Augustus Carp è una di quelle opere la cui piacevolezza della lettura è inversamente proporzionale alla simpatia che suscita il personaggio principale.
Più ci si addentra nella storia – una storia in cui si viene sin da subito irrimediabilmente coinvolti –, meno si sopporta il protagonista: un giovane talmente pieno di sé da pretendere di deliziare e allo stesso tempo istruire il mondo grazie al racconto delle sue azioni di galantuomo esemplare.
Tutti abbiamo più o meno presente l’Alberto Sordi de Il moralista (1959) o Carlo Verdone nei panni del professor Raniero Cotti Borroni, il mellifluo e logorroico coniuge di Fosca (Veronica Pivetti) in Viaggi di nozze (1995). Bene, qui siamo di fronte all’archetipo. Augustus Carp è infatti è il distillato delle meschinità, dell’ipocrisia e del falso moralismo dei suddetti, col valore/disvalore aggiunto che in lui è tutto giustificato dai suoi pii doveri di cristiano credente, osservante & praticante.
Nel nome della grande Chiesa d’Inghilterra si può praticamente tutto, basta solo una voce stentorea, un po’ di libera interpretazione lì, un pizzico di fondamentalismo là, e una citazione dei testi sacri ogni tanto. Quel tanto che basta a intimorire l’interlocutore e a perdonarsi alcune (molte) piccole (immense) scorrettezze.
Perdonarsi, non farsi perdonare. Augustus infatti è tutto concentrato su se stesso. A lui non interessa il parere degli altri. Augustus-centrico com’è, è lui l’unico giudice dei comportamenti propri e altrui, al limite supportato nel compito dal suo augusto padre. Anzi, Augustus padre, essendo i due uguali in tutto, anche nel nome di battesimo.
Proprio nello stridere che provoca l’accostamento delle azioni riprovevoli del protagonista - a suo dire fatte tutte a fin di bene - con le reazioni ora stupite ora sconvolte degli interlocutori, che risiede la forza di questo libro.
Da una parte Augustus che ricatta, fa la spia, offende e diffama in nome della verità che va sempre detta e del peccato che va sempre punito; dall’altra tutto il resto dell’umanità con cui si trova a confrontarsi, sospesa nel dubbio se quel ragazzo, che mescola boria, idiozia e sfacciataggine, c’è o ci fa.
Sin dalle prime pagine del libro è chiaro il vero obiettivo del protagonista/narratore: l’autocelebrazione.
Se, infatti, per un bambino è cosa triste e fonte di complessi il non poter andare a scuola insieme agli altri, per Augustus, l’aver iniziato a seguire le lezioni solo a quattordici anni è motivo di vanto. Ma è anche un po’ seccante: nella sua presunta autoformazione è talmente maturato da andare ben oltre il livello dei coetanei. La sua unica speranza è trovare nei docenti una compagnia adatta e sua pari.
Vuoi per la salute cagionevole che a suo dire lo tormenta, ma che a nostro leggere non è altro un po’ di colon irritabile avvolto in doppio strato di ipocondria e gusto del lamento, vuoi per il suo essere sopra le righe, non frequenta i campi da football o da tennis. Augustus e il suo intelletto traboccante si divertono lanciando i sassi piatti sulla superficie marina, “un passatempo igienico e innocente”, o giocando a nascondino, attività “che combina sforzo fisico e mentale”. Ma la sua passione più profonda è quella per la podoimmersione: parola dotta per definire un pediluvio in compagnia paterna, la cui descrizione merita di essere riportata integralmente:
“Ma durante il soggiorno al mare non ci limitavamo a meri divertimenti terrestri; spesso ci abbandonavamo, per quasi un quarto d’ora, alla deliziosa pratica della podoimmersione. Essendoci precluso, per ragioni costituzionali, lo sviluppo integrale dell’arte natatoria, trovavamo nondimeno quell’occupazione assai ilare e finanche eccitante; ricordo ancora almeno un paio di occasioni in cui, a causa di una momentanea inavvertenza, i pantaloni che avevamo arrotolato sulle gambe furono parzialmente sommersi. Ma una breve corsa fino a casa, una tazza di latte caldo e l’immediato riposo a letto bastarono, in entrambi i casi, a proteggerci da infauste conseguenze”, p. 62.
E se il buongiorno si vede dal mattino, immaginarsi come sarà l’Augustus uomo.
Se tutte le persone di media intelligenza e media umiltà, insomma tutte le persone normali, si presentano ai colloqui di lavoro dimostrando garbo e grande disponibilità, Augustus va dalla moglie dell’editore religioso che pubblica la Bibbia che ha in casa (“commercio cristiano”) dichiarando di essere disposto a permettere all’editore di fargli una proposta.
I libro è costellato di scene esilaranti come questa. Per un po’ la supponenza di Augustus sembra avere la meglio, ma, nella sua smania evangelizzatrice, non ha considerato che, fuori dalla ristretta cerchia di conoscenze della sua “Londra cristiana”, esistono anche dei furbi e lestofanti più furbi e lestofanti di lui. Anche se quelli come Carp sono destinati a cadere sempre in piedi...
Augustus Carp è stato pubblicato, inizialmente in forma anonima, nel 1924 e non ha mai avuto una grande circolazione. Ad ogni modo è un autentico capolavoro di umorismo e soprattutto è tornato in libreria, e tradotto nella nostra lingua.
Da non perdere.
EDIZIONE ESAMINATA
Henry H. Bashford, Augustus Carp. L’autobiografia di un vero galantuomo, Elliot, Roma 2009, pp. 246. Traduzione di Franca Pece. Postfazione di Anthony Burgess.
BIOGRAFIA AUTORE
Sir Henry Howarth Bashford (1880-1961) ebbe un’illustre carriera come medico e studioso, ricoprendo numerose cariche tra cui quella di Medico Onorario di re Giorgio VI. Autore di numerosi articoli di carattere scientifico, opere di narrativa e saggistica, è ricordato principalmente per il romanzo Augustus Carp (dalla bandella del volume).
Paola Biribanti
Maggio 2009
Commenti
Un autentico capolavoro di umorismo.
Grazie a Elliot per avercelo fatto conoscere.
Elliot come scelta di autori stranieri sembra in gamba, a leggere le recensioni qui in lankelot. (forse tra i tag si dovrebbero sempre mettere gli editori?) Chi sa per quanto riguarda la nostra patria letteraria.
Credo sarebbe interessante mettere tra i tag anche gli editori. Sarebbe più completo. Poi verrebbe fuori anche una specie di statistica lankelottiana tra i più recensiti, i più graditi ecc.
stasera me la pappo & infilo la copertina!
Inseriti EAN e copertina.
"Augustus Carp è stato pubblicato, inizialmente in forma anonima, nel 1924 e non ha mai avuto una grande circolazione. Ad ogni modo è un autentico capolavoro di umorismo e soprattutto è tornato in libreria, e tradotto nella nostra lingua.
Da non perdere."
> Io sono in ritardissimo, ma è sempre sulla scrivania - un po' sommerso, post Torino, ma c'è:). Non vedo l'ora di leggerlo. Adesso più di prima. Bel lavoro.
[michele lupo, bashford] c'è
[michele lupo, bashford] c'è anche questo gran pezzo di Paola Biribanti...
[bashford] una mia breve
[bashford] una mia breve lettura di questo straordinario capolavoro
http://www.stilos.it/henry_h_bashford_-_augustus_carp.html