Auster Paul

Invisibile

Autore: 
Auster Paul

Invisibile come la verità che si nasconde tra le pieghe dei significati. Invisibile come il desiderio che distorce la percezione della realtà, confondendo i ricordi. Invisibile come la coscienza che domanda e tormenta e rimesta tra i pensieri senza tregua. Invisibile come il tempo che si consuma, spingendoci tra le braccia della morte. Invisibile come lo scrittore che scompare nella distanza che passa tra l'io e il lui delle sue pagine.
Auster sceglie l'ermetismo di un titolo che sa offrirsi quale chiave di lettura polivalente, in grado di sintetizzare l'essenza stessa del suo ultimo libro: un eccellente romanzo in quattro parti che ne confermano talento e ingegno. I generi si fondono, passando dal testo di formazione dello studente della Columbia, al diario intimista della donna postmenopausica, fino a ad arrivare al giallo, non prima di sfociare nell'epistolario. Cambia la prospettiva stessa della narrazione in un continuo, ma bilanciato alternarsi fra la prima e la terza persona, fra il passato e il presente. E ancora una volta, come non di rado accade per gli scritti dell'americano, il lettore a metà del suo percorso si accorge di stare assistendo in retrospettiva alla genesi del libro stesso che ha per le mani. L'architettura è perfetta, non una sola sbavatura. Nessun dettaglio risulta irrilevante nell'economia della vicenda narrata e il cerchio quadra senza la minima necessità di forzature. Ogni tessera del puzzle trova il suo incastro in un gioco di corrispondenze che, tuttavia, non rinuncia al fascino del dubbio e del sotteso. Perché Auster spiega e fa in modo che tutti gli elementi combacino, ma lascia comunque che a stringere i nodi sia l'intuito di chi legge. E la storia di Adam è uno splendido pretesto per parlare dell'adolescenza, dell'amore, della conflittualità con i genitori, del rapporto di complicità tra fratello e sorella, del sesso, della menzogna, dell'identità, della memoria, della solitudine e del vuoto incolmabile generato dalla morte ingiusta di un bambino annegato per l'esuberanza dei suoi sette anni. È un'occasione per descrivere l'atmosfera universitaria, i sogni di un giovane letterato e il contesto socio-politico di quegli anni difficili tra Vietnam e guerra fredda, tra Parigi e New York. È allora che Walker incontra Rudolf Born, è il 1967 quando lui e Margot “sprofondano l'uno nell'altra” con l'unica preoccupazione del piacere: “il piacere di partecipare ad un dialogo animale e muto, condotto in una lingua di sguardi e di tocchi; di morsi, assaggi e carezze”.
Ma il 1967 è soprattutto l'anno del serramanico di Born e dell'uccisione di Cedric Williams; dei sensi di colpa per la denuncia poco tempestiva e per la debolezza del silenzio. È l'anno dell'appartamento diviso con Gwyn e dei loro corpi affamati e incuranti della natura incestuosa di quella (com)passione. È l'anno del programma di studio all'estero, nella Parigi bohémien, dove torna ad imbattersi sia nel rabbioso professore che nella sua ex compagna. È l'anno della mancata vendetta, dal momento che Hélène Juin non sa credergli, non può. E neppure Cécile, benché innamorata di lui.
Infine 1967 è anche il titolo del manoscritto che Adam, malato terminale, spedirà al vecchio compagno di studi Jim, ora scrittore di fama: il suo ultimo desiderio, che si pone come ricerca di verità, in una sorta di giustizia poetica. Perché è impossibile dimenticare certe stagioni del cuore e “tristemente resta un fatto: che al mondo c'è molta più poesia che giustizia”.


EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Paul Auster nasce a Newark, New Jersey il 3 febbraio 1947. Laureatosi nel 1969 alla Columbia University, si trasferisce in Francia dal 1971 al 1974. Al ritorno in patria pubblica il volume di versi Unearth (1974) e Wall Writing (1976). Autore di numerosi romanzi, ha anche scritto (Smoke / Blue in the face) e diretto (Lulù on the Bridge) per il cinema

Paul Auster, “Invisibile”, Einaudi, Torino, 2009
Titolo originale dell’opera:
Invisible
Traduzione di Massimo Bocchiola
Pp. 223


Approfondimento in rete: sito dell’artista / RaiLibro

In Lankelot:
Auster Paul-Città di vetro-di arpaeolia
Auster Paul-Il libro delle illusioni-di AngelaMigliore
Auster Paul-Invisibile-di AngelaMigliore
Auster Paul-L'invenzione della solitudine-di AngelaMigliore

Angela Migliore, gennaio 2010 

ISBN/EAN: 
9788806199708

Commenti

Inauguro il mio 2010 con

Inauguro il mio 2010 con Auster. Ormai ho un debole per quest'autore.

allora si può pronosticare

allora si può pronosticare uno speciale auster sottotraccia, a firma Migliore?;)

Uhmm, Simone ne sa

Uhmm, Simone ne sa sicuramente più di me. Ma ho in mente di recuperare qualcuno dei titoli più vecchi, sì.

Trilogia di New York, Angela.

Trilogia di New York, Angela. Leggila.

(-;

Città di vetro, recensito qui sul sito, è il primo dei tre romanzi. Mi sembra anche di aver visto in libreria un volumone "Romanzi" di Paul Auster. Sempre Einaudi. Buone letture.

Sì, l'ho visto anch'io il

Sì, l'ho visto anch'io il volumone con i romanzi di Auster, Andrea. Mi sa che ci faccio un pensierino.

Tra l'altro contiene appunto

Tra l'altro contiene appunto la Trilogia di New York, e altri due romanzi (per un totale di 5) (-;

bene:) (domani leggo bene

bene:)

(domani leggo bene tutto;) )

mi sembra molto triste - e

mi sembra molto triste - e adesso ho bisogno di storie solari:). Ma verrà il giorno del match tra il povero lettore e Auster. Intanto, ti ringrazio per queste tue intense parole, cara Angela.

Sì, è triste. Intenso, ma

Sì, è triste. Intenso, ma tutt'altro che solare.
Quando il formidabile lettore che sei avrà abbastanza sole dentro, il confronto con Auster sarà sicuramente fecondo.

Intanto oggi Simone mi ha fatto scoprire l'outlet della melbookstore, dove ho trovato un libretto di cui ignoravo completamente l'esistenza: "Taccuino rosso",  edito da Il Melangolo. Si tratta di tredici micro-novelle a firma Auster. Magari finisco per scriverne... 

magnifico:)

magnifico:)

Bellissima pagina, Angela, il

Bellissima pagina, Angela, il libro mi attira molto. Ne deduco che ha una scrittura 'ondulata', meglio, 'serpeggiante', anche se, presumo, non ceda a compromessi. Mi piace Auster per quella sua inventiva talentuosa e immaginifica; ho letto Trilogia di New York e ne sono rimasta affascinata. Parli di "micro-novelle" e subito l'interesse aumenta: come sicuramente saprai, i più grandi scrittori hanno integrato, completato la loro opera letteraria con 'novelle' e spesso questi brevi racconti hanno raggiunto la perfezione.

Rimango in attesa...  Raffaella e grazie

Dio mio, sembra sembra

Dio mio, sembra sembra davvero godibile. Da come ne parli sembra anche ben riuscito. Io però, dopo "L'invenzione della solitudine", non riprenderò Auster per un bel pezzo.

"E ancora una volta, come non

"E ancora una volta, come non di rado accade per gli scritti dell'americano, il lettore a metà del suo percorso si accorge di stare assistendo in retrospettiva alla genesi del libro stesso che ha per le mani. L'architettura è perfetta, non una sola sbavatura. Nessun dettaglio risulta irrilevante nell'economia della vicenda narrata e il cerchio quadra senza la minima necessità di forzature. Ogni tessera del puzzle trova il suo incastro in un gioco di corrispondenze che, tuttavia, non rinuncia al fascino del dubbio e del sotteso. Perché Auster spiega e fa in modo che tutti gli elementi combacino, ma lascia comunque che a stringere i nodi sia l'intuito di chi legge."


Ecco, mi piace molto questo passaggio: si vede perfettamente che Auster lo conosci bene. Chapeau.

A me è piaciuto molto e l'ho

A me è piaciuto molto e l'ho "sponsorizzato" anche tra amici e parenti :)
Spero di non aver creato false aspettative.

Non sono una gran conoscitrice, di Auster ho mooolto ancora da leggere, però son contenta la pagina ti sia piaciuta.
(L'invenzione della solitudine è un gran bel libro, ma ci vuole un po' per metabolizzarlo a dovere, sì)

Troppo buona, troppo buona.

Troppo buona, troppo buona. Ho scritto meno di quanto si dovesse, il libro poteva essere commentato certamente meglio, ti assicuro.
Quanto alle novelle, non so. In genere preferisco i romanzi, leggerò e saprò dirti, Raffaella.

Benchè abbia cliccato il

Benchè abbia cliccato il tasto RISPONDI, i commenti non appaiono nella giusta successione. Boh!

la rece è molto bella, spero

la rece è molto bella, spero il libro lo sia altrettanto. comunque sulla frase finale si potrebbe riflettere a lungo. purtroppo nel mondo non c'è nè poesia nè giustizia. ci fosse almeno una delle due sarebbe un bel traguardo...

Sono contenta ti sia piaciuta

Sono contenta ti sia piaciuta la mia pagina. Penso il libro meriti, io almeno sono stata felice di essermici imbattuta.
Quanto alla giustizia e alla poesia credo la differenza stia nel fatto che la prima dovrebbe essere oggettiva, la seconda molto meno. Che il mondo sia ingiusto lo constatiamo quotidianamente, ce ne sono continue dimostrazioni inconfutabili  nel microcosmo delle nostre esistenze e via via in scala sempre più alta. La poesia, invece, è legata alle diverse sensibilità, agli stati d'animo...

(Auster) Grazie a te Angela

(Auster) Grazie a te Angela ho "scoperto" Auster e quindi annoto subito questo titolo per le prossime letture. Bella pagina come sempre!

Ottimo! Sono felice di essere

Ottimo! Sono felice di essere stata il tuo ponte verso Auster :)