Ballard James Graham

Il mondo sommerso

Autore: 
Ballard James Graham

"L'albero genealogico dell'umanità si stava sistematicamente potando da solo, risalendo apparentemente alle radici e sarebbe giunto un momento in cui un secondo Adamo e una seconda Eva si sarebbero ritrovati soli in un nuovo Eden."

L'intera opera letteraria ballardiana trova il suo fondamento in un concetto aperto a due interpretazioni opposte e complementari: l'uomo riesce ad abituarsi a qualsiasi situazione. In Ballard è necessario: a) sostituire a uomo il collettivo e più generico umanità, e a situazione il ben più specifico e nefasto atrocità o sventura; b) considerare la forte influenza freudiana e psicanalitica in generale nel suo iter bibliografico; c) contestualizzare, in primis storicamente, ogni suo romanzo. Quindi, partendo dal primo punto, l'umanità riesce - e riuscirà - ad abituarsi a qualsiasi sventura - o condizione apocalittica ballardiana. La connotazione pessimista, prettamente ballardiana, non considera la capacità di adattamento umana come una fortuna, una forza evolutiva distintiva. Al contrario, in una concezione non propriamente scientifica e anzi piuttosto esistenzialista, descrive una reale perversione dell'animo umano, una vera e propria sfiducia nel proprio simile e nella "questione umana" di affrontare gli eventi.

Il mondo sommerso anticipa di qualche decina d'anni argomenti che oggigiorno sono quotidiani ritornelli melodici: riscaldamento globale, effetto serra, scioglimento di calotte polari, avanzata del deserto. Il romanzo è pubblicato nel 1962; esce il primo Lp dei Beatles; John Glenn va nello spazio. Et caetera. Il romanzo - parte della tetralogia degli Elementi - è quanto di più vicino alle pubblicazioni Urania, ad Asimov e a Dick. La trama, specialmente letta adesso, non è delle più originali: le radiazioni causate da tempeste solari hanno provocato l'innalzamento abnorme delle temperature, e quindi lo scioglimento dei ghiacciai polari. Interi continenti sono stati sommersi dalle acque ed i pochi superstiti si raccolgono nelle poche città ancora in piedi, costantemente in lotta con le scatenate forze della natura. Flora e fauna si ribellano dopo anni di umiliazioni ed abomini. Il dottor Kerans è a capo di una spedizione che studia gli effetti delle radiazioni e i conseguenti cambiamenti geografici e geotermici. Il team, sotto la supervisione del colonnello Riggs, esplora i resti delle antiche città ormai sommerse, ora attraversando un'arcata barocca, ora varcando le soglie di un hotel Hilton.

Punto di grandissimo interesse è l'appiattimento della coscienza storica: proprio questo sarà alla base di tutta una serie di neo-patologie sviluppate dai superstiti. A cominciare dall'architettura, dai reperti delle rovine sommerse, il passato rischia di tramutarsi in un tappeto desolante di cui memoria non verrà conservata. Il sole, un tempo fonte di vita, sostentamento di piante ed animali, adesso è un pericolo, spauracchio archetipico, minaccioso come in una nuova e stravolta età neanderthaliana. Ma è solo uno dei tanti stravolgimenti proposti.

In realtà i superstiti vengono messi di fronte ad un dilemma etico-morale di vitale importanza: preservare la propria sanità mentale, aggrappandosi forte agli ultimi brandelli di umanità, oppure abbandonarsi agli istinti più bassi e tribali? Come al solito, Ballard - almeno i suoi personaggi per lui - opta per una soluzione alternativa, estremamente affascinante: Kerans decide coscientemente di lasciarsi travolgere dalle visioni, dagli incubi psichedelici che lo prseguitano nel suo progressivo distacco dalla realtà storico-temporale. Dico storico-temporale perchè l'unica dimensione che il dottore riesce ormai a comprendere è proprio quella spaziale. Come se perdesse lentamente tutti i sensi, Kerans va incontro alla fine, la sua e quella di un'intera specie.

Nessuna esperienza riesce a strappare il dottore dalle sue visioni, né l'incontro con pittoreschi personaggi, pirati delle lagune ardenti, né una fumosa storia d'amore con una collega, che vive soltanto di brama sessuale e bisogni riproduttivi. Lo perdiamo pian piano, una parola per volta, confessione dopo confessione. Ed è come perdere un vecchio amico che non riconosciamo più, affogato nella crudele memoria storica. Tuttavia, Ballard narra anche di un uomo che si libera dai vincoli, dalle catene sociali e dalle ipocrisie morali, un uomo che torna allo stato primario: è la posizione fetale antropologica, lo zero. Maestosa la chiusura di questo incubo psicanalitico, del quale ovviamente consiglio la lettura, con l'Uomo-Kerans che osserva davanti a sé. Sempre. Davanti a sè... Sempre.

"Così, abbandonò la laguna e si addentrò nuovamente nella giungla. Nel giro di qualche giorno si perse completamente, seguendo le lagune che si susseguivano verso nella pioggia e nel calore sempre più intensi, attaccato dagli alligatori e dai pipistrelli giganti, un secondo Adamo alla ricerca dei paradisi dimenticati dal sole rinato."

Brevi note biografiche

James Graham Ballard nasce nel 1930 a Shangai. Viene internato durante la Seconda Guerra Mondiale nel campo di concetramento di Lunghua, da cui maturerà il romanzo L’impero del sole, portato sugli schermi da Steven Spielberg. Noto come autore sperimentale di fantascienza, Ballard pubblica il Ciclo degli Elementi, comprendente la tetralogia di Vento dal nulla, Deserto d’acqua, Terra bruciata e Foresta di cristallo. Ricordiamo inoltre: La mostra delle atrocità, Crash, Millennium People, Super-Cannes, Il Condominio.

Edizione esaminata

Il mondo sommerso, J.G. Ballard - Edizioni Feltrinelli, Universale Economica

The drowned world, 1962 (Tradotto anche come Deserto d'acqua)

J.G. Ballard su Lankelot.eu:

ISBN/EAN: 
9788807818288

Commenti

Il Ballard delle origini, raga'.

A breve il suo capolavoro, "La mostra delle atrocità".

" Maestosa la chiusura di questo incubo psicanalitico, del quale ovviamente consiglio la lettura, con l?Uomo-Kerans che osserva davanti a sé. Sempre. Davanti a sè? Sempre."

> va bene, annoto tra i desiderata. Gran bel lavoro, grazie Paolo.

Ho qualche arretrato causa studio (ah ah, ancora, alla mia età!) ma Ballard non me lo perdo. Non so se ho commentato tutto, ma ho letto ogni pezzo. Questo forse è meno vicino alle mie preferenze narrative, ma ho già detto che l'Autore me lo recupero. Onore a Paolo Castronovo che ce lo ha fatto conoscere con tanta dovizia!

Onore a Voi per la lettura partecipe! Di Ballard si percepiva già l'odore in casa Lankelot.

L'Uomo-Kerans ricorda in qualche modo il protagonista di Apocalipto di Mel Gibson. Lì però è una famiglia, e non un singolo, che si avventura nella selva per sfuggire alla civilizzazione. E' comunque un andare avanti, prevedendo il catastrofismo che porteranno i Maya e i conquistaderos per le popolazioni autoctone. E' un cercare un'alternativa, nella selva.

(Ave, Fabrizio. Benvenuto a un altro pezzo storico di Monteverde ;).
Ho segnalato il tuo commento a Paolo, via mail. Intanto, rinnovo ogni migliore auspicio per la tua partecipazione al sito. Omaggi, gf)

Ciao Fabrzio! Guarda, io ho interpretato le pagine di Ballard come un desiderio di ritornare all'origine, al Sole, all'utero se vogliamo. Non so se era un ricerca di alternative, forse era la ricerca autodistruttiva dell'uomo che ormai si vede fuori posto. Non so quanto Darwin mi darebbe ragione... Poco, credo.