Bellezza Dario

Poesie 1971-1996

Autore: 
Bellezza Dario

Il 31 marzo 1996 muore di Aids il poeta Dario Bellezza. A tredici anni dalla sua scomparsa la sua poesia si legge ancora come un’esperienza estrema di intenso amore vissuto dal poeta stesso fino alle conseguenze scomode dello scandalo, per difendere fino alla fine le ragioni del cuore.

Bellezza è stato uno degli ultimi poeti del Novecento che ha testimoniato con quelle ragioni del cuore la forza dirompente dell’amore vissuto senza alcun tipo d’inibizione. Molti intellettuali benpensanti e suoi detrattori, dopo la sua morte, definirono la malattia da cui era stato colpito un’inevitabile "castigo di Dio".

Dario, come aveva sostenuto Pasolini, era davvero il poeta migliore della sua generazione. Egli ha sempre amato la tradizione della nostra poesia. Nei suoi versi trasgredire con la parola significa dare una testimonianza intensa di quella straordinaria coerenza che deve esistere tra esistenza e poesia. L’opera di Dario Bellezza sconfessa tutte le maschere dell’ipocrisia e invita tutti a trovare nel cuore della poesia la testimonianza autentica di una verità finalmente libera dalle finizioni-spettacolo di una recita degenerante.

Dario Bellezza è stato un poeta che ha lasciato un segno particolare nella storia della poesia contemporanea. Quel che si avverte di straordinario nella lettura dei suoi versi è l’unicità. Poeta unico e anticonvenzionale, ha vissuto la sua esistenza controcorrente e in contrasto con i conformismi della sua epoca, affidando sempre alla passione e al sentimento la decodificazione delle emozioni.

Dario scriveva per essere mai per apparire. Viveva la sua diversità affidando al cuore l’universo meditativo dei suoi pensieri. Scandagliava l’anima con la rabbia autentica del diverso che non rinuncia ad amare nonostante la divulgazione del male e l’affermarsi della mediocrità. Nei suoi libri ha predicato con autentica e originale sincerità lo scandalo della verità. Con la rabbia del diverso ha pronunciato la deriva dei sentimenti, con la pietra del peccato d’amore ha scolpito nel nulla del tempo presente il colore eterno della poesia.

Vale la pena riproporre Dario Bellezza tornando a parlare di un volume antologico della sua opera, Poesie 1971-1996 (Mondadori, pp. 234, € 7,40). Il libro, curato da Elio Pecora, ripercorre il cammino interiore del percorso poetico di Dario Bellezza riproponendo raccolte come Invettive e licenze, Libro d’amore e Morte segreta, capitoli fondamentali per scoprire le carte sensuali della dolcezza maledetta che ha sempre caratterizzato l’esperienza personale di questo poeta.

Nell’eremo interiore della sua poesia, rifugio di fuoco e di passioni, è proprio la traccia sensibile di una dolcezza espressa in cerca dell’amore a dare voce alle parole che cercano il conforto del cuore. Bellezza concepiva l’esistenza come un frammento di peccato. Scriveva versi inebriato dal fuoco dell’anima sotto l’influenza dell’estasi della passione .Nella solitudine di un cuore che palpita desiderose attese cercava i profondissimi respiri dell’anima nella scandalosa disperazione di un amore diverso, trasgrediva le convenzioni per donare alla normale pazzia degli uomini una disperata vitalità d’amore.

L’innamoramento e il dolore per il tradimento degli amori falliti, delusi e non corrisposti per Dario rappresentavano, nella sua poesia e soprattutto nella vita, l’epicentro di una coinvolgente follia che portava il poeta a coltivare, nella pace inquieta di uno spirito logorato da una ricerca fatta di sofferenza e ansia, l’illusione che la felicità esista davvero.

Nella sua lucida pazzia d’amore, e la sua poesia ne è la testimonianza più viva, Bellezza era convinto che il cuore, nonostante tutto, fosse l’artefice di ogni umano destino. Ed è la poesia, soltanto la poesia, che può chiedersi quale sarà il futuro dei sentimenti, quando e come noi uomini saremo in grado ancora di emozionarci e di stupirci per un per le infinite occasioni che l’esistenza quotidianamente ci dona (“Apro le porte al sentimento; il cuore basta!/ Basta il cuore scorando, oscena e celeste/deità devi, come me, espiare una colpa/di non amarti, la non amata!”).

La scomparsa di Dario Bellezza ha lasciato un vuoto incolmabile nella poesia contemporanea. Con lui è venuto a mancare uno degli ultimi esponenti di quella straordinaria poesia del cuore che ha fatto dello spirito vitale del sentire la profondità della propria speculazione, stringendo in un abbraccio la naturalezza della parola con la geometria dell’estasi .

Bellezza con la sua poesia ci ha insegnato che tutto ciò che c’è nell’amore scorre dà il nome alla voce segreta di ogni cosa. Nel suo ideale Libro d’amore, che è la sua intera opera, il poeta ha lasciato in versi il testamento di un mondo da rifare. Un mondo nel quale il tempo scorre verso eternità imprendibili e la poesia è la casa dell’anima, la gabbia che imprigiona il cuore in quel bisogno d’amore al quale nessuno dovrebbe rinunciare.

NOTE

WIKI su Dario Bellezza

Gregorini Maurizio - Il male di Dario Bellezza – a cura di GF

Nicola Vacca

 

ISBN/EAN: 
9788804506096

Commenti

Neo NICK!
A proposito dell'arte di DARIO BELLEZZA

"per un per le infinite occasioni", "che c?è nell?amore scorre dà il nome alla voce segreta di ogni cosa" (occhio...)

E' una pagina intensa in cui si respira a pieni polmoni l'intensità della figura umana e del poeta Bellezza.

Tra l'altro, aggiungo - sulla scorta di quanto avevo pensato leggendo il libro di Gregorini e rileggendo le poesie di DB, nei mesi scorsi - che andrebbe riscoperto anche il Bellezza narratore. Sarebbe ora...