Barrie James Matthew

Peter Pan

Autore: 
Barrie James Matthew
IL VOLO DELLA FANTASIA
 
”…videro sulla tenda l’ombra di tre figurine in camicia da notte girare in tondo, non sul pavimento, ma in aria. Anzi, le figurine non erano tre, erano quattro!”
“….era così grande il piacere di volare che passarono il tempo girando intorno ai campanili delle chiese o a ogni altra cosa che si alzasse di molto sul livello della strada e colpisse la loro fantasia.”
 
Volare. Spiccare il volo come gli uccelli grazie alla fantasia e alla polvere di fata.
Volare come Peter Pan e i tre bambini che lo accompagnano verso l’Isolachenoncé.
“Seconda strada a destra e prosegui fino al mattino.” Questa la via e le ali dell’immaginazione di James Matthew Barrie conducono i suoi lettori verso le fantastiche avventure di Wendy, Gianni e Michele guidati da Peter verso il suo mondo straordinario.
Volare: l’antico sogno dell’uomo conduce a nuove scoperte, il volo della fantasia strappa dalla realtà difficile e conduce verso l’altrove, più in alto, dove tutto è possibile e dove i bambini non crescono mai.
Il personaggio di Peter Pan, del quale la cinematografia (soprattutto disneyana) ha dato una visione dolciastra ed edulcorata, è in realtà molto particolare.
Al suo apparire ha qualcosa del dio Pan (suona il flauto di notte nella stanza dei bambini) ed anche una connotazione infera “si diceva che, allorché i bambini morivano, egli li accompagnasse per un tratto di strada perché non avessero paura”.
Rinvio all’introduzione di Alison Laurie e alla recensione di Franchi per i risvolti biografici che hanno fatto nascere il personaggio nella mente di Barrie.
In seguito Peter si definisce notoriamente come il bambino che non cresce mai, che non vuole crescere, con tutti gli atteggiamenti eccessivi tipici dell’età, ma anche come un personaggio col suo carattere: comanda e i suoi ordini non si discutono, tanto che si fa rispondere “sissignore” dai suoi compagni, è sbarazzino, sorride con i suoi dentini da latte, è movimento perenne, vivacità, spensieratezza, dimenticanza, fantasia continua, ma è anche capriccioso, volubile, privo del senso del tempo che passa e incapace di distinguere realtà e favola. Peter è unico e non vuole essere imitato.
E detesta le mamme, ritenendo che a quest’istituzione sia stata data, nel corso del tempo, troppa importanza, egli addirittura vieta ai Bimbi Smarriti di parlare di questo argomento.
“Ora, se anche Peter aveva davvero avuto una madre, non l’aveva rimpianta a lungo. Poteva benissimo fare a meno di lei. Anzi non  pensava più alla mamma e ne rammentava soltanto i difetti.”
Vi sono però anche aspetti di Peter che lo rendono vagamente tenebroso e inquietante: ad esempio si dice di lui che, quando esce da solo, può vivere varie avventure e dimenticarle, può comunque uccidere i nemici.
“ Poi quando si usciva, si trovava magari un cadavere sulla porta di casa”.
Le battaglie e i morti non mancano: nello scontro finale con i pirati Peter, da solo, ne uccide un buon numero. Il suo senso della sfida lo porta ad esclamare:
“Morire sarà una grande e meravigliosa avventura”. Con l’incoscienza e la spericolatezza dei bambini e la squisita capacità di dimenticare affronta tutto e tutto supera e si lascia alle spalle per volare ancora una volta.
Peter fa anche sogni angosciosi, legati al segreto della sua esistenza. Lui racconta che sua madre si era scordata di lui, dopo che era volato via, e anziché tenere la finestra sempre aperta, pronta per il suo ritorno, l’aveva chiusa e aveva messo un altro bimbo a dormire nel suo letto. Di qui forse il suo odio per le madri.
Peter è talvolta dispotico e non ammette discussioni ai suoi ordini: se qualche Bimbo Smarrito accenna a diventare adulto, lo butta fuori dall’isola. Sa essere anche freddo e indifferente.
Accerrimo nemico di Peter è il noto Capitan Uncino, che non è però una stereotipa incarnazione del Male e della cattiveria, ma ha aspetti contrastanti.
Uncino è perfido, ma ha origini aristocratiche, ha il potere della parola, ha un suo perverso fascino e le sue debolezze, le sue paure (su tutte domina quella del Coccodrillo).
L’autore giunge a definirlo un uomo “eccezionale”, “ un oscuro e solitario enigma”.
La sua solitudine è terribile e pesante ed è capace di tetre meditazioni e considerazioni (“Nessun bambino gli vuole bene” – dice di se stesso).
Le scene truculente comunque non mancano: di Uncino si dice che può squartare un uomo con la massima facilità, i pellerossa hanno scalpi legati alla vita e la principessa fa a pezzi con l’ascia i suoi pretendenti. Pur nel regno della fantasia, questi aspetti un po’macabri emergono nel testo.
Infine, una nota particolare va fatta sul capitolo cinque “L’isola diventa vera”.
Vengono descritti i vari gruppi di personaggi che popolano l’Isolachenoncé, tutti intenti ad inseguirsi l’un l’altro in un moto circolare.
Una serie di sequenze successive ce li mostra come se l’autore guardasse l’isola dall’alto con un teleobiettivo. Il capitolo è davvero molto efficace e vivo.
Il libro si chiude con la nipote di Wendy che vola via con Peter, eterno fanciullo. Solo i bambini “spensierati, innocenti e senza cuore” sono capaci di volare, gli adulti dimenticano crescendo questa meravigliosa possibilità, rimangono inchiodati alla tragicità della terra. Le fantasie degli artisti ricordano loro che un tempo sapevano volare…..
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
James Matthew Barrie ( Kirremuis-Scozia 9 maggio 1860- Londra 1937), romanziere e commediografo scozzese.
 
James Matthew Barrie, Peter Pan, Milano, Oscar Classici Mondadori 2003. Introduzione di Alison Laurie. Traduzione di Pina Ballario.
 
Marina Monego, febbraio2004
recensione già apparsa su lankelot.com

ISBN/EAN: 
9788804557296

Commenti

? un oscuro e solitario enigma? > de se ipso dicens, il che potrebbe essere particolarmente mendace. Rimane inquietante la comparazione tra genesi del testo (intendo: vicenda biografica di JMB) e spirito del protagonista. Da questo punto di vista, la visione della favolona di Neverland è stata fonte di confusione - diciamo che quel film mostrava quel che lettori e spettatori volevano sentirsi dire (è rassicurante). L'antidoto è il saggio della Lurie.

Neverland è stato una delusione colossale: pareva chissà che film a sentirne parlare e poi era una cretinata, banale e scontato. Mmi sembra di averna anche scritto a suo tempo.
Grazie per le osservazioni.

Scontato non so, prevedibile forse. Ma a me ha emozionato, con tutto che non mi aspettavo tante bugie tutte insieme. Sì, ne hai scritto.