Barghi Andrea, Grasso Maurizio

Plettri nelle mani di Dio - Improvvisi a quattro mani sul tema The Beatles

Autore: 
Barghi Andrea, Grasso Maurizio

Un altro libro sui Fab Four? E perché no? È pur vero che sui Beatles sono stati versati fiumi d'inchiostro, ch'è stato detto tutto e il contrario di tutto – e non sempre con la necessaria prudenza e cognizione di causa – ma questa recente pubblicazione di Grasso e Barghi ha degli indubbi pregi per i quali mi sento di consigliarne caldamente la lettura.

«La componente fondamentale dell'arte dei Beatles è stata la loro straordinaria umanità.» La premessa è già il faro che ci guida in questa ricognizione degli autori su uno dei maggiori fenomeni del XX secolo. Importante sottolineare quanto John, Paul, George e Ringo fossero degli amici, quanto l'amicizia fosse per loro un valore supremo. I Beatles condividevano gioie e dolori e basterebbe recuperare molte delle affermazioni dei tecnici sparse in vari documenti per renderci conto della particolare alchimia che si creava quando il quartetto entrava in sala di registrazione. La loro parabola creativa lo testimonia: con il loro talento e quelle peculiarità che gli autori definiscono “sincretismo musicale”, hanno rielaborato e contaminato tra loro rock, pop, rythm & blues, folk, jazz, musica etnica orientale, musica colta e molto altro. «Tutto li influenzò, niente li condizionò […] erano autentici spiriti liberi – come sa essere libero e spregiudicato solo il genio.» Lo hanno fatto in quattro, con una invidiabile sintonia di valori e di intenti, e questo ha spiazzato anche i critici di altre discipline, portati a considerare il processo della  creazione artistica come un fatto individuale, rapportandolo alle dinamiche di una alienante e repressiva società capitalista.

Plettri nelle mani di Dio non è un saggio sistematico, una summa degli orientamenti della critica beatlesiana o una ulteriore, dettagliata biografia. Quel che rende agile ed intrigante questo libro è la sua natura sincopata: brevi capitoli a tema che possono essere piluccati anche a casaccio, seguendo l'uzzolo del momento. «Ci siamo detti più volte, prima di iniziare a scrivere queste riflessioni […] che esse dovessero comporre in ordine sparso e abbastanza permutabile un'opera istintiva e onestamente autarchica […].» Barghi e Grasso parlano pure di “puzzle di emozioni” e non nascondono al lettore i toni celebrativi che affiorano qua e là tra le righe. L'evidente ammirazione che i due autori rivelano per i propri beniamini non è comunque un limite all'analisi. Ammirevole la fluidità della scrittura, sorvegliata e ben armonizzata per ricomporre il pensiero di due autori diversi per formazione e orientamenti (Barghi, nato in Toscana nel 1953, è fotografo naturalista affermato in Italia e all'estero; Grasso, nato a Roma nel 1956, ex-manager aziendale, è scrittore e traduttore dal francese per Newton-Compton, Mondadori e altri); apprezzabile la loro competenza musicale: i musicofili troveranno pane per i loro denti.

Plettri nelle mani di Dio si rivolge ad un pubblico eterogeneo; i fan dell'ultima ora troveranno spunti per approfondire la materia; i più informati avranno l'opportunità di soffermarsi su alcuni aspetti della storia dei Beatles da un diverso punto di vista: nel capitolo Otto anni che cambiarono la musica i due autori tracciano un loro personale diagramma della produzione musicale dei Fab Four. I lettori a caccia di curiosità leggeranno volentieri gli aneddoti sui rapporti tra John e Paul, o quelli del quartetto con George Martin, il “quinto beatle”, figura di arrangiatore e musicista che seppe dare il supporto adeguato a far progredire e maturare il gruppo; e ancora un bel tributo a John Winston (Lennon); pagine sulle chitarre dei Beatles e sul loro fraseggio; sul talento di Paul, raffinato musicista la cui sensibilità seppe affrancare il basso dal ruolo di gregario ritmico al quale era confinato e considerazioni sull'impatto sociale ed economico del fenomeno Beatles.

Godibili e curiose le disamine sugli album sperimentali dei quattro; partirono dal basso, come perfetti analfabeti musicali, e nel giro di breve tempo sovvertirono le forme espressive musicali allora in voga, cannibalizzando se stessi e il successo planetario dei loro primi album. La capacità di manipolare ogni “fonte sonora”, l'uso innovativo dello studio di registrazione, l'invenzione del “concept album”, le sperimentazioni elettroniche del mellotron e del moog, l'uso di nastri registrati a velocità variabili, il cosiddetto tape-loop. Ma sempre e comunque i Beatles hanno “parlato” a tutti (La democrazia dei Beatles è un altro dei capitoli del libro), sollecitando almeno due generazioni di musicisti e di artisti pop a percorrere la loro strada.

EDIZIONE ESAMINATA:

Andrea Barghi, Maurizio Grasso Plettri nelle mani di Dio
Improvvisi a quattro mani sul tema The Beatles
Presentazione di Italo Inglese
(Tabula Fati, 2010, pp. 168, € 12,00)

NOTE BIOGRAFICHE:

Maurizio Grasso è nato a Roma nel 1956 ed è un ex manager aziendale. In campo letterario, dopo un paio di prove narrative giovanili (L’uomo che piange lacrime d’ambra, Edicias, Roma 1985; La bestia, Solfanelli, Chieti 1992), nel 2009 ha pubblicato la raccolta di racconti Luci di costiera (Aracne, Roma). A partire dagli anni Novanta ha iniziato un’intensa attività di traduzione dal francese per conto di varie case editrici (Newton Compton, Mondadori, Editori Riuniti, Lucarini ecc.), curando una quarantina di volumi, soprattutto classici della letteratura francese: Flaubert, Stendhal, Maupassant, Proust, Gautier, Hugo, Mérimée, Sade, Voltaire, Verne, Zola e altri.
Ha collaborato con racconti, versioni e articoli alle riviste “Foreste sommerse”, “Idea”, “Inonija”, “Nuovo Confronto” e “Lettera internazionale”.

Andrea Barghi è nato in Toscana nel 1953 ed è un fotografo naturalista affermato in Italia e all’estero.
Ha collaborato con famose riviste di cultura e fotografia (“Airone”, “Oasis”, “I Viaggi di Repubblica”, “Fotografia Reflex”, ecc.) e curato numerosi libri fotografici e pubblicazioni multimediali (come Io Fotografo e Video per E-ducation ed RCS).
Da una decina di anni ha fondato l’agenzia di progetti creativi “Everland” insieme alla compagna, art-director e copy-writer, con la quale ha realizzato reportages, mostre e numerose pubblicazioni – per citarne alcune Andrea Barghi – Fotografo di Emozioni (Everland, 2005), Luci e Silenzi (Everland, 2006), Il Rinascimento del Paesaggio (Pacini, 2009).
È attualmente impegnato in progetti di comunicazione in collaborazione con soggetti pubblici e privati per la valorizzazione del patrimonio internazionale di natura, arte e cultura.
Vive tra la Toscana e la Svezia.

Per approfondire: BARGHI & GRASSO in Lanke.

Alberto Carollo

ISBN/EAN: 
978-88-7475-200-3

Commenti

[barghi-grasso] nuovo

[barghi-grasso] nuovo contributo di Alberto Carollo [bentornato, amice].

Alberto racconta: "Un altro libro sui Fab Four? E perché no? È pur vero che sui Beatles sono stati versati fiumi d'inchiostro, ch'è stato detto tutto e il contrario di tutto – e non sempre con la necessaria prudenza e cognizione di causa – ma questa recente pubblicazione di Grasso e Barghi ha degli indubbi pregi per i quali mi sento di consigliarne caldamente la lettura."

> buona lettura - e buon ascolto...

[beatles, barghi, grasso] vi

[beatles, barghi, grasso] vi ricordo che, per approfondire, potete puntare questo link: BARGHI & GRASSO in Lanke. 

Include l'intervista di Luca-Lupo agli autori!

[John Lennon] Devo chiedere

[John Lennon] Devo chiedere una cosa: C'è un libro che ho letto almeno quindici anni fa. Parlava della storia di John Lennon, anche se era molto romanzato, e parlava anche del collegamento tra lui e Mark Chapman, aldilà dell' 8 dicembre 1980. Ma non riesco a ricordarne il titolo e nemmeno la casa editrice. E parlava anche di Charles Manson.

 

 

[John Lennon] Ciao Miner,

[John Lennon] Ciao Miner, intanto ti lascio il link di un articolo di Pincio su Lennon-Chapman-India 

http://tommasopincio.splinder.com/post/21468467/lindia-al-tempo-dei-beat...

[Pincio, Lennon, Beatles] In

[Pincio, Lennon, Beatles] In effetti John Lennon coi Beatles è quasi come Jimmy Page con Robert Plant....ancora devo capirle queste associazioni :-)

... mi sta simpatico Pincio.

Ora mi leggo bene l'articolo...

Grazie and

[lennon, miner] 1997...

[lennon, miner] 1997...

http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/003/cafenov.htm

da wuz: "Gino Armuzzi
Centomila atomiche su Liverpool

Un cerchio perverso di coincidenze che legano Charles Manson, Roman Polanski, Mia Farrow e Mark Chapman potrebbe racchiudere il segreto della morte di John Lennon.

L'8 agosto 1968 Charles Manson lascia uno studio discografico di Los Angeles con la consapevolezza che non potrà mai realizzare il suo sogno: diventare una rockstar, essere il quinto dei Beatles. L'8 agosto 1969, nascosto in una città fantasma della Death Valley, Manson decide di celebrare l'anniversario della sua sconfitta scatenando il macello in casa Polanski e le altri stragi di Beverly Hills nel nome di Helter Skelter, una canzone dei quattro di Liverpool che significa "finimondo". E lo stesso giorno a Londra i Beatles incidono The end, simbolico segno della fine del gruppo. Dopo lo scioglimento, Lennon si trasferisce a New York dove va ad abitare al Dakota, il lugubre palazzo dove Polanski aveva girato il satanico Rosemary's baby, protagonista Mia Farrow. E la mattina dell'8 dicembre 1980 Mark Chapman, l'uomo con un flipper in testa, vede Mia Farrow sotto il Dakota e decide di uccidere John Lennon. [SEGUE SU WUZ]"

Centomila atomiche su Liverpool di Gino Armuzzi
p. 172, Lit. 22.000 - Edizioni Frassinelli (Strade)

[Lennon, Centomila] Grande,

[Lennon, Centomila] Grande, l'hai trovato,,, era proprio quella la copertina, l'avevo completamente rimossa, ora si spiega la mia mania per quelle scritte da citofono, e pensare che ora ci faccio le copertine dei cd masterizzati. Ricordo che l'avevo letto in una notte, prestato da un amico... ma come vedo ormai è fuori catalogo, ci vorrebbe un colpo di fortuna in qualche mercatino... era davvero potente quel libro. Ed era proprio il 1997.

Grazie ancora.

 

 

[centomila... lennon] bene:).

[centomila... lennon] bene:). Felice d'averci indovinato. Tra l'altro ti ringrazio per la segnalazione, perché non ne avevo mai sentito parlare, prima del tuo intervento, e mi sembra sia un peccato. Merci.