“Una vita negata”, come mai questo titolo? Può riassumere il contenuto del libro?
In realtà il titolo, "Una vita negata", è ambivalente. Sta a significare che la vita che Santippe avrebbe voluto vivere e , cioè, un rapporto di coppia paritario e un ruolo attivo nella società, le è stato negato dal marito e dalla città, quell'Atene del V secolo a.C. che è stata emblema di civiltà e democrazia, ma che aveva anche molti buchi neri, quali la schiavitù e la drastica discriminazione ed emarginazione delle donne. D' altra parte, pur rassegnandosi ai "valori" della sua città, Santippe non si nega alla vita. Il suo percorso si arricchisce attraverso l' amicizia di chi è vittima, come lei, dell'oppressione: le schiave e il suo scavare continuamente dentro di sé che la porterà a scoprire un' Entità divina, l' Interlocutore, che ho ha bisogno di parole per leggere menti e cuori e che sta dalla parte dei sofferenti e degli oppressi. Santippe si crea, così, un mondo parallelo a quello in cui vive e che rifiuta. Il contenuto del libro è la storia di una donna che lotta, come può, per affermare il suo diritto di essere riconosciuta come persona. Io ho assunto Santippe a metafora di tutte le don ne che, nel corso dei secoli hanno preso coscienza della loro condizione, soffrendone molto.
Il suo è un lavoro di pura immaginazione o ci sono fonti storiche che riabilitano effettivamente Santippe?
R. Non mi risulta che ci siano fonti storiche che riabilitino Santippe. Di lei hanno scritto solo uomini, in chiave negativa. In tempi recenti Alfredo Panzini ha riconfermato l' immagine di Santippe come donna acida e petulante. Durrenmatt, dal quale Franca Valeri ha tratto il suo spettacolo "La vedova Socrate", parla di lei come di una bottegaia avida e priva di scrupoli morali.
Nella prima parte del suo libro, più che un elogio alla figura di Santippe, la sua opera sembra quasi un ridimensionamento della figura di di Socrate. E' così?
Assolutamente no. Il romanzo comincia con una Santippe giovanissima, una ragazza sensibile e intelligente che già sogna, per marito, un uomo che abbia per lei amore e amicizia e che la tratti alla pari. Si innamora di Socrate perché ne ha sentito parlare come di un uomo aperto che ama mettere in discussione tutto. Lo ha sentito, anche, abbattere con la sua dialettica, la boria di un giovane. Quindi l' ha ammirato e stimato subito. Ed ha pensato: "Se Socrate parla con tutti, parlerà anche con le donne" Con questa convinzione lo sposa e in breve tempo scopre che Socrate, il filosofo innovativo, è un marito Tradizionale. Da qui nasce la sua delusione. E' il marito che la delude, non il filosofo. E non cessa di amarlo. Quando Socrate si presenta al processo che si concluderà con la condanna a morte, lei è davanti l tribunale e segue, trepidante, tutte le fasi del processo. Quando sa della condanna a morte, il suo commento è: " Ha sempre agito per il bene della città. Se la città non ha capito questo, è proprio una maledetta città" A differenza di Critone capisce che il marito ha fatto bene a non fuggire, pur avendone la possibilità. Pensa che avrebbe tradito i suoi ideali e svenduto la sua dignità. Quando in carcere i due coniugi si incontrano per l' ultimo saluto, Santippe dice apertamente al marito di essere d' accordo con lui sulla rinuncia alla fuga. E' l' unico momento in cui i loro mondi paralleli si incontrano. Su Santippe si posa lo sguardo ammirato di Socrate che finalmente capisce. D' altra pare credo sia impensabile che Socrate potesse contrastare le leggi della città e il suo ordinamento sociale. Non ha detto una parola contro la schiavitù, né poteva dirla, vista la struttura blindata di Atene. Però considerava gli schiavi degni della sua attenzione. Penso che la rivoluzione di Socrate sia stata filosofica, morale e non politica.
Leggendo il suo libro ho trovato collegamenti, anche se non sempre impliciti, alla società contemporanea. C' è qualche messaggio in particolare che vuole fare arrivare agli uomini del XXI secolo? , e qualche collegamento con la storia antica?
Ha letto bene. Nel penultimo capitolo del mio libro Santippe si chiede quanto tempo dovrà passare prima che la libertà diventi patrimonio indiscutibile di tutti gli esseri umani. Oggi viviamo tempi molto duri. La libertà, non solo di pensiero e di scelte, è preclusa ai quattro quinti dell'umanità ( il Terzo e Quarto Mondo ) che non hanno la concretissima libertà di vivere. Il nostro "civilissimo" sistema economico produce 40 milioni di morti per fame, ogni anno. Non so se ci sono riuscita ma, attraverso Santippe, ho voluto denunciare questa negazione della libertà e lanciare un messaggio, un invito a recuperare un forte senso di solidarietà e di fratellanza. Parole che possono sembrare retoriche e che, tuttavia, rappresentano una necessità assoluta perché questo mondo non si autodistrugga, considerato anche l' alto numero di armi,compresa l' atomica, che sono in circolazione e che potrebbero distruggere quattro volte il Pianeta Terra. Quanto alla storia antica, ha le sue luci e le sue ombre. Condivido il pensiero di Ernesto Balducci: sperava che l' evoluzione storica avrebbe prodotto un uomo inedito che, per prima cosa, avrebbe messo la guerra fuori dalla storia. Definiva usto concetto "Realismo dell'utopia" appunto perché la speranza utopica della radiazione Della guerra dalla storia è il presupposto necessario per la sopravvivenza dell'umanità. Raniero La Valle, nel suo libro " Prima che l' amore finisca", sostiene che, se il mondo ancora si regge è perché ci sono ancora persone che sanno amare. Ma avverte: attenzione l' amore può finire . Non lasciamolo morire.
Il libro è stato pubblicato da "Il Foglio letterario" E stata soddisfatta da questo editore? Come l' ha trovato?
L' ho trovato per caso tramite Internet. Ho pensato di tirare fuori dal cassetto il libro che vi giaceva da qualche tempo. Le grandi case editrici non l' hanno accettato. Alcune lo avrebbero pubblicato a pagamento ed io ho rifiutato. Ho mandato i libro alla direttrice della collana "Letture al femminile, Rossella Anelli che è rimasta entusiasta del libro. Con Gordiano Lupi e Rossella Anelli mi sono trovata benissimo. Non ho pagato un centesimo per la pubblicazione, ma , soprattutto, mi sono sentita molto gratificata dall'amicizia che mi hanno offerto e che ho ricambiato subito. Gordiano Lupi segue i suoi autori. Alla prima presentazione di "Una vita negata" a Pescara dove vivo, era presente con la moglie e i due figli. Da Piombino a Pescara il viaggio non è molto agevole.
Ho letto che per molti anni è stata insegnante di filosofia nei Licei. Qual è, secondo lei, l' approccio giusto con i ragazzi per fare apprezzare questa importante disciplina?
Suscitare la loro curiosità intellettuale, stimolare il loro spirito critico. Educarli ad esprimere liberamente il loro pensiero. Leggere con loro testi antichi ma anche contemporanei. Un anno leggemmo un' opera di Giulio Girardi, filosofo e teologo. Poiché conosco Girardi personalmente, chiesi alle alunne (allora insegnavo in un Istituto magistrale frequentato quasi esclusivamente da ragazze ) se avrebbero gradito una visita di Girardi. Si dimostrarono entusiaste dell'incontro con l'autore dell'opera che avevamo letto: "Educare, per quale società?" Girardi venne e la discussione fu molto vivace. Alcune alunne non erano d' accordo con alcune idee espresse dall'autore e lo dissero. Inutile dire che Girardi fu molto contento degli interventi critici.
E' molto attiva online con il sito culturale "Francamente" Ce ne vuole parlare?
Sono molto legata, anche affettivamente a questo sito messo in piedi da mio figlio che è un informatico. Condivido il sito con un amico che ne è il webmaster. Il sito si presenta con queste parole: "La bellezza delle differenze. Parlare e scrivere in libertà", abbiamo più di 1000 utenti, naturalmente non tutti sempre attivi. Ci sono molte buone penne, sia in prosa che in poesia. Parlare e scrivere in libertà. Può portare a discussioni molto vivaci, tanto vivaci che sembrano far crollare il sito. Ma vive da circa 4 anni e spero che viva a lungo. (http://www.francamente.net)
Commenti
Salve a tutti.
Ecco il mio nuovo contributo con un'intervista a Franca Maria Bagnoli, vari gli spunti, a mio giudizio interessanti.
Se avete domande da fare cercherò di coinvolgere l'autrice.
Ave Francesco. Intanto ti ringrazio per la nuova condivisione. Avevo letto il libro della Bagnoli mesi fa, apprezzandone l'equilibrio e l'idea fondante, senza tuttavia sentire emozione per la scrittura. Leggerò volentieri l'intervista.
Condivido in parte il tuo giudizio.
Si legge bene, buona l'idea di base la scrittura è più che altro di intattenimento.
E' un romanzo che vuole trasmettere qualcosa e, a mio giudizio ci riesce bene, con una scrittura non troppo ricercata e complicata.
Cosa ti è rimasto, in particolare, dell'opera della Bagnoli?