“Se potessi mi vestirei di carta per poter buttare via gli abiti dopo averli usati per un po'. Perché non c'è niente da fare, se cominci a riporre in un armadio dei vestiti, se cominci a possedere un armadio, sei bella e fregata un'altra volta. Perciò vivrò con il minimo indispensabile. Avrò solo oggetti di cui posso liberarmi, non dovranno essere belli, esteticamente attraenti, di mio gusto. Non voglio avere gusti, non voglio avere niente. Voglio avere la mente libera, vuota” [Bardelli, “I pesci altruisti rinascono bambini”].
A Katia piace andarsene. Piace cominciare e poi abbandonare. Piace fuggire, piace spogliarsi del presente e della realtà. Ha imparato a essere un vuoto capace di riempirsi di qualcosa: lavoro, denaro, sole, vento, fughe. Non vuole avere progetti, non vuole guardare avanti. Non vuole più avere legami, non vuole più avere relazioni. Pensa che le storie non vadano nemmeno iniziate: “si va in giro, si guarda, si vive alla giornata, senza impegni, orari, appuntamenti, colazioni, pranzi e cene”. Pensa che sia possibile essere assolutamente libere. Non ha idea di come sia possibile, ma sente che è un'opportunità plausibile, quella libertà.
Katia ha trent'anni e un'inquietudine che non le lascia scampo. Da ragazza ha avuto un maestro che le ha insegnato cosa sia il destino, e quali significati possa avere l'esistenza: lentamente, ha imparato a liberarsi della smania di possedere e della necessità di appartenere. E così, al principio di questo libro, prende e lascia la sua casa e la sua vita borghese per vagabondare, vagheggiando un sistema estraneo alle complicazioni, all'alienazione, alle gabbie burocratiche – e per quanto possibile, in generale e in assoluto: alle finzioni. Prende e lascia tutto per andare incontro al suo destino: e scopre, non senza sorpresa, che in più di un frangente non deve volere nulla e non deve desiderare nulla, perché tutto le accade come in un grande disegno, come per un grande disegno. E così, l'inquieta ragazza trova, di lì a poco, ospitalità in una Casa d'Accoglienza. Dimostra loro d'essere in grado di lavorare e di sacrificarsi abbastanza per poter sopravvivere: guadagna istantaneamente la loro fiducia, e presto le si prospetta una nuova stabilità. Niente da fare, non è proprio quel che cerca. Non vuole ordine: non vuole consuetudine: non vuole quotidianità. Almeno: non ora, e non lì. Il destino di Katia è ramingo, caotico e improbabile: passerà per vagabondaggio, carità e prostituzione, nell'assurda e bambina pretesa di mantenere viva l'innocenza in una società che non ha nessun rispetto per la purezza, e ha dimenticato cosa innocenza sia.
“I pesci altruisti rinascono bambini” è un onesto e grazioso esempio di narrativa buddista: è una favola sul Karma e sul mistero dell'esistenza, sulla capacità di dannazione e di incosciente autodistruzione d'una ragazza che cerca quiete, ispirazione e un senso autentico in ogni cosa. L'autrice, Dianella Bardelli, è una narratrice gentile e appassionata, profondamente concentrata sulle dinamiche psichiche della sua eroina, e sulla rappresentazione delle evoluzioni della sua comprensione della realtà, e delle cose della vita. Il risultato è ondivago e pop, e in più d'un frangente discretamente fiabesco.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Dianella
Bardelli (Livorno, 1947), scrittrice e poetessa italiana.
Dianella
Bardelli, “I pesci altruisti rinascono bambini”,
Giraldi, Bologna 2011.
Commenti
[“I pesci altruisti rinascono
[“I pesci altruisti rinascono bambini”] è un onesto e grazioso esempio di narrativa buddista: è una favola sul Karma e sul mistero dell'esistenza, sulla capacità di dannazione e di incosciente autodistruzione d'una ragazza che cerca quiete, ispirazione e un senso autentico in ogni cosa...
[bardelli] Approfondimento in
[bardelli] Approfondimento in rete: poesia e prosa spontanea
In Lankelot: schede firmate Dianella BARDELLI.
[bardelli] a questo link
[bardelli] a questo link potete trovare l'introduzione di Bruno Giorgini alla presentazione di questo mio romanzo che c'è stata a Bologna lo scorso 6 Luglio
http://poesiaprosaspontanea.splinder.com/tag/bruno+giorgini
chi è Bruno Giorgini lo dice lui all'inizio dell'intervento, che ho trascritto alla lettera da una registrazione
[bardelli] la repetto, in
[bardelli] la repetto, in paradiso, parla dei pesci:
"Appassionata di letteratura della beat generation, e in particolar modo innamorata di Kerouac, a quanto pare l’Autrice ha voluto scrivere un romanzo on the road all’italiana. In più, lei che insegna scrittura creativa con il metodo della poesia e prosa spontanea, sembra aver usato un’impostazione sperimentale. Prendiamo una donna di trent’anni, con una vita familiare e lavorativa assolutamente comune, e facciamola uscire di casa senza bagaglio e senza nessuna particolare destinazione, anzi con l’intenzione precisa di evitare qualsiasi tipo di progetto, qualsiasi impegno, e qualsiasi legame strutturato con luoghi o persone. E vediamo che cosa succede..."
continua: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...
[bardelli] bè bella questa
[bardelli] bè bella questa cosa, come è stata introdotta la trama non poteva essere detto meglio, fa piacere vedere che chi ha scritto la recensione è entrata nello spirito della storia, chi scrive ha sempre paura che non accada e se ne dà la colpa, almeno nel mio caso
grazie