Biografia di un mago che divenne santo. Milarepa visse nell'undicesimo secolo in Tibet e la sua vita di mago, poeta ed eremita non si è mai spenta nella memoria dei suoi discepoli prima e di quanti hanno aderito al suo modo di essere e di pensare nelle epoche successive. Milarepa fu un santo secondo il buddismo tantrico; un mistico che si sottopose alle prove più mortificanti per raggiungere la verità metafisica in una sola vita.
In questo suggestivo libro curato da Jacques Bacot è narrata la sua biografia completa delle due esistenze che si trovò a vivere e a superare. Il suo credo è espresso nell'immensa produzione di canti che non fanno però parte integrante del volume.
L'iconografia classica lo vede seduto in una caverna con la mano portata all'orecchio teso ad ascoltare il canto che emanava dal suo io interiore.
La sua vita in Tibet è considerata un classico che ha fornito ispirazione alla letteratura e al teatro tibetano.
La sua storia venne scritta dal suo discepolo Rechungpa che lo conobbe quando era già arrivato all'Illuminazione e a cui raccontò come la "via del diamante" (Varjayana) lo avesse portato alla perfezione in una sola vita, senza la necessaria via delle molteplici reincarnazioni.
Ed è, attraverso le domande e le risposte oniriche di Mila vestito di tela, che conosceremo la triplice metamorfosi che da miserabile bruco lo avevano portato a divenire splendida farfalla.
Il suo primo “stato” copre la sua gioventù in cui l'evento drammatico della morte del padre priva lui, la madre e la sorella, dei beni di famiglia sottoponendoli all'avida volontà degli zii. Vedendo i suoi figli trattati da miserabili nella loro stessa casa, la madre di Milarepa lo incita ad imparare dai maestri le arti magiche per potersi vendicare dei suoi parenti nemici.
Lo strumento di vendetta della madre sarà proprio il figlio, la cui volontà è annientata per gran parte della sua vita. Polvere di nulla seguirà il suo primo apprendistato, la stregoneria, fino alle conoscenze più elevate che gli permetteranno di abbattere la sua forza implacabile sulla casa degli zii durante un matrimonio. Morte e distruzione disseminerà tra i suoi nemici. 35 vittime saranno il risultato della sua prima azione autonoma nel mondo. La sua soddisfazione, invece, sarà pressoché nulla.
Questa fase della sua vulnerabilità è dominata dal male e solo quando si renderà conto dell'orrore della sua forza magica si dedicherà alla via della saggezza.
Inizia così la sua seconda vita da apprendista presso i maestri illuminati tibetani nel tentativo di imparare da loro la verità sull'esistenza. Anche in questa seconda fase, Milarepa si troverà soggiogato da una volontà che non è sua. Il suo maestro sarà Marpa, uno dei grandi illuminati del buddismo che gli chiederà da subito prove terribili ed umiliazioni apparentemente senza alcun motivo logico. Il maestro farà costruire al suo allievo quattro grandi torri promettendogli gli insegnamenti a cui maggiormente aspirava. Quattro grandi torri farà poi abbattere dimostrandosi sempre scontento dell'operato.
Marpa,in realtà, in lui riconosce la santità che dovrà un giorno rivelarsi al mondo e cercherà a suo modo di temprare il suo carattere attraverso le umiliazioni e di purificare la sua anima per mezzo del dolore.
Commovente la figura della moglie di Marpa che non comprende l'atteggiamento dello sposo e come una vera madre cercherà di proteggere fino ad ogni limite la vita e la speranza di Milarepa. La via della costruzione - distruzione voluta da Marpa, non verrà inizialmente compresa da Milarepa che sfiduciato mediterà il suicidio. Significativa la risposta al desiderio di morte di Milarepa "se muori prima del tempo, commetti il crimine di uccidere un dio".
Milarepa annientato di fronte ai continui rifiuti del maestro di insegnargli le ultime tecniche e le formule della dottrina fugge. Colpito dalla reazione di quello che considera il figlio prediletto, Marpa accettà di consacrarlo e di iniziarlo alla dottrina segreta. Ottenuto il suo scopo e spinto da un sogno, Milarepa decide di tornare al suo paese dove la morte della madre e la vita di miseria della sorella lo spingeranno ad abbandonare tutto per dedicarsi alla meditazione profonda.
Nella terza fase della sua esistenza terrena, Milarepa si stacca dalla volontà dei suoi maestri e gradatamente rinforza la sua autonoma capacità di interpretazione dedicandosi con ferma convinzione all'ascetismo e accanendosi fino all'ultimo sulla via della purificazione.
Milarepa disdegna le scritture buddiste, sebbene il suo maestro ne era traduttore. Marpa, insoddisfatto dal buddismo tibetano, si era recato diverse volte in India a cercare la dottrina spirituale adatta alle sue convinzioni. Milarepa ne estrapola i contenuti principali e li riforma respingendo i testi tradizionali. La dottrina di Milarepa è chiamata "Kagyu-pa" (come la setta fondata dal suo allievo Gompopa) e deve all'India il suo carattere essenziale che si spinge fino alla deificazione del maestro. Una miscela tra quanto di meglio offrivano il buddismo e il brahmanesimo con l'accento magico del tantrismo. Milarepa rinuncia a tutto per sprofondare nella meditazione assoluta. Eremita, cancella poco a poco l'accidentale, l'io individuale, non pensando alla sete, fame, caldo o freddo, non desiderando né temendo nulla. Mette a tacere i suoi sensi e l'attività cerebrale cessa di essere fine a se stessa. Solo con l'annientamento dell'io raggiunge quello stato estatico, quell'armonia tra corpo e mente che lo rende perfetto mistico.
Il nome di Milarepa, Mila vestito di tela, sottolinea che egli meditava, vestito di solo cotone, ai confini delle nevi eterne nutrendosi di sole ortiche. La sua pelle, rinsecchita per le privazioni, aveva assunto il colore verde delle erbe di cui si nutriva. La sua illuminazione arriverà però con il perdono per i suoi parenti. Un perdono logico, frutto della lunga meditazione e non dettato dalle mutevoli ragioni del cuore. Per questo i buddisti tibetani incoraggiano il misticismo come via ideale verso cui devono indirizzare i loro sforzi.
Con la sua tenacia, Milarepa riesce a levigare quel diamante grezzo che si trova in fondo all'anima del Grande Mago, a ripulirlo dalle tracce di sporco per farlo risplendere come Buddha nel tempo massimo della sua unica vita.
"Io, lo yogin errante tra le montagne innevate, diffondo intorno a me un mandala di felicità"
Una vita assai lontana dall'ideale occidentale raccontata in un libro carico di magia che difficilmente riuscirà a conquistare il cuore allo stesso modo di quello dei tibetani nei secoli passati. Dovremmo forse leggere e riflettere sui centomila canti di Milarepa. Forse non basterebbe. Troppo diversa è la nostra educazione, il nostro spirito e le nostre attitudini. forse non riusciremo a commuoverci come i suoi discepoli si commuovevano a sentire la sua storia. Il misticismo di Milarepa è assai diverso dal misticismo cattolico, anche se non del tutto. Se arriverà tra le vostre mani leggetelo e provate a riflettere sulla poesia dello spirito invincibile di Mila, vestito di tela che viveva tra le nevi ascoltando il suo canto interiore.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Jacques Bacot (1877-1965), esploratore francese, esperto di studi tibetani.
Vita di Milarepa. I suoi delitti, le sue prove, la sua liberazione. A cura di Jacques Bacot, Adelphi, 1991.
Tratto dalla sua vita anche un film di Liliana Cavani datato 1974.
Esiste una versione raccontata da Gtsang Smyong curata da Gianotti.
Movida, 2002.
Originariamente inserita su ciao.
Commenti
ultimo del 2009... se
ultimo del 2009...
se Milarepa era allievo di Marpa, Marpa era allievo di Tilopa..
non appare in
non appare in home...scappooooooooo...arrivederci nel 2010!!!
(mancavano i tag
(mancavano i tag "letteratura", senza quelli non lo legge:) buon 2010!)
da Milarepa a
da Milarepa a Tilopa...
www.lankelot.eu/letteratura/libreria-tilopa-intervista-a-gianfranco-degr...
cche scemaaaa...ero in
cche scemaaaa...ero in ritardissimo...rientrata a Mo, da Bo...:D
[vita di milarepa] dianella,
[vita di milarepa] dianella, sul film della Cavani: http://www.lankelot.eu/cinema/cavani-liliana-milarepa.html
[milarepa] (era fantastico
[milarepa] (era fantastico questo articolo, movi.]