Batini Federico

Giallowave

Autore: 
Batini Federico

L’AQUILONE DI UN’IDEA.

 

Le antologie e le raccolte di racconti sono tutte così. C’è una miccia, un filo a cui annodare l’aquilone di un’idea e vedere se si alza, una commissione che la fa nascere, bella o brutta, stimolante o limitante, arbitraria o sensata che sia. Un incipit da raccogliere, come nel caso di questa antologia, è un bello stimolo. (…) Diventa un incontro tra due autori, uno che stimola, e l’altro che sviluppa, prende la suggestione – non il suggerimento, è un’altra cosa – la fa sua, completamente sua e la porta fino in fondo, fondendola con quello che aveva già in testa (o nel cuore)”.

(tratto dalla Postfazione di Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi).

 

Giallowave: un concorso letterario per scoprire nuovi scrittori, ideato dalla “Biblioteca di Riccardo” del Circolo Aurora di Arezzo e dalla Fondazione Arezzo Wave: tre incipit, firmati da Carlotto, Lucarelli e Rigosi, e il resto lasciato all’immaginazione dell’esordiente.

 

Trecentocinquanta partecipanti: dodici gli autori selezionati dal Circolo Aurora, da una giuria popolare e da una giuria tecnica. È l’origine di questo libro, secondo figlio della promettente collaborazione tra la Fondazione Arezzo Wave e la “Biblioteca di Riccardo” dopo l’antologia “Anche i maschi partoriscono”, curata da Carlo Lucarelli e Federico Batini per i tipi delle Edizioni Zona.

 

Il volume è inaugurato da un inedito di Massimo Carlotto, “L’ultimo San Valentino”: unico, tra i tre incipit, a venire svelato nel “disegno originale”.

 

La prima proposta, quella di Carlotto, è una (piuttosto dettagliata) storia di tradimenti e gelosie in ambito domestico: s’annuncia l’adulterio tra un uomo (narratore in prima persona) e sua cognata. 

La seconda proposta, firmata Lucarelli, è un rapido e suggestivo frammento d’atmosfera cupa, claustrofobico e inquietante: protagonista è una casa apparentemente abbandonata, che, “si diceva”, fosse servita per un rapimento. 

Narrazione in terza persona.

La terza proposta, scritta da Rigosi, rappresenta il (cinematografico) ingresso in una discoteca della band del (coatto?) Rasoio e dei gemelli Tradimento, Cristo e Giuda, giunti all’entrata a bordo di motociclette “cromate e polverose”.

Narrazione, ancora una volta, in terza persona.     

 

Difficile sintetizzare, pur rapidamente, le dodici storie proposte dagli esordienti: mi limito a segnalare quelle che mi sono parse migliori, ossia “Nel covo dei rapinatori ora c’è un uomo nudo”, di Giuseppina De Nicolo (incipit: Lucarelli), contraddistinto da un ritmo della narrazione serrato ed incalzante e da una pregevolissima adesione al parlato (tratto questo presente nella larga maggioranza dei testi, senza mai tuttavia raggiungere questo realismo), e “Io, la gente, la so” di Vincenzo Gallico (incipit: Lucarelli), prosa disturbata e cruda, accattivante e coinvolgente.   

 

I testi sembrano presentare alcuni interessanti tratti comuni: notevole, di norma, l’influenza del linguaggio dei media; non mancano inserti dedicati a rappresentare il linguaggio televisivo o il sensazionalismo di certa carta stampata (l’isteria e lo scandalismo bigotto, per intenderci, della “cronaca nera”). L’adozione dei codici mediatici sembra tuttavia non essere immune da forzature e artifici di vario genere: alludo, ad esempio, a scelte aggettivali sfarzose e discutibili. Il ritmo della narrazione, in questi casi, riesce invece tendenzialmente a emulare quello mediatico: rapido, gridato e singultico.

 

Inevitabilmente, a riprova della evidente influenza delle nuove ossessioni mediatiche, tra i temi centrali delle storie risulta presente la pedofilia e tra i protagonisti non mancano i serial killer: sintomo questo di una fedele registrazione, non sempre scevra di retorica e, a volte, ripetitiva e squalificante, delle “battaglie” di certa stampa e dei topoi di certa editoria.

 

Colpisce come internet appaia sempre connotata negativamente: quando non è strumento per conquiste facili (il solito vizio di associare le chat al sesso), è (la consueta) arma dei pedofili. L’impressione, anche in questo caso, è di una automatica riproduzione di certo scandalismo e certa trasandatezza degli altri media, che tendono a offrire un’immagine negativa e orribilmente cristallizzata della rete: dubito che il popolo di internet sia integralmente erotomane o pedofilo. Una minoranza sembra aver “conquistato”, a nome di milioni di eclettici e poliedrici navigatori, queste strane e totalizzanti etichette, e saranno necessari anni di battaglie per restituire luce alle potenzialità, alle fortune e alle ricchezze della rete: mi limito a invitare gli autori esordienti a ricordare, nelle loro opere, che internet non è solo chat per incontri erotici o medium preferenziale per criminalità d’ogni tipo – per una questione d’onestà etica ed estetica, ovviamente.

 

Infine, mi sembra eclatante che la maggior parte dei testi ospitati in questa antologia abbia più elementi “noir” che giallistici; sporadico, tuttavia, il grandguignolismo ed estraneo il creep-show.

 

Un’interessante iniziativa editoriale: per i fan di Carlotto, l’occasione di leggere un ghiotto inedito; per gli appassionati di gialli, un discreto divertissement; per i lettori “neutri”, l’opportunità di sostenere le belle iniziative della “Biblioteca di Riccardo” del Circolo Aurora e della Fondazione Arezzo Wave. 

 

 


 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

 

Federico Batini (a cura di) “Giallowave”, Big Square Edizioni e Progetto Cultura, Arezzo – Roma, 2003.

Introduzione di Federico Batini.

Postfazione di Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi.

 


Lankelot Franchi, settembre 2003. Prima pubb: Lankelot.com

ISBN/EAN: 
9788890068911

Commenti

http://www.progettocultura.it/copertine.htm

qui per chi fosse curioso o cercasse tracce...

aggiunte copertina & codice

aggiunte copertina & codice ean!