L’idea di partenza della curatrice di questa raccolta di racconti, Katharine Schmidt, appariva interessante: riunire nove scrittori attorno ad una notte, lasciandoli liberi di descrivere un’ora precisa dalle 21 alle 6.00. Peccato che questa idea resti solo un’intenzione e viva di pochi momenti davvero interessanti. D’altra parte l’idea di un’antologia di racconti è già di per sé qualcosa di molto problematico e rischioso, dando spesso l’impressione più di un accumulo di racconti, di un’esperienza estemporanea che non lascia tracce.
Costruire un’antologia di racconti in alcuni casi può essere qualcosa di interessante, può essere l’occasione di scoprire autori sconosciuti come è accaduto per alcune uscite della casa editrice Minimum Fax che riuniva i migliori autori statunitensi o inglesi, vedi i Burned Children, gli autori di Granta o McSweeney’s, o la stessa antologia di autori italiani uscita qualche anno fa, “La qualità dell’aria”, o esperimenti che al di là dei risultati (spesso decisamente negativi) e dei gusti personali si facevano portatori di un’idea quasi programmatica come accadde per la Gioventù Cannibale. Qualcosa insomma dal sapore generazionale utile magari per lanciare sulla scena nuovi talenti.
Quando invece si riuniscono degli autori intorno a temi e ambientazioni ben definiti le magagne cominciano ad affiorare ed è purtroppo ciò che accade in “Nel cuore della notte”.
Fuori dai denti confesso di aver trovato solo un racconto davvero ben scritto e ben strutturato, pur se può apparire come un divertissement dell’autore, e si tratta del racconto di Gianluca Morozzi, “Se fossi Batman” che scorre via veloce, divertendo ma anche inquietando il lettore con il suo giovane innamorato tradito che non si accorge di essere stato giocato dalla stessa amata. Un colpo ben assestato insomma. Salverei anche “22” il raccontino-esperimento letterario del musicista Gianmaria Testa con il serrato dialogo fra le Ore intorno ad un uomo che sta morendo, dando vita alle nostre Ore come se fossero spiriti, essenze che vivono di vita proprio e che una volta consumato il loro lavoro passano ad un altro essere umano.
Il resto è sinceramente trascurabile e non riesco a salvare proprio niente. Scritti male e poco curati mi sono apparsi “L’ora più crudele” di Nicola Verde, che ricorda forse troppo “Primo amore” il film di Matteo Garrone ispirato dal libro “Il cacciatore di anoressiche” e interpretato dallo scrittore veneto Vitaliano Trevisan. Di poco superiore è forse la riflessione su una relazione in rovina in “Quel che resta…” di Bruno Morchio ambientato fra i carrugi genovesi, trascurabili e direi anche irritanti “La chanson de Geneviève” di Grazia Verasani e “Do Be Do Be Doo” di Andrea Ballarini con uno scrittore in cerca d’ispirazione che incontra in piena notte scrittori e personaggi storici; passabile è “Nella mente della notte, quando il cuore batte adagio” di Lidia Ravera con l’incontro fra un personaggio dello spettacolo e un’aspirante suicida; da dimenticare “L’ora dell’insonnia” di Sandra Petrignani e forse solo n po’ più accettabile “Il pittore” di Caterina Bonvicini” con la relazione fra una giovane studentessa e un pittore affermato.
Forse apparirò troppo drastico ma credo che il mio sia anche uno sfogo di disperazione per lo stato deprimente dei racconti italiani (spero di sbagliarmi, non avendo letto tutto quello che è uscito in questi anni), accentuatosi forse anche dopo l’illuminante lettura delle opere di Andre Dubus. Forse il racconto non fa per noi italiani, forse non è sufficientemente valorizzato o forse anche perché non riesco più a trovare nella produzione italiana l’atmosfera magica che respirai leggendo “Poliuretano” di Paolo Mascheri. Sì, cito proprio questo libro, non per l’amicizia che mi lega a Paolo, ma per sottolineare la bellezza indiscussa di quella raccolta, tra l’altro di un esordiente.
E forse sì, trascorsi ormai parecchi anni dalla sua lettura, mi sento in dovere di scrivere: cari esordienti, cari scrittori con decine di romanzi pubblicati alle spalle, cari autori che finite sui giornali, che avete un nome e che vincete premi, provate almeno una volta a dare un’occhiata a “Poliuretano” e imparerete qualcosa, imparerete che i veri racconti sono un’altra cosa, sono letteratura allo stato puro e che per questo vanno rispettati.
Edizione esaminata e brevi note:
Autori presenti: Andrea Ballarini, Caterina Bonvicini, Bruno Morchio, Gianluca Morozzi, Sandra Petrignani, Lidia Ravera, Gianmaria Testa, Grazia Verasani, Nicola Verde.
Autori vari, "Nel cuore della notte", Del Vecchio Editore, 2011. A cura di Katharina Schmidt.
Andrea Consonni, maggio 2011.
Commenti
[Nel cuore della notte] Una
[Nel cuore della notte] Una raccolta di racconti sinceramente trascurabile.
[nel cuore della notte] alè
[nel cuore della notte] alè and, passo al volo per dire almeno grazie per la condivisione.
[nel cuore della notte] e
[nel cuore della notte] e ora, in home...
[nel cuore della notte] è che
[nel cuore della notte] è che le antologie, sono il problema: non hanno senso, non hanno fascino, è complessissimo che riescano ad avere portata credibile e significati veri, e che si fondino su un progetto editoriale [come quello della belloni, per dire].
Tu scrivi: "Forse il racconto non fa per noi italiani". Naa:)
> Ma la novella è nostra, Boccaccio è nostro, Sacchetti è nostro:). E' una grande tradizione, quella dei racconti italiani. E nel Novecento, senti qua: Verga, Calvino, Pirandello, Landolfi, Flaiano hanno scritto grandi racconti. Giulio Mozzi, per dirne un altro. Giani Stuparich, forse il migliore di tutti.
Tra i giovani, Mascheri, sì: Zardi, di recente [ http://www.lankelot.eu/letteratura/zardi-paolo-antropometria.html ] è un altro nome che merita. Prova a rileggere i commenti che ci eravamo scambiati, tutti quanti.
Io direi "no secco" alle antologie, con pochissime-issime eccezioni. Ma avanti tutta coi veri letterati italiani capaci di scrivere grandi racconti. Ci stanno, ci stanno... altro che gli yankee.
[racconti] e poi, per dire:
[racconti] e poi, per dire: siamo la nazione che ha avuto uno che solo racconti sapeva scrivere, e cioè Antonio Delfini.l
E di recente è uscita una bella cosa di Acitelli che forse ha avuto poca fortuna... ma merita: http://www.lankelot.eu/letteratura/acitelli-fernando-miagola-jane-birkin...
[Racconti] Che dirti Gianfra,
[Racconti] Che dirti Gianfra, io non sono pregiudizialmente chiuso di fronte alle antologie, concordo con te quando dico che hanno un senso quando hanno un'idea forte alla Belloni ma dico anche alla minimum fax, seppur le loro uscite non mi hanno per niente entusiasmato. Se non è così, diventa solo carta sprecata.
Sui racconti, certo che ci sono nomi (importantissimi) nel passato e anche nel presente, non lo so, io cito anche Grossi, Cognetti, l'esordio della Parrella (seppur col tempo l'ho rivalutato in negativo), ci sono, ci sono ma, non per difendere il mondo anglosassone, ho come l'impressione che da noi il racconto sia visto come qualcosa di inferiore al romanzo mentre negli Stati Uniti il racconto, seppur anche lì non sia tutto rose e fiori come a tanti piace raccontare, e gli autori che li scrivono sono considerati importanti, al pari dei romanzieri. Ci sono tanti motivi, fra cui una letteratura più "giovane" che annovera fra i capisaldi parecchi scrittori di racconti, ma credo che sia anche la consapevolezza della potenza e della bellezza che può scaturire da una raccolta di racconti. Forse perchè ne leggo tantissimi di racconti, forse perchè sto recuperando tutti i racconti di Cechov, non so cos'ho in testa ma mi sembra quasi che nel nostro paese si valorizzino poco gli scrittori di racconti. Può essere una questione di vendita, certo ma non credo soltanto quello. Credo che esista anche una certa mancanza di educazione alla lettura del racconto.
(educazione è una parola che detesto ma non sono riuscito a trovarne un'altra)
(verso Giulio Mozzi ho una chiusura mentale mia e pensa che vivo con una ragazza scoperta proprio da Mozzi...vedi le coincidenze)
[Racconti...] Solo per dire
[Racconti...] Solo per dire che a Pistoia c'è un premio letterario che, ad anni alterni, si dedica alle raccolte poetiche e alle raccolte di racconti. Nato nel '55 come premio per raccolte di racconti...http://www.accademiadelceppo.it/