani cosmetici’ sia la più appropriata, ho come l’impressione che nell’immaginario collettivo si associno ai racconti elementi di bellezza intesa fine a se stessa, glamour direi, di mera percezione fisica. Perché di fatto il cosmetico è qualcosa che si usa per conservare la bellezza (come spiega la curatrice, Giulia Belloni, nella sua prefazione che chiarisce le dinamiche del progetto) ma è anche qualcosa che ‘tende’ ad accrescere la bellezza, a farla uscire il più possibile. Per come li ho sentiti io questi racconti, <em>la bellezza è dentro la scarnificazione</em>. E’ l’intento di denudare realtà, sentimenti, quanto scelte - che li unisce, li accomuna secondo me; il farlo usando pochi spazi, curando le parole, riducendo ai minimi termini le frasi e le attese. Brevi e intensi. Rumorosi quanto impercettibili. Graffiano, raspano e sputano. Non si curano dell’impatto (alcuni più di altri, ovviamente), del rientrare in forme espressive non orticanti. Tutt’altro, ci provano: a procurare pruriti, a colpire il più possibile. Ci provano, a far riflettere. Viceversa alcuni cercano la cura dei dettagli, i simboli in essi contenuti, i silenzi intensi e i gesti che non sono solo apparenze, bensì mondi in attesa di essere scoperti.</p>\n<p align=\"justify\">————</p>\n<p align=\"justify\"><u>Alcune brevi annotazioni personali quanti parziali, di un sentire leggendo</u>:</p>\n<p align=\"justify\">In ‘Come Mork e Mindy’ si racchiudono, dentro una struttura tutto sommato semplice e quasi scontata, una serie di affermazioni ‘toste’, importanti. Che meritano di essere notate. E ce n’è davvero per tutti i gusti: la perfezione, la ‘versione’ che ci viene data di Dio, l’amore, questo nostro vivere oggi che è un continuo giudicare senza sognare. E molto altro. Poi, <em>il riconoscere nell’imperfezione l’unione, l’incastrarsi di due persone per sempre </em>è di una semplicità così potente che sorprende.</p>\n<p align=\"justify\">In ‘Carrozza non fumatori’ si potrebbe individuare il fraintendimento di cui accennavo sopra ovvero: ‘ è o non è un racconto propriamente detto?’ Per me si, assolutamente. C’è questo vivere che è dolore e annullamento interiore, e già questo basta a spiegare una narrazione che non parla per sequenze ma per macro insiemi. Poi un’aggettivazione, un’abilità nell’associare parole e immagini che destabilizza. Stordisce. ‘Seno di cicatrice’ e ‘gambe di ematoma’ (p.25) li ho cerchiati leggendo, mi sono rimasti dentro.</p>\n<p align=\"justify\">Davanti agli handicap ci si interroga spesso. Sulla qualità della vita. Sulle reali percezioni della persona. Su cosa e come. In ‘un silenzio che non è assoluto’ questi interrogativi emergono, si impongono. E’ un incontro delicato quanto crudele, che colpisce il legame genitore-figlio e ne sfalda alcune delle fondamenta tradizionali. ‘Chissa cosa gli arriva da dietro quel muro’(pag.125)</p>\n<p align=\"justify\">‘Due minuti’ è una sfida che non va sottovalutata. Sembra il racconto di una disgrazia (anche mediamente prevedibile, come tragedia, la senti che scricchiola già dalla prima pagina) eppure c’è dell’altro tra le frasi secche, precise come pungiglioni. ‘La nostra vita fuori ricorda quella della cima attaccata sotto. Dobbiamo tagliarla, è l’unico modo per lasciarla andare veramente.’(pag.116)</p>\n<p align=\"justify\">Poi il narratore di ‘Le cose cambiano’ e il cane di ‘Urlate più che potete’. Ascoltateli.</p>\n<p align=\"justify\">Infine, ‘le parole sono inutili e fottono la gente’ (pag.64) in un vivere che davvero è solitudine e tentativo di stordimento, dove l’istinto sessuale diventa necessità per ‘provare’ ancora qualcosa, per sentirsi e sentire in mezzo al ‘niente’ in ‘Non succede mai niente’.</p>\n<p align=\"justify\">Ma anche ‘bisognava smettere di farsi a pezzi con lo sguardo interiore e creare uno sguardo diverso, esteriore’ (p.92) in ‘Olimpionica’.</p>\n<p align=\"justify\">Sassi. Piccoli. Forse fragili in quanto appunto ‘giovani’ ma che racchiudono stimoli, a mio parere, importanti.</p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;</p>\n<p align=\"justify\"><strong>EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE</strong></p>\n<p align=\"justify\">Attualmente <i>Giulia Belloni</i> lavora per <a href=\"http://www.sartoriolibri.com/\">Sartorio Editore</a>.</p>\n<p align=\"justify\">Ha lavorato come ufficio stampa, responsabile eventi e presentazioni e direttrice editoriale della collana <em>Gli Intemperanti </em>per Meridiano Zero, di cui nel 2004 aveva curato l\'ideazione del lancio.</p>\n<p align=\"justify\">Nel 2005 è stata consulente letteraria del Comune di Padova per l\'organizzazione di eventi come la rassegna Autore su Autore, con Carlo Lucarelli, Dacia Maraini e Fernanda Pivano, e consulente letteraria dell\'Università di Padova.</p>\n<p align=\"justify\">Sempre nel 2005 si è agiudicata il premio letterario universitario Scritti al Bò., premio che si era aggiudicata anche nel 2004 e nel 2003.</p>\n<p align=\"justify\">‘Giovani Cosmetici’ –Aa.Vv.- a cura di Giulia Belloni, Sartorio 2008 – pag.170, Euro 10.</p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;</p>\n<p align=\"justify\"><strong>APPROFONDIMENTI IN RETE </strong></p>\n<p align=\"justify\">Il <a href=\"http://giovanicosmetici.blogs.it/\">Blog</a> di Giovani Cosmetici ricco di articoli, interviste alla signora Belloni, e pubblicazioni varie sull’antologia e il progetto. <br />--------------------------------</p>\n<p align=\"justify\"><strong><em>Barbara Gozzi, Luglio 2008</em></strong></p>\n', created = 1487795205, expire = 1487881605, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c9d9d4ca76970c6bc6299d140f782925' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Ragazzi!<br />\nBarbara ci presenta la nuova antologia di narratori scelti dalla Belloni: dopo \"Gli intemperanti\" in Meridiano Zero, ecco i \"Giovani Cosmetici\" in Sartorio...</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:03aa088ce9604fc9500f403e9d8af654' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Sono perplesso, devo dire. Il ruolo di chi cura è importante, ma quando sembra porsi aldisopra di ciò che ha curato, mi lascia spiazzato. Per me chi cura deve dare voce ad altri, introdurre, ma non prendersi la scena. Non capisco se questo è il caso, mi sembra. Non lo so. Comunque, sembra un progetto interessante, eh. Mi perplime solo la centralità del nome della curatrice rispetto a chi viene presentato. Ripeto, non che non sia centrale chi cura, ma è una mia visione personale, ecco. Grazie.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:2a7a0bc9206be15775c817384d30a18a' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Hai ragione Gf! Volevo scrivere \'under\'... accidenti!</p>\n<p>Per quanto riguarda i \'nomi\'in realtà mi sono già \'esposta\' nell\'ultima parte, dedicando singole annotazioni ad alcuni racconti piuttosto che altri. Se proprio devo dire, a distanza di qualche settimana, mi è rimasto addosso Cristiano Governa (di cui attualmente sto leggendo \'Il catechista\' edito da Aliberti). Il \'suo\' \'Come Mork e Mindy\' mi ha graffiato da subito, è riuscito a concentrare in poche pagine molte affermazioni scomode, emozioni meno scontate del previsto (di quello che sembra aspettarsi il lettore dalle prime righe che poi, vengono in parte stravolte).<br />\nPoi Lara Balleri, di cui non ho praticamente sentito \'scrivere\' nulla ma che ha \'impastato\' tre pagine di una crudezza e crudeltà rari.<br />\nFrancesca Adriani, Paolo Zardi, Silvia Nirigua (ma dopo averla letta in ben due romanzi sono di certo \'di parte\' nel senso che la sua scrittura la conosco e mi piace comunque), Michele Roul, Cristina Arcuri, Nicola Manuppelli e Cristiana D.Formetta.<br />\nComunque, come accenno anche negli appunti di lettura: valutare una autore da un racconto è inutile. Incompleto intendo. Le mie sono \'preferenze\' a pelle, se mi passate il termine, legate proprio alle percezioni immediate ricevute da alcune pagine. Lungi da me il voler ragionare con una qualche forma di visione d\'insieme.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:8bde93505d9f796e85007b4cf51b5ad2' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>ecco la copertina</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:21e22b302b682e4ba3ad74669043dd8c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>[giulia belloni] dal \"Mangialibri\": si parla di&nbsp;\"Nell\'aria\", di Belloni-Ranaldi:</p>\n<p>\"è un illustrato per ogni età che si regge principalmente sulle illustrazioni suggestive, aperte ed ariose, costruite sul contrasto che oppone i toni del grigio e del tenue azzurro dell’inverno e delle lontananze ai toni caldi dei petali dei papaveri, e delle tende alle finestre. Le autrici del libro sono Giulia Belloni e Giovanna Ranaldi. La prima ha collaborato con diversi editori, da Meridiano Zero a Sartorio ad Alet.&nbsp; Fa inoltre parte della giuria tecnica per la selezione della cinquina del Premio Campiello Giovani ed insegna scrittura creativa a Milano. Giovanna Ranaldi, romana, oltre ad essere illustratrice, è restauratrice di pitture e dipinti. Selezionata nel 2004 al premio internazionale d\'illustrazione per l\'infanzia “Scarpetta d\'oro”, nel 2006 vince il premio speciale per l\'espressività dell\'immagine al concorso “Stephan Zavrel”.</p>\n<p>&gt; il resto,&nbsp; <a href=\"http://www.mangialibri.com/node/10841\" title=\"http://www.mangialibri.com/node/10841\">http://www.mangialibri.com/node/10841</a></p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:fed92e6aa31ae01462553b7473898d1b' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<div class=\"autopromo_verticale\"><img alt=\"\" height=\"373\" width=\"104\" src=\"/sites/default/files/pictures/autopromo_vert.gif\" /></div>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:aeb0d9e36acadff6de65e7d9dfefde57' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '3:8254df3a9dff639c914fa4b704377f51' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Lankelot © 2000-2013 Gianfranco Franchi - Illustrazione header © <a href=\"http://www.maurizioceccato.it/\">Maurizio Ceccato</a> - Art direction <a href=\"http://www.fiammafranchi.com/\">Fiamma Franchi</a> - sviluppato da <a href=\"http://www.intellijam.it/\">Intellijam</a> su piattaforma Drupal nel 2009. Adattamento 3.1 a cura di <a href=\"http://algorithmica.it/\">Algorithmica</a>, 2011. Online dal 1 aprile 2003.</p>\n', created = 1487795206, expire = 1487881606, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:55ca8813d325f0d05719878041cc0899' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Belloni Giulia

Giovani Cosmetici

Autore: 
Belloni Giulia

Le raccolte di racconti sono ormai un rischio accertato. E ancora non mi capacito dei motivi, delle dinamiche che generano nel lettore più facilmente rifiuto o ‘arricciamenti di naso’.
Di certo, se i racconti sono scritti da sconosciuti, magari giovani, la situazione si complica. Forse negli ultimi tre, quattro anni ne uscite troppe, per medio piccole case editrici, e allo stesso modo ne è rimasto troppo poco per poter dare credito a questo tipo di testi. Sta di fatto che io adoro i racconti, li trovo perfettamente adattabili a particolari momenti della vita come certi viaggi o magari in attesa del turno dal dottore. Brevi intermezzi dove io (ed è quindi una considerazione assolutamente personale) preferisco spesso storie brevi.
Anche sul concetto stesso di racconto si discute ancora. C’è chi sostiene che deve comunque avere una trama precisa, uno sviluppo con un inizio e una fine (anche se sospesa o poco chiara). Altri considerano ‘racconto’ tutto ciò che appunto racconta qualcosa in un numero relativamente breve di pagine. Poi esistono i racconti e basta, quelli brevi ma anche quelli lunghi (e già lì, la faccenda si complica perché il confine con i romanzi brevi è sottile, contradditorio).
Fatto sta che ‘Giovani cosmetici’ è senza dubbio una raccolta di racconti di autori giovani (che non vuol dire over trenta, per fortuna, ma con un ‘ventaglio’ più ampio anche anagraficamente).
Ma anche poco conosciuti.
E sono tutte stesure brevi, a volte addirittura brevissime. Qualche pagina. Alcuni minuti di lettura.
Però.
C’è molta cura dietro a questa raccolta. E lo si percepisce dalle scelte. Dall’ordine di pubblicazione che si è soliti sbirciare prima dell’acquisto o per controllare che ci sia quel ‘tal’ autore che. Ma difficilmente lo si nota nel contesto. Nella globalità del volume. Invece qui c’è un disegno preciso, la volontà di presentare al lettore strutture diverse alternate, di provare a lasciare emozioni che devono contrastarsi, tentare di catturare chi legge attraverso sfumature diverse. Non è affatto una questione di ‘nomi’ perché, come accennavo poco fa, si tratta di giovani autori non noti. Si tratta, piuttosto, di proporre storie che provano a scatenare ogni volta una percezione differente.

Non ci sono due racconti simili per genere, personaggi, storia o scelte stilistiche.
In ognuno ci sono tematiche, strutture e tratteggi precisi e originali.
E anche questo è un rischio notevole. È molto difficile scommettere su un prodotto così eterogeneo, potente proprio grazie a questa cura, all’unicità delle voci e alla varietà dei temi affrontati, eppure frammentario. Allo stesso modo è più complicato per il lettore ‘entrare’ in ogni racconto perché sono proprio le diversità che colpiscono più o meno, uniscono e dividono.

Nonostante tutti i ragionamenti, le premesse e le logiche, in quest’antologia c’è qualcosa che accomuna i racconti, che li avvicina: l’intendo di scavare in tematiche ‘importanti’. Forti. Ed è un intento che merita il giusto rispetto, che dimostra quanta voglia hanno i giovani scriventi di sviscerare questioni scomode, emozioni complesse quanto sottili.
Basta, dunque, tutto questo per giudicare (post lettura) questi autori? Secondo me no, assolutamente no. Il racconto, considerato singolarmente è una prova secca. Che ha il suo peso, indubbiamente, ma non può e non deve svelare tutto del suo autore e lo sottolineo perché mi sembra che ancora di più in questo caso, con racconti così brevi e intensi, sia fin troppo facile ‘etichettare’.

Ne esce il tratteggio di una società in parte destabilizzata, impietosa, che tende a ingabbiare (‘Come Mork e Mindy’) ma anche un certo modo di vivere che sembra ma non è, e il ritrovarcisi dentro è terrificante (‘Carrozza non fumatori’). Ci sono tante diversità vissute con sofferenza, contrasto (‘Come Mork e Mindy’, ‘La cena degli amanti’ e ‘un silenzio che non è assoluto’). Ma anche l’incomunicabilità, le difficoltà di farsi capire (‘Kostel’), le crudeltà in età normalmente attribuite ai giochi e alla spensieratezza (‘Bambini’) e un altro vivere, tra banalità e noia (‘un attimo prima dei cattivi pensieri’). Poi ancora, i silenzi che spezzano e portano a cercare altrove calore ed emozioni, l’annullamento (‘Non succede mai niente’), i comportamenti complessi, estremi, catalogati come ‘folli’ (‘Non parlatemi più di Fede’), e una vita vissuta in mezzo all’indifferenza, tra azioni che sembrano slegate e insensate ma diventano simboli precisi, crudi (‘Senza nessun suono e senza nessun motivo’). E proseguendo, il transito tra l’infanzia e l’età adulta con un nuovo bagaglio di consapevolezze (‘Olimpionica’), la crudele durezza di una vita fatta di abbandoni e pianti, dove il peso delle scelte è il ringhio di una cagna ‘imbevuta di rabbia trattenuta, sorda’ (‘urlate più che potete’), la tenera voce di chi guarda il mondo dal basso e si appropria lentamente di consapevolezze nuove e difficili (‘Le cose cambiano’). Un’immersione come sfida che cronometra un preciso ‘vivere’ (‘Due minuti’, fulminante), due storie di sopraffazione e alienazione, dove i gesti sembrano quasi assurdi ma celano precise scelte, percezioni della vita dentro e attorno (‘Mi sembrava di essere stato gentile’ e ‘ Non voglio del romanticismo’). Una nonna che si lascia guidare e guida, attraverso ‘una città senza bordi’, in una periferia dove si indicano le lumache, il tempo si dilata e con lui anche gli spazi perché ‘tutto il mondo è come lo so io, da me s’emana e davvero non c’è altro’ ( ‘Attorno a un certo vuoto’). Infine la morte che arriva dopo la potenza della forza (degli altri, di quei cari che circondano e sperano), la consapevolezza delle debolezze personali, della malattia che rende imperfetti. E’ una morte scelta, quasi chiamata, perché ‘non sarei mai stato meglio di così e nemmeno loro. Non sarei mai stato migliore’ come se, in un qualche modo, il malato potesse valutare la qualità della sua vita futura, le sue residue potenzialità (‘Forte, fortissimo’).
Mi è sembrato di avvertire, in molti di questi racconti, il riconoscere ( a volte sussurrandolo) che l’imperfezione è parte di questa nostra vita moderna, anche se nessuno la cerca e la vuole e per contro, la ricerca della perfezione come ‘must’, vincolo che differenzia o addirittura emargina.

In conclusione non so se la denominazione ‘giovani cosmetici’ sia la più appropriata, ho come l’impressione che nell’immaginario collettivo si associno ai racconti elementi di bellezza intesa fine a se stessa, glamour direi, di mera percezione fisica. Perché di fatto il cosmetico è qualcosa che si usa per conservare la bellezza (come spiega la curatrice, Giulia Belloni, nella sua prefazione che chiarisce le dinamiche del progetto) ma è anche qualcosa che ‘tende’ ad accrescere la bellezza, a farla uscire il più possibile. Per come li ho sentiti io questi racconti, la bellezza è dentro la scarnificazione. E’ l’intento di denudare realtà, sentimenti, quanto scelte - che li unisce, li accomuna secondo me; il farlo usando pochi spazi, curando le parole, riducendo ai minimi termini le frasi e le attese. Brevi e intensi. Rumorosi quanto impercettibili. Graffiano, raspano e sputano. Non si curano dell’impatto (alcuni più di altri, ovviamente), del rientrare in forme espressive non orticanti. Tutt’altro, ci provano: a procurare pruriti, a colpire il più possibile. Ci provano, a far riflettere. Viceversa alcuni cercano la cura dei dettagli, i simboli in essi contenuti, i silenzi intensi e i gesti che non sono solo apparenze, bensì mondi in attesa di essere scoperti.

————

Alcune brevi annotazioni personali quanti parziali, di un sentire leggendo:

In ‘Come Mork e Mindy’ si racchiudono, dentro una struttura tutto sommato semplice e quasi scontata, una serie di affermazioni ‘toste’, importanti. Che meritano di essere notate. E ce n’è davvero per tutti i gusti: la perfezione, la ‘versione’ che ci viene data di Dio, l’amore, questo nostro vivere oggi che è un continuo giudicare senza sognare. E molto altro. Poi, il riconoscere nell’imperfezione l’unione, l’incastrarsi di due persone per sempre è di una semplicità così potente che sorprende.

In ‘Carrozza non fumatori’ si potrebbe individuare il fraintendimento di cui accennavo sopra ovvero: ‘ è o non è un racconto propriamente detto?’ Per me si, assolutamente. C’è questo vivere che è dolore e annullamento interiore, e già questo basta a spiegare una narrazione che non parla per sequenze ma per macro insiemi. Poi un’aggettivazione, un’abilità nell’associare parole e immagini che destabilizza. Stordisce. ‘Seno di cicatrice’ e ‘gambe di ematoma’ (p.25) li ho cerchiati leggendo, mi sono rimasti dentro.

Davanti agli handicap ci si interroga spesso. Sulla qualità della vita. Sulle reali percezioni della persona. Su cosa e come. In ‘un silenzio che non è assoluto’ questi interrogativi emergono, si impongono. E’ un incontro delicato quanto crudele, che colpisce il legame genitore-figlio e ne sfalda alcune delle fondamenta tradizionali. ‘Chissa cosa gli arriva da dietro quel muro’(pag.125)

‘Due minuti’ è una sfida che non va sottovalutata. Sembra il racconto di una disgrazia (anche mediamente prevedibile, come tragedia, la senti che scricchiola già dalla prima pagina) eppure c’è dell’altro tra le frasi secche, precise come pungiglioni. ‘La nostra vita fuori ricorda quella della cima attaccata sotto. Dobbiamo tagliarla, è l’unico modo per lasciarla andare veramente.’(pag.116)

Poi il narratore di ‘Le cose cambiano’ e il cane di ‘Urlate più che potete’. Ascoltateli.

Infine, ‘le parole sono inutili e fottono la gente’ (pag.64) in un vivere che davvero è solitudine e tentativo di stordimento, dove l’istinto sessuale diventa necessità per ‘provare’ ancora qualcosa, per sentirsi e sentire in mezzo al ‘niente’ in ‘Non succede mai niente’.

Ma anche ‘bisognava smettere di farsi a pezzi con lo sguardo interiore e creare uno sguardo diverso, esteriore’ (p.92) in ‘Olimpionica’.

Sassi. Piccoli. Forse fragili in quanto appunto ‘giovani’ ma che racchiudono stimoli, a mio parere, importanti.

 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Attualmente Giulia Belloni lavora per Sartorio Editore.

Ha lavorato come ufficio stampa, responsabile eventi e presentazioni e direttrice editoriale della collana Gli Intemperanti per Meridiano Zero, di cui nel 2004 aveva curato l'ideazione del lancio.

Nel 2005 è stata consulente letteraria del Comune di Padova per l'organizzazione di eventi come la rassegna Autore su Autore, con Carlo Lucarelli, Dacia Maraini e Fernanda Pivano, e consulente letteraria dell'Università di Padova.

Sempre nel 2005 si è agiudicata il premio letterario universitario Scritti al Bò., premio che si era aggiudicata anche nel 2004 e nel 2003.

‘Giovani Cosmetici’ –Aa.Vv.- a cura di Giulia Belloni, Sartorio 2008 – pag.170, Euro 10.

 

APPROFONDIMENTI IN RETE

Il Blog di Giovani Cosmetici ricco di articoli, interviste alla signora Belloni, e pubblicazioni varie sull’antologia e il progetto.
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Barbara Gozzi, Luglio 2008

ISBN/EAN: 
97888600090331

Commenti

Ragazzi!
Barbara ci presenta la nuova antologia di narratori scelti dalla Belloni: dopo "Gli intemperanti" in Meridiano Zero, ecco i "Giovani Cosmetici" in Sartorio...

"Fatto sta che ?Giovani cosmetici? è senza dubbio una raccolta di racconti di autori giovani (che non vuol dire over trenta, per fortuna, ma con un ?ventaglio? più ampio anche anagraficamente)."

> Forse "under", non "over":)

"Non è affatto una questione di ?nomi? perché, come accennavo poco fa, si tratta di giovani autori non noti. Si tratta, piuttosto, di proporre storie che provano a scatenare ogni volta una percezione differente."

> Qualche nome? Chi ti ha colpito di più?

Sono perplesso, devo dire. Il ruolo di chi cura è importante, ma quando sembra porsi aldisopra di ciò che ha curato, mi lascia spiazzato. Per me chi cura deve dare voce ad altri, introdurre, ma non prendersi la scena. Non capisco se questo è il caso, mi sembra. Non lo so. Comunque, sembra un progetto interessante, eh. Mi perplime solo la centralità del nome della curatrice rispetto a chi viene presentato. Ripeto, non che non sia centrale chi cura, ma è una mia visione personale, ecco. Grazie.

Hai ragione Gf! Volevo scrivere 'under'... accidenti!

Per quanto riguarda i 'nomi'in realtà mi sono già 'esposta' nell'ultima parte, dedicando singole annotazioni ad alcuni racconti piuttosto che altri. Se proprio devo dire, a distanza di qualche settimana, mi è rimasto addosso Cristiano Governa (di cui attualmente sto leggendo 'Il catechista' edito da Aliberti). Il 'suo' 'Come Mork e Mindy' mi ha graffiato da subito, è riuscito a concentrare in poche pagine molte affermazioni scomode, emozioni meno scontate del previsto (di quello che sembra aspettarsi il lettore dalle prime righe che poi, vengono in parte stravolte).
Poi Lara Balleri, di cui non ho praticamente sentito 'scrivere' nulla ma che ha 'impastato' tre pagine di una crudezza e crudeltà rari.
Francesca Adriani, Paolo Zardi, Silvia Nirigua (ma dopo averla letta in ben due romanzi sono di certo 'di parte' nel senso che la sua scrittura la conosco e mi piace comunque), Michele Roul, Cristina Arcuri, Nicola Manuppelli e Cristiana D.Formetta.
Comunque, come accenno anche negli appunti di lettura: valutare una autore da un racconto è inutile. Incompleto intendo. Le mie sono 'preferenze' a pelle, se mi passate il termine, legate proprio alle percezioni immediate ricevute da alcune pagine. Lungi da me il voler ragionare con una qualche forma di visione d'insieme.

ecco la copertina

ecco la copertina

[giulia belloni] dal

[giulia belloni] dal "Mangialibri": si parla di "Nell'aria", di Belloni-Ranaldi:

"è un illustrato per ogni età che si regge principalmente sulle illustrazioni suggestive, aperte ed ariose, costruite sul contrasto che oppone i toni del grigio e del tenue azzurro dell’inverno e delle lontananze ai toni caldi dei petali dei papaveri, e delle tende alle finestre. Le autrici del libro sono Giulia Belloni e Giovanna Ranaldi. La prima ha collaborato con diversi editori, da Meridiano Zero a Sartorio ad Alet.  Fa inoltre parte della giuria tecnica per la selezione della cinquina del Premio Campiello Giovani ed insegna scrittura creativa a Milano. Giovanna Ranaldi, romana, oltre ad essere illustratrice, è restauratrice di pitture e dipinti. Selezionata nel 2004 al premio internazionale d'illustrazione per l'infanzia “Scarpetta d'oro”, nel 2006 vince il premio speciale per l'espressività dell'immagine al concorso “Stephan Zavrel”.

> il resto,  http://www.mangialibri.com/node/10841