Prendere un coniglio per le orecchie, è come strappare via i capelli ad una persona. Il dolore è molto simile. Per questo rimangono immobili quando i maghi nei circhi li afferrano così. Per il dolore atroce, talmente forte da paralizzarli.
Dal cinema sperimentale, lirico, inguardabile, al lato opposto della vita. Dalla percezione sensoriale visiva psichedelica alla realtà di tutti i giorni. Se accostarsi al cinema è una cosa seria, altrettanto impegnativo dev’essere il saper vivere, al di là di fronzoli sentimentalistici e passioni occasionali: prendersi cura di un essere vivente è prima di tutto mettersi in discussione, come esteta, come filosofo e come egoista. Tocca mettersi da parte per offrire più spazio a qualcun altro, implica la responsabilità dell’adulto frustrato e qualche volta l’appagamento dello stipendiato. Il cosiddetto animale da compagnia è una vita, come tale chi si assume il dovere di curarsene si obbliga a non eluderne la felicità del vivere. Anche il coniglio è un esteta, egoista quanto basta, indipendente nel suo arbitrio integralista: di una curiosità quasi scientifica, grande conoscitore dei piaceri della vita, taciturno poiché nobile, di quel sangue regale che si concede poco a poco, con sapiente senso della misura. A differenza dei cani, che altro non sono che esseri umani a quattro zampe (ancorché innocenti e buoni, a differenza delle bestie umanoidi) e contrariamente ai gatti (animalacci alto borghesi, snob nell’accezione peggiore e di una furbizia che fa invidia), i conigli sono animali privi di difetti. Sono la perfezione – silouette disneyana, sguardo cogitabondo, naso iperattivo, pelliccia di raso e dimostrano una intelligenza che mette soggezione. L’unico difetto del coniglio è, nella maggioranza dei casi, l’ignoranza di chi li ospita. Gli allevatori, agresti molestatori, non si prendano neppure in considerazione. La loro frase slogan “Se l’animale non è sano lo schiaccio per terra” non ha bisogno di commento alcuno. Damnatio ad bestias.
Il coniglio è innanzitutto un poeta en plain air: rifugge le gabbie. Chi decide di tenerne uno dentro una conigliera sappia che di nome fa "uccisore della libertà”. Il coniglio è l’emblema della libertà. Chi terrebbe un cane dentro una gabbia al centro della stanza? Chi potrebbe tenere un gatto in una gabbia senza carezze, senza vederlo zampettare per i corridoi, sdraiarsi sulle gambe del padrone? Il coniglio non si differenzia, anzi. Molto più affettuoso dei gatti, richiede maggiori attenzioni. Marta Avanzi, veterinaria non tenta neppure di tradursi in autrice: ella fa informazione. “Io faccio cultura” strillò Carmelo Bene, offeso, in una trasmissione tv. Ebbene, ognuno il suo. Ma è la bestiola ad infondere sentimento, sconcerto, disapprovazione per la propria ignomignosa disinformazione che mette la curiosità di approfondire questa branca del sapere. Veterinaria. Nome austero. Termini fascinosi come pododermatite, mev, mixomatosi. Odore di ospedale. Rivelano il loro lato lugubre nella tetragine del loro significante. Sono le malattie, a fondo libro, che rimbombano come sirene: prevenzione. Ed allora, il piccolo dandy che zampetta per casa – stirneriano nel suo mordicchiare tutto incondizionatamente – dovrà entrare a contatto con una figura professionale importante: il veterinario. Tutto torna, rizomatico. Deleuze, Deleuze. Nel libro in questione due o tre concetti fondamentali. Vediamo di ispezionarli attraverso il filtro della poesia.
Il coniglio è là, stirato in tutta la sua pelosa lunghezza lungo il pavimento. Di fianco è la sua ciotola, col cibo. Solo il fieno, mai pane, carne (matto), briciole-biscotti-zucchericiocciolato. Allora tu sarai, assassino.
Di contro. Soltanto tre elementi, solo: fieno, pellet – bada –, verdura. Specie: sedano, finocchio. Chi prende il coniglio per le orecchie, dio lo maledica. Per questi cialtroni, un Moccia e, peggio per voi, Ammaniti. Dan Brown, agli anglofoni.
Se è vero che nelle arti più sublimi del XX secolo era frequente il – vomitevole – “Questo lo so fare anche io” oppure “A me piace giusto Caravaggio, questa non è arte” ecco che nel campo conigliesco possono raccogliersi similari falsi amici: “se l’animaletto ha la diarrea un po’ di digiuno fa bene”, poetuncoli: se il vostro animale ha la dissenteria, sta per morire; un altro mito da sfatare è “se il coniglio gradisce un alimento vuol dire che gli fa bene”, letterati! Pensate ad Ugolino, ché forse era d’uopo per il colesterolo che divorasse i suoi figliuoli? Suvvia, per carità.
Altra ammenda. L’estetica, com’è ovvio, pretende la sua parte. Taluni esemplari portano un lungo mantello, avendo il pelo assai soggetto a nodi e ingarbugliamenti. È naturale che questi piccoli principi vengano pettinati o spazzolati abitualmente. Si compiacciono, nevvero, durante lo spazzolamento, vedrete le palpebre assottigliarsi, talvolta sentirete sfregare i denti: è l’estasi, la bestiola fa le fusa, in preda ad un piacere che solo chi ha intelletto fino può comprendere. Il coniglio sa, badate bene, che lo state abbellendo. Ci tiene, lo pretende: un coniglio spettinato può trovarsi nei sobborghi o peggio, nelle campagne. È poco democratico, è vero, ma lo snobismo di questi animaletti da appartamento è così, che ci volete fare. La democrazia non appartiene loro. Sono metropolitani, vivono in città e da tali vogliono essere trattati: saltano, scalciano, distruggono. Fuggono lo stress cittadino scavando ovunque, per giuoco. C’è anche un fremwörter molto vivace nel suo tema onomatopeico, il lemma è floppare ed indica l’adagiarsi orizzontale sul pavimento: il coniglio, sdraiato, è in condizione di massima quiete. Il termine relax è detestato dai conigli, si sa, sono dei puristi.
Il coniglio è un edonista: fa del piacere l’unica missione di vita. Il compito dell’esteta che lo sceglie come compagno è proprio quello di analizzarne le strategie di benessere. Il culmine, l’apogeo della gioia del piccolo dandy sta in un gesto di inestimabile candore: il saltello. Il coniglio non scodinzola se è felice, non intona stornelli di Bob Dylan: in preda ad un esorcismo benefico si abbandona a corse furibonde per la casa condite – nei picchi di follia dadaista – a veri e propri balzi. In lungo, salti in alto, ama stupirsi egli stesso: se il suo corpo piove in mezzo alla gabbia col cibo davanti, non si nega quest’altro piacere e mangia, gustandolo come un critico può, dinnanzi ad un El Grego o un incunabolo intatto. Il libro “Il coniglio nano” è un indice, non un libro. È un promemoria. È spunto da cui poter figliare, lemmi, lessemi, desinenze, parodo. Tutto si stratifica, Laszo ne è ben consapevole. Pulire, sempre.
I piaceri della vita, dallo starnutire all’ascoltare Verdi, si parva licet componere magnis, sono indispensabili per una sola esistenza. E la morte, arma dei mortali, è la più stupida delle flatulenze. Non si può uccidere un figlio se ti guarda negli occhi. Approfondirò il rapporto tra Wilde e i lapini. Ma intanto.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Marta Avanzi, veterinaria.
“Il coniglio nano e le altre razze da compagnia”, De Vecchi Editore, Milano 2001.
Commenti
non so se si possa catalogare in scienze...
che scritto sublime... ho conosciuto un coniglio nano, una volta, in una famiglia tedesca. Non ti dico che gli hanno fatto l'unica volta che - forse per l'emozione - ha sporcato fuori dalla lettiera ... io però preferisco i gatti. Perché fanno "miao" :))
2 Ma povero! i conigli non si sgridano, pensa che possono soltanto essere premiati quando fanno qualcosa di giusto; se sbagliano non bisogna assolutamente punirli... credo che richieda un autocontrollo vicino al buddismo :) I gatti mi provocano un'asma assurda, però sono adorabili :)
erika ha un coniglio. lei dice che fa la pipì in giro solo per dispetto o se non si sente calcolato. io credo invece che al contrario dei gatti i conigli non imparino mai a fare la pipì in un posto giusto. cioè magari riesci ad insegnarli il luogo abituale dove fare la pipì e la popò però penso che se si trovano in una stanza diversa da quel luogo, si disinteressano o si dimenticano e la fanno dove capita.
anzi erika ha quattro conigli
no no, i conigli fanno come i cani: la pipì segna il territorio. pipì e sfregamento del muso su qualche punto della casa vuol dire: "è mio".
http://youtube.com/watch?v=MELRkJPyZNg&feature=related
Ho un avuto un coniglio, dai 14 ai 16 anni. Tutto fuorchè nano, arrivò a pesare 8 k! Si chiamava Tommy. Era bianco dolce e paffutto. Purtroppo mori perché il marmo gli atrofizzò gli arti. E va be, capita, sempre meglio che fatto allo spiedo. Era di molta compagnia, chi non ne ha mai avuto uno non può immaginare. Coi gatti, Ilde, ci vivo da sempre, sono arrivato ad averne anche 7: be' si, casa mia è sempre stata uno zoo. Nella mia famiglia siamo tutti animalisti convinti, potremmo arrivare ad uccidere per chi torce un solo capello a un animale.
Detto ciò Epic, non sarà "Nosferatu" di Murnau ma è uno scritto davvero curioso;)
8> arriverà anche Murnau, vedrai :) I conigli sono geniali.
Ma l'animale che ha il viso più stupido, dopo la gallina, è la cavia peruviana. Guardate un suo primo piano. Fa morire.
"C'è anche un fremwörter molto vivace nel suo tema onomatopeico, il lemma è floppare ed indica l'adagiarsi orizzontale sul pavimento: il coniglio, sdraiato, è in condizione di massima quiete. Il termine relax è detestato dai conigli, si sa, sono dei puristi"
> aahaha
A questo punto potrei quasi rispolverare pure i miei scritti porno-ornitologici.
Peccato siano siano nati per categorie commerciali.
Ma sicuramente uccello, quant’anche passera scopaiola e scienze sono attinenti.
Potrò approfondire.
La pornografia lasciamola ad altri siti :)
Ma si certo, anche se di osceno ho sempre messo pochino.
Semmai qualche spunto tipicamente toscano.
Sai, sono della zona dei compagni di merende.
Leon, ci avrei scommesso che preferivi i gatti :)
www.castelvecchieditore.com/catalog/title/?cmd=ext&title_id=561
LA STRATEGIA DELLO SCOIATTOLO.
Commenti ripuliti!
Hammer, per festeggiare ci vuole almeno un trittico di tuoi nuovi pezzi.
E non è meglio una bottiglia di champagne?
ahaha:)
no.
anche perché sei a 85, se sul retro guardi chi sta a 86 capisci...
AHHAHHHAHAHAHAHAHAHAH
eh.
ohhhhhhhhhhhhhhh!!!ghghghghg....ma cicciolooooo......non tu, il coniglio...
ehm...mi contengo....
questo libro mi è capitato tra le mani, ma ho sempre studiato tutto in internet all'inizio.
"fieno, pellet ? bada ?, verdura. Specie: sedano, finocchio. Chi prende il coniglio per le orecchie, dio lo maledica. Per questi cialtroni, un Moccia e, peggio per voi, Ammaniti. Dan Brown, agli anglofoni" ehehe...la base...ma ogni tanto, all'inizio,latte per conigli, e poi pastigline di yogurt ed integratori per il pelo...le carote l'ha iniziate a mangiare dopo 4 anni, prima le usava per limarsi i denti...ghgh
"Ed allora, il piccolo dandy che zampetta per casa ? stirneriano nel suo mordicchiare tutto incondizionatamente ? dovrà entrare a contatto con una figura professionale importante: il veterinario"ne ho conosciuto uno che non rosicchiava fili...il veterinario è stato un trauma la prima volta
"Sono metropolitani, vivono in città e da tali vogliono essere trattati: saltano, scalciano, distruggono. Fuggono lo stress cittadino scavando ovunque, per giuoco. C?è anche un fremwörter molto vivace nel suo tema onomatopeico, il lemma è floppare ed indica l?adagiarsi orizzontale sul pavimento: il coniglio, sdraiato, è in condizione di massima quiete. Il termine relax è detestato dai conigli, si sa, sono dei purist" approvo incondizionatamente...
"Il culmine, l?apogeo della gioia del piccolo dandy sta in un gesto di inestimabile candore: il saltello. Il coniglio non scodinzola se è felice, non intona stornelli di Bob Dylan: in preda ad un esorcismo benefico si abbandona a corse furibonde per la casa condite ? nei picchi di follia dadaista ? a veri e propri balzi" anche capriole in aria...o scivoli per la casa...o corse ad otto tra le gambe...la prima volta pensavo fosse impazzito...AHAHAHAHA
Sigh quanto mi manca.7 anni insieme...
Questa tua è un capolavoro!!!!!!!
ehm..ma come ti è venuto in mente??
ah, adesso sentirai:)
Sette anni, che bello. Che coniglio era?
Conosco bene il mondo lapino (la mia ragazza ne ha tre, io ne ho avuto uno per poco, Matisse, ma ho dovuto trovargli un’altra famiglia perché ho una tosta asma allergica). Sono tra gli animali più assurdi, e inespressivi, che esistano. Occhio però al latte e agli yogurt, ho sentito che non gli fanno bene nemmeno se cuccioli (scusa la pignoleria, ma per un periodo ho letteralmete vissuto in un ambulatorio veterinario d’esotici, fra decine di conigli con le peggio conseguenze ;))
E Gianfranco è ovviamente vittima di queste mia deviazione. Ormai è un adepto :)
hehe:)
e naturalmente faccio il tifo perché l'asma allergica sparisca, anche per queste ragioni.
come ho fatto a perdermi questa chicca? Devo essere stata in vacanza...
"prendersi cura di un essere vivente... " che esordio imponente. pensa quando devi prenderti cura di un cucciolo umano! :)
fantastico pezzo! i coniglietti mi piacciono molto, mia figlia ne voleva uno, ma siamo già posseduti dal gatto e siamo in appartamento. E inoltre temo che il coniglio rosicchi i cavi elettrici e io ne ho intere spaghettate, che nono so come altro sistemare, a causa dei pc.
Comunque lode a questi deliziosi animaletti!
28. Grazie Marina :)
Sul prendersi il coniglio... se posso permettermi, è meglio distoglierla. Sono animali per adulti o per persone eccezionalmente responsabili: per esempio è molto difficile accorgersi di quando stanno male, e talvolta una distrazione può essere fatale (per loro un mal di pancia è mille volte più grave di una frattura). E pensa che il porcellino d'India (o cavia peruviana) è capace di indursi alla morte per malinconia. Insomma, il cane e il gatto rimangono gli animali domestici più duraturi e compatibili per noi umani :)
27. sul cucciolo umano... Mamma mia, chissà che fra dieci o vent'anni possa avere la testa per un impegno tanto importante :)
Grazie delle spiegazioni, Luca, non pensavo fossero così delicati oltre tutto. Ti dirò, mia figlia ha già 15 anni, non è più piccolina e poi in ogni caso sovrintendo io all'animale domestico.
I cuccioli umani: ma dai :) vanno fatti entro un certo limite d'età, altrimenti poi vengono meno le energie! :) In ogni caso c'è un istinto che ci aiuta anche nel prendersi cura di loro.
25. invece a me lo hanno consigliato lo yogurt (ma le pastiglie per conigli!!) senza esagerare, ma tanto lui era ghiotto di noccioline...(a volte pensavo di aver preso un altro animale senza accorgermene). Il latte sempre per conigli, solo da piccolo ed in piccole quantità perché spesso non si sa bene se li hanno portati via dalla mamma al tempo giusto.
Comunque Mirtillo (detto Tillo), nome di origine letteraria (ahahaha) era di non si sa bene che razza: nano colorato, grigio e bianco (codino, pancia, muso e interno orecchie, stile Tippete, insomma) con due orecchie minuscole. E gli occhi erano dolcissimiiii o incavolati...altro che insepressivi. Assurdi sì, ma è la loro natura. Sono loro i padroni, ma io non ne prenderò più. Era un fratellino, quindi,insostituibile...
28. Mi ha tranciato di netto il filo del telefono mentre parlavo...ho tappezzato casa di tubi protettivi...ma ho anche conosciuto conigli indifferenti ai fili (ma è l'eccezione che conferma la regola).
29. al 100%. I conigli non sono peluche; hanno bisogno di molte attenzione e guardati a vista, perché si farebbero male..e molto...