Bellettini Anna, Errani Paola, Palma Marco, Ronconi Filippo

Biografia di un manoscritto. L'Isidoro malatestiano S.21.5

Autore: 
Bellettini Anna, Errani Paola, Palma Marco, Ronconi Filippo

Un antico manoscritto, un anonimo commentatore, un gruppo di studiosi determinati a tutto pur di scoprirne l’identità, una delle più antiche biblioteche d’Europa, gli ingredienti ci sono tutti per un giallo a sfondo storico, ma non stiamo parlando de “Il cerchio di sangue”, romanzo scritto dal francesce Delafosse Jérôme e ambientato alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, bensì del libro “Biografia di un manoscritto” (edito da Viella) presentato venerdì 9 ottobre nella Sala Lignea della nostra biblioteca. Il volume, curato da Anna Bellettini, Paola Errani, Marco Palma e Filippo Ronconi, è uno studio su “L’Isidoro Malatestianao S.XXI.5”, il più antico manoscritto conservato alla Malatestiana, risalente ai primi anni del IX sec. a.C.

L’Isidoro Malatestiano, opera del copista Pietro, composto probabilmente a Nonantola, è la copia delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia, testo fondamentale della cultura occidentale medievale, ed enciclopedia di altissimo valore, come ricorda la Professoressa Mirella Ferrari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: “L’Etymologiae di Isidoro, era un’enciclopedia dove si cercavano notizie su tutto lo scibile, al suo interno erano studiate più di venti materie”.  Il valore culturale del manoscritto però non termina qui. Il Professore Cavallo de La Sapienza di Roma ha ricordato nel corso del suo intervento come “durante il Medioevo i manoscritti erano pubblicati con grandi margini ai lati per consentire ai lettori di scrivere postille, giudizi, commenti sul testo oppure riportare vere e proprie citazioni da altri codici”. Ed è ciò che è avvenuto con l’Isidoro Malatestiano i cui margini, passando di mano in mano ai lettori del tempo, cominciano a popolarsi di postille e note. Uno di questi lettori decide però di aggiungere negli spazi liberi alcuni testi alle volte connessi con il codice, altre volte senza apparenti legami con le Etymologiae. Il testo esce arricchito da queste annotazioni assumendo l’aspetto di un vero e proprio schedario contenente testi di grande interesse per l’epoca e specialmente per gli studiosi contemporanei. Sorge però a questo punto un piccolo giallo tutto malatestiano: chi è l’autore di queste annotazioni? Dalle note e dalle citazioni sembra trattarsi di una persona colta ed erudita.

La professoressa Ferrari, rassicurando studiosi e curiosi, ha comunque assicurato che verrà presto scovato l’insolito commentatore: “è stato inquadrato cronologicamente e geograficamente, resta solo da scoprire la sua identità”. La grandezza del manoscritto non termina qui, il testo può essere considerato come un caposaldo della cultura europea che, osserva la studiosa, è esistita. “Quest’unità culturale europea è rappresentata dalla lingua comune, il latino, e dalla circolazione dei testi tra i vari territori europei”. La pubblicazione di “Biografia di un manoscritto”, si inserisce nel progetto “Catalogo aperto dei manoscritti malatestiani”, promosso dal Comune e dall’Istituzione Biblioteca Malatestiana, che prevede la pubblicazione online dei manoscritti custoditi nell’antica biblioteca. Si affianca a questo lavoro la pubblicazione di libri e studi come quello presentato venerdì pomeriggio.

BREVI NOTE

Anna Bellettini, Paola Errani,
Marco Palma, Filippo Ronconi

"Biografia di un manoscritto. L’Isidoro Malatestiano S.XXI.5"

con il contributo di Antonella Cesarini, Gaetano Martini, Anna Nardo, Nicola Tangari

collana Scritture e libri del medioevo, 7

giugno 2009, 21x29,7 cm, xii+180 p., 16 tav. col., 30 ill. b/n, 1 CD, cartonato con sovracoperta
ISBN 978-88-8334-381-0    € 40,00

Francesco Giubilei


ISBN/EAN: 
9788883343810

Commenti

L'articolo verrà pubblicato su "La voce di Romagna", cronaca di Cesena domenica 11.

Metto il titolo a norma (come indicizziamo "biografia di un manoscritto, altrimenti? In maiuscolo e tra Bilenchi e Bionda?)
e aggiungo tag, codice ean, etc.

Ho sempre adorato la filologia. E' stata una delle mie materie preferite all'università.
Affascinante il riconoscimento dell'identità di uno scrittore di postille. Un'arte complicata e molto difficile.
Evidentemente la studiosa può dire di saper individuare l'insolito e colto commentatore perché ha lasciato altre tracce di sé altrove. Sarebbe interessante capire quali siano tali tracce e come si sia giunti a capire chi sia. Ovviamente apportando le "prove" del caso.

Grazie Gianfranco, l'avevo considerato più un resoconto che una recensione ma va benissimo così!
Sì Monnalisa è un campo davvero interessantissimo, tra l'altro durante la presentazione è stato svelato "in diretta" un mistero legato al manoscritto, ovvvero il significato dell'incisione della copertina, affascinante...